Binaghi: “Sinner favorito a Wimbledon. Wild card a Berrettini? Ho scritto al direttore e …”

“Siamo fiduciosi che Matteo possa giocare direttamente nel tabellone principale”, ha spiegato Angelo Binaghi. "L'Italia è la nazione da battere"

Di Francesco De Salvin
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Angelo Binaghi (foto via Twitter @federtennis)

A poco più di due settimane dal via dei Championships, l’attesa attorno a Jannik Sinner è alle stelle. Il tennista azzurro sta ricaricando le batterie in vista di Wimbledon, dove si presenterà con la pressione e il prestigio di chi deve difendere il trofeo conquistato lo scorso anno. Il presidente della FITP, Angelo Binaghi, intervenuto a margine dell’incontro con l’Accademia dello Sport per la solidarietà di Bergamo, ha fotografato il momento del leader del ranking mondiale con totale serenità: Con Sinner ed il suo staff vale la regola ‘Nessuna nuova buona nuova‘, lui si è meritato una bella vacanza nella mia Sardegna, è nettamente favorito a Wimbledon, c’è un titolo da confermare e siamo la Nazione da battere”.

Missione Wild Card: la FITP scrive a Wimbledon per Berrettini

Se Jannik guida il gruppo dei favoriti, la situazione di Matteo Berrettini è decisamente più complessa. Il finalista dell’edizione 2021, scivolato indietro nel ranking (attualmente è numero 48 ATP) a causa dei troppi infortuni, rischia clamorosamente di dover passare dalle forche caudine delle qualificazioni a Roehampton. Una prospettiva che la Federazione italiana sta cercando di scongiurare in extremis, muovendo i propri canali diplomatici direttamente con l’All England Club per ottenere un invito nel main draw.

Proprio sul tema caldo che riguarda il tennista romano, il numero uno del tennis italiano ha rivelato di aver preso personalmente in mano la situazione, inviando una missiva ufficiale ai vertici del torneo londinese per far valere lo status e il valore sull’erba di Berrettini. Binaghi si è mostrato ottimista sul buon esito della richiesta: “Wild card a Berrettini? Ho scritto una lettera al direttore di Wimbledon, e siamo fiduciosi che Matteo possa giocare – come giusto che sia visto gli ultimi risultati – direttamente nel tabellone principale di Wimbledon”.

Un Roland Garros da record per l’Italia, nonostante i rimpianti

Lo sguardo del presidente si è poi spostato sulla recente campagna parigina. Nonostante l’eliminazione precoce di Sinner e il forfait forzato di Lorenzo Musetti, la spedizione azzurra sulla terra battuta dello Slam transalpino ha riscritto la storia del nostro tennis. Per la prima volta, i colori italiani sono stati rappresentati in massa nelle fasi calde del torneo, confermando l’incredibile momento di salute e la profondità di tutto il movimento maschile.

Tre azzurri ai quarti: la gioia storica e l’amaro in bocca per Cobolli

I numeri registrati all’ombra della Tour Eiffel certificano una crescita d’insieme senza precedenti, anche se non sono mancati i dettagli sfortunati che lasciano un pizzico di delusione per quello che avrebbe potuto essere un bottino ancor più clamoroso. Binaghi ha voluto sottolineare sia l’orgoglio per il traguardo tagliato che l’episodio chiave legato alla finale disputata (e persa) da Flavio Cobolli contro Alexander Zverev: “Tre giocatori nei quarti in uno Slam l’Italia non li ha mai avuti, rimane il rammarico perchè nel quinto quando si pensava Cobolli potesse essere favorito sono arrivato quei due crampi che hanno pregiudicato l’equilibrio che poteva vedere il nostro ragazzo vincitore”.

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