Il destino a volte restituisce con gli interessi ciò che ha tolto con crudeltà. Robin Montgomery iscrive il proprio nome nell’albo d’oro del Libema Open, il WTA 250 sull’erba di ‘s-Hertogenbosch, al termine di una settimana che definire fiabesca sarebbe riduttivo. Il primo titolo nel circuito maggiore della ventunenne statunitense arriva senza l’atto finale: la ceca Barbora Krejcikova, bloccata da un problema fisico, non è nemmeno scesa in campo, consegnando il trofeo a una Montgomery che può comunque celebrare il coronamento di un cammino semplicemente perfetto, iniziato addirittura dai tabelloni di qualificazione.
Il calvario del polso e la rinascita lampo
Il successo in terra olandese rappresenta una vera e propria rinascita sportiva per la giovane americana. Soltanto un anno fa Montgomery orbitava alla posizione numero 95 del ranking (suo best ranking), prima che un grave infortunio al polso destro – con conseguente operazione chirurgica – la costringesse a un calvario lontano dai campi durato quasi dieci mesi, subito dopo Wimbledon 2025. Rientrata nel circuito solo alla fine dello scorso marzo tra mille incertezze, Robin ha saputo ritrovare in tempi record una condizione atletica e mentale strabiliante, inanellando sei vittorie consecutive sui prati olandesi e spazzando via avversarie di ben altra classifica.
Un balzo di quasi 300 posizioni
I numeri che accompagnano il trionfo della tennista di Washington riscrivono la storia recente del circuito WTA. Presentatasi ai nastri di partenza del torneo da numero 484 del mondo, Montgomery è diventata la finalista con la classifica più bassa a ‘s-Hertogenbosch dal 1990 (anno di introduzione dei moderni livelli di torneo), nonché la terza con il ranking più basso in assoluto a giocarsi un titolo nel circuito maggiore negli ultimi trentasei anni. Questa incredibile cavalcata le regala un balzo epocale in classifica: da domani sarà la nuova numero 193 del mondo, riassaporando finalmente la top-200.
Sulle orme di Vandeweghe e Riske
Con questa vittoria, la giocatrice americana si inserisce anche in una nobile tradizione a stelle e strisce sui campi in erba del Libema Open. È infatti la terza statunitense di sempre a trionfare in questo torneo, seguendo le impronte della doppietta di CoCo Vandeweghe (2014 e 2016) e del successo di Alison Riske nel 2019. Inoltre, la nativa di Washington è la terza giocatrice proveniente dalle qualificazioni a vincere il torneo nella storia dell’evento, nonché la terza “qualificata” a sollevare un trofeo WTA in questo 2026, emulando le gesta di Elisabetta Cocciaretto (Hobart) e Sara Bejlek (Abu Dhabi).
Il circuito WTA ritrova una protagonista
Certo, l’amarezza per non aver potuto giocare e vincere l’ultimo punto sul campo resta – specialmente per gli appassionati e per i bookmakers che attendevano il verdetto del campo –, ma nulla può togliere valore alla portata tecnica e umana dell’impresa di Robin. Due anni dopo aver raggiunto i quarti di finale proprio su questi campi nel 2024, Montgomery ha chiuso il cerchio. Il polso non fa più male, il suo tennis scorre fluido e potente come nei giorni migliori e il circuito WTA ritrova una protagonista che era considerata una delle promesse più brillanti del tennis d’oltreoceano. La favola di ‘s-Hertogenbosch potrebbe essere solo l’inizio.
