Jasmine Paolini arriva a questo Wimbledon in mezzo a una stagione molto complicata, nella quale i risultati hanno fatto fatica ad arrivare e ha pure dovuto fare i conti con un fastidioso infortunio al piede che ne ha limitato l’attività.
Alla vigilia di un primo turno pieno di insidie con la qualificata Montgomery (che ha però vinto le sue ultime nove partite consecutive sull’erba), Paolini parla (anche lei a tempo ridotto in adesione alla protesta dei giocatori per richiedere montepremi più alti) di come affronta lo Slam più prestigioso nel quale due anni fa raggiunse la finale.
Perché pensi personalmente che la divisione dei ricavi sia la cosa fondamentale?
JASMINE PAOLINI: Penso sia una questione di rispetto per noi giocatrici e giocatori, perché mettiamo molto impegno nei tornei in generale e amiamo giocare gli Slam. Si tratta di essere giusti, non di ottenere più soldi: i soldi ci sono perché gli Slam guadagnano molto, non stiamo chiedendo soldi extra, ma che vengano divisi meglio. Non è solo una questione economica, riguarda anche il benessere delle giocatrici e dei giocatori, che è molto importante. Per me è fondamentale essere giusti nella divisione dei ricavi dei Grand Slam.
Ultima domanda in inglese: Jasmine, siamo più o meno a metà stagione, forse anche oltre. Come valuteresti la tua stagione finora, rispetto ai tuoi standard, e quali sono le tue aspettative per questo Wimbledon?
JASMINE PAOLINI: Onestamente non ho aspettative. Sto cercando di aggiustare alcune cose per sentirmi meglio fisicamente, che è l’aspetto più importante, e di alzare un po’ il livello del mio gioco per essere più consistente. So però che, in questo momento, la priorità è sentirmi sana, al cento per cento, con il mio corpo.
Hai detto che devi sentirti bene con il tuo corpo. Come ti senti in generale? Ci fai un riepilogo dopo Roland Garros: com’è andata, sta andando meglio?
JASMINE PAOLINI: Sta andando meglio, mi sono presa il mio tempo per cercare di recuperare e sicuramente ho bisogno di ore in campo. Sto cercando di metterne il più possibile, compatibilmente con il mio fisico. Come ho detto prima, è importante non avere molte aspettative, pensare alla prima partita, fare il meglio che posso e sperare che il fisico mi segua, che io stia bene. Stiamo facendo il possibile, metterò il 100% di quello che ho in campo e speriamo che vada bene e di sentirmi meglio, magari con la possibilità di giocare più match o comunque nei tornei successivi a Wimbledon.
Ciao Jasmine, abbiamo parlato dal punto di vista fisico, visto che il 2026 per te è stato abbastanza difficile. Hai lavorato anche dal punto di vista mentale?
JASMINE PAOLINI: Sicuramente è un aspetto che porto avanti da sempre: lavorare con una psicologa, secondo me, mi aiuta a conoscermi meglio. Mi aiuta a capire meglio le dinamiche che succedono nella mia mente. Chiaramente non è un interruttore, è un lavoro lungo in cui ogni tanto uno inciampa in qualcosa e poi si rialza. Come in tutte le cose. È sicuramente una parte importante che cerco di portare avanti.
Quali sono le aspettative? Migliorarsi sempre, ma anche in termini di classifica e risultati?
JASMINE PAOLINI: Mi piacerebbe migliorarmi sempre, perché ogni giorno, secondo me, si scende in campo per questo. Mi piacerebbe tornare a essere un po’ più competitiva ad alti livelli. Quest’anno ho fatto fatica in tante partite in cui ero lì e poi le ho perse, e questo è l’aspetto della stagione che non mi fa impazzire. Può andare male, può andare bene, io cerco sempre di metterci il meglio, ma vorrei tornare a sentirmi competitiva al massimo e ai massimi livelli.
