Wimbledon, Serena Williams torna in singolare: “Forse questa è l’ultima occasione”

La 23 volte campionessa Slam rientra ai Championships dopo quattro anni. La decisione presa quasi all’ultimo: “Non capita tutti i giorni che Wimbledon tenga una wild card per qualcuno”. E sul ritorno nel circuito: “Le aspettative sono diverse, voglio godermi il campo”

Di Jenny Rosmini
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Serena Williams (Foto X @usopen)
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Serena Williams è di nuovo a Wimbledon. Quattro anni dopo l’ultima apparizione in singolare ai Championships, la statunitense si prepara a tornare in campo con una wild card che lei stessa, fino all’ultimo, non era certa di accettare. In conferenza stampa Serena non ha nascosto i dubbi, ma ha spiegato con grande chiarezza il motivo che l’ha spinta a rimettersi in gioco: l’occasione era troppo importante per lasciarsela scappare.

Non capita tutti i giorni che Wimbledon tenga una wild card per qualcuno, ha detto Williams. “Mi sono detta che dovevo davvero cogliere questa opportunità. Chi sa se tornerò ancora qui. Questa potrebbe essere l’ultima volta”. La decisione di giocare il singolare è arrivata praticamente allo scadere. Williams ha raccontato di avere tempo fino al lunedì per accettare la wild card e di essersi decisa soltanto la domenica. Onestamente non sono ancora sicura, ha scherzato.

La prima sensazione, però, non è stata quella di un’emozione travolgente. Serena ha spiegato che il vero impatto era arrivato già al Queen’s, quando si era resa conto di essere davvero di nuovo a Londra, sull’erba, pronta a competere. A Wimbledon, invece, il rientro le è sembrato quasi naturale: “È stato un po’ come andare in bicicletta”. Le mie aspettative sono sicuramente diverse, per la prima volta nella mia carriera, ha ammesso. E ancora: “Sento che mi godrò davvero il fatto di essere là fuori”.

Questo non significa che mancherà la tensione. Anzi. Serena ha detto di aspettarsi di essere nervosa prima del debutto, precisando però che i nervi hanno sempre fatto parte della sua carriera. “Sono stata nervosa in ogni singola partita della mia vita”, ha spiegato. “Per me era il segno della passione, dell’amore e del fatto che tenevo al mio lavoro”.

Il primo ostacolo sarà Maya Joint, avversaria che Williams ha detto di conoscere e di aver studiato anche in video. Ma, al di là del tabellone, la vera incognita resta lei: quanto potrà incidere il suo tennis dopo quattro anni? Quanto conterà il suo nome? E quanto potrà pesare, sulle avversarie, ritrovarsi dall’altra parte della rete Serena Williams a Wimbledon?

Nel corso della conferenza Williams ha parlato anche del tennis seguito negli anni lontano dal circuito. Ha citato Aryna Sabalenka, di cui apprezza l’intensità, Coco Gauff e Mirra Andreeva, una delle giovani che più le piace guardare.

Un altro passaggio della conferenza ha riguardato il rientro nel programma antidoping. Non a caso, era stato proprio il suo reinserimento nel sistema dei controlli, qualche mese fa, a far capire agli addetti ai lavori che un ritorno in campo fosse più di una semplice ipotesi. Serena ha definito il protocollo “estenuante”, pur riconoscendone la necessità, e ha criticato alcune regole che considera difficili da conciliare con la sua vita attuale. “È poco professionale, lo odio”, ha detto, riferendosi in particolare alla gestione dei controlli fuori dalla finestra indicata. “Penso che sia necessario, ma alcune cose sono irragionevoli”. Williams ha ammesso che proprio la rigidità del sistema è stata “una delle grandi ragioni” per cui aveva esitato a tornare, spiegando quanto sia complicato rispettare quotidianamente il reporting tra figli, viaggi, aziende e impegni internazionali.

In conferenza Serena si è soffermata anche sul rapporto con Grigor Dimitrov. Williams ha definito il bulgaro il suo “bestie”, il suo migliore amico uomo nel circuito, raccontando un legame rimasto vivo anche lontano dai tornei. “Lui capisce la mia follia e io capisco la sua”, ha detto con il sorriso, prima di aggiungere che Dimitrov è “molto più pazzo” di lei. Al di là della battuta, Serena ha espresso affetto e vicinanza per l’ex numero 3 del mondo, sottolineando quanto sia stato difficile vederlo alle prese con i problemi fisici dell’ultimo anno: “Bisogna continuare a lottare e continuare a tornare”.

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