PREMIUM Wimbledon – Perché è stata così sofferta la vittoria al quinto di Jannik Sinner

Si legge di tante sorprese fin dal primo turno: il forfait di Draper, i k.o. di Ruud, Rublev, Darderi, ma non sono poi vere sorprese, come quello di Norrie, la faticaccia di Djokovic dopo 3h e 15' di lotta e, forse, la lotta di Sinner

Di Ubaldo Scanagatta
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Jannik Sinner - Wimbledon 2026
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Un messaggio dal direttore
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E’ stata più sofferta del previsto la prima tappa di avvicinamento di Jannik Sinner al traguardo (ancora lontano) del trionfo back-to-back a Wimbledon che soltanto 9 grandissimi campioni hanno saputo coronare dal 1968 in poi. Rod Laver, John Newcombe, Bjorn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras, Roger Federer, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz.

Lo è stata per un complesso di ragioni.

1) La lontananza di quasi un mese dal tennis agonistico per Jannik, fermatosi bruscamente – più bruscamente di così! – sul 6-3,6-2,5-1 contro Juan Manuel Cerundolo al Roland Garros.

2) La prestazione davvero super dell’ex n. 1 del mondo junior Miomir Kecmanovic che pur avendo battuto 6 top-ten in 34 duelli non era mai riuscito a insidiare un n. 1 né uno dei primissimi giocatori del mondo in uno Slam. Il suo primo top5 lo aveva battuto proprio quest’anno a Acapulco: Sasha Zverev. Ma un conto è giocare e battere il n. 3 del mondo ad Acapulco – certo dà fiducia – e un altro è farlo sul Centre Court di Wimbledon, lo Slam più prestigioso fra tutti.

3) Un avvio incerto di Jannik, poco centrato con il dritto e in genere un po’ su tutti i colpi. Mai visto steccarne tanti così. Anche di rovescio.

4) Alla fine 52 errori gratuiti di Jannik, davvero troppi rispetto alle sue abitudini. E se li chiamo gratuiti è perché Kecmanovic non ha sempre fatto cose straordinarie in questi frangenti per procurarseli .

5) La tattica non mi è parsa ineccepibile. Capisco l’idea di palleggiare sul colpo più solido, il rovescio, per aprirsi il campo sul dritto, però quando sulla diagonale dei rovesci perdi troppi punti perché il tuo avversario giova più profondo di te, forse è il caso di pensare a cambiare strategia. Una delle caratteristiche migliori di Jannik è sempre stata la risposta. Questa volta non è stato così. È riuscito ad evitare gli ace del serbo, tanto da consentirgliene uno solo contro i suoi 31. Però troppe volte ha risposto male, con tanti errori a battute che erano ben lontane dai cannonballs di servizio cui lui è solitamente abituato a rispondere. Erano quasi sempre servizi a 160-170, max 180 km orari. Quasi inspiegabile…se non per mancanza di allenamento.

6) La desuetudine agonistica ha provocato anche qualche calo di concentrazione, qualche passaggio a vuoto, per solito non caratteristici di Jannik. Il primo set lo ha perso grazie all’unico break subito sul 4 pari quando aveva servito sul 40-0 e tutto lasciava presagire un comodo 5-4. Invece sul 40-30 due doppi falli consecutivi di Jannik e sulla successiva palla break seguiti da un errore gratuito di dritto, gli hanno in pratica fatto perdere il set di abbrivio.

Sono certo che contro il portoghese Nuno Borges giocherà meglio. Ho intervistato il giornalista di tennis più noto del Portogallo, Miguel Seabra, per farmi dire qualche “primizia” su Borges. Leggerete quel che mi ha detto appena sarà stata tradotta dall’inglese. Ma Miguel mi ha promesso anche un articolo sul “suo” giocatore” e spero mantenga la promessa perché sarà certamente un contenuto esclusivo (uno di quelli per i quali Ubitennis conta di “sedurre” nuovi abbonati).

Intanto la prima giornata di Wimbledon ha dato vita anche alle prime sorprese. Fra le quali posso far rientrare anche la terribile fatica con cui Novak Djokovic è alla fine – dopo 3 ore e 15 minuti – riuscito a liberarsi del cinese Yibing Wu al quarto set, con il break finale sul 4 pari letteralmente regalato dal cinese che ha sbagliato un facilissimo smash al rimbalzo sulla seconda palla break per Nole. Un duello amarcord al prossimo turno? Eccolo: Djokovic-Tsitsipas (che ha finalmente mollato il padre, ma non ha ancora trovato il rovescio).

Non sorprese straordinarie, salvo che per chi dà troppo peso al ranking, a parer mio perché che Casper Ruud – mai andato oltre al secondo turno a Wimbledon – potesse perdere dal redivivo Hubert Hurkacz (che è stato qui semifinalista) ci stava e c’è stato. Idem Darderi, purtroppo, con l’americano Ethan Quinn reduce dal brillantissimo torneo “erboso” di Maiorca dove aveva lasciato solo 4 game al portoghese Borges (già, il prossimo avversario di Sinner) prima di arrendersi in finale a Davidovich Fokina (che ha vinto il suo primo torneo …).

Temevo che Jack Draper si potesse ritirare prima di scendere in campo con Taylor Fritz. E che Andrey Rublev abbia perso da Roman Safiullin che aveva fatto semifinale qui un paio d’anni fa anche ci sta. Magari non 14-12 al supertiebreak del quinto set, e dopo aver sprecato due matchpoint. Però ero sicuro che se i due russi andavano sulla lotta Rublev sarebbe stato quello che si sarebbe innervosito di più e avrebbe perso per primo la lucidità. M stavo guardando Sinner con Kecmanovic quindi non ho visto un solo punto, anche se lo seguivo punto a punto sul computer.

Confesso che non sapevo molto dell’americano dal nome cinese, Michael Zheng, che ha eliminato Cameron Norrie, l’inglese di mille passaporti che è stato qui anche semifinalista. Quindi quella sì per me è una sorpresa. Così come quella, fra le donne, della Maja Chwalinska che ha proprio un tennis adattissimo all’erba, ma si è ahi lei fatta male alla caviglia sul 6-3,5-2 e match point contro la tailandese Mananchaya Sawangkaew.

Il programma di oggi, con 6 italiani, 4 uomini e 2 donne, lo conoscete già – pochi hanno l’appeal come l’inedito Berrettini-Wawrinka – così come la discesa in campo di Serena Williams contro la ventenne australiana Maya Joint. Lì, secondo voi, quale sarebbe la sorpresa? Serena che vince o che invece perde? Per me la sola vera sorpresa potrebbe essere Serena che vince in rimonta al terzo set dopo 3 ore di battaglia. Chi vivrà vedrà.

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