Wimbledon, Zverev: “Nel match della mia vita sfiderei Sinner sul rosso e Alcaraz su cemento veloce”

“Storicamente a Wimbledon non sono quasi mai arrivato a sfidare i top 10”, ha affermato Alexander Zverev. “Perciò, per me il tabellone non ha molta importanza”

Di Andrea Binotto
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Alexander Zverev - Wimbledon 2025 (Foto X @rolandgarros)
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Il primo match Slam da campione in un Major non è stato tra i più semplici per Alexander Zverev. Dal lato opposto della rete, il belga Alexander Blockx – primo in classifica tra le non teste di serie – lo ha tenuto impegnato per tre ore. Il vincitore del Roland Garros, però, ha finito per spuntarla in quattro set lottati e ha così conquistato l’accesso al secondo turno di Wimbledon, torneo nel quale non ha mai superato gli ottavi di finale. Di seguito, vi proponiamo le dichiarazioni del secondo favorito del seeding in conferenza stampa dopo il successo.

D: È stata una vera e propria battaglia, ma ce l’hai fatta. Devi essere davvero contento.
Alexander Zverev: “Sono felice. In realtà è stata una partita molto simile a quella dell’anno scorso (persa contro Arthur Rinderknech, ndr), ma per me con un esito migliore. E ovviamente sono felice di essere passato al secondo turno e di essere ancora in gara”.

D: Se dovessi giocare la partita della tua vita, sceglieresti la terra battuta o il cemento come superficie?
Alexander Zverev: “Non lo so. Dipende da chi affronto, in realtà. Se fosse Carlos, sicuramente un campo in cemento veloce. Se fosse Jannik, forse, un campo in terra battuta, anche se quest’anno mi ha battuto due volte (a Montecarlo e Madrid, ndr).

D: Dopo la partita hai dichiarato sul campo che speri di ottenere il tuo miglior risultato qui a Wimbledon. Cosa ne pensi del tuo lato di tabellone?
Alexander Zverev: “Onestamente, è molto diverso dal Roland Garros. Per me il tabellone non ha molta importanza, perché qui ho affrontato un avversario tra i primi 10 solo una volta in carriera, ovvero Milos Raonic nel 2017 (in realtà ha sfidato anche il numero 9 Tomas Berdych nel 2016, ndr). In tutti gli altri anni ho perso contro giocatori fuori dalla top 10. Quindi dipende tutto da me. Si tratta davvero di superare i miei incontri e di giocare le mie partite, perché i nomi di Jannik, Novak e tutti quei ragazzi sono dall’altra parte del tabellone. Per me però non ha molta importanza, dato che storicamente non sono mai arrivato ad affrontarli.

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