Vittoria di carattere per Flavio Cobolli che supera in quattro set l’australiano James Duckworth. Altro terzo turno per lui a Wimbledon dove incontrerà il russo Karen Khachanov, con cui le schermaglie sono già iniziate negli spogliatoi.
Flavio, partita dura oggi.
FLAVIO COBOLLI: “Grazie. Penso sia stata una bella cosa per me. Credo che il livello che ho avuto oggi non sia stato il migliore, ma era comunque contro un grande avversario, un grande lottatore, soprattutto su questa superficie. Quindi non è stato facile esprimere il mio miglior tennis. Ho giocato molto piatto e sull’erba non è semplice raggiungere il livello migliore del mio tennis, ma sono comunque contento della prestazione, dell’atteggiamento che ho avuto in campo e della lotta che ho portato avanti con il mio team. Adesso sono felice ed è un onore raggiungere il terzo turno qui a Wimbledon.”
Come fai a mantenere tutta questa continuità?
FLAVIO COBOLLI: “Penso di aver giocato questa settimana contro un grande lottatore, e questo mi ha aiutato a raggiungere il livello migliore. Non è facile giocare subito bene qui a Wimbledon, con l’erba. Avevo giocato solo una partita sull’erba prima di Wimbledon, quindi essere qui e giocare con il grande atteggiamento che ho avuto con il team, lottando su ogni punto, mi ha aiutato a essere qui e a essere felice per aver raggiunto il terzo turno.”
Flavio, complimenti per la vittoria, bellissima partita. In certi momenti te la prendevi con la macchinetta.
FLAVIO COBOLLI: “Non va”
A Parigi avevi anche detto che tu preferisci le chiamate.
FLAVIO COBOLLI: “Sai, in quei momenti dici cose che magari neanche pensi, quindi credo che la macchina faccia sempre il suo lavoro. Sono più io quello che deve stare zitto. Però mi aiuta anche a stare sempre attivo, sempre nella partita. Non è un pretesto, è una lamentela, ma non è un alibi. Non do mai colpa a fattori esterni, sono sempre io che mi arrabbio con me stesso o con mio padre. Sono contento che ci sia la macchina, sono contento di quello che fa. Delle volte può capitare che sbagli, perché è provato che la macchina può sbagliare, però non credo che sbagli così tanto quanto io mi lamento.”
Ciao Flavio, prima di questo torneo avevi parlato chiaramente di quanto fosse importante non solo concentrarsi sull’avversario, ma anche giocare un po’ su te stesso e quindi anche sulla gestione delle aspettative, arrivando qui da top 10. Ti chiedo, da quel punto di vista, dopo queste due partite, quanto hai giocato anche contro te stesso e quanto ti senti di essere stato bravo a uscirne vincente in entrambe le occasioni?
FLAVIO COBOLLI: “Sono stato molto bravo. Secondo me non erano due partite scontate, soprattutto quella di oggi. Credo che sia stata una prova veramente dura. Anche il team mi ha detto che oggi sono stato fortunato, me la sono cavata veramente per un pelo e la partita è stata veramente molto difficile. Quindi sono stato soprattutto bravo, ovviamente, però credo di lottare tutti i giorni contro me stesso, contro le aspettative che mi do, contro le pressioni. Questo è solo, come ho detto l’altra volta, benzina per il mio tennis. Nella vita reale non amo stare al centro dell’attenzione, ma sportivamente parlando, in campo a tennis mi piace. Quindi sono contento che ci sia il mio nome sulla bocca dei giocatori e delle persone che lavorano in questo sport.”
Prima è venuto Matteo [Berrettini] e diceva quanto sia stato importante per lui, alla fine, accettare che entri in un torneo e non stai al meglio, non sei proprio al massimo. Un tennista deve sempre sperare di dare il massimo, avere grandi ambizioni, e l’altro polo invece è dire: “Va bene, accetto che posso perdere, che può non andare bene, che posso stare meglio”. Sei d’accordo anche tu che una delle chiavi sia dire: “Io faccio quello che posso, anche se non sono al massimo”?
FLAVIO COBOLLI: “Sicuramente devi accettare quello che hai. È quello che mi dice sempre il mio team: quello che hai oggi è quello che hai, quindi lotta con quello e divertiti. Però ovviamente uno pensa e vuole stare sempre al meglio. Con la nostra vita è molto difficile, perché io veramente in 365 giorni 8 mi sento al 100%. Quindi ogni volta lotti con dolori, lotti con fastidi, e ormai siamo abituati. E se stai al 100%, delle volte è anche perché magari non hai dato quanto veramente vorresti dare. Quindi io preferisco sempre avere dei fastidi, vuol dire che sto bene. Però sì, sono d’accordo con te.”
UBITENNIS: Mi domandavo: visto che giochi benissimo, hai fatto quattro tie-break e ne hai vinti tutti e quattro. È perché stai più attento? Oppure qualche volta ti distrai nelle altre fasi della partita? Perché non arrivi a giocare così bene anche negli altri momenti? È più difficile perché sono tanti e invece nel tie-break ne concentri di più? E poi, se mi puoi spiegare un attimo: sul 3-1 nel primo tie-break hai fatto sei punti in fila, 7-4. Cosa è successo? Perché non l’ho visto.
FLAVIO COBOLLI: “Su questa superficie è difficile vincere 6-1 6-1 6-1, anche se uno vorrebbe, ma credo che sia più importante come arrivi al tie-break. Io ci sono arrivato senza perdere neanche un turno di servizio nel primo set, quindi già per me è positivo. Poi credo che nei tie-break io riesca a tirar fuori quello che magari non riesco a fare prima, ovvero l’istinto e la grande giocata nei punti importanti. Quando ho un punto importante, comunque non mi freno.
Tanti giocatori magari hanno questo problema. Non voglio parlare di quello di oggi, perché credo di aver giocato due tie-break perfetti, quindi non voglio dare nessuna colpa al mio avversario di oggi. Credo soltanto di esprimere meglio il mio tennis nei momenti cruciali. I tie-break lo sono: sono intorno agli otto punti, quindi hai poco tempo per dimostrare il tuo valore. Se li vinci sei stato bravo, ma anche se li perdi delle volte puoi giocare bene.
Però si gioca sempre su due punti, è come quando giochi il doppio: puoi giocare benissimo, rispondere tutte le volte, ma poi c’è il tuo compagno che non risponde mai. Quindi sono cose che, secondo me, non si allenano più di tanto. Io i punti importanti riesco a giocarli sempre bene, quindi questa è una caratteristica che mi sento di darmi, di vantarmi su questo. Poi contro Khachanov sarà sicuramente una partita molto difficile: è un giocatore alto, serve bene, tira forte, quindi su questa superficie è molto pericoloso. Però io sto giocando bene, fisicamente sono pronto. Ci siamo visti adesso nell’ice bath, abbiamo parlato un po’ forte e ci siamo già mandati a cagare.”
