Wimbledon, Medvedev: “Sono deluso, sentivo di poter fare bene. E’ il miglior torneo al mondo”

Il russo: "La mia stagione sta avendo più bassi che alti, posso solo andare avanti. Non ho disputato buone partite"

Di Manuel Ventriglia
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Daniil Medvedev - ATP Madrid 2026 (@ X MutuaMadridOpen)
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Ci risiamo. Una continuità di rendimento che sembra essere un miraggio e delle montagne russe, appunto, che non accennano a fermarsi. Daniil Medvedev è fuori da Wimbledon al termine di un match che non può non lasciargli in dono più di qualche rimpianto. Una sconfitta maturata 3-0 al terzo turno contro Jan-Lennard Struff con l’ex numero uno al mondo capace di farsi rimontare negli ultimi due parziali dove ha ceduto la battuta sul punto di chiudere, con due set point sanguinosi sprecati nel terzo set.

Un altro Slam steccato e ancora tante incognite sul futuro. Nonostante il comprensibile disappunto, Medvedev si presenta in conferenza stampa con la solita pragmaticità senza rifugiarsi in facili retoriche. Il russo è perfettamente consapevole del momento e lo accetta, aggiungendo un pizzico di rammarico riguardo alle sue aspettative riguardo i Championship dove credeva di fare molto meglio. Attese con buone ragioni di esistere considerando le due semifinali raggiunte nel 2023 e 2024.

D. Sono qui solo per chiederti una cosa: un break nel primo set, un break nel secondo, due break nel terzo, due set point. Su questa superficie, com’è possibile?
DANIIL MEDVEDEV: “Avrei dovuto fare di meglio. Non sono riuscito a servire esattamente come volevo. Non sono riuscito a giocare come volevo nei tie-break, perché anche se stai, diciamo, servendo per il set o cose del genere, puoi comunque vincere il set dopo. Oggi è stato più bravo nei punti importanti. Sono davvero deluso“.

D. Ti capita mai, quando sei in vantaggio di un break o addirittura di un doppio break, di pensare che mentalmente le cose possano diventare un po’ più facili, nel senso di: “Oh, posso abbassare un po’ il mio livello e riesco comunque a superare questo momento”, e che questo permetta all’avversario di rimontare, o non ti capita mai?

DANIIL MEDVEDEV: “No, non credo. Voglio dire, se prendiamo ad esempio le prime due partite, non è successo. Quindi ci sono partite in cui succede e altre in cui no. Quindi, ripeto, se fossimo al quinto set e stessi servendo per chiudere la partita, allora forse potrebbe essere una questione di mentalità. Qui siamo al terzo turno, ho un break di vantaggio, devo solo chiudere il set. Probabilmente ci riuscirò nella prossima partita. Quindi non è una questione di mentalità. Si tratta semplicemente di essere più in forma in quel momento, di mettere a segno un paio di buoni servizi, di fare un paio di colpi giusti e di chiudere il set“.

D. Tre dei quattro tornei del Grande Slam sono ormai alle spalle. Come valuti la tua stagione finora?
DANIIL MEDVEDEV: “Con alti e bassi, e ultimamente un po’ più di bassi che di alti. Ma cosa posso dire? Sono davvero deluso, perché sentivo di poter fare potenzialmente bene a Wimbledon. Ripeto, non si tratta solo del risultato, conta il modo in cui giochi. So che quando gioco bene, posso ottenere un buon risultato o disputare una bella partita. Oggi non è stato così. Il secondo turno è stato discutibile, nel senso che penso avrei potuto giocare meglio. Quindi è davvero deludente. Ma ci sono stati anche dei bei momenti in questa stagione. L’unica cosa da fare è andare avanti e cercare di fare meglio la prossima volta“.

D. Considerando la tua carriera e tutti i tornei che hai vinto, come classificheresti Wimbledon? È il torneo più importante del mondo?
DANIIL MEDVEDEV: “Direi che tutti e quattro i tornei dello Slam sono bellissimi a modo loro. A causa dei miei problemi con la terra battuta, non mi piace molto il Roland Garros, semplicemente perché per me è difficile giocare lì (sorride). Wimbledon è sicuramente il più bello. Ma poi, ad esempio, se parliamo del pubblico all’Arthur Ashe, che può essere a favore o sfavore, non credo ci sia nessun altro pubblico così elettrizzante. Ogni torneo è diverso a modo suo. Metterei Wimbledon tra i primi quattro, ma, come ho detto, è il più bello“.

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