[9] F. Cobolli b. [19] K. Khachanov 0-6 7-6(4) 6-7(5) 6-2 6-2
Un’altra dimostrazione di grande solidità ha consentito a Flavio Cobolli di rimontare una partita che si era oltremodo complicata contro Karen Khachanov e conquistare per il secondo anno consecutivo gli ottavi di finale al torneo di Wimbledon.
In un match giocato sotto un sole molto vivo, ma tiepido e in una giornata piuttosto ventilata, Cobolli ha messo in mostra un tennis “a più marce” rispetto al suo avversario russo, riuscendo a disinnescare alla distanza la macchina da colpi di Khachanov che nel quinto set, una volta subito il break, non è riuscito a tenere dal punto di vista mentale e ha “sciolto” dando via libera al romano.
In quasi quattro ore di gioco Cobolli ha salvato 13 delle 16 palle break concesse, e soprattutto ha giocato in maniera molto propositiva all’inizio del quarto set quando il suo avversario avrebbe potuto prendere il largo dopo essersi portato in vantaggio per due set a uno.
L’indigestione
Inizio da incubo per Cobolli che in 20 minuti perde il primo set per 6-0. Si mette due dita in gola guardando il suo angolo, scappa negli spogliatoi dove rimane per parecchi minuti e poi rientra in campo apparentemente rigenerato o quantomeno capace di giocare alla pari con Khachanov. “Ho avuto una strana sensazione sullo stomaco, il dottore mi ha aiutato, e quando sono tornato dal bagno mi sono sentito meglio,” ha chiarito Cobolli nel discorso a fine match, fornendo forse più informazioni di quelle che erano necessarie.
I due tie-break
Nel secondo set ci sono solo due palle break: una al quarto gioco annullata da Cobolli con un ace, e una nel game successivo cancellata da Khachanov con una volée di rovescio. Entrambi giocano quasi a specchio, anche se il russo è più lineare nel cercare la pressione da fondocampo mentre l’azzurro alterna colpi in contenimento, soprattutto con il rovescio slice, a manate di diritto per cercare l’affondo.
La differenza nel set la fa proprio una di queste randellate di diritto di Cobolli, che nel tie-break ottiene il punto sul servizio dell’avversario per il 3-2. Basta quello per fare la differenza nel set.
Khachanov appare più discontinuo, commette qualche errore di troppo da fondocampo, ma Cobolli sembra irrigidirsi un po’, i suoi colpi non sono più profondi come al solito, gli rimangono più sulle corde e non riesce a concretizzare una apparente superiorità di gioco.
Il romano ha due opportunità del 4-2, ma manca un diritto sulla prima e non riesce a rispondere su una seconda angolata sulla seconda. Man mano che si avvicina la fine del set i servizi diventano meno decisivi: Khachanov manca una palla del 5-4, poi salva due set point nel game seguente, uno dei quali con un nastro molto fortunato. Sul 5-5 Cobolli esce da una situazione molto delicata, con un 15-40 rimontato e ben cinque palle break cancellate.
Si arriva al tie-break, dove Khachanov infila tre punti di grande fattura per andare dall’1-2 al 4-2. Cobolli incassa un gratuito di diritto sul 4-5 per impattare la situazione, ma sul successivo 5-6 commette un doppio fallo che manda Karen in vantaggio due set a uno.
La rimonta
Con le spalle al muro, Cobolli trova il carattere per ribaltare la partita punto dopo punto. Sullo 0-1 risale dallo 0-40 con due vincenti, cancella cinque palle break a Khachanov e poi passa in vantaggio sul 2-1 con un diritto vincente. Il russo accusa il colpo, va sotto 1-3 in un attimo, poi si fa scappare Cobolli sul 5-2 pesante rimandando la soluzione del match al quinto set.
Il match ormai va avanti da oltre tre ore, le energie cominciano a scarseggiare. Con due vincenti Cobolli va sul 15-40 nel quinto game, Khachanov sbaglia un diritto che lo manda su tutte le furie: break, pallata in tribuna e meritatissima ammonizione.
Il match finisce lì: Cobolli non si guarda più indietro e dopo 3 ore e 59 minuti conquista per il secondo anno consecutivo gli ottavi di finale a Wimbledon. Il suo prossimo avversario sarà l’australiano Alex de Minaur, testa di serie n. 5 del torneo, contro il quale ha perso entrambi i precedenti confronti diretti, disputati però nel 2024 (e sul cemento), quando Cobolli non era ancora il giocatore che è oggi.
