Wimbledon, Berrettini: “Fa male, ma sono consapevole di essere forte”

Matteo Berrettini dopo la sconfitta con Dimitrov: "All'inizio mi sentivo poco reattivo. Si è deciso tutto per pochi punti"

Di Vanni Gibertini
6 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Grigor Dimitrov e Matteo Berrettini - Wimbledon 2026 (foto Ubitennis)
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Un’altra battaglia per Matteo Berrettini: cinque set, sul palcoscenico del Centrale di Wimbledon, finiti purtroppo con una sconfitta.

La sconfitta è dura da accettare, ma quali sono le tue sensazioni sulla partita?

MATTEO BERRETTINI: “Sì, è una sconfitta dura, una partita dura. Sono stato bravo a rientrare nel match e ho sentito che l’inerzia era cambiata un po’. Il tennis è così, soprattutto contro un giocatore davvero forte come Grigor, che ha giocato un ottimo match. Alla fine la partita si è decisa su pochi punti ed è dura da accettare. Devo accettarla, prendermi un paio di giorni per farlo e poi andare avanti. Resta comunque un torneo molto buono: i tre match che ho giocato sono stati di livello molto alto, ed era proprio quello che cercavo, cioè partite, adrenalina e la sensazione di tornare competitivo.”

Hai sentito anche tu in campo che il livello fosse altissimo da entrambe le parti?

MATTEO BERRETTINI: “Sì, l’ho sentito. È difficile parlarne adesso, nel senso che probabilmente tra un paio di giorni sarò più contento di poter dire di aver fatto una gran partita. Adesso c’è la delusione della sconfitta e il fatto di essere riuscito quasi a girarla, come dicevo prima. Ero vicinissimo, sentivo che l’energia era cambiata, che stavo giocando meglio e che gli stavo salendo un po’ sopra. Però il tennis è così. Bisogna prendere il buono, perché alla fine è stato un ottimo torneo. Poteva andare ancora meglio, ma considerando come mi sono preparato e il fatto che, da Parigi in poi, non avessi giocato partite sull’erba, è sicuramente una settimana positiva. C’è amarezza, però di solito, quando perdo partite così, e in carriera me ne sono capitate, sono sempre riuscito a prendere il lato positivo. E questo resta l’obiettivo.”

Il dritto qualche volta ti ha un po’ tradito: è dipeso anche dai suoi slice bassi, che rendevano più difficile spingere, oppure ti sei un po’ innervosito dopo alcuni errori?

MATTEO BERRETTINI: “Secondo me, come hai detto giustamente tu, la partita è stata di altissimo livello, bellissima, con colpi pazzeschi. Tutte le occasioni che uno o l’altro si è preso se le è andate a prendere davvero con dei vincenti. Quando ci siamo strappati il servizio, lo abbiamo fatto con colpi vincenti. È raro pensare a un punto e dire che uno dei due abbia regalato qualcosa. All’inizio mi sentivo un po’ meno reattivo del solito, però nel complesso è stata una partita di altissimo livello. Poi è chiaro che ci sono stati degli errori.

È complicato giocare contro un giocatore che varia molto, perché è difficile trovare ritmo. Il dritto è l’arma che uso di più negli scambi, quindi è normale dover forzare un po’ di più e provare a fare di più. Mi ha aiutato tantissime volte in tantissime occasioni. Se magari avessi sbagliato due o tre dritti in meno, adesso saremmo qui a parlare di una vittoria, però è difficile analizzare una partita su tre punti. Ripeto, secondo me c’è stata una prestazione molto buona, una reazione forse ancora migliore, e quindi vado via con un po’ di tristezza ma anche con la consapevolezza di essere forte. Oggi in campo mi sono sentito bene.”

Quando dici che porti via il buono da questo torneo, a cosa ti riferisci: al tennis, alla condizione fisica o a quella mentale?

MATTEO BERRETTINI: “Tutte e tre, perché il tennis è fatto da queste tre cose e devono essere tutte a un buon livello. A volte una delle tre può compensare le altre due, però secondo me il livello è stato altissimo. Ho giocato quattro ore e venti con Stan, poi ho giocato con Fritz una partita pazzesca, e oggi un’altra partita incredibile. Fa male, perché comunque stanotte non dormirò serenissimo, però esco dal torneo con la consapevolezza che, quando mi sento così e quando sto così, posso togliermi delle belle soddisfazioni. E quindi si va avanti.”

Le prossime soddisfazioni dove vuoi cercarle? Cosa farai dopo questo torneo?

MATTEO BERRETTINI: “Sono iscritto a Gstaad e Kitzbühel, che sono due tornei a cui sono legato e di cui ho bei ricordi. Adesso sicuramente devo riposarmi qualche giorno, perché il corpo ha risentito di questi quattro o cinque set che ho giocato. Il programma è quello di andare a giocare lì e poi, a seconda di quello che succederà, valutare l’America.

Per me è importante, soprattutto dopo tutti i problemi fisici che ho avuto, fare una programmazione intelligente. Nelle ultime settimane ho giocato, secondo me, un gran tennis, ma ci sono stati infortuni di mezzo e non sono riuscito ad allenarmi quanto avrei voluto. Da inizio anno ho giocato tanto, nel senso che ho fatto molti tornei, non tantissime partite, però non mi sono allenato così tanto. Adesso nei prossimi giorni mi siederò con calma con il mio team e capiremo quale sarà la strada migliore per arrivare pronti a New York, perché quest’anno a New York ci voglio andare.”

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment