Wimbledon: Berrettini rimonta due set, ma agli ottavi va un grande Dimitrov

Grigor Dimitrov la spunta al quinto set contro un Matteo Berrettini in notevole crescita durante il match. Gli errori di dritto 28 (14 i vincenti) si sono fatti sentire contro un bulgaro più solido, incisivo con la seconda e straripante a rete

Di Michelangelo Sottili
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Grigor Dimitrov - Wimbledon 2026 (Instagram @wimbledon)
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[WC] G. Dimitrov b. M. Berrettini 6-3 6-4 3-6 5-7 6-3

Dopo la sfida che incanta con Stan Wawrinka e l’ottima vittoria su Arthur Fils, a Wimbledon Matteo Berrettini non si ripete contro un’ottima versione a tutto campo di Grigor Dimitrov, che si impone 6-3 6-4 3-6 5-7 6-3 in tre ore e mezzo. Per due set e mezzo più efficace di Matteo in fase di contenimento con lo slice di rovescio, Grigor ha usato bene il campo, non si è rifugiato nella comfort zone difensiva cercando, con evidente successo, di creare gioco, è andato a prendersi i punti sia al volo caricando il dritto verso l’angolo sinistro dell’avversario – senza rischi ma pesante – sia sorprendendolo dall’altra parte. A rete è stato pressoché impeccabile, riuscendo a non far mai tirare un passante competitivo a Berrettini.

Matteo ruggisce ma l’acuto finale è bulgaro

Dopo l’avvio contratto, tuttavia, l’azzurro è viepiù cresciuto nel corso del match, ha annullato la palla break in apertura di terzo vincendo un raro e quanto mai preziosissimo punto sulla seconda per poi insinuarsi in un inedito e piccolo passaggio a vuoto dell’avversario e finendo con il trascinare la sfida al quinto con l’inerzia che pareva dalla sua parte. Offrendo dunque il promesso scontro fra grande bellezza e grande potenza, i due hanno espresso un tennis di alto livello, entrambi desiderosi di riscuotere il credito con la fortuna sui Sacri Prati, Matteo dal 2022 (arrivato con i successi di Stoccarda e Queen’s, si era ammalato prima dell’esordio), Grisha dall’anno scorso (il grave l’infortunio quando era avanti due set contro Sinner agli ottavi). A tennis però ne passa solo uno e alla fine è stato Dimitrov a vincerla, intoccabile al servizio e perfetto a rete.

Primo set – Inizio incerto di Berrettini, Dimitrov scappa irraggiungibile

Matteo sceglie di partire in risposta, va in difficoltà al terzo game sbagliando due volte in uscita, recupera mettendo (altre) tre prime, poi commette altri tre errori (slice rigido, volée abbastanza comoda steccata, pare dire di non aver visto la palla, e dritto in spinta che vola via) e perde la battuta per la terza volta nel torneo. Grisha consolida a zero e 4-1.

Risponde spesso, Dimitrov, considerando che tre volte su quattro gli arriva una prima, mentre Berrettini è ancora impreciso, riuscendo comunque a tirarsi fuori dl 15-40. Matteo rimane in scia, ma in risposta non incide e Dimitrov fa suo il parziale per 6-3. Due soli non forzati per lui con otto vincenti, 10-14 il bilancio di Matteo che ha vinto un solo punto su sette seconde.

Secondo set – Berrettini in crescita, ma Dimitrov non perdona

Qualche segnale positivo in risposta per il romano classe 1996 che per la prima volta arriva ai vantaggi, complici una volée e una seconda bulgare fallite, con il rimpianto per l’errore sul 30 pari. Matteo è in crescita sia con il servizio sia nello scambio, ma è difficile immaginare un sorpasso senza un aiuto dell’altro.

I regali arrivano invece sul 4 pari dal lato azzurro, subito l’inside-in parecchio lungo (ottavo unforced di dritto), mentre Dimitrov piazza una volée alta di rovescio poetica e letale. Berretto agguanta il 30 pari, ma viene punito per non aver fatto male con il dritto e cede scegliendo – forse non a caso – la smorzata (in rete) invece di spingere. Grigor al servizio, chiude volée agevoli e va due set a zero. Rispetto al primo parziale si è assottigliata la forbice dell’aggressività (percentuale di colpi giocati in attacco), ancora favorevole al bulgaro, mentre ancora negativo Berrettini con la seconda, 2 punti su 7.

Terzo set – Berrettini sbaglia ancora tanto ma è chirurgico

Il dritto spento di Matteo si riaccende per salvare la palla break che ha concesso al terzo gioco e l’ottimo scambio con cui tiene potrebbe dargli una scarica positiva. Il sesto game è quello buono, Grisha dà l’idea si sentire la tensione, sbaglia anche uno smash e alla prima opportunità Berrettini gli strappa la battuta, ben confermando per il 5-2.

Al servizio per andare al quarto, due dritti sbagliati e da match point è palla break, il dritto di Matteo viene e va con una frequenza che sembra fatta apposta per attentare alle coronarie non solo del suo angolo, Dimitrov scivola sulla seconda occasione del rientro e finalmente arriva il 6-3. Si chiude il tetto, Grisha esprime il suo disappunto per l’interruzione, ma di sicuro gli pesa di più il crollo con le percentuali della prima, sia in campo sia come trasformazione, e dei punti in attacco. Matteo continua a metterne circa il 75% e con la seconda ha vinto 6 punti su 10, compresi quelli delle tre palle break annullate.

Quarto set – Berrettini parte bene, Dimitrov lo riprende ma non evita il quinto set

Si ricomincia, il bulgaro mette sei prime su sei e perde la battuta di fronte a un Berretto travestito dal Grigor dei primi due set. Gli scambi divertono, soprattutto lato azzurro visto il vantaggio, 3-1. Dura poco il vantaggio, però, perché in risposta Dimitrov prende la via della rete trovando il 15-40 e passa alla seconda occasione: volée steccata da Matteo, giocata con sufficienza e senza attaccare la palla. Tre giochi di fila per l’ex numero 3 del mondo, ora avanti 4-3. Sul 5 pari, Berrettini risponde come un sol uomo, scatena il dritto andandosi a prendere il game. In grande fiducia, tiene a zero e la porta al quinto piantando il ventesimo ace.

Quinto set – Dimitrov torna a splendere, Berrettini non gli sta dietro

8-3 Matteo, 13-9 Grigor i bilanci al quinto set. Dimitrov allunga al quarto game con due perle monomani, una risposta d’incontro e un passante; in mezzo, un dritto azzurro sbagliato e uno timido. Grisha sale 4-1, due punti persi al servizio finora nel parziale. Berretto fa il suo, ora l’altro serve sul 5-3. Con un gran dritto e il servizio va 40-15, Matteo annulla un match point, sul secondo entra nello scambio ma c’è l’errore di dritto numero 28. Grandi e meritati applausi per entrambi, ma agli ottavi va Dimitrov. Per lui c’è la sfida inedita con la wild card britannica Arthur Fery, che sta vivendo la sua personale favola o, come dicono oltremanica, uhm… fery-tale.

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