Chi è e come gioca Alexandra Eala, l’avversaria di Paolini agli ottavi di Wimbledon

Dopo Robin Montgomery, in questa edizione di Wimbledon Jasmine Paolini affronta la seconda giocatrice mancina, testa di serie numero 29

Di AGF
5 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Alex Eala - Wimbledon 2026 (x @Wimbledon)
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Alexandra Eala è nata nel maggio 2005 a Quezon City, nelle Filippine, da una famiglia molto legata allo sport. La madre ha un passato da campionessa di nuoto, gli zii sono dirigenti nazionali di basket (che nelle Filippine è molto popolare) e il nonno maestro di tennis.

Alexandra prende in mano per la prima volta la racchetta a quattro anni, e visto che le piace ed è dotata, comincia a essere seguita proprio dal nonno. I progressi sono notevoli, e allora ad appena dodici anni si trasferisce in Spagna per frequentare l’Academy di Rafa Nadal. Dimostra di possedere qualità superiori e per questo due anni dopo viene messa sotto contratto dalla IMG, l’agenzia di management sportivo che intravede in lei due elementi fondamentali: il talento sportivo e la “vendibilità”. Le Filippine sono una nazione con oltre cento milioni di abitanti, e una figura come Eala avrebbe la possibilità di diventare estremamente popolare. Sul piano della cosiddetta “marketability” ha tante possibilità; non siamo ai livelli di Osaka, ma sicuramente molto sopra la media.

Alexandra ha una ottima carriera da ragazzina: vincitrice del “Petit As” e poi, da junior, del titolo US Open 2022 in singolare, con un picco da numero 2 del ranking. A livello WTA si è fatta conoscere al mondo lo scorso anno al torneo di Miami. Torneo gestito da IMG, che le ha procurato una wild card; come era accaduto, in passato, a giocatrici come Muguruza e Badosa (entrambe sotto contratto IMG).

A Miami 2025 Alexandra approfitta al 100% della occasione: pur essendo soltanto numero 140 del ranking arriva fino in semifinale dopo avere sconfitto Volynets, Ostapenko, Keys e Swiatek (tutte in due set). La ferma Jessica Pegula, ma solo in tre set: 7-6(3) 5-7 6-3. Da questo momento la sua carriera decolla, e la crescita in classifica è costante. Raggiunge la finale a Eastbourne 2025 e nel 2026 le semifinali di Auckland e Berlino. Oggi è numero 32 del ranking, ma è già stata in top 30. Non per niente in queste edizione dei Championships è testa di serie numero 29.

Ho citato sopra tra i migliori risultati raggiunti di recente Eastbourne e Berlino: due tornei sull’erba. Non meraviglia quindi che Alexandra stia facendo bene a Wimbledon, dove nei primi tre turni ha sconfitto Zarazua, Joint (la “giustiziera” di Serena Williams al primo turno) e Swiatek, la campionessa dello scorso anno.

Ma come gioca a tennis? Innanzitutto va ricordato che Alexandra è mancina; non è particolarmente potente, ma dispone di una ottima mobilità. Al momento il colpo che ha bisogno maggiormente di migliorare è il servizio: nei tornei agli esordi in WTA difficilmente superava le 90 miglia orarie con la prima, ma in questo Wimbledon ogni tanto riesce anche a raggiungere le 100 miglia. Il problema è che il suo standard con la prima di servizio è più attorno alle 85 miglia (sotto i 140 kh/h insomma): una velocità che rischia di esporla ad attacchi immediati sulla risposta. Ultimamente però è progredita nell’uso, tipico delle mancine, del servizio slice a uscire che spinge le avversarie fuori campo per la risposta di rovescio e le apre spazi per l’uno-due.

Detto del suo punto debole, del resto se ne può solo parlare bene: possiede due fondamentali da fondo campo pulitissimi e, visto che è dotata di un timing naturale di altissima qualità, è in grado di anticipare i colpi, ovviando in questo modo alla relativa potenza di cui dispone. Anche a rete si muove bene e di volo ha un repertorio sopra la media. Si trova a suo agio nelle situazioni difensive, ma se ha l’occasione di attaccare non si tira certo indietro. Sotto questo aspetto è una tennista veramente completa, e anche piuttosto matura, a dispetto dell’età, nella interpretazione tattica del match.

I precedenti con Paolini dicono 1-0 per Eala. Si sono incontrate qualche mese fa sul cemento di Dubai e Alexandra vinse 6-1, 7-6. Ultimo dato: per Paolini in questo Wimbledon è la seconda giocatrice mancina nell’arco di quattro match avendo battuto al secondo turno Robin Montgomery, ma qui l’asticella sale notevolmente.

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment