Wimbledon – All’Italia del tennis Sinner nei quarti non basta. Ci devono arrivare anche Cobolli e Paolini

E se ci dovessero arrivare, sarebbero forse ancor più favoriti di oggi, contro de Minaur e Eala, per approdare alle semifinali

Di Ubaldo Scanagatta
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Jannik Sinner – Wimbledon 2026 (foto via Twitter @ATPTour_ES)
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Che Jannik Sinner sia nei quarti di finale a Wimbledon non fa più notizia. Infatti è già la quinta volta a 24 anni. E lui è il campione in carica di un torneo che nelle due edizioni precedenti all’ultima era stato vinto dal grande assente, Carlos Alcaraz.

Insomma, pur senza dar mai nulla per scontato perché nello sport proprio non si può, Jannik Sinner che vince e non perde un set sembra la cosa più normale del mondo. Sembra tutto banale. Lui che aveva servito 66 ace in 3 partite, una media di 22 ace a match, stavolta ne ha fatti 15. Solo perché ha vinto in 3 set.

Ha detto a fine partita: “Oggi ho servito molto bene, ho fatto altri piccoli progressi in un colpo sul quale abbiamo lavorato tanto…”. E in effetti servendo di media prime a 200 km orari è riuscito a mettere dentro il 70% di prime palle.

Ricordate quando nella finale dello US Open contro Alcaraz di un anno fa Jannik fa fece a malapena il 54%? Cambia tanto se si mettono “prime” a 220 km l’ora – perché per raggiungere una media di 200km Jannik deve aver servito qualche volta a velocità superiori e qualche volta a velocità inferiori – mettere 7 prime palle su 10 invece di poco più di 5. Ha cancellato tutte le 5 palle break che aveva concesso.

Io gli ho poi chiesto se lui fosse altrettanto soddisfatto di come aveva risposto. E se – avendo trasformato solo 4 pallebreak su 12 – non avrebbe potuto rispondere meglio. E lui mi ha dato una delle sue tipiche risposte – ragionevoli per carità, ci mancherebbe: Certo potevo rispondere meglio, ma anche peggio. Come si fa a dargli torto? Però, insomma, forse avrebbe potuto rispondere un po’ meglio in occasione di alcune di quelle otto pallebreak mancate. Contro un giocatore come il piccolo giapponese che non ha un servizio irresistibile. Ciò anche se Sinner ha spiegato che quel servizio presentava comunque un tipo di difficoltà non banale. E non solo perché lui non lo conosceva non avendo mai giocato contro Mochizuki.

Per l’appunto quelle pallebreak non trasformate sono 8 come erano state 8 quelle non convertite nel quinto set di Melbourne contro Djokovic.

La mia sensazione è che Sinner non sia ancora vicino ai suoi massimi livelli. Ha vinto senza correre rischi tutte le sue quattro partite, ma senza entusiasmare…anche se il suo tipo di tennis non è di quelli alla Federer e neppure di Berrettini e Cobolli. Lui può fare cose strepitose, ed entusiasmanti, soltanto se viene messo alle corde, ma nessuno lo ha fatto fin qui. E allora lui si è limitato a lavorare ai fianchi i suoi avversari.

Avversari che in classifica sono stati in media appena pari a 82,5: se sommate le posizioni dei suoi avversari, 50 Kecmanovic, 48 Borges, 81 Brooksby, 151 Mochizuki, lo potete verificare. E nei quarti Jannik troverà il tedesco Struff, 36 anni e n.74 – così la media diventerà 80….- che ai quarti di uno Slam non era mai riuscito ad approdare pur avendone giocati 47.

Insomma Jannik potrebbe approdare alle semifinali contro il vincente di Djokovic-Aliassime continuando a non esprimersi al massimo.

E se dovesse arrivare in semifinale contro Djokovic, beh si tratterebbe comunque di cercare la rivincita contro un giocatore che ha 39 anni. Anche se quel giocatore ha raggiunto i quarti a Wimbledon per la nona volta consecutiva, per la diciassettesima in toto, per la sessantaseiesima negli Slam. Dati ancora quasi più impressionanti, secondo me, dei 24 Slam vinti.

Sono quasi sicuro che anche Djokovic – che non mi è troppo piaciuto contro Safiullin, anche se nel primo set ha rimontato da 2-5 e annullato un paio di due setpoint- crescerà di rendimento, così come Sinner. Aliassime a me pare sempre un tennista piuttosto limitato, nonostante il quarto posto nel ranking ATP. Musetti quando era in palio la medaglia di bronzo olimpica a Parigi 2024, Cobolli 3 vittorie in 3 incontri con il canadese (inclusa quella dei quarti al recente Roland Garros). Secondo me soffrirebbe un Djokovic che riuscisse a giocare un po’ meglio di come ha fatto fino ad adesso.

Insomma, io credo che una sfida in semifinale tra Sinner e Djokovic è abbastanza probabile da ipotizzare.

Ma oggi dobbiamo seguire gli altri due nostri giocatori che potrebbero raggiungere anch’essi i quarti di finale. Chi ha più chance di arrivarci fra i due, cioè fra Jasmine Paolini alle prese sul centre court (ore 14,30 italiane) con la filippina uscita dalla Tennis Academy di Rafa Nadal, Alexandra Eala e vittoriosa sulla campionessa uscente Swiatek, e fra Flavio Cobolli che affronta l’australiano Alex de Minaur?

E’ una domanda che rivolgo ai nostri lettori. Io confesso di essere incerto. Perché penso che dovrebbero poter vincere entrambi, sia Jasmine sia Flavio. Anche se la Eala ha un tennis vario che sembra nato per giocare davvero bene sull’erba. Anche se de Minaur ha giocato certamente molte più volte sull’erba di quanto l’abbia fatto Flavio che, oltretutto, potrebbe essere anche legittimamente un po’ stanco per i 15 set giocati nei primi tre turni e per essere rimasto in campo 11 ore con Navone, Duckworth e Khachanov.

Cinque tiebreak vinti su 6 – e in quell’unico perso Khachanov aveva giocato davvero punti straordinari – la dicono lunga sulla solidità nervosa di Flavio e la sua capacità di giocare alla grande i punti più importanti, quelli che valgono doppio. Secondo me Flavio, che ha migliorato tantissimo anche il servizio, ha molto più punch rispetto a de Minaur. Insomma, a dir la verità, io ho molta fiducia in Cobolli. Mentre fino a qualche giorno fa non ne avevo altrettanta in Jasmine. Però il suo è stato un crescendo rossiniano, contro la Sakkari in particolare mi ha impressionato tantissimo. Io spero proprio di scrivere nel mio editoriale di domani che l’Italia ha tre giocatori nei quarti a Wimbledon e anche che, se li avrà, loro saranno perfino più favoriti per raggiungere anche le semifinali. Sarebbe un successo strepitoso per il tennis italiano. L’ennesimo.

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