Giornata parecchio lunga ai Championships, con tante emozioni in questa prima tornata di ottavi. Se il tabellone femminile è stato scosso dall’eliminazione di Sabalenka, il tabellone maschile ha visto avanzare i due naturali candidati alla semifinale, Novak Djokovic e Jannik Sinner, e con loro anche i rispettivi avversari: Auger-Aliassime e Struff, sopravvissuti a due maratone al quinto set. Di seguito il racconto delle due partite.
[3] F. Auger-Aliassime b. [22] A. Davidovich Fokina 6-7(4) 7-6(6) 6-3 6-7(2) 6-1
L’equilibrio regna sovrano, all’alba del teso incontro tra Auger-Aliassime e Davidovich Fokina. Il canadese si difende strenuamente col possente servizio, ma quando parte lo scambio, il neo vincitore del torneo di Maiorca mostra di avere delle splendide soluzioni a disposizione. Fokina trae in inganno l’avversario con dei buoni dropshot, ma il dritto di Aliassime incide eccome nel corso del primo parziale, e nessuno dei due riesce a prevalere sull’altro in risposta. Appena prima del tiebreak, lo spagnolo è costretto a salvare un set point – annullato con una prima vincente -, ma nella lotteria dei 7 punti, Davidovich Fokina impenna il suo rendimento.
Felix dà una grossa mano, fallendo un’agevole volée a pochi centimetri dalla rete. Con un fendente lungolinea di rovescio, il numero 22 del seeding chiude i conti nel primo set (7-6). Il copione del secondo parziale segue a grandi linee quello del set precedente, e non v’è alcuna traccia di palla break. Sul finale, però, le geometrie di Fokina tornano a mettere alle strette Aliassime, impreciso e monotematico, dunque prevedibile. Nel dodicesimo game del secondo parziale lo spagnolo guadagna una triplice possibilità di set point, ma il servizio di Felix è una sentenza. Il tiebreak del secondo parziale vede il canadese molto più fluido, a dispetto dei minuti precedenti, e nonostante un Fokina sempre frizzante e coraggioso da fondo campo, il canadese pareggia i conti.
Nel terzo parziale il primo a doversi difendere dalle palle-break è il nordamericano, che nel settimo gioco ne affronta due: Aliassime è freddo e determinato e sceglie di difendersi attaccando, un’opzione che sa coltivare sui campi verdi e che lo sta aiutando moltisismo anche nel match in corso.
Il terzo favorito del seeding salta indenne il fosso e lo spavento lo porta a spendersi in qualche sortita offensiva anche in risposta; l’atleta iberico rimane sorpreso e subisce in uscita dal servizio le sue punture secche e micidiali. Ci sono due palle-break anche per Felix, che sulla seconda libera una risposta di dritto irrecuperabile per Alejandro. E’ il primo break dell’intero incontro, e Aliassime non intende concedere la rivincita: sul 5-3 30 pari due ace sostanziano le sue intenzioni e lo portano in vantaggio per 2-1 nel conto dei set.
Il quarto parziale verrà sicuramente ricordato per quello che si candida a diventare il punto del torneo, chiuso dal volo d’angelo dello spagnolo (già sotto di un break) e il recupero finale in rete del canadese, che aveva messo la freccia nel game precedente. Auger-Aliassime vede il traguardo sempre più da vicino, ma gli manca l’ultimo passo: Felix non concretizza due match point in risposta avanti 5-3, poi perde la battuta a 15 e permette a Davidovich Fokina di rientrare incredibilmente in partita. Lo spagnolo vuole crederci, domina il tie-break 7-2… ma si scioglie sul più bello: due break subiti in avvio di quinto, neanche un punto vinto in risposta nei primi tre giochi e Aliassime che vola sul 5-0. Il canadese ha altri 4 match point in risposta, non li sfrutta, ma questa volta riesce finalmente a chiudere alla settima occasione: 6-1 al quinto e seconda volta ai quarti a Wimbleon per Felix, che affronterà Djokovic.
J. L. Struff b. H. Hurkacz 3-6 6-7(5) 7-6(2) 7-5 4-2 rit.
Partenza a razzo di Hubi Hurkacz, che in questo tete a tete tra big server riesce a immediatamente a strappare un break a Jan-Lennard Struff, protagonista di una vittoria straordinaria contro Daniil Medvedev. Sofferenza atroce per il tedesco nell’avvio di gara. L’ex numero 6 del mondo detta il ritmo alla perfezione, ed anche lo stesso Struff ci mette del suo, fiondandosi a rete in modo frettoloso e impreciso. Come nel match con Meddy, il suo stile di gioco mette in evidenza luci e ombre del suo tennis aggressivo, che si sposa, in parte, col manto verde. Il polacco disputa un primo parziale ineccepibile, e con l’80% di punti conquistati con la prima di servizio, blinda il set per 6-3.
Struff dimostra ad inizio di secondo parziale che l’episodio del break subito nel primo game è superato e incrementa il numero di prime palle utili; anche l’atteggiamento in risposta è più spregiudicato ed è volto a non rimanere costantemente in ritardo quando il palleggio si prolunga. Il tedesco porta il rivale ai vantaggi per due volte consecutive, nel quarto e nel sesto gioco, esibendo riflessi notevoli in ribattuta. Hurkacz ricorre a ben sei ace e a uno spettacolare e rarissimo tuffo a rete sulla sinistra per neutralizzare un passante incrociato di Struff, riuscendo così a raggiungere un faticoso 3-3.
Struff sta producendo il meglio del suo jet tennis e sperimenta persino l’attacco a rete sulla prima palla del polacco, che nel corso del suo quarto turno alla battuta sgrana l’ace numero nove nel set: il tedesco forse meriterebbe sorte migliore, visto il coraggio profuso, ma Hurkacz è implacabile. Hubert rimane aggrappato al risultato fino al tie-break, e all’ultimo strappo i colpi migliori sono i suoi: 7-5 con tre mini-break, il polacco vola sul 2-0.
Il rendimento delle prime battute cala e le fasi finali dei game sono più combattute ed emozionanti, ma i battitori riescono sempre ad avere la meglio. In particolare Hurkacz deve affrontare quattro palle-break, riuscendo però a mantenere candida la casella dei turni di servizio persi nel match.
Struff è ammirevole per come cerca soluzioni per scalare la battuta dell’atleta polacco, ma di nuovo Hubert imbocca la strada del tie-break, tra l’altro commettendo solo un doppio errore, contro i cinque dei primi due set. Lo shootout però ora premia chi è in ritardo nel punteggio, Struff serve benissimo (due ace e un servizio vincente) e risponde con temerarietà leonina: 7-2 per lui, che accorcia le distanze.
Da qualche minuto, tuttavia, sono iniziati i problemi fisici di Hurkacz: al polacco serve un medical time out per farsi massaggiare la parte bassa della schiena, però Hubi continua a giocare e anche discretamente bene. 8 ace e 76% di punti vinti con la prima nel quarto parziale, tuttavia, non bastano comunque al polacco, che nonostante si fosse ripreso subito il break nel cuore del set cede un’altra volta la battuta a un passo dall’ennesimo tie-break. 7-5 Struff, che pareggia i conti e intravede altri problemi dall’altra parte della rete.
Il game chiave è il 5-5 del quarto, con Hurkacz che inizia a toccarsi la zona addominale dopo aver tentato di rispondere di rovescio alla prima fuori di Struff a inizio game per poi aver bisogno di un medical time out fuori dal campo ai vantaggi durante lo stesso gioco. In qualche modo Hubi riesce persino a partire avanti di un break nel quinto, ma le difficoltà a servire gli costano due break su tre turni di battuta e sotto 2-4 capisce che non c’è più nulla da fare. Passa Struff dopo una grande rimonta e un pizzico di fortuna, che però a 36 anni gli regalano il primo quarto di finale Slam in carriera.
(con la collaborazione di Pietro Sanò)
