Wimbledon, Struff: “Il lavoro e i sacrifici valgono la pena”

Alla fine del suo miglior Wimbledon in carriera, Jan-Lennard Struff parla della partita con Sinner e della sua stagione

Di Vanni Gibertini
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Jan-Lennard Struff - Wimbledon 2026 (foto chryslène caillaud @SportVision)
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Arrivato al suo miglior risultato nei tornei dello Slam a 36 anni, Jan-Lennard Struff ha giocato una partita generosa nei quarti di finale di Wimbledon contro Jannik Sinner, ma senza riuscire a portare a casa nemmeno un set.

C’è stato un set point nel secondo set, annullato dal tennista azzurro con grande autorità, ma dopo aver ceduto di misura i primi due parziali Struff è calato alla distanza abbastando la sua percentuale di prime palle e lasciando il margine necessario a Sinner per chiudere il match.

JAN-LENNARD STRUFF: “Era una partita dura, come previsto contro Jannik. Ho avuto la sensazione di entrare in campo bene e ho iniziato molto bene il match. Ho avuto alcune occasioni. Sono riuscito ad arrivare sul deuce nei suoi turni di servizio due o tre volte, ma lui ha servito molto bene e ha giocato un grande tennis in quelle situazioni. Ho ottenuto un break, ma ho perso il primo set subito dopo.

Nel secondo set sono riuscito a recuperare da un break di svantaggio. È stato molto equilibrato. Ho avuto un set point, che lui ha salvato bene. Nel tie-break ho perso un punto decisivo: è stato bravo lui. Nel terzo set ho avuto due o tre game in cui ho faticato, forse a livello di concentrazione o energia, e lui ne ha approfittato immediatamente. Il risultato finale è 0-3, ma credo di aver giocato una buona partita: oggi lui è stato migliore nei punti importanti.”

Puoi spiegare l’aspetto mentale della partita di oggi? Hai mantenuto la concentrazione a lungo e hai giocato bene sia al servizio sia nel recuperare.

JAN-LENNARD STRUFF: “Non capita spesso di giocare su campi così importanti come il Court No. 1, quindi sapevo di dover rendere al meglio. L’atmosfera era fantastica. Prima della partita c’è sempre un po’ di nervosismo e incertezza. Sono stato molto soddisfatto dell’inizio: ho servito bene e ho giocato un tennis aggressivo e offensivo, arrivando spesso sul deuce. È difficile mantenere la concentrazione contro un giocatore che si esprime con questa continuità partita dopo partita. Avevo la sensazione che bastasse sbagliare una o due palle perché lui ne approfittasse subito: è questo che lo rende così forte. Nel primo set ho commesso due o tre errori, e lui ha convertito la palla break sullo 0-40. Su una volée avrei dovuto lasciare rimbalzare la palla, ma sono decisioni che si prendono in un attimo; poi ha chiuso con un vincente in risposta.

Nel secondo set ho cercato di restare concentrato e lottare. Sono andato sotto di un break ma sono riuscito a recuperare subito, cosa fondamentale, perché in partite così, se vai sotto, lui prende ritmo e diventa molto difficile fermarlo. Ho avuto un set point e sentivo di giocare in modo libero, con buone possibilità di vincere il set. Nel tie-break ho perso un punto con un rovescio in rete e lui non mi ha dato occasione di rientrare. Nel terzo set non ho servito bene, con una percentuale bassa, e contro di lui è un aspetto decisivo, perché è molto solido da fondo. Per alcuni game sono stato sotto 0-30 e, sotto pressione, è difficile. Alla fine ha ottenuto il break decisivo. Ero motivato a vincere il set, ma nel terzo è stato superiore.”

Sei diventato il più anziano quartofinalista Slam a 36 anni. Dove trovi la motivazione per continuare?
JAN-LENNARD STRUFF: “È un risultato importante. L’ho detto anche nell’intervista in campo dopo la partita con Hurkacz: a 36 anni è la dimostrazione che non bisogna mai mollare. Tutto il lavoro e i sacrifici valgono la pena. Sono molto felice e soddisfatto. Spero che questo risultato possa darmi ulteriore slancio. È stata una stagione difficile finora, ma questo è sicuramente uno dei momenti più importanti della mia carriera. Cercherò di portare questa fiducia nelle prossime partite e nelle prossime settimane. Sono motivato e spero di mantenere questa forma e continuare a esprimere un buon livello di gioco.”

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