Mentre i tabelloni di Wimbledon si preparano per i turni finali, una indesiderata protagonista si appresta a varcare i cancelli dell’All England Club: si tratta di una nuova ondata di calore, destinata a superare i 30°C (86°F). Le temperature a Londra subiranno, infatti, un’impennata verticale proprio nei giorni in cui la pressione per la conquista del titolo si fa più schiacciante.
La previsione di AccuWeather
A tracciare i dettagli di questo scenario sono gli esperti di AccuWeather, uno dei leader mondiali più autorevoli nel campo delle previsioni meteorologiche commerciali. Secondo l’istituto americano, la morsa del caldo estremo stringerà la città a partire da mercoledì 8 luglio, raggiungendo temperature oltre le medie storiche del periodo. L’imminente fenomeno, che colpirà l’intera Europa, segna la terza ondata di calore della stagione – dopo quelle dell’ultima decade di maggio, che ha condizionato gli esiti del Roland Garros, e della seconda metà di giugno. Gli analisti, in realtà, spiegano che per intensità ricorderà molto quella che ha colpito lo Slam parigino e che, come ricordiamo bene, ha messo KO anche il nostro Jannik Sinner. Lo conferma Jason Nicholls, Capo Previsore Internazionale di AccuWeather: “Sebbene non raggiungerà i livelli del caldo storico che ha colpito alcune aree dell’Europa a giugno, farà comunque abbastanza caldo da influenzare l’andamento in campo“.
Ciò che innesca questo caldo prolungato è una precisa configurazione atmosferica, il cosiddetto blocco a omega sopra l’Europa. È una massiccia area di alta pressione che devia le perturbazioni e intrappola l’aria calda. Così, promette di diventare la grande variabile decisiva per l’assegnazione dei trofei più ambiti del tennis mondiale.
Le conseguenze a Wimbledon
Le conseguenze dell’aumento delle temperature si faranno sentire su più livelli, a partire dallo stress fisico a cui saranno sottoposti i tennisti. Affrontare incontri lunghi, specialmente nelle sessioni pomeridiane in cui l’irraggiamento è massimo, richiederà una gestione millimetrica delle energie e del recupero. Ma non metterà a dura prova solo la tenuta dei giocatori, bensì anche la prontezza dei giudici di gara e degli ufficiali sul campo, costretti a rimanere ore sotto il sole diretto. Allo stesso tempo, la metamorfosi più evidente riguarderà la superficie di gioco. L’azione combinata del sole prolungato e dell’assenza di umidità renderà i campi in erba più compatti, duri e asciutti. Dal punto di vista tecnico, il terreno diventerà più rapido e le traiettorie offriranno un rimbalzo sensibilmente più alto rispetto allo standard del torneo. Poi, Il fattore climatico non risparmierà il pubblico. Con gli spalti scoperti e l’esposizione prolungata, per le migliaia di tifosi diventerà categorico adottare contromisure adeguate, prestando massima attenzione all’idratazione costante e all’utilizzo di adeguate protezioni solari.
