La delusione per la sconfitta di Flavio Cobolli con Arthur Fery, e soprattutto per come è venuta, è fortissima. Jannik Sinner ha sempre ammonito tutti, e non solo per mettere le mani avanti…alla Liedholm prima di un suo match, che nessuna vittoria può considerarsi scontata.
Ma per dargli ragione indubbiamente Flavio Cobolli sta esagerando. Fra 2025 e 2026, considerando quindi soltanto questi due ultimi anni nei quali lui ha ottenuto brillantissimi exploit, due quarti a Wimbledon, finale al Roland Garros, vittorie decisive in Coppa Davis, Flavio ha anche perso la bellezza (si fa per dire… è tutt’altro che una bellezza!) di 19 partite con tennisti non compresi fra i primi 50 del mondo!
Eccoli qui in lista (mi evito, per ragioni di tempo di trascrivere quel che Ubitennis pubblicherà in un pezzo a parte, con le sedi dei tornei e i turni in cui questi inattesi k.o. si sono verificati). In tutte queste 19 partite Cobolli era favorito perché classificato meglio del suo avversario. Da notare che ben tre volte Cobolli ha perso con Luca Nardi…
- 57 (Q)Ignacio Buse [PER]
- 69 Thiago Agustin Tirante [ARG]
- 91 (Q)Alexander Blockx [BEL]
- 72 Raphael Collignon [BEL]
- 181 (Q)Jack Pinnington Jones [GBR]
- 106 Luca Nardi [ITA]
- 186 (Q)Arthur Fery [GBR]
- 138 (Q)James Duckworth [AUS]
- 52 Learner Tien [USA]
- 136 (Q)Terence Atmane [FRA]
- 51 Jacob Fearnley [GBR]
- 71 (6)Daniel Altmaier [GER]
- 95 (WC)Luca Nardi [ITA]
- 104 (LL)Alexander Shevchenko [KAZ]
- 117 (Q)Thiago Agustin Tirante [ARG]
- 76 Kei Nishikori [JPN]
- 261 (Q)Colton Smith [USA]
- 131 Jesper De Jong [NED]
- 90 (Q)Luca Nardi [ITA]
Magari quando lui era intorno a n. 40 e perdeva da uno che era subito fuori dai top-50 non era una gran sorpresa, ma lui ha perso comunque ben 9 volte – non poche – da tennisti non compresi fra i primi 100.
- 181 (Q)Jack Pinnington Jones [GBR]
- 106 Luca Nardi [ITA]
- 186 (Q)Arthur Fery [GBR]
- 138 (Q)James Duckworth [AUS]
- 136 (Q)Terence Atmane [FRA]
- 104 (LL)Alexander Shevchenko [KAZ]
- 117 (Q)Thiago Agustin Tirante [ARG]
- 261 (Q)Colton Smith [USA]
- 131 Jesper De Jong [NED]
Oggi si dirà che Fery è già vicino a un top-30 ma insomma, ieri non c’era un addetto ai lavori – nemmeno fra francesi e britannici che si dividono il passaporto di Fery e che lo hanno seguito quando aveva battuto prima di Dimitrov anche Virtanen e Bergs – che vedesse Fery favorito contro il Cobolli che aveva giocato così bene contro Khachanov e – ancor più – de Minaur.
Davvero troppi per non considerarla una sorta di sindrome. Come chiamarla? Il complesso del favorito? Il boomerang d’un complesso di superiorità? La pressione che ti attanaglia e ti stende?
Già con Khachanov lui si considerava evidentemente favorito… ed è sceso in campo perdendo 6-0 in 17 minuti. Io chiesi a suo padre e coach Stefano se sapeva se per caso Flavio fosse stato male di notte o al mattino, e fu subito chiaro che nessuno del team aveva avuto alcun sentore di un mezzo problema. Nonostante quel set, Flavio vinse poi il match, dominando addirittura gli ultimi due set, 6-2, 6-2 (anche se all’inizio del quarto, ritornato favorito… rischiò di subire un break forse determinante).
Dopo la bellissima vittoria in 3 set su de Minaur Flavio venne in conferenza stampa dicendosi particolarmente soddisfatto per aver giocato contro il pronostico di tutti – anche se tutti non erano: il sottoscritto, per citarne uno, credeva più in lui che nell’australiano – e confessò anche di sentirsi un tantino sottovalutato. Chissà, allora, che non abbia giocato così bene, proprio perché si sentiva sfavorito.
Oggi era tutto il contrario. Mi ha proprio impressionato, al di là della sconfitta, la sua mancanza di reazione, di garra. Camminava fra un punto e l’altro quasi strascicando i piedi, senza saltelli, senza caricarsi, né pugnetti, né brandendo la racchetta verso l’alto come gli ho visto fare tante volte. Ma non contro Fery.
Quasi fosse soverchiato dal peso di una prima semifinale a Wimbledon che tutti davano per scontata, lui compreso evidentemente. Il suo team gli ha contestato una mancanza di umiltà, almeno così lui ha raccontato. In realtà credo si sia trattao di un problema proprio psicologico.
Flavio ha avuto una chance per il break sul 3 pari del primo set, quando su una seconda palla dell’anglofrancese a poco più di 150 km orari si è preso il rischio di tirare una bordata di dritto anomalo che, malauguratamente gli è uscita in corridoio. Chissà se fosse entrata quella… magari sarebbe cambiata la partita.
Cobolli non ha potuto non accennare in conferenza stampa al fatto che, dovendo affrontare un n. 114 del mondo, era impossibile non pensare alla grande opportunità di raggiungere la sua prima semifinale a Wimbledon. Oggi per me è impossibile non ripensare a un’altra grande opportunità, mancata, di un tennista italiano a Wimbledon nei quarti di finale.
Alludo al match che Adriano Panatta si ritrovò a giocare nel ’79 contro l’americano Pat DuPre. Adriano, curiosamente, non era un grande giocatore da erba pur essendo un attaccante di grande livello. Il suo servizio non era slice, non buttava gli avversari fuori dal campo. Era piuttosto piatto, potente, indirizzato piuttosto alla T centrale, ma non troppo naturale angolato all’esterno sui punti pari. E nella sua seconda palla non c’era troppo kick. Fatto sta che a Wimbledon avrebbe raggiunto una sola volta i quarti di finale. Appunto quella volta, nel 1979.
DuPre non era un campione. Adriano vinse il primo set e stava dominando anche il secondo, 4-0. Cosa gli prese, cosa lo distrasse non so. Fatto sta che perse il secondo set. Vinse il terzo a fatica, al tiebreak, ma consumando troppe energie. Finì per perdere al quinto: 3-6 6-4 6-7 6-4 6-3. Dupre perse poi da Roscoe Tanner, un giocatore contro il quale Panatta poteva vincere anche se, mancino, aveva un gran servizio ed era probabilmente più “erbivoro” di lui. Adriano aveva battuto Tanner due volte e ci aveva perso altrettante. Fatto sta che Tanner arrivò in finale contro Borg e perse soltanto 6-4 al quinto. Ma Panatta si mangiò l’occasione per raggiungere quantomeno una semifinale nel torneo più prestigioso.
Panatta sembra non esser tipo da troppi rimpianti, ma forse a quella sconfitta – suo malgrado – ha ripensato più di una volta. Adriano, classe 1950, nel ’79 aveva quasi 29 anni. Altre occasioni non ne avrebbe avute. Cobolli, che di anni ne ha 24, probabilmente ne avrà ancora. Ma certo, come ha ammesso lui stesso, dovrà imparare a gestire diversamente le situazioni in cui un top-ten non dovrebbe perdere da giocatori inferiori sulla carta e non solo su quella.
Quel che più mi ha sorpreso è che non sia mai riuscito a pensare neppure di poter reagire. Se lo avesse fatto… a fine secondo set, perso al tiebreak, avrebbe dovuto essere lui a precipitarsi negli spogliatoi, a lavarsi la faccia con una bella secchiata d’acqua fresca, a prendersi una vitamina di quelle concesse, insomma a cercare di concentrarsi per rientrare in campo con la dovuta grinta e reattività.
Invece, mentre Fery è andato a cambiarsi la maglietta e a ritemprarsi, Flavio è rimasto passivamente seduto sul campo, sotto il sole, ad aspettare non si sa che cosa. Poi, solo al momento in cui Fery è rientrato sul centre court, si è avvicinato al suo angolo, a parlare con Giannessi… e non so – ero lontano – se anche con il padre con il quale il rapporto non sembra sempre facile nei momenti difficili di una partita.
Prendere 6-0 nel terzo set proprio non ci sta. Flavio non ha 29 anni come Panatta, probabilmente altre occasioni qui o là ricapiteranno, ma la situazione andrà comunque affrontata. Mental coach, psicologo? Non so. Deciderà lui e il suo team.
Vabbè, è andata così. Un vero peccato. Ben diversa è stata invece la sconfitta di Jasmine Paolini. La Kostiuk è sembrata davvero troppo più forte. I suoi dritti possenti, lungolinea per lo più, sembravano incontrollabili. Jasmine avrebbe potuto giocare meglio, ma l’ucraina ha vinto 21 incontri degli ultimi 22. Non è un caso. Io credo che potrebbe vincere questo torneo. Ma, il caso Cobolli docet, anche a Parigi molti pensavano che non avrebbe perso quel torneo e invece uscì di scena nei quarti di finale.
Sia Cobolli sia Paolini fra qualche giorno faranno meno caso alle sconfitte patite questo mercoledì. Il loro torneo è stato comunque un bel torneo di cui essere ampiamente orgogliosi.
Per quanto riguarda Sinner e Djokovic, Zverev (che dopo 7 sconfitte di fila ha finalmente battuto Fritz) e Fery, beh abbiamo tempo per parlarne anche domani.
Buon tennis a tutti.
