Wimbledon: come arrivano alla finale Sinner e Zverev, l’analisi di tutti i dati

Le statistiche approfondite fornite a Wimbledon ci raccontano le prestazioni di Sinner e Zverev nelle sei partite giocate fino ad ora. Molti numeri sono conferme, altri sono assai sorprendenti

Di Redazione
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Jannik Sinner e Alexander Zverev, foto da X @Wimbledon
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Approfittiamo delle statistiche dettagliate fornite da Wimbledon per analizzare il percorso delle prime due teste di serie, Jannik Sinner e Alexander Zverev, che li ha portati alla finale. Entrambi hanno perso due set lungo il cammino, Jannik entrambi nel primo turno contro Miomir Kecmanovic, Alexander nei match vinti in 4 set contro Blockx al primo turno e contro Lehecka negli ottavi.

PROFILO AL SERVIZIO

Nel torneo Sinner ha servito 113 ace contro gli 87 di Zverev, con un numero inferiore di doppi falli (16 contro 20). Entrambi hanno tenuto una percentuale altissima dei game di servizio (94% Sinner, 95% Zverev), ma il tedesco ha una prima leggermente più pesante, con velocità massime comparabili (225 km/h Sascha, 219 km/h Jannik) e una percentuale di prime in campo più alta (74% Zverev, 66% Sinner) con cui ottiene però meno punti di Jannik (81% lui, 85% l’italiano). Il tedesco, però, ottiene di più con la seconda (61% dei punti vinti contro il 54% di Sinner). Per quanto concerne i cosiddetti “unreturned serves”, ovvero quando la palla non ritorna in campo, che sia prima o seconda, Zverev ha il 48%, Sinner il 44%. Da notare che Sascha ha addirittura il 32% di “unreturned” con la seconda, ovvero una su 3 è direttamente vincente (Jannik ha il 26%).

PRESTAZIONE IN RISPOSTA

In risposta, il dato più evidente è la maggiore efficacia complessiva di Sinner rispetto a Zverev, sia in termini di quantità di risposte in campo (71% contro il 67%), sia di punti vinti, in particolare sulla seconda di servizio avversaria (57% contro 52%). L’azzurro è però meno incisivo nel convertire le occasioni: nel torneo ha trasformato il 36% delle palle break contro il 43% di Zverev. Anche la distribuzione tra risposta di dritto e di rovescio mostra equilibrio simile, con entrambi molto solidi con il rovescio (76% di risposte in campo per entrambi con quel colpo).

GIOCO DA FONDO E NEGLI SCAMBI

Negli scambi Sinner produce complessivamente più vincenti (265 contro 236) a fronte della stessa quantità di errori non forzati (182 per entrambi), segno di un atteggiamento leggermente più propositivo nella costruzione del punto. La statistica sui punti vinti da fondo campo è quasi equivalente, con Sinner al 50% e Zverev al 51%, ma il tedesco prevale nettamente negli scambi più lunghi (9 o più colpi), con il 64% di punti vinti contro il 52% dell’italiano. Nei punti brevi (0–4 colpi) il margine si riduce, con Zverev al 55% e Sinner al 54%, a conferma di un equilibrio quando lo scambio viene deciso subito dal servizio o dal colpo successivo.

GIOCO DI TRANSIZIONE E RETE

Entrambi si dimostrano molto efficaci quando decidono di avanzare: Sinner vince il 76% dei punti a rete e il 95% di quelli con il serve&volley (19 su appena 20 nell’intero torneo, però). Per Zverev, stesso dato dei punti vinti a rete, il 76%, e un 83% con il serve&volley (anche lui, 20 su 24, davvero pochi). La differenza principale è che Sinner tende a usare di più la transizione verso la rete come chiusura di schemi costruiti da fondo, con l’87% dei punti di transizione vinti contro l’82% di Zverev. I volumi sono simili (140 volte a rete Sinner, 120 Zverev nel torneo), quindi entrambi selezionano bene le situazioni in cui attaccare.

ASPETTI MENTALI E PUNTI DECISIVI

Sui punti importanti (o significativi, stando alle statistiche) hanno mostrato entrambi una notevole solidità: Sinner vince il 79% dei punti di servizio giocati sul 30–30 o 40–40, tiene il 97% dei game iniziati da 15–0, e l’83% dei turni di battuta partendo da 0–15, con un totale del 73% di “decisive points” di servizio vinti (quando vincendo il punto si chiude il game). Zverev è simile per percentuali complessive (83% sulle situazioni 30–30/40–40, ben il 99% di game tenuti da 15–0 e 85% da 0–15), e ha il 76% di punti decisivi vinti quando batte lui.

CONCLUSIONI

Per ultima, la statistica forse più incredibile (abbiamo controllato match per match, ma è corretta, pensavamo a un errore): nelle sei partite disputate finora, Sinner e Zverev hanno giocato in totale lo stesso identico numero di punti, ovvero 1269.
Jannik ne ha vinti 699, Sascha 697, quindi entrambi al 55%, con un micro-margine di 2 punti in favore dell’azzurro.

In conclusione, i numeri ci dicono che Jannik e Sascha si presentano in finale con statistiche ottime, e assai simili sotto quasi ogni aspetto rilevante. Entrambi, per dirla in gergo, stanno servendo come due treni, e interpretano il gioco in modi paragonabili anche tatticamente, andando a rete poco ma con incisività. Come spesso accade nelle partite di questa importanza, è probabile che l’elemento decisivo sarà la tenuta mentale ed emotiva. E qui, dovendo indicare una preferenza, l’ago della bilancia non può che favorire Sinner.

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