[1] J. Sinner b. M. Kecmanovic 3-6 6-4 6-7(6) 6-2 6-3
Com’era successo lo scorso anno a Carlos Alcaraz contro Fabio Fognini, l’esordio del campione di Wimbledon è decisamente complicato. Addirittura da finire al quinto set. Ma nel migliore dei modi, almeno per Jannik Sinner. Che batte, recuperando due volte un set di svantaggio, un Miomir Kecmanovic che gioca la miglior partita della carriera in uno Slam. Regolare, solido, rischia senza esagerare…ma contro il n.1 al mondo non è mai abbastanza. Sinner da metà quarto set esprime tutta la sua superiorità, senza dominare ma con il giusto ritmo per essere in controllo. Evita di diventare il terzo campione uscente nella storia di Wimbledon ad uscire al primo turno (accadde a Santana e Hewitt) e vince un match al quinto set per la settima volta su diciannove in carriera. La prima dalla finale dell’Australian Open 2024. Al prossimo turno affronterà Nuno Borges.
Primo set: Sinner vacilla sul più bello, Kecmanovic avanti
Partenza nella norma da ambo le parti, con Sinner che nonostante qualche errore di troppo sembra gestire la situazione contro Kecmanovic. Come attendesse il momento buono per piazzare la zampata, senza strafare. Eppure è lui a subire un effetto del genere. Il serbo gioca un tennis solido, ordinato, non rischia troppo, quindi pochi vincenti. Ma soprattutto pochi errori. E così uno scarico nono game di Jannik diventa il crocevia del set. Avanti 40-0, Sinner subisce l’aggressività, quasi spavalda senza nulla da perdere, di Kecmanovic. Da lì arrivano errori, due doppi falli di fila che consegnano un insperato break al serbo. Che, sempre con serenità, come nulla fosse, tiene a 0 il servizio per vincere il primo parziale in 34 minuti.
Secondo set: ecco il solito Sinner
Jannik, memore del primo set, non perde tempo nel secondo parziale. Il break arriva immediato, nel secondo game, in spinta costante. Sa che deve tenere un ritmo alto, e soprattutto sa che il suo avversario alla lunga non può reggerlo. Sono troppi i gradi di separazione tra Kecmanovic e Sinner, che dimostra come il Centre Court (dove ha vinto 9 volte su 12) sia sempre più casa sua. Gli scambi sono molto brevi, il servizio la fa tendenzialmente da padrone. Un affare per il n.1 al mondo, che così è in pieno controllo, tornando ad essere sereno con il suo gioco. Chiude il secondo set, dopo un’ora e 11 minuti totali, con un game di battuta accademico. Rimettendo la partita sui propri binari.
Terzo set: Kecmanovic alla…Djokovic! Sinner sotto
Grande paura sul 2-2, 15-30, quando Sinner in risposta scivola prendendo una brutta caduta. Sull’anca sinistra ma anche sul ginocchio, facendo presagire il peggio a tutto il Centre Court. In effetti, nonostante subito dopo arrivi a palla break, rimane un po’ zoppicante. Prova ad andare avanti, sembra sempre in controllo, ma non riesce a dare lo strappo. Situazione che mal si accoppia con la prestazione solida di Kecmanovic, che sale di livello via via, sempre più incisivo. Arrivano al tie-break, dove Sinner va avanti 3-0 e appare avviato alla vittoria del set. Il serbo però reagisce, di dritto trova grandi soluzioni e rientra in toto, annullando anche set point con il punto della partita. Trova poi un rovescio vincente lungolinea, clamoroso, e gioca ancor più in spinta sul set point in suo favore. Ne basta uno a Kecmanovic, per vincere il tie-break 8 punti a 6, obbligando Sinner a dover vincere in cinque per andare avanti, da campione in carica.
Quarto set: Sinner rimette le cose in pari
Kecmanovic sta probabilmente giocando la miglior partita della carriera a livello Slam, specie considerando che sull’erba raramente si è espresso al meglio. Gran tennis, begli scambi, aggressività…ma dall’altra parte c’è il n.1 al mondo. Sinner insiste meno sul rovescio di Kecmanovic, il colpo forte, mettendo la partita su accelerazioni improvvise, cercando di togliere tempo. La tattica, alla fine, funziona. Sul 3-2 Jannik accende il turbo, va a due palle break e alza al massimo la propria cilindrata per strappare il servizio al serbo, che sbaglia (errore forzato) sulla palla break. Lo strappo è quello decisivo, da lì l’azzurro taglia dritto la linea del traguardo, senza voltarsi indietro, e forza il quinto set.
Quinto set: troppo Sinner per Kecmanovic
Il quinto set è poco meno di un monologo. Dall’inizio Sinner appare molto più disteso, più sereno anche fisicamente, consapevole del proprio valore e delle proprie possibilità. Il break arriva quasi inesorabile, questione solo di tempo. Da fondo c’è troppa differenza, Kecmanovic non riesce più ad imprimere la giusta pesantezza. Jannik ne approfitta e, anche aiutato da 31 ace, ennesimo certificato di un servizio sempre più arma principale, veleggia sicuro verso la vittoria. Che arriva al secondo match point, cancellando tutte le preoccupazioni con un sorriso che segue una seconda vincente. Un gran match, applausi per entrambi: Kecmanovic dà tutto. Ma il tutto di un ottimo giocatore non basta per fermare un campione.
