Arrivata a un passo dal titolo, Karolina Muchova lascia Wimbledon con la delusione di una finale sfuggita di mano dopo una grande rimonta nel secondo set. La ceca non cerca alibi, riconosce i meriti di Linda Noskova e ammette di non aver espresso il suo miglior tennis proprio nel giorno più importante. Resta però la consapevolezza di aver disputato un torneo di altissimo livello e la convinzione che il sogno Slam sia ancora pienamente alla sua portata.
“Una delle mie peggiori partite del torneo, ma Linda ha meritato”
Il rammarico è evidente fin dalle prime parole. “È una sconfitta davvero dura. Sono molto delusa. Però, se prima del torneo mi avessero detto che sarei arrivata in finale, avrei firmato subito. Ho vissuto due settimane bellissime e credo che con un po’ di tempo saprò apprezzare quello che ho fatto.”
Muchova riconosce di essere partita troppo lentamente contro una Noskova subito aggressiva. “Penso che oggi sia stata una delle mie peggiori partite del torneo. Negli altri incontri avevo giocato decisamente meglio. Sono partita piano, mentre Linda è stata fortissima fin dall’inizio, servendo benissimo e giocando a un ritmo altissimo. Le va dato tanto merito, perché mi ha reso tutto molto complicato.”
Anche il vento ha avuto il suo peso: “Sì, ha influito soprattutto sul servizio e sui colpi più lenti. Era una condizione da gestire.”
“Il pubblico mi ha trascinata, ma la rimonta mi è costata tante energie”
Il momento più emozionante della finale resta la straordinaria rimonta del secondo set, quando Muchova annulla diversi match point e riporta il match al terzo.
“Pensavo soltanto a lottare su ogni punto. Questo torneo significa tantissimo per me. Mi dicevo: non voglio perdere 6-2 6-2, voglio fare tutto il possibile per restare in partita. Continuavo a credere di poterla ribaltare.”
Il sostegno del Centre Court è stato determinante: “Sentivo il pubblico, sentivo il loro supporto. Ho percepito il momento girare dalla mia parte nel secondo set ed è stato bellissimo. Però quella rimonta mi ha tolto tantissime energie e purtroppo l’inizio del terzo set mi è scivolato via.”
Il rimpianto principale, però, arriva ancora prima: “Se devo scegliere un momento, direi il primo game del terzo set. Ma anche quel diritto sul vantaggio nel primo gioco del secondo, quando volevo andare lungolinea e invece ho giocato incrociato permettendole di chiudere con lo smash. Se fossi andata avanti 1-0, forse il set avrebbe preso un’altra direzione.”
“Il sogno Slam resta vivo. Questa sconfitta farà male, ma mi darà ancora più motivazione”
Muchova ammette di aver pagato anche le fatiche della semifinale contro Coco Gauff.
“Fisicamente sentivo ancora quella partita. Ero un po’ più stanca e, oltre a questo, c’erano i nervi. Volevo davvero tantissimo vincere oggi e forse questa voglia mi ha irrigidita fin dall’inizio.”
La delusione, inevitabilmente, ricorda quella della finale persa al Roland Garros 2023. “Non ricordo perfettamente come mi sentissi allora, ma sicuramente ero triste. Lo sono anche oggi. In entrambe le finali ho avuto le mie occasioni e non sono riuscita a sfruttarle.”
Infine, uno sguardo al futuro. “Ci vorranno alcuni giorni per superare questa sconfitta. Però resta una finale Slam ed è comunque un grande risultato. Sento che il mio gioco sta crescendo, mi sento bene in campo. Vincere uno Slam resta il mio sogno e questo è sì un passo indietro, ma anche una motivazione in più.”
