So di non darvi una notizia in anteprima, ma un tennista italiano e un tedesco sono oggi in finale a Wimbledon. Il n.1 del mondo contro il n.2 (perché Zverev lo sarà da lunedì scavalcando l’eterno assente Alcaraz).
Il favorito è l’italiano, ma Michael Stich, l’ultimo tedesco che ha vinto a Wimbledon dei quattro che hanno giocato finali prima di Zverev, non ne è per nulla convinto. Me lo ha detto in una video intervista che è stata pubblicata sul canale YouTube di Ubitennis (e dove potreste iscrivervi se voleste ricevere le notifiche non appena i miei video sono pubblicati).
Forse lo dice perché è tedesco. Ma forse lo pensa perché anche lui quando giocò contro Boris Becker, che aveva vinto già 3 Wimbledon e giocato 5 finali, era considerato supersfavorito di quella che fu la prima – e ad oggi l’ultima – finale tutta tedesca.
Non c’era chi non considerasse Boris Becker predestinato a un poker che invece non gli riuscì mai.
Stich: “Ma io avevo battuto il miglior tennista del mondo sull’erba di quegli anni, Stefan Edberg, e dissi al mio coach prima di scendere sul centre court “No way che io possa perdere questo match! Difatti vinsi”.
-Ma Zverev – mi sono permesso di ricordargli – ha battuto Fery, mica un Edberg come te…
Stich ha sorriso: “Vero, ma non conta, Sasha è in finale e quando sei in finale può accadere di tutto…Sasha ha vinto il Roland Garros, è in fiducia, gioca benissimo, meglio di sempre…ha un grandissimo servizio e su questi campi conta molto” aggiunge lui che quanto a gran servizio non scherzava davvero.
-A proposito del servizio Michael …chi batte meglio secondo te fra Sinner e Zverev. Fino a un paio d’anni fa non c’era gara, ma ora è diventato un punto di forza di Sinner…e anche Zverev, rispetto a quando faceva tanti doppi falli, ha indubbiamente fatto grandi progressi.
“Il servizio di Zverev ha più kick, la palla rimbalza più alta e anche la seconda palla è più veloce” sentenzia Stich, che forse è un tantino influenzato dal…passaporto. Più in basso vi dico perché non la penso come lui…
-Come si fa a dimenticare che Zverev ha perso le ultime nove sfide con Sinner e 19 set su 21…” ( credo di avergli detto…ma quando le interviste finiscono non si ricorda mai tutto perfettamente!)
Stich “Quando si arriva a giocare una finale d’uno Slam i precedenti non contano”.
Lui, Michael, nell’unico precedente con Becker prima della finale di Wimbledon, aveva perso a Parigi Bercy 61 62! Ognuno vive e parla memore delle proprie esperienze.
Del resto Jannik Sinner non la pensa in modo troppo diverso se dice che “ogni match fa storia a sé, cambiano le situazioni…le superfici…”.
E questo sarà il loro primo duello sull’erba. Con Zverev che, in effetti, è su di morale come non mai per aver finalmente sfatato il tabù che lo vedeva sconfitto nelle finali Slam e anche l’altro tabù, quello di Wimbledon dove non era mai riuscito a superare gli ottavi di finale prima di quest’anno. Eppure al suo primo grande duello sull’erba di Halle contro Roger Federer aveva vinto lui e tutto allora lasciava presagire che sarebbe diventato fortissimo anche su questi prati.
E’ la terza finale di un italiano a Wimbledon. La seconda di fila che gioca Jannik Sinner, dopo quella del 2021 di Matteo Berrettini persa con Novak Djokovic.
Zverev è invece il quinto tedesco a giocare qui la dodicesima finale per il suo Paese dopo che Becker ne ha giocate 7 (e vinte 3, 1985, 1986 e 1989 con Curren, Lendl e Edberg), perdendo quelle dell’88 e del ’90 con Edberg e quella del ’91 con Stich, quella del ’95 con Sampras), il barone Von Cramm ne giocò 3 (e le perse tutte fra il 1935 e il 1937), Bungert 1 (persa con Newcombe nel ’67), con Stich che vinse quella del ’91 contro Becker e da sfavorito.
Quella del ’91 fu l’unica finale tutta tedesca. Una sola…ma beati loro che l’hanno vissuta.
Noi italiani soltanto quest’anno abbiamo vissuto 24 ore nelle quali non abbiamo escluso a priori l’ipotesi di poter assistere a una finale tutta italiana, ma perché accadesse Cobolli non avrebbe dovuto perdere con Fery e poi avrebbe dovuto prendersi su Zverev la rivincita di Parigi…il che era per la verità tutt’altro che semplice.
Mi è venuto spontaneo parlare di una finale fra connazionali dopo aver seguito il derby ceco nella finale femminile che è stata, come ormai sapete, a senso unico e noiosina per un’ora e 8 minuti, cioè fino a quando sul 62 52 Linda Noskova ha avuto e mancato il primo matchpoint.
Ne avrebbe avuti altri 4, tre sul 5-3 (e su uno ha fatto pure un doppio fallo), e un altro sul 5-4. Da noiosa che era la partita è diventata emozionante. Confesso che tifavo Muchova, che ha un tennis bellissimo, ma Noskova ha molta più potenza e l’ha fatta valere per quei 68 minuti, prima di farsi prendere dall’emozione, dal classico braccino, mentre improvvisamente la Muchova si era ripresa. 37 minuti dopo quel primo match point salvato grazie a un errore gratuito di rovescio della sua più giovane compatriota (29 anni contro i suoi 19, n.12 WTA contro lei n.9) Muchova aveva pareggiato le sorti avendo conquistato 5 game di fila. Dopo un’ora e 43 minuti era tutto da rifare, fra Linda e Karolina, compagne di doppio alle Olimpiadi di Parigi dove dovettero accontentarsi della medaglia di…legno.
E quando Karolina Muchova ha conquistato 3 palle break nel primo game del terzo set, avrei detto che ormai la partita aveva preso un’altra piega e che Noskova difficilmente sarebbe riuscita a dimenticare le 5 occasioni mancate.
Invece con il tennis femminile davvero non si può mai dare nulla per scontato. 3-0 per Linda Noskova, poi 4-1, quindi 5-2, e questa volta dopo il 5-2 c’è stato solo il 5-3 ma poi il 6-3 finale. Una finale vinta due volte…insomma. Roba che sarebbe piaciuta a Hitchcock e al suo “la donna che visse due volte”.
Sarebbe piaciuta anche a Lucio Battisti che nel ’69 cantò il suo “Balla Linda, balla come sai, non fermarti mai…”. Ma qui è più probabile che sarebbero invece risuonate le note di “Sweet Caroline” di Neil Diamond – sempre annata 1969 – se avesse finito per rimontare e vincere Karolina Muchova. Quella canzone è diventata una sorta di inno ufficiale inglese dacchè l’Inghilterra battè la Germania nell’Europeo del 2021…. In seguito è stata adottata anche dai tifosi dell’Arsenal, del Chelsea, dell’Aston Villa. Prima di loro dai Boston Red Socks negli Usa. Ma nel tennis chiamarsi Karolina non ha portato fortuna alla Pliskova, una delle poche n.1 del mondo a non aver mai vinto uno Slam. Ricordo che in Australia per Carolina Wozniacki era diventato una costante ascoltare quella canzone…che Muchova meriterebbe un giorno di ascoltare per lei, perché il suo tennis è troppo più bello di tante che giocano troppo uguale a tante altre perché ciò non succeda mai.
Tornando alla finale maschile che ci aspetta io non ho dubbi, contraddicendo Stich, sul fatto che oggi come oggi il servizio di Sinner sia più incisivo di quello di Zverev, anche se quello del tedesco fila una decina di chilometri più veloce sia sulla prima sia sulla seconda.
Ma secondo me quello di Sinner è più vario, più vicino alla righe, più difficile da leggere – lo ha detto il n.1 dei ribattitori, Nole Djokovic che in tre set è arrivato soltanto una volta a 40 pari e a un’unica palla break – e soprattutto Jannik sembra avere la chiave per giocare ace e servizi comunque vincenti quando i punti sono più importanti, sul setpoint di Struff, sulla palla break di Djokovic. E di solito ne gioca tre vincenti di fila, per portare a casa il game in cui è stato in difficoltà. Quello di Zverev è spesso più corto, anche se ha un kick che fa alzare la palla dall’erba…ma anche questo non è detto che sia un vantaggio, se la palla arriva all’altezza dei fianchi di Jannik.
Diffido invece di certe statistiche, come quella che ricorda che non è mai successo che chi ha vinto il suo primo Slam riesca a vincere il secondo subito a ridosso. Insomma sia Sinner sia Zverev sono a caccia della doppietta. Ma Sinner ha molte più chance di centrarla. Ne ho parlato anche Ivan Ljubicic che si è detto d’accordo. Io ho ipotizzato, come già avevo detto prima del match contro Djokovic, un successo in tre set. Ljubicic è stato più prudente: “Vince Jannik in 4 set”. Ma se andrete a cercare su YouTube e su Ubitennis la video intervista sentirete anche altro. A domani.
