Ancora campione, ancora sul Centre Court. Jannik Sinner supera Alexander Zverev 6-7 7-6 6-3 6-4 e difende il titolo di Wimbledon, conquistando il quinto Slam della carriera. Un successo arrivato al termine di una finale durissima, condizionata dal vento, dal caldo e da un avversario capace di tenere un livello altissimo per quasi quattro ore.
“È un risultato incredibile. È stata una partita molto difficile contro Sascha, giocata a un livello molto alto da entrambi. Il campo era polveroso, c’era vento e non era semplice giocare. Essere di nuovo qui da campione significa tantissimo per me”, ha spiegato Sinner in conferenza stampa.
L’emozione dopo il match point, con l’azzurro disteso sull’erba, è arrivata senza essere preparata. “Non c’è una spiegazione. È un momento che vivi, senza pensare. Non so dire perché abbia esultato in quel modo”. Un titolo particolarmente significativo dopo la delusione del Roland Garros e le settimane di lavoro a Monte-Carlo: “Ogni Slam è diverso, ha una storia, un ambiente e delle sensazioni differenti. Questo significa molto perché arrivava dopo un momento difficile a Parigi. Abbiamo lavorato per giornate molto lunghe, sacrificando tanto per essere competitivi qui”.
Nessuna sensazione di liberazione, però. “Non parlerei di sollievo. Cerco semplicemente di fare del mio meglio ogni giorno. A volte arriva un buon risultato, altre volte no. Non vincere uno Slam non è un fallimento: sono giornate rarissime. Ne ho vinti cinque, ma alla fine sono cinque giorni in mezzo a tantissimi altri”.
Il tie-break che ha cambiato la finale
La finale si è decisa attraverso dettagli minimi. Zverev ha dominato con il servizio nel primo set, mettendo in campo una percentuale altissima di prime e mostrando un dritto più aggressivo del solito. Sinner, però, non si è disunito e ha cominciato progressivamente a leggere meglio la battuta del tedesco.
“Parliamo del numero due del mondo. È normale che serva benissimo, che tiri forte il dritto e giochi bene il rovescio. Ha disputato un grande primo set, ma è finito 7-6: questo significa che nemmeno io stavo giocando male. A questo livello si decide tutto su due o tre punti”.
Il momento determinante è arrivato nel tie-break del secondo set, vinto nettamente dall’italiano. Una svolta costruita modificando continuamente la posizione in risposta: “Prima del tie-break avevo provato diverse soluzioni per capire come affrontare il suo servizio. Al primo punto mi sono spostato verso il rovescio. Sono sensazioni che hai in campo: possono funzionare oppure no. Da quel momento ho iniziato a vedere un po’ meglio la battuta”.
Sinner ha concesso una sola palla break nell’intera partita. “Contro i migliori devi fare grande attenzione nei tuoi turni di servizio. Se perdi una volta la battuta, soprattutto contro Sascha, probabilmente perdi il set. Durante il torneo sono cresciuto partita dopo partita. Se si confrontano i primi incontri con il modo in cui ho concluso, il miglioramento è evidente. Era esattamente quello che cercavo”.
Più della tecnica, secondo il campione, ha fatto la differenza l’atteggiamento: “Non puoi essere perfetto per quattro o cinque ore. Ho avuto delle occasioni all’inizio del terzo set e ho fatto qualche scelta sbagliata. Ho cercato di accettare la situazione, restare presente e mantenere l’atteggiamento giusto. Questa è stata la chiave più importante della partita”.
“Ora voglio vivere una vita normale”
Sinner non vuole ancora pensare ai prossimi record. Dopo una stagione già ricchissima di successi, il numero uno del mondo valuterà insieme al proprio team la programmazione sul cemento nordamericano.
“Ora è importante godersi questo momento. Dopo Parigi ho lavorato davvero tanto e ho avuto pochissimi giorni liberi. Parleremo con calma dei prossimi obiettivi e della programmazione. Dobbiamo capire quale sia la scelta migliore per me”.
Ancora incerta, dunque, la sua partecipazione ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati: “Non penso alla possibilità di vincere nove Masters 1000 in una stagione. Vado torneo dopo torneo. Dobbiamo capire se sia giusto giocare Montreal, Cincinnati, entrambi oppure soltanto uno. Ci sono tante opzioni. In questo momento la cosa più importante è staccare la testa”.
Una pausa necessaria prima di ripartire: “Dentro di me c’è tanta felicità. Sono orgoglioso di me stesso e del mio team, che continua a spingermi nella direzione giusta. Il lavoro non finisce mai e ci sono ancora piccole cose che posso migliorare. Ma adesso voglio staccare completamente per una settimana, non pensare al tennis e vivere una vita normale. Poi tornerà tutto il focus verso il prossimo obiettivo”.
Il quinto Slam non cambia la filosofia di Sinner. Nessun traguardo viene dato per scontato, nemmeno dopo aver confermato il titolo nel torneo più prestigioso: “Giocare una finale Slam è qualcosa di raro e speciale. Se posso scegliere, scelgo naturalmente di vincere. Ma dal l’altra parte c’è sempre un altro giocatore. Bisogna rispettarlo e continuare a lavorare. Momenti come questo esistono proprio perché dietro c’è tanto lavoro”.
