Non c’è stata storia nel primo turno che ha visto opposto Mattia Bellucci a Zsombor Piros. Solo un set di equilibrio, e poi Bellucci si è involato verso il secondo turno dello US Open e il relativo montepremi di 190.000 dollari.
La battaglia del grano
MATTIA BELLUCCI: “Penso sempre che, rispetto ad altri sport, siamo indietro sotto quel punto di vista. Uno che fa secondo turno in uno Slam, secondo me, deve guadagnare di più. È chiaro che si stia progressivamente migliorando dal punto di vista dei montepremi, però, per quanto guadagnano i tornei, si guadagna ancora poco.”
UBALDO SCANAGATTA: Sei consapevole che ci sono atleti di sport olimpici che guadagnano una volta ogni quattro anni; se ti misuri con i calciatori, è chiaro.
MATTIA BELLUCCI: “Certo, infatti penso che gli atleti di sport in generale debbano guadagnare di più. Sono consapevolissimo che ci siano atleti olimpici che guadagnano meno. Io so qual è la visibilità del mio sport, parlo per il mio sport e so quanto guadagnano i giocatori e quanta diversità ci sia anche più indietro, non soltanto giocando un secondo turno Slam. Ho amici che sono grandi atleti e guadagnano pochissimi soldi perché giocano Challenger, quindi io parlo per me, parlo per il mio sport, parlo per quello che vivo.”
“So che ci sono ragazzi che giocano Challenger, che sono molto professionali e che in altri sport guadagnerebbero tanti soldi. Sono andato a vedere il baseball l’altro giorno e mi hanno raccontato un po’ quelli che sono i guadagni che girano in quello sport. È chiaro che ci siano sport più indietro. In termini di visibilità, il tennis sta guadagnando sempre di più, dunque l’aspettativa è che anche per quelli che sono fuori dai primi cento ci sia un miglioramento sotto quel punto di vista. È chiaro che a me i soldi del secondo turno fanno assolutamente piacere, mi danno la possibilità di lavorare con il team, di investire sotto quel punto di vista e su questo non c’è alcun dubbio. Però penso non soltanto a me, penso anche a quelli dietro.”
UBALDO SCANAGATTA: Ha ragione Djokovic?
MATTIA BELLUCCI: “Non necessariamente. Non so esattamente, non ho sentito le dichiarazioni di Djokovic. Io ti dico quello di cui sono responsabile e mi prendo la responsabilità di quello che dico in questo momento. Non faccio riferimento a Djokovic. Dico che, secondo me, per lo sport che facciamo, per il livello a cui giochiamo, per il livello a cui ci confrontiamo e per quella che è la visibilità del nostro sport, si guadagna ancora poco. E quelli che sono poco meno bravi di noi — perché oggi mi sono confrontato con Piros, che è 110-120 del mondo, in questo momento non ti so dire esattamente il ranking preciso — guadagnano, secondo me, molto poco per il livello che esprimono.”
Valutando questa estate
VANNI GIBERTINI: A proposito di livello, dopo l’infortunio al ginocchio di Wimbledon, che è stato molto spiacevole, come va?
MATTIA BELLUCCI: “Bene, bene. Siamo riusciti a rimetterci in pista piuttosto rapidamente, anche più rapidamente di quelle che erano le nostre aspettative. Sono molto contento, consapevole che siano passate soltanto quattro settimane. Sono fiero di essere riuscito a tornare a un buon livello. Quattro settimane, ovviamente, dal momento in cui sono rientrato in campo a Montréal; però sono fiero di essere riuscito a rientrare rapidamente e a esprimermi a un buon livello.”
VANNI GIBERTINI: Luciano [Darderi] ha detto che la partita giocata con te a Winston-Salem è stata fondamentale per ritrovare la condizione e preparare questo torneo. Dall’altra parte della rete, per te che esperienza è stata?
MATTIA BELLUCCI: “Luciano è un giocatore molto forte, che sa sfruttare dei momenti e pochi punti all’interno di una partita, cosa che io non so ancora fare al suo livello. È uno che, appena gli dai un’opportunità, la prende. Io ho giocato un primo game nel secondo set molto brutto e lui si è attaccato a quel game, proprio di carattere, ed è riuscito a uscire da una partita che si stava mettendo male per lui. Dalla mia parte, per me è un grande piacere riuscire a confrontarmi con giocatori come lui.
È chiaro che, quando uno va un set avanti, ha l’obiettivo di vincere anche il secondo set e quindi di portare a casa la partita. Mi sono concentrato un po’ troppo sul risultato: è un errore che delle volte mi capita e quindi la partita con Luciano non sono riuscito a portarla a casa. Detto questo, ho provato, come facciamo sempre, a guardare, analizzare, cercare di trarre sia le cose positive sia quelle negative. Sicuramente è una partita che mi dà un altro pezzettino in più per crescere ulteriormente.”
Obiettivo Fritz
UBALDO SCANAGATTA: E ora c’è Fritz, che ha anche lui un problema al ginocchio.
MATTIA BELLUCCI: “Sì, è vero, mi hanno detto. Ho sentito che anche lui ha avuto problemi al ginocchio, però non ho visto il risultato di oggi; penso che sia assolutamente in condizione. Abbiamo giocato contro in Germania e sono riuscito a dargli filo da torcere, però ho dovuto fare una prestazione veramente importante per metterlo in difficoltà. Per me replicare questa cosa sarà veramente complicato. Sono da una parte contento di essermi meritato questa partita, dall’altra voglio veramente entrare in campo per sfruttarla il più possibile, cercare di tirar fuori il meglio e magari provare a vincere.”
Quando dici sfruttarla nel miglior modo possibile, intendi un altro gradino di miglioramento, indipendentemente dal risultato?
MATTIA BELLUCCI: “Sì, indipendentemente. È chiaro che uno, quando entra in campo, entra in campo per vincere, altrimenti non ci sarebbe neanche la tensione prepartita, ed è quello che rende il nostro lavoro speciale. Il mio obiettivo è sfruttare queste partite per alzare il mio livello. Oggi credo di aver fatto una buona prestazione: sono rimasto concentrato e i momenti di difficoltà sono stati motivo di correzione, non di buttarsi giù o andare in particolare difficoltà anche a livello emotivo. So di stare crescendo molto dal punto di vista della gestione della partita. È chiaro che trovarsi dall’altra parte un giocatore come Fritz aumenta le difficoltà esponenzialmente.”
UBALDO SCANAGATTA: Anche se nel precedente le condizioni erano diverse — altro campo, altra superficie e tutto — quali sono stati gli aspetti del gioco di Fritz che maggiormente ti hanno impressionato e, in qualche modo, ti preoccupano di più?
MATTIA BELLUCCI: “La cosa che ricordo è che nel primo game della partita non aveva servito bene e, da quel momento in poi, aveva iniziato a servire benissimo. Quindi il servizio è stata la cosa… Nel terzo set non ricordo di essermi mosso tante volte per riuscire a rispondere. Quando giocava con la prima palla era praticamente ingiocabile. Ovviamente l’erba aumenta ancora di più la difficoltà rispetto al cemento, quindi risulta ancora più complicato rispondere contro giocatori che servono così bene. Però è estremamente preciso e quella è stata la prima cosa.
Poi penso che, per la stazza e per la statura che ha, sia un grandissimo difensore, perché si muove presto. È uno che sa giocare veramente anche piuttosto lontano dal campo; delle volte si allontana in risposta, è uno che fa giocare un sacco di palle. Ricordo una dichiarazione in cui diceva: ‘Io tante partite le vinco giocando praticamente solo diagonale o facendo giocare soltanto il mio avversario’, perché sa esprimere un ritmo veramente alto che mette fortemente in difficoltà gli avversari e non è bravo soltanto in fase offensiva.”
L’Arthur Ashe Stadium
Probabilmente vorrà dire giocare sull’Arthur Ashe
MATTIA BELLUCCI: “Assolutamente. L’anno scorso ho giocato contro Alcaraz, quindi quella partita per me era stata veramente complicata. Pensare di avere l’opportunità, potenzialmente, di ricalcare uno stadio così importante è una cosa che ovviamente mi fa crescere ogni volta.”
