Federer vince un match mediocre

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Federer vince un match mediocre

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TENNIS – Il fuoriclasse svizzero e Gasquet giocano un match molto al di sotto delle attese. Federer si impone 64 63 ma manca 5 match point e commette 30 gratuiti, di cui 17 di dritto. Metà dei punti di Gasquet arrivano da errori di Federer. Il francese è eliminato. Da Londra, Laura Guidobaldi

Federer b Gasquet 64 63

 

La vittoria di Federer segna l’eliminazione di Richard Gasquet. Anche nella migliore eventualità per il francese (vittoria di Del Potro stasera, e nella terza giornata vittoria di Del Potro in due set su Federer e di Gasquet in due set su Djokovic) la classifica vedrebbe Del Potro primo con tre vittorie e Djokovic, Gasquet e Federer con 1 vittoria e 2 sconfitte. Il serbo sarebbe eliminato per il peggior quoziente set e Federer sarebbe secondo avendo vinto lo scontro diretto con il francese.

Se stasera Djokovic batte Del Potro, la sfida tra Federer e l’argentino diventa una sorta di quarto di finale: chi vince va in semifinale, chi perde va a casa.

Se vince del Potro stasera, le prospettive sono più complesse. Per evitare complessi calcoli su quoziente set e quoziente game, Federer dovrebbe vincere in due set o sperare che Djokovic perda con Gasquet.

Il talento francese e il campionissimo svizzero; due dei più bei rovesci del mondo; uno dei beniamini di Francia e il vincitore di 17 slam (e non solo !). Insomma, quello tra Richard Gasquet e Roger Federer è l’attesissimo match che inaugura questo giovedì alla O2Arena.

I precedenti tra i due sono di 10 a 2 per l’elvetico, con Richard vincitore nel 2005 a Montecarlo e nel 2011 agli Internazionali BNL d’Italia dopo un match combattuto al terzo set. Ma adesso qui, alla O2 Arena, la posta in gioco è altissima poiché i due si contendono un posto in semifinale.

Federer comincia malissimo: i primi 6 punti di Gasquet sono 6 errori di Roger.

Comunque poi recupera e, sul proprio servizio, si porta 40-30; il vantaggio però viene annullato da un rovescio meraviglioso del francese che pareggia. Alla fine, però, lo svizzero ce la fa a tenere il proprio servizio : 1-1. Oggi Federer sbaglia davvero tanto e un altro dritto finisce miseramente in rete. Per ora il palleggio da fondo sta dominando gli scambi di questi primi giochi. Roger ora sembra scuotersi poiché riesce ad approfittare di alcuni errori del transalpino e a strappargli il servizio, salendo 2-1 e servizio. Il 3-1 arriva poi in un battibaleno.

Un po’ incartato, adesso, Richard che sbaglia parecchio e, anche al servizio, non riesce ad essere efficace. Globalmente finora l’incontro lascia alquanto a desiderare, con entrambi i giocatori protagonisti di tantissimi errori, come una facilissima volé di rovescio appoggiata a rete da Gasquet con tutto il campo libero….Ma poi il rovescio lo salva ancora, con un incrociato estremo e fulminante che sorprende lo svizzero e che gli permette di avvicinarsi 2-3.

Lo svizzero si porta in vantaggio 4-3 ma ora si trova 0-30. Ma rimedia, con un ace ad hoc…

Poi rovina tutto di nuovo concedendo 2 palle break a Richard con un dritto affossato a rete. Insomma, oggi Roger colpisce male, è scentrato, stecca la palla e i suoi colpi mancano di energia, tant’è che il transalpino annulla lo svantaggio e pareggia a 4-4.

Dal canto suo, Richard sembra davvero teso, legato nei movimenti anche se cerca comunque di liberare il braccio lasciandolo andare soprattutto di rovescio. Niente da fare. Con una palla a metà campo facile facile, va nel pallone steccandola e mandandola praticamente in tribuna. Il n. 9 del mondo consegna così la propria battuta allo svizzero che si porta 5-4 e poi vince a zero il 10° gioco aggiudicandosi il primo parziale per 6/4.

Brutto primo set scandito da innumerevoli errori da parte di entrambi ma, soprattutto, del francese che manca di energia, non riesce a trovare le giuste sensazioni con la palla e, forse, neanche la giusta e indispensabile tranquillità per affrontare un match così delicato.

Ed ora ce la farà a risollevarsi e ad impensierire l’ex n. 1 del mondo?

Per adesso non sembra. Infatti l’allievo di Piatti sembra quasi bloccato e, appena tocca la palla, la scaraventa o fuori o a rete, consentendo a un non eccezionale Federer oggi di salire in cattedra e di portarsi 2-0. Richard non riesce a spingere né a muoversi molto con le gambe. Federer, certo, a volte estrae dal cilindro magie assolute, smorzate e discese a rete….Comunque, nonostante ciò, il tennista di Beziers ce la fa a tenere il proprio servizio e fa un passo in avanti sull’1-2.

Ora ha perfino una palla break ma il campione svizzero la salva con una smorzata di dritto velenosissima e da manuale.
Gasquet stecca ancora e Roger prende il largo sul 3-1…

Ma adesso è Federer ad essere fermo sulle gambe e il transalpino si avvicina ancora 2-3. Dopo un game alquanto combattuto e tanti errori da entrambe le parti, l’elvetico sale ancora, prendendo un altro distacco sul 4-2. Oggi Gasquet non sembra avere una giornata positiva e commette l’ennesimo doppio fallo, rimediato, però, con un bello sventaglio di dritto a uscire. Ma, come Penelope, fa e disfa la propria tela. A un vincente alterna molto spesso un gratuito inspiegabile. Ma anche Roger non scherza…Tanti errori anche per lui che riconsegna un game all’avversario permettendogli di fare un ulteriore passo in avanti sul 3-4.

Certo, a volte possiamo assistere a guizzi fantastici da parte di entrambi, come questo rovescio stellare di Richard in corsa lungolinea. Il francese ha una palla break, annullata da un pallonetto millimetrico e fantastico di Federer che, alla fine, allunga a 5-3.

Ed ora, 1 matchpoint svizzero.

Sprecato, però, da Roger che, dritto sulle gambe, scaraventa a rete il rovescio.

Ce n’è un altro. Ulteriore spreco, con un dritto fuori misura.

Ce n’è un terzo.  Ma ecco il terzo errore di Roger che fa uscire di poco un rovescio slice. Ma adesso è una stecca del francese che va a finire sul tabellone dello score a regalargliene un altro.

Ce n’è dunque un 4o.

E il 5°? Sarà quello buono? Eh no, il matchpoint non s’ha da fare, con lo svizzero che ogni volta sbaglia e..adesso è una steccata verso il pubblico…

Il n. 6 è quello giusto con Gasquet che affossa malamente il dritto a rete, rigido sulle gambe.

Insomma un match dai toni quasi surreali, per la quantità di errori ma, soprattutto, per la tensione, presuminbilmente, quasi palpabile da parte di entrambi. Tanti gli errori gratuiti, 30 per Federer e 27 per Gasquet; per quanto riguarda i vincenti, Roger ne ha realizzati 29 contro gli 11 di Richard.

Il campione svizzero in conferenza stampa ha comunque confermato di aver avuto un po’ di difficoltà nella coordinazione e di essere stato un po’ indeciso ma, nel complesso, di sentirsi abbastanza bene. E adesso ci sarà Del Potro : “A Parigi è stata una bella vitttoria contro di lui perché indoor mi aveva battuto 3 volte di fila. Quindi è interessante per me giocare qui alle Finals contro di lui. È stata davvero importante la vittoria parigina perché mi dimostra che posso battere dei top 10, come lui o Richard”.

Gasquet, dal canto suo, ha confermato quanto abbia apprezzato, nonostante due sconfitte, l’atmosfera della O2 Arena : “L’atmosfera è bellissima, è il più bel campo indoor in cui abbia mai giocato. Penso sia meraviglioso. Il campo è perfetto, con tanta gente. Certo, sono deluso del fatto di aver perso due match di fila ma ho tentato di fare del mio meglio”.

Certo che il Federer di oggi contro Del Potro forse non sarebbe uscito vincitore. Roger dovrà assolutamente cercare di produrre un tennis molto meno falloso, più solido, efficace ed incisivo, anche perché difficilmente l’argentino gli concederà tanti gratuiti come Gasquet oggi.

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Presentate le Nitto ATP Finals 2021, le prime a Torino: previsto indotto di 600 milioni

40.000 biglietti già venduti su 180.000 disponibili. Il Governo ha versato i primi 18 milioni. Le parole del presidente FIT Angelo Binaghi, la sindaca Chiara Appendino, il presidente di Banca Intesa Gian Maria Gros-Pietro e Marco Lavazza

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(foto Sposito)

A dieci mesi esatti dal via, è stata presentata la prima edizione delle ATP Finals che si terrà a Torino. Il capoluogo piemontese sarà la sede dell’evento fino al 2025, succedendo a Londra, dove il torneo si è svolto dal 2009 al 2020. La conferenza stampa si è tenuta nel grattacielo di Intesa San Paolo a Torino, presentata da Angelo Mangiante di Sky Sport.

La più grande banca italiana, come ha fatto per la conferenza di presentazione odierna, sarà Host Partner (ossia padrone di casa) dell’evento di Torino. Confermando il ruolo che ricopre dal 2017, il colosso giapponese Nitto Denko Corporation sarà Title Partner e continuerà a dare il nome all’evento; tra i Platinum Sponsor figureranno Lavazza, FedEx ed Emirates, accompagnati dai Gold Partner EA7 Emporio Armani, Rolex e Acqua Valmora e dai Silver Partner Dunlop, Italgas e Iren luce gas e servizi.

LE VOCI DA TORINO

Il primo a intervenire è stato il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, che ha ripercorso le tappe che hanno portato le Finals in Italia: “Per noi riuscire ad avere le Finals a Torino è stato come scalare l’Everest. In questi ultimi anni ci siamo prefissi di scalare vette via via più alte. Gli Internazionali d’Italia in questo senso hanno rappresentato il Monte Bianco, da lì abbiamo capito che fosse giunto il momento per porci obiettivi ancora più ambiziosi. Al momento in cui è partita la gara per avere le Finals, il nostro Everest, ci siamo detti che al massimo saremmo potuti arrivare al campo base. Da lì siamo cresciuti, assieme anche a una giovane donna (Chiara Appendino), che non voleva fermarsi al campo base, ma voleva arrivare in cima. Allora ci abbiamo provato. Abbiamo trovato la guida di Giancarlo (Giorgetti, ex sottosegretario nel precedente Governo Conte, ndr), di grande esperienza e capacità. Arrivati quasi in cima senza nemmeno accorgercene, abbiamo dovuto metterci del nostro. Dopo sei mesi, siamo arrivati in cima all’Everest da alpinisti per caso, senza nemmeno volerlo fare all’inizio“.

 

Anche Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, è intervenuto a Torino per congratularsi con tutti coloro che hanno messo grande dedizione per raggiungere questo trionfo targato Italia: “I fattori principali per questo successo sono stati passione ed entusiasmo, per questo vanno i miei complimenti a tutti. È stata una combinazione di tante cose arrivare a questo risultato, frutto anche della credibilità. Lo standard fissato da Londra è molto alto con oltre tre milioni di spettatori, ma sono sicuro che Torino, la regione Piemonte e l’Italia potranno fare un ottimo lavoro. Da ex giocatore, il mio sogno oltre a vincere un Grande Slam è stato partecipare alle Finali ATP. Almeno potrò farlo da presidente e sono orgoglioso di farlo da italiano, per mostrare al mondo il nostro Paese e la nostra città. Inizieremo in un anno di Covid, ma siamo battaglieri e supereremo questa crisi“.

Si spera che nei prossimi cinque anni le ricadute sul movimento azzurro siano al di là di ogni più rosea aspettativa (ci sono già ottime premesse). Ma secondo Binaghi gli obiettivi sono anche altri: “Sui giocatori italiani potrà avere un impatto straordinario. Ci ha posto obiettivi totalmente differenti. Abbiamo una squadra straordinaria per organizzare una grande edizione 2021 delle ATP Finals, questo è il primo obiettivo. Grandi sponsor ci hanno affiancato per darci supporto, grande risposta è arrivata dalla prevendita dei biglietti. Un altro obiettivo è trasformare le oltre quindicimila persone che verranno ogni giorno a vedere i match da spettatori a tifosi.

Sul sogno di veder giocare un italiano a Torino: “Ambiamo a rendere i giocatori italiani i protagonisti della manifestazione: credo che nei cinque anni vedremo degli italiani giocare il Masters. Il terzo obiettivo è essere riconoscenti alle istituzioni locali per quello che hanno fatto: attraverso i comitati di gestione creati dobbiamo far sì che ci sia un ritorno economico per il territorio. Il quarto è dimostrare al governo che tra tutte le manifestazioni sportive di livello internazionale che saranno organizzate in Italia, quella con la maggiore redditività saranno le ATP Finals. Speriamo anche che il governo ci possa mettere in gara con tutte le altre manifestazioni, per metterci in concorrenza e fare il meglio per il Paese”.

Senza i nostri partner e i nostri sponsor questo evento non sarebbe possibile” ha concluso Gaudenzi. “Anche quelli del Tour, Nitto, Emirates, FedEx, Rolex, Dunlop, che continueranno a seguirci. Questo è l’evento più importante per l’ATP, spesso alle Finals si incorona il numero uno a fine anno. Attraverso i cinque continenti abbiamo un miliardo di appassionati su tutti e cinque i Continenti e vogliamo dare loro uno spettacolo di livello altissimo. Abbiamo lavorato sulla campagna marketing This is Tennis, per concentrarsi sugli aspetti peculiari del nostro sport“.

Riprendendo la parola, Binaghi ha presentato un pilastro dell’evento torinese, ovvero Intesa San Paolo: “L’istituzione finanziaria più alta del nostro Paese. Grazie a loro sentiamo di avere tutto il Paese con noi e siamo sicuri di organizzare una grande edizione delle ATP Finals” ha detto il presidente FIT.

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, ha parlato così del torneo dei Maestri: “Noi crediamo che lo sport sia molto importante. Forma il carattere, il comportamento, fa aderire a principi di lealtà, di trasparenza ed impegno, che noi vogliamo far trionfare. Lo abbiamo fatto nel 2006 con le Olimpiadi Invernali. E di nuovo ora ci troviamo ad essere co-protagonisti di queste ATP Finals. Ma in Italia per due anni avremo ancora i NextGen. Ci troviamo a nostro agio nel sostenere qualcosa in cui crediamo profondamente e nel sostenere la città di Torino. Siamo la banca più grande d’Italia e qui in Piemonte promuoviamo le nuove iniziative. Abbiamo il grattacielo, ma in Piazza San Carlo apriremo una delle nuove sedi delle Gallerie d’Italia. Abbiamo in via San Francesco d’Assisi uno dei musei del risparmio più grandi del mondo, dove ora c’è anche la nostra sede. Continueremo a promuovere le iniziative con Tim e Google a Torino, Moncalieri e Settimo. Vogliamo continuare a essere legame con la crescita del territorio e la grande visione internazionale di cui lo sport è un elemento fondamentale“.

Gian Maria Gros-Pietro – Banca Intesa

Come già sottolineato da Binaghi, Chiara Appendino ha avuto un ruolo fondante nella corsa all’assegnazione dell’evento, per la quale Torino ha battuto Manchester, Singapore, Tokyo e Londra: “Sono un po’ emozionata, perché raccontiamo una bella storia nata in un modo incredibile. Ricordo una telefonata con un dirigente sportivo, che mi rispose che avessimo l’1% di possibilità di vittoria. Non abbiamo avuto paura di perdere e con grande lavoro di squadra siamo andati avanti tutti assieme. Non ci sono stati solo gli enti pubblici, ma tante aziende del territorio che hanno creduto in questa opportunità. Senza di loro non ce l’avremmo fatta. Sarà occasione di affrontare tutte le sfide del mondo moderno, accogliendo i migliori tennisti al mondo. Lo faremo facendo conoscere Torino e il nostro territorio al mondo. Vogliamo organizzare un evento che sia perfetto“.

Anche Marco Lavazza, vice presidente della storica azienda italiana che comparirà tra gli sponsor del torneo, è intervenuto nella conferenza stampa, confermando l’apporto che Lavazza ha intenzione di dare alla manifestazione: “Lavazza ha 125 anni di storia e di percorsi lunghi e difficili ne è consapevole. Abbiamo iniziato ad approcciarci al mondo del tennis legandoci al torneo più importante del mondo, Wimbledon. Non il modo più semplice. Lo abbiamo fatto non da vincenti, perché gli italiani quando vanno all’estero non partono mai con i migliori auspici. Quest’anno festeggiamo i dieci anni nel mondo del tennis e siamo pronti a portare anche in questo evento la nostra esperienza. Abbiamo cercato di portare il cuore e la competenza italiana e questo è stato riconosciuto e apprezzato, anche nei quattro tornei del Grande Slam. Speriamo, come dicevamo due anni fa a Wimbledon, che questo evento abbia ricedute positive su tutto il tessuto torinese e anche sul mondo del tennis. L’augurio più grande è che ci sia il pubblico presente per godere della manifestazione sportiva”.

PREVENDITA (da Supertennis.tv) – Le Nitto ATP Finals 2021 si disputeranno in 15 sessioni di gioco, di cui 8 pomeridiane e 7 serali. Dallo scorso 30 novembre è possibile acquistare biglietti per le singole sessioni e abbonamenti per l’intera manifestazione sul web. Sono stati già venduti oltre 40.000 dei potenziali 180.000 biglietti disponibili.

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ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

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Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

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Il battesimo del figlio d’arte: Sebastian Korda giocherà la prima finale a Delray Beach

Bella vittoria in due set su Cameron Norrie: il figlio di Petr Korda sfiderà Hurkacz per vincere il primo titolo in carriera ed entrare in top 100

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A quasi ventitré anni – era il 1° febbraio 1998 – dal primo, unico e contestatissimo successo Slam di papà Petr sui campi di Melbourne, il mondo del tennis deve volgere lo sguardo a Sebastian Korda, 20 anni, che raggiunge la prima finale della sua giovane carriera all’ATP 250 di Delray Beach.

Sui campi che guardano la costa della Florida opposta alle rive su cui è nato Sebastian – gli ha dato i natali Bradenton, ‘terra di tennis’ per via dell’accademia di Nick Bollettieri – Sebastian ha battuto in due set e con insospettabile saggezza Cameron Norrie, mancino dal tennis assai interessante. “Sono veramente gasato, non potrei essere più felice” ha detto Korda dopo il successo, tradendo tutta l’eccitazione dei vent’anni. “Mi sono allenato con il mio coach (Dean Goldfine, è nel team assieme a papà Petr – e chissà che non si aggiunga Agassi a breve, come da rumors), lui colpisce molto piatto. Ha funzionato. Norrie ha un gioco super estroso, il rovescio incrociato è di livello mondiale e il dritto è difficile da difendere. Sono contento del modo in cui ho giocato l’intera partita, per come sono rimasto aggressivo“.

Dicevamo dell’insospettabile saggezza perché dopo aver corsa di testa praticamente per tutto il match, sul 6-3 5-4 e servizio a disposizione il giovane Sebastian ha sentito un po’ la pressione e ha mancato due match point. “Sul primo è stato bravo lui, ma sul secondo ho fatto doppio fallo“. In realtà Korda ha buttato via entrambi i punti (il primo con un dritto abbastanza comodo in corridoio), ma ha ricevuto un piccolo aiuto dal suo avversario che nel game successivo gli ha reso il favore del doppio fallo; ottenuto così un altro break di vantaggio, lo statunitense ha rimesso in moto il suo tennis di pressione da fondocampo, sempre guidato dal dritto, e si è guadagnato la sua prima finale tra i grandi.

 

Non partirà favorito nel match contro Hubert Hurkacz, che da un lato ha fatto percorso netto – nessun set ceduto e due soli turni di servizio non difesi in tre partite – ma dall’altro non ha dovuto affrontare alcun top 100; tra quarti e semifinale, ha addirittura superato un giocatore che occupa la top 300 per un soffio (Quiroz) e un altro (Christian Harrison) che ha iniziato il torneo da numero 789 del mondo. Non certo un campo minato per il polacco, che ringrazia e oltre ai favori del pronostico in finale si prende anche la certezza di una testa di serie all’Australian Open (al momento la 29°); non a scapito di Lorenzo Sonego, per fortuna dell’italiano, poiché i forfait di Isner e Garin consentono al torinese di mantenere la 31° piazza nel seeding. Con Sinner che attende alla finestra: un altro forfait e ci sarà spazio anche per lui tra le teste di serie.

Il tabellone completo di Delray Beach

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