ATP Brisbane: un ottimo Federer supera Nieminen

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ATP Brisbane: un ottimo Federer supera Nieminen

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Roger Federer parte con il piede giusto nel 2014 tennistico, battendo per 6-4 6-2 il finlandese Nieminen settando così il numero dei confronti diretti ad un altisonante 14 a 0. Il match è durato 69 minuti e ha visto lo svizzero firmare il break decisivo per salire 3-2 nel primo set con 5 punti di fila da 40-0 e cedere solamente cinque punti nel secondo set. Il finlandese ha sciupato tre palle break sotto per 3 a 0 ma ha successivamente evitato il 6 a 0 tenendo il servizio nel quinto gioco.

“Ho servito bene, il dritto ha funzionato, i movimenti sono ok” ha detto Federer. “Mi aspetto di giocare un po’ meglio la prossima partita, anche se oggi posso essere molto soddisfatto essendo la mia prima partita della stagione. Sono molto felice di essere qui a Brisbane. Volevo tornare di nuovo a giocare questo torneo ed eccomi qui. Apprezzo veramente tutto e ringrazio veramente tutti per l’accoglienza”.

 

“Sto cercando di abituarmi alle condizioni di gioco, che qui sono abbastanza veloci” ha aggiunto. “Non è facile venire spesso a rete qui, soprattutto contro un avversario che gioca profondo e ti fa giocare di mezzo volo anche da fondo campo. Magari è più facile se lo fai quando servi, magari tenti un chip and charge sulla seconda. Su un campo più lento è più facile costruire il punto per chiudere a rete”.

Nei quarti Federer sfiderà l’australiano Marinko Matosevic, che ha sconfitto Sam Querrey 5-7, 7-6 (3), 6-4 rimontando da 1-4 nel terzo set. Più volte l’australiano ha fatto un gesto a L con pollice e indice durante il match, ma non ha voluto spiegare perché. “E’ una cosa personale, è solo per me” ha detto ai giornalisti in conferenza stampa.

Dopo lo scorso torneo di Wimbledon, Matosevic ha cambiato coach. Ora è seguito da Mark Woodforde. “E’ stato fondamentale per me. Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, io volevo tornare a casa e rinunciare del tutto alle Us Open Series. Lui mi ha fatto cambiare idea e mi ha salvato. Ho raggiunto i quarti a Washington e a un Masters 1000, e ho finito la stagione perdendo in tre set da Ferrer, numero 3 del mondo. Stavo giocando bene prima dei problemi alla spalla. Devo molto a Mark”.

Esordio morbido per la testa di serie numero 2, Kei Nishikori, che ha sconfitto l’australiano Matthew Ebden 6-2 6-4. “Mi sono preparato bene” ha detto Nishikori. “Ho lavorato per due settimane con Chang in California. Poi sono tornato in Florida alla IMG Academy per altre due settimane. Sono molto fiducioso”.

Nishikori affronterà Marin Cilic, al secondo torneo dopo la sospensione di quattro mesi per doping. Il croato, sceso al numero 37 del mondo, ha sorpreso Grigor Dimitrov 7-5 7-5 con 16 ace all’attivo. “E’ un nuovo inizio per me” ha detto Cilic. “Sto guardando tutto quello che mi succede intorno da una prospettiva diversa. Sono molto felice di essere di nuovo sul circuito dopo tutto quello che è successo l’anno scorso”.

RISULTATI:

1-Roger Federer (Switzerland) beat Jarkko Nieminen (Finland) 6-4 6-2
2-Kei Nishikori (Japan) beat Matthew Ebden (Australia) 6-2 6-4
Marin Cilic (Croatia) beat 5-Grigor Dimitrov (Bulgaria) 7-5 7-5
Marinko Matosevic (Australia) beat Sam Querrey (U.S.) 5-7 7-6(3
) 6-4

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Wimbledon: Djokovic leggiadro e straripante, non può nulla Kecmanovic

Prestazione grandiosa da parte del n. 1 del tabellone Novak Djokovic: ora la marcia verso il quarto titolo di fila a Church Road si scontrerà con Van Rijthoven, nel suo 55° ottavo nei Major

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

[1] N. Djokovic b. [25] M. Kecmanovic 6-0 6-3 6-4

Il terzo atto del derby balcanico, dopo i due tra il 2021 e la stagione in corsa nei quarti del Belgrado Open, tra Novak Djokovic e Miomir Kecmanovic va come i precedenti al serbo più titolato. Il n. 3 del mondo, infatti, s’impone con lo score di 6-0 6-3 6-4 in 2h19 centrando così la vittoria consecutiva numero 24 su questa superficie dal 2018 ad oggi, – ultima sconfitta ai Championships nel 2016 contro Sam Querrey, escludendo quella nei quarti dell’anno dopo con Berdych avvenuta per ritiro – tutte ottenute sui sacri prati di Wimbledon, nella sua 350esima partita negli Slam. Curiosamente ottiene questo traguardo proprio nella ventiquattresima partita stagionale. Per il 35enne di Belgrado una prestazione sontuosa, che fornisce un ulteriore argomentazione alla tesi che lo erige a grande favorito per il successo finale.

Niente da fare dunque per l’ex n. 1 juniores, che alla sua terza partecipazione nel main-draw di Wimbledon deve abbandonare senza colpo ferire lo Slam londinese al terzo turno come gli era già accaduto a Parigi il mese scorso – eliminato da Medvedev. Mentre era riuscito a qualificarsi agli ottavi in Australia, battendo il nostro Lorenzo Sonego. Il 20 volte campione nelle prove del Major ha concesso in tutto l’incontro solamente quattro break point, tra l’altro tre di queste concentrate nel suo secondo turno del match, creandosi invece opportunità per breakkare in 9 dei 12 game alla battuta del 22enne serbo. Al quarto turno ad aspettare Djokovic nel suo 55° ottavo a livello Slam, il 14° a Wimbledon ci sarà Tim Van Rijthoven.

 

IL MATCH – Si affrontano due giocatori dalle caratteristiche tecniche praticamente speculari, che fanno della pressione da fondo il loro marchio di fabbrica. Ed è proprio questo il grande problema da dover dirimere per Kecmanovic, perché certamente si può mettere in difficolta l’uomo di gomma se si è in possesso di uno stile di gioco vario e che non dia ritmo, ma se invece il proprio tennis rispecchia il terreno di caccia preferito dell’ex n. 1 del mondo allora la questione si fa veramente ardua. L’avvio dell’incontro, in questo senso, conferma perfettamente le sensazioni della vigilia, Miomir prova a spingere a più non posso, specie sulla diagonale destra. Ma alla lunga, quando lo scambio si prolunga, dall’altra parte il muro del 20 volte campione Slam rimanda qualsiasi cosa dall’altro lato e perciò il n. 30 ATP va a finire che prima o poi s’inceppa andando fuori giri.

Il break è così servito in apertura, ma l’allievo di Nalbandian quest’anno può godere di grande fiducia visto la stagione che sta disputando, e riesce a procurarsi due palle break nel terzo gioco anche aiutato dal cambio ritmo dello slice. Novak è una leggenda, e decide di darne un’ulteriore dimostrazione mostrando come i grandi campioni nei momenti di difficoltà sappiano tirare fuori dal cilindro delle soluzioni al loro non convenzionali: il n. 1 del tabellone si aggrappa ad uno scintillante servizio e a suon di prime vincenti o di serve&volley da antonomasia, si risolleva e si porta sul 3-0. Djokovic gioca leggero, sicuro dei propri mezzi, è perfettamente consapevole che l’avversario di oggi non può mai e poi mai impensierirlo – parziale di addirittura 8 punti consecutivi vinti in risposta che lo proiettano sul 4-0. Attacchi supersonici con il back, fluidità e pulizia nei colpi che fanno raccapricciare tutti coloro che lo devono affrontare. Il sette volte campione di questo torneo è semplicemente straripante, il timing sulla palla è pazzesco e il povero Kec può solo prendere atto del bagel subito in soli 19 minuti.

La musica non cambia nel secondo set, Robo Nole continua a far faville tra passanti bimani impossibili ed una copertura magistrale della rete. Il giovane concittadino del padre spirituale del tennis serbo, è in una condizione di frustrazione perenne e agonizzante, costretto a forzare quando non mette la prima e ad incorrere nel doppio fallo. Possiamo far poco per consolare Kecmanovic, poiché gli occhi della tigre da parte del cannibale sono quelli delle giornate migliori. Non ha intenzione di lasciare per strada neanche un quindici, ma bisogna riconoscere uno spirito assolutamente ammirevole di Miomir, che riesce finalmente a sbloccarsi cancellando anche una palla break del possibile 2-0 in apertura di seconda partita. Si capisce che il 5 volte maestro del Masters di fine anno, finora ammirato, è quello delle grandi occasioni anche da come scuote la testa quando commette un dei pochissimi errori della sua partita – se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo nella performance del 35enne mostro sacro di questo sport, i 3 doppi falli. Nole è invalicabile al servizio, è pressocché inattaccabile. E’ questione solo di minuti prima che arrivi anche l’allungo in questo set, però l’ex n. 1 junior non molla di un centimetro e annullando due palle break in un game infinito da 13 punti si tiene a galla (3-3). Lo sfavorito è però certamente salito di livello, dopo un inizio un po’ contratto vincendo anche alcuni bei scambi nei pressi della rete. Purtroppo, per sua sfortuna, i turni in battuta del connazionale di 13 anni più anzianotto vanno via in un amen, a differenza dei suoi sempre molto laboriosi e lunghi. La pressione difensiva di Djokovic paga i dividenti nell’ottavo gioco e permette al fuoriclasse balcanico di volare sul 2-0 (6-0, 6-3).

La tds n. 25 sta dando tutto, ma è scoraggiante anche solo provarci quando hai di fronte un tennista di stato di grazia – che poi è quello abituale del nove volte campione dell’Open d’Australia – e che parte in questo terzo parziale illuminando gli occhi degli spettatori del Centre Court con tutto il suo campionario: pallonetto al volo, con conseguente attacco in controtempo e chiusura con la demi-volée di rovescio; schema da far tremare i polsi. Questa volta il n. 30 rimane indenne, annulla la nova palla break offerta e sfrutta il vantaggio di servire – non gli era mai capitato – per primo per mettere il naso avanti. Ormai però il match è segnato, quinto break realizzato dal recordman di settimane in cima alla classifica mondiale, il quale viene suggellato da un punto emblematico che testimonia la superiorità incontrastata dell’ex n. 1: irreale recupero in spaccata dal lato destro, che solo lui probabilmente nella storia del tennis può eseguire, accompagnato da una delicata smorzata. Nel settimo game giunge chirurgico il doppio break per il rullo compressore di gomma, che però proprio nel momento di chiudere torna ad offrire chance in battuta e cede il servizio nel primo passaggino a vuoto della sua partita. Poco male, perché pur con qualche minuto di ritardo al secondo tentativo Novak non perdona.

LE PAROLE A CALDO DI DJOKOVIC –Nulla viene dato per scontato, quindi ancora una volta ringrazio il pubblico per aver sostenuto i giocatori in campo. Ho cominciato benissimo, molto forte con tanta intensità e concentrazione. Conosco molto bene Miomir, [Kecmanovic, ndr] ci alleniamo spesso insieme. Lui e un altro paio di giocatori stanno facendo bene, auguro loro il meglio e spero che potremo giocare molte altre volte sul Campo Centrale. Vuol dire che sono parecchi anni che gioco (sui 350 match nei Major), sono molto grato e contento di poter competere ad alti livelli per poter cercare molte più vittore negli Slam. Sono i tornei che contano di più nel nostro Sport, sono molto orgoglioso per la continuità a questi livelli. Sto migliorando di partita in partita, e tu speri sempre che il match successivo ti faccia alzare il livello ed è quello che sta accadendo. Mi aspetto sempre il massimo da me e fin qui tutto bene“.

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Wimbledon: Vavassori piace e diverte, ma Tiafoe è troppo solido

LONDRA – Andrea attacca e gioca bene, Frances tira, corre e alla fine vince senza rischiare. Tanti applausi per l’italiano

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[23] F.Tiafoe b. [Q] A.Vavassori 6-4 6-4 6-4 (da Londra, il nostro inviato)

Inizio piuttosto teso sul court 17 di Wimbledon, con Frances Tiafoe che si presenta in campo quasi 9 minuti in ritardo, e Andrea Vavassori che dà il via al match perdendo subito il servizio. L’italiano è comprensibilmente contratto, lo si capisce dai lanci di palla sbagliati e da qualche accelerazione non abbastanza convinta, ma insomma, siamo davanti a un ragazzo che sta giocando una partita sognata chissà quante volte.

Frances da parte sua non sembra proprio in forma scintillante, nel secondo game concede un paio di occasioni a Vavassori per rientrare subito, e poi subisce la reazione di Andrea che dallo 0-2 recupera e sorpassa fino al 3-2. Poco dopo, sul 3 pari, inizia a piovere, ed è un peccato, perchè l’inerzia si era spostata, da bordocampo sento Tiafoe smoccolare parecchio per le difficoltà a stare in equilibrio, e questo ben prima dello scroscio. D’altronde, con quegli appoggi potenti e pesanti, l’erba intonsa delle prime giornate diventa traditrice, l’americano qui non è mai andato oltre il terzo turno.

 

Come era purtroppo prevedibile, la pausa (di un’oretta circa) permette a Frances di riordinare le idee, il che si traduce, a furia di botte da fondo, servizi e buoni passanti, in un break che viene capitalizzato per il 6-4. A inizio secondo set un doppio fallo, una bella risposta dell’americano, e un errore sottorete costano ancora un game di servizio a Vavassori. Da quel momento Tiafoe non rischia più (mentre Andrea si salva da uno 0-40) e siamo 2 set a zero, 6-4 6-4. Non è male la partita, anzi, Vavassori fa vedere cose belle in attacco e prende tanti applausi, ma il gap di cilindrata in favore di Frances si fa sentire, ogni volta che colpisce comodo l’americano fa male soprattutto al rovescio di Andrea, che ha un ottimo slice ma non basta.

“Che bello essere qui, peccato il primo set. Mi sento bene, ora testa al doppio di mercoledì!”

Ormai nei game di servizio di Vavassori c’è lotta, con palle break assortite, in quelli di Tiafoe non si gioca o quasi, e l’inevitabile break decisivo arriva nel nono game del terzo set. Il 6-4 6-4 6-4 conclusivo è giusto per quanto visto in campo, la speranza è di poter rivedere ancora Vavassori a questo livello. Nel frattempo, solo complimenti per Andrea.

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ATP Eastbourne: Fritz piega Cressy in una finale da erba d’altri tempi

Dopo un primo set dominato dal N.14 del mondo, zero palle break concesse da entrambi nei due successivi. La spunta Taylor al tie-break decisivo

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Clicca qui per ascoltare il video intero!

[3] T. Fritz b. M. Cressy 6-2 6-7(4) 7-6(4)

 

Se avete nostalgia dell’erba dei tempi che furono e passate le giornate su Youtube per ritrovare il prato spelacchiato nei pressi della rete probabilmente la finale di Wimbledon che si giocherà tra due settimane non vi renderà felici. Potete però ripiegare sulla finale del torneo di Eastbourne che hanno disputato Taylor Fritz e Maxime Cressy in un derby americano inatteso quanto old-fashioned.

Il campione di Indian Wells aveva già vinto questo torneo tre anni fa da giovanissimo ed evidentemente ha un rapporto speciale con questi campi. Cressy è senza alcun dubbio il miglior giocatore di serve&volley sistematico al mondo in questo momento, almeno in singolare. Non solo è il migliore ma è probabilmente anche l’unico sotto i 2 metri di altezza.

Alla fine ne è venuto fuori un match da 1992 più che da 2022: Fritz ha dominato il primo set con due break nel primo e nel settimo gioco sfruttando 2 palle break su 3. Da lì in avanti nessuno dei due giocatori ne vedrà più una fino alla fine.

In questo modo Fritz ha chiuso l’incontro, vinto al tie-break decisivo, non concedendo nemmeno una palla break in tutto l’incontro cedendo appena 10 punti complessivi alla battuta su 83 (12%). Paradossalmente 2 di questi 10 punti li ha persi nel tie-break del secondo set e gli sono costati dunque l’allungamento del match al terzo.

Nel tie-break decisivo invece i ruoli si sono invertiti: è stato Fritz a portare a casa due mini-break che gli sono valsi il terzo titolo della carriera, il secondo della stagione dopo il Masters 1000 in California e anche il secondo sui prati di Eastbourne.

Una cosa è sicura però: non prendete impegni per martedì perché Auger-Aliassime contro Cressy rischia di essere di gran lunga il primo turno più spettacolare di Wimbledon 2022.

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