Australian Open uomini: le finali da ricordare

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Australian Open uomini: le finali da ricordare

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Rafael Nadal e Novak Djokovic si riposano durante la premiazione degli Australian Open 2012

TENNIS AUSTRALIAN OPEN – Da Laver ad Agassi passando per Edberg e Wilander fino ai protagonisti del tennis moderno: Federer, Nadal e Djokovic. Ma quali sono le migliori finali australiane dell’Era Open?

Manca ormai pochissimo all’inizio del primo Slam dell’anno, per gli appassionati di tennis il periodo della off season è stato lungo e tedioso, ma finalmente i migliori giocatori al mondo tornano a calcare uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis giocato. I sorteggi sono ormai fatti, Nadal e Djokovic sono i contendenti per eccellenza e sembra che la vittoria Melbourne Park sia ormai un affare per due. Ma quali sono state le più belle finali disputate in Australia nell’era open? Dal 1968 sono soltanto cinque quelle che si sono concluse al quinto set, laddove lunghezza non è necessariamente sinonimo di qualità di gioco ed emozioni trasmesse, è forse più facile che un incontro terminato al quinto set abbia riservato più colpi di scena, così mi sono ritrovata ad includerli tutti e cinque in questo excursus temporale attraverso l’era open, che  vede il cambio di sede e di superficie del torneo, ma soprattutto l’evoluzione dello stile di gioco e della fisicità dei giocatori stessi.

1969 – Rod Laver b. Andres Gimeno 6-3, 6-4, 7-5

 

Il 27 gennaio del 1969, in un’epoca in cui gli Australian Open si giocavano ancora sull’erba, Rod Laver batteva in tre set lo spagnolo Andres Gimeno. L’incontro, in realtà a senso unico, forse non può essere ricordato come una delle più belle finali disputate nello Slam australiano, ma la sua importanza è da riscontrarsi in un contesto più ampio e lo colloca fra le finali simbolicamente più importanti dell’era open: quell’anno Laver si apprestava a realizzare il primo Grande Slam da professionista, divenendo l’unico giocatore ad essere riuscito nell’impresa due volte (nel 1962 da dilettante).

Inoltre quell’anno Laver vinse anche il titolo di doppio, in coppia con Roy Emerson.

1975 – John Newcombe b. Jimmy Connors 7-5, 3-6, 6-4, 7-6 (9)

Nel 1975 Jimmy Connors si presentava a Melbourne come campione uscente, pronto a difendere il titolo dell’ultimo Slam stagionale, infatti quell’anno gli Australian Open furono disputati dal 21 dicembre al primo gennaio.

Fu proprio la presenza di Connors a convincere l’allora numero due al mondo, Newcombe, a prendere parte al torneo, viste le scintille scaturite in precedenza fra i due, fu proprio Connors a dire: “Dovrebbe parlare di più con la propria racchetta piuttosto che con la bocca, Ogni volta che raggiungo una finale, Newcombe manca”.

Quell’anno le condizioni meteo furono avverse e Newcombe si trovò a dover disputare i tre match precedenti la finale in tre giorni consecutivi. L’allora 30enne australiano, arrivò in finale decisamente provato, ma riuscì comunque a trovare la forza per vincere il primo set e contenere la rimonta di un avversario più giovane di otto anni.  Dopo che Connors era riuscito ad annullare un match point, Newcombe racimolò le ultime energie per tentare di concludere il match al tie break del quarto set, sentendo che quella era l’ultima occasione che poteva cogliere per portare a casa l’ambito trofeo. Ci riuscì, il tie break si concluse 9 punti a 7, Newcombe salvo due setpoints e vinse il secondo Australian Open della propria carriera: “Oggi, Jimmy Connors mi ha dimostrato che un campione deve saper vincere e perdere… mi ha dimostrato di essere un vero campione”.

http://www.youtube.com/watch?v=YUCRAY2Vh3E

1977 – Vitas Gerulaitis b. John Lloyd 6–3, 7–6, 5–7, 3–6, 6–2

All’Australian Open del dicembre del 1977 (quell’anno lo Slam fu disputato anche in gennaio, Tanner b. Villas 6-3 6-3 6-3), il lituano Gerulaitis, naturalizzato americano, vinse il primo ed ultimo Slam della propria carriera, battendo in finale Jhon Lloyd. Si trattò della prima finale australiana dell’era open che si concluse al quinto set.

Gerulaitis riuscì ad aggiudicarsi i primi due set, per poi subire la rimonta del giocatore inglese in un match molto equilibrato. Decisiva fu la tenuta fisica, alla fine del quarto set Lloyd fu quasi costretto al ritiro a causa di forti crampi e finì per soccombere nel quinto. In qualche modo era destino che il primo a riportare un titolo Slam in Gran Bretagna, dai tempi di Fred Perry, fosse Andy Murray.

1987 – Stefan Edberg b. Pat Cash 6-3, 6-4, 3-6, 5-7, 6-3

La finale del 1987 tra Stefan Edberg e Pat Cash fu l’ultima ad essere disputata sull’erba, ma anche l’ultima ad essere giocata al Kooyong Stadium. La partita fu decisamente molto lottata, Cash, beniamino del pubblico, ce la mise tutta nel tentativo di sconfiggere lo svedese, recuperando da due set di svantaggio e riuscendo a portare il match al quinto, ma Edberg ebbe la meglio a fronte di tre ore e quaranta minuti di gioco.

http://www.youtube.com/watch?v=4Z0JnUtCZ8U

1988 – Mats Wilander b. Pat Cash 6-3, 6-7 (3), 3-6, 6-1, 8-6

Nel 1988 Pat Cash ci riprova, ma questa volta troverà un altro svedese a sbarrargli il cammino: Mats Wilander. I due diedero vita ad un’altra maratona di quattro ore e 28 minuti, di fatto la finale più lunga mai disputata in Australia prima del match record tra Djokovic e Nadal nel 2012.

Dopo una sospensione per pioggia, Cash, era salito in vantaggio due set a uno, neutralizzando i due break di vantaggio che Wilander aveva ottenuto nel secondo set, ma lo svedese riuscì a tornare in partita chiudendo il quarto parziale 6-1;  ottenne il break decisivo nel quinto set sul 6 pari, vincendo il terzo Australian Open della propria carriera e portando in Svezia il trofeo per il quinto anno consecutivo. Cash non riuscì mai a vincere gli Australian Open, l’unico trofeo Slam della propria carriera fu Wimbledon nel 1987.

1995 – Andre Agassi b. Pete Sampras 4-6, 6-1, 7-6 (6), 6-4

Quella del 1995 fu l’unica vittoria in una finale Slam di Andre Agassi sull’eterno rivale Pete Sampras, tanto più che il Kid di Las Vegas riuscì a vincere in rimonta dopo aver perso il primo set.

I due, prima di allora, si erano incontrati in finale soltanto agli US Open del ’90 e Pete aveva avuto la meglio in tre set dal punteggio netto (6-4, 6-3, 6-2). Per Agassi si trattava della prima partecipazione allo Slam australiano, si presentò a Melbourne coi capelli rasati, niente capigliatura ribelle, e diede inizio alla miglior stagione della propria carriera: vincerà 7 titoli tra cui Cincinnati, Key Biscayne e Toronto e interromperà il dominio di Sampras, dopo 82 settimane al vertice, divenendo il nuovo numero uno il 10 aprile.

http://www.youtube.com/watch?v=MZcBQg-Jrr0

2009 – Rafael Nadal b. Roger Federer 7-5 3-6 7-6(3) 3-6 6-2

Il 2009 è l’anno di Rafael Nadal e la finale disputata a Melbourne Park non può che essere ricordata come una delle più belle, non solo fra quelle australiane, ma anche nel contesto della rivalità che ha segnato gli ultimi anni della storia del tennis.

Impossibile anche dimenticare le lacrime di Federer e la certezza che da quel momento il regno dello svizzero era quanto mai prima messo in discussione. Un match equilibrato, feroce, tecnico, fisico ed emozionante, quattro ore e 23 minuti di tennis d’eccezione. A Federer la vittoria è sfuggita di un soffio, era quasi riuscito ad arginare la furia spagnola, ma poi un passaggio a vuoto nel set decisivo, sette punti persi e Rafa Nadal, per la prima volta finalista in Australia, sollevava il trofeo sulla Rod Laver Arena, Roger è vinto, le emozioni hanno il sopravvento, “Tutto questo mi uccide”, è la rabbia per le troppe occasioni sprecate, per l’aver permesso che il match andasse al quinto, per aver ceduto ancora una volta.

2012 – Novak Djokovic b. Rafael Nadal 5-7 6-4 6-2 6-7 (5) 7-5

Djokovic batte Nadal in cinque ore e 53 minuti, è la finale record in Australia, ma anche la più lunga disputata in un torneo del Grande Slam, “Abbiamo fatto la storia”, queste saranno le parole di Djokovic alla fine di un match straziante, dove l’atleticismo dei due fu forzato agli estremi.

Nadal voleva a tutti I costi vincere il titolo e spodestare quel nuovo numero uno che già l’aveva battuto a Londra e a New York, perdere la terza finale Slam di fila contro lo stesso avversario era quasi inaccettabile, ma, dopo aver vinto un primo set molto equilibrato, lasciò che Djokovic prendesse il sopravvento. Il serbo dilagava per due set, e solo uno ne mancava per poter portare a casa il titolo, ma Rafa non aveva alcuna intenzione di lasciar perdere.

Nel quarto set il record di Wilander e Cash era già storia passata, il tempo totale di gioco era oltre le quattro ore e mezza e lo spagnolo riuscì a portare a casa il parziale al tie break, la cui chiave fu il servizio. Nel quinto Nole era in apparente calo, ogni scambio vinto diventava motivo di esultanza e il maiorchino sembrava averla spuntata, ma il serbo fece appello agli ultimi residui di energia e sul 6-5 si trovò a servire per il match, due match point annullati, ma il terzo fu quello buono, servizio e dritto e la finale più lunga della storia e il trofeo erano suoi.

http://www.youtube.com/watch?v=C3Dv3RxlT3c

Parte 2, Parte 3

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ATP

ATP Roma: Musetti convince, Hurkacz si ritira nel secondo set [VIDEO]

All’inizio del secondo set il polacco lascia improvvisamente il campo, Lorenzo capitalizza una buona partita e domani se la vedrà con Opelka

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[WC] L. Musetti b. [15] H. Hurkacz 6-4 2-0 rit.

Pochi grattacapi per Lorenzo Musetti: l’Hurkacz dopo il trionfo di Miami non sembra vogliosissimo di sudare sullo sgradito rosso, e già a Madrid contro Millman aveva ostentato una certa insolenza: la prestazione del kid di Carrara ha però restituito sensazioni confortanti, soprattutto in considerazione del prosieguo del torneo. Perso un primo set condotto interamente sul cornicione, pressato da un’ottima versione del prodigio di Carrara, il polacco ha passivamente incassato un break all’alba del secondo, deciso di lì a poco che la rimonta sarebbe stata oltremodo impervia e si è ritirato. “Un ritiro molto strano – ha detto Musetti nel corso dell’intervista in campo -, non ho capito a cosa fosse dovuto“. La tattica eccessivamente offensiva adottata da Hubert, da subito intenzionato a demineralizzare al massimo gli scambi, è stata forse forzata da qualche inghippo fisico, lo scopriremo più avanti. Certo diciannove discese a rete (dieci punti) in una sola frazione non sono il tipico menù del giorno al Foro.

Musetti ha giocato bene, accorto, anche se al solito un pizzico troppo lontano dalla linea di fondo: preparazioni ampie a parte, la strategia è parsa vincente per contrastare il servizio violentissimo del rivale odierno – “soprattutto sulla seconda esterna in kick, che sa usare molto bene” -. Un rivale del tutto insondabile, incline a seguire a rete la seconda e a tirare tutto, rigorosamente piatto, con strettissimi margine d’errore. Lorenzo allora ha variato – “con tagli e palle alte sulla rete, per non fargli giocare il suo tennis” – e già nel secondo gioco si è procurato una palla break, cancellata dal servizio vincente di Hurkacz. I rischi, per il ragazzo, sono arrivati tutti nel terzo gioco, quando il polacco con una deliziosa smorzata si è procurato due palle per il due a uno: bravo Musetti a schivarle.

 

Bravo anche Hubert a coprire egregiamente la rete sulle due palle break conquistate dal toscano nel sesto gioco, ultimo sussulto prima del rettilineo finale del set. Nel decimo gioco, Hurkacz ha combinato un paio di disastri con dritto e volée in uscita dal servizio e offerto due set point a Musetti, il quale ha inteso convertire il secondo in modo discretamente scenografico con gran dritto vincente in corsa. Del finale di partita abbiamo accennato: break per Lorenzo nel secondo gioco, ace per il quaranta-zero nel terzo e stretta di mano offerta in anticipo da Hurkacz: tutte energie risparmiate e un buon test, in vista del secondo turno di domani contro un altro battitore-pivot come Reilly Opelka.

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ATP

ATP Roma: Sinner facile su Humbert, sfiderà Nadal

Jannik ha solo un momento di difficoltà all’inizio del secondo set, poi si libera del francese ma lo spettro di Rafa già incombe: “Non vedo l’ora di entrare in campo”

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Jannik Sinner - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

J. Sinner b. U. Humbert 6-4 6-2

A dispetto di un numero piuttosto alto nella casella degli unforced, è un Jannik Sinner da corsa quello che supera in un’ora e mezza il n. 32 ATP Ugo Humbert, prendendosi la rivincita dell’unico precedente tra i due, la sfida nel girone delle Next Gen Finals 2019 vinte proprio dal diciannovenne di Sesto, e allo stesso tempo staccando il biglietto per quell’appuntamento con Rafa Nadal che aveva mancato la settimana scorsa a Madrid a causa delle passo falso contro Alexei Popyrin. “Tornerò più forte” aveva promesso l’azzurro e la sua versione del soleggiato lunedì romano ha mantenuto l’impegno.

IL MATCH – Jannik rende subito chiaro a Humbert che dovrà sudarsi i propri turni di servizio rispondendo spesso profondo e carico. Ugo non mette molte prime e, se salva il game di apertura risalendo da 15-40, non può impedire l’allungo azzurro che varia la posizione in ribattuta, sia sulla prima, cercando di tagliare l’angolo mancino a sinistra, sua sulla seconda, più spesso arretrato ma anche con i piedi sulla linea. Quando tocca a lui a iniziare il gioco, Sinner non concede opportunità, forte sì delle tre prime su quattro in campo, ma mantenendo il pallino del gioco anche in quella “quarta circostanza”. Non c’è quasi gara negli scambi da fondo campo e, dopo il 4-1 pesante, Jannik può amministrare fino al 6-2.

 

Humbert chiede l’intervento del fisioterapista per un massaggio al collo e, come nel primo parziale, esce in qualche modo indenne dal gioco di apertura, nonostante Sinner si guadagni gli applausi con chiudendo a rete dopo la smorzata. Si fa però più aggressivo, Ugo, meritandosi la sua prima e anche unica palla break, trasformata dal doppio fallo azzurro. Per nulla impressionato, il nostro ricomincia a menare forte e, con la complicità del dritto e di una prima battuta francesi spesso assente (e che in ogni caso porta poco più della metà dei punti), infila ancora quattro giochi consecutivi, mentre a Humbert non resta che lamentarsi dell’avvertimento per coaching inflittogli da Raluca Andrei e accontentarsi di un leggero vantaggio negli scambi più brevi che non compensa il considerevole divario a favore di Sinner quando si superano i quattro colpi. Nessuna sofferenza al momento di chiudere e scontro con Nadal fissato. Anche con il campione maiorchino sarà (tentativo di) rivincita, dopo il duello di Parigi dello scorso ottobre.

LE PAROLE DI SINNER – Sicuramente a uno come Nadal non piace perdere contro un ragazzino di 18 o 19 anni, ma forse dovresti chiederlo a lui risponde Jannik a chi gli domanda se Rafa metta in campo qualcosa in più quando affronta i più giovani. Poiché nella prima parte della stagione rossa abbiamo visto il mancino di Manacor non sfoderare al meglio tutte le armi che possiede, non sembra banale chiedere all’azzurro cosa gli toglierebbe prima del match. “Purtroppo è una domanda inutile” taglia però corto il rossocrinito, “perché non posso togliergli nulla! So che quando scenderà in campo contro di me avrà a disposizione tutti i colpi: dritto, rovescio e volée. Forse la sua qualità principale è che riesce sempre a cambiare gioco quando ne ha bisogno. Questi giocatori, Djokovic o Nadal, ti portano molto più spesso a giocare in certe situazioni. Non è che gli altri non lo facciano, ma loro lo fanno più spesso perché hanno più esperienza”.

Infine, a proposito del loro incontro al Roland Garros, “la mentalità era quella giusta. Dovrò fare la stessa cosa, anche perché so di avere più armi perché credo di essere migliorato. Ma sono cose che devi provare a mettere in campo ed è la cosa più difficile, anche perché credo che adesso lui mi conosca un po’ meglio. Non vedo l’ora di entrare in campo”.

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Flash

WTA Ranking: Sabalenka entra in top 5. Badosa, balzo di 20 posti

Il torneo di Madrid porta la bielorussa per la prima volta al n.4 della classifica. Il n.3 di Halep è a portata di mano. Exploit di Paula Badosa, che sale fino al n.42. Paolini rientra in top100

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Aryna Sabalenka - Madrid 2021 (photo Ángel Martínez)

Aryna Sabalenka vince il primo grosso titolo in carriera a Madrid e sale fino al numero 4 del ranking. La ventitreenne bielorussa non era mai stata così in alto in classifica nella sua carriera. Dopo aver passato tre anni a ridosso del numero 10, sembrerebbe che Aryna abbia davvero fatto un definitivo cambio di marcia. Dallo scorso ottobre fino a oggi ha vinto 4 dei 10 titoli in carriera e ha perso una finale a Stoccarda dieci giorni fa. Che sia lei la prossima vincitrice di uno slam? Questo non è dato saperlo, ma di sicuro la sua corsa non si esaurirà qui.  Se il n.1 e il n.2 restano, per il momento un miraggio, essendo Barty e Osaka ancora, oggettivamente, troppo distanti, il terzo posto di Simona Halep è più avvicinabile: i punti che la separano dalla rumena sono solo 325.

A proposito di vertice, non possiamo fare a meno di notare come Ashleigh Barty, a suon di titoli e finali, stia consolidando la propria leadership di settimana in settimana. Oggi ha superato quota 10000 punti e precede Osaka di 2440 punti. Sarà molto difficile per tutte superarla nel prossimo futuro. Per l’australiana sono già 73 le settimane al n.1. Ha appena superato Wozniacki (71 settimane in vetta) e la prossima nel mirino è Davenport a quota 98. Ma per mettersi alle spalle anche l’americana dovrebbe restare al n.1 ininterrottamente fino al prossimo ottobre.

Gli altri movimenti in top 20 riguardano il ritorno nelle 10 di Petra Kvitova (+2, n.10) e il crollo di Kiki Bertens di 7 posizioni fino al n.17, dopo l’uscita prematura a Madrid. Ritrovano il best ranking Iga Swiatek (+2, n.15) e Jennifer Brady (+1, n.13). Due posti in più anche per Elise Mertens (n.14) che raggiunge anche la prima posizione nella classifica di doppio.

 

Vediamo ora i movimenti delle atlete posizionate alle spalle delle migliori. Innanzitutto, Anastasia Pavlyuchenkova rientra nelle trenta: +11 posti per lei, che le assicurano il 30° posto in classifica. Ma è soprattutto la giovane spagnola Paula Badosa a stupire. Dopo l’eccellente risultato nel torneo di casa, sale di ben 20 posti e irrompe di prepotenza in top50, al n.42. Bel balzo anche per un’altra Anastasija. Si tratta di Sevastova che rientra in top 50: +7 posti e il n.47 per l’ex n.12 del mondo. Le altre due atlete a guadagnare molte posizioni questa settimana sono Victorjia Golubic (+12, n.72) e la nostra Jasmine Paolini (+10, n.93), già in questa posizione a marzo dell’anno scorso e fresca finalista la 125K di Saint-Malo. Veniamo alle note dolenti: perdono entrambe 14 posizioni Jil Teichmann (n.54) e Sloane Stephens (n.65).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty2110090
20Naomi Osaka167650
30Simona Halep196520
4+3Aryna Sabalenka296195
5-1Sofia Kenin295905
6-1Elina Svitolina295835
7-1Bianca Andreescu105265
80Serena Williams134850
90Karolina Pliskova234660
10+2Petra Kvitova194160
110Belinda Bencic264140
12+1Garbiñe Muguruza194110
13+1Jennifer Brady273830
14+2Elise Mertens313685
15+2Iga Swiatek183555
16-1Victoria Azarenka183526
17-7Kiki Bertens253470
180Johanna Konta203236
190Maria Sakkari283130
200Karolina Muchova192816
210Marketa Vondrousova202746
220Elena Rybakina332683
230Madison Keys182606
24+1Ons Jabeur282415
25-1Petra Martic262335
260Angelique Kerber232270
270Alison Riske212222
280Veronika Kudermetova322160
290Anett Kontaveit232145
30+11Anastasia Pavlyuchenkova262070
31+2Jessica Pegula232058
32-1Dayana Yastremska251990
33-1Ekaterina Alexandrova331935
34-4Yulia Putintseva301905
350Cori Gauff211866
36-2Donna Vekic261810
370Daria Kasatkina271800
38-2Svetlana Kuznetsova191692
39-1Amanda Anisimova211690
40-1Barbora Krejcikova281646
41+3Shuai Zhang281631
42+20Paula Badosa381626
430Shelby Rogers311618
441Nadia Podoroska361583
45-3Danielle Collins211580
46+2Magda Linette291558
47+7Anastasija Sevastova261556
48-1Qiang Wang261550
491Jelena Ostapenko261545
50-1Fiona Ferro281542

CASA ITALIA

Abbiamo di nuovo tre atlete nelle prime cento, con il ritorno di Paolini al n.93. Giorgi resta la nostra n.1, pur perdendo due posizioni in classifica generale (n.83). Diventa la n.3 italiana, Martina Trevisan pur essendo in salita di 3 posizioni fino al n.97. Ottimo il miglioramento di Jessica Pieri (+24, n.263) che capitalizza nel migliore dei modi la semifinale all’ITF di Zagabria.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
83-2Camila Giorgi241000
93+10Jasmine Paolini38863
97+3Martina Trevisan33844
111+1Elisabetta Cocciaretto27746
112+1Sara Errani34739
1700Giulia Gatto-Monticone31432
220-5Martina Di Giuseppe31315
263+24Jessica Pieri34256
564-2Bianca Turati19256
285+4Lucia Bronzetti34229
3020Martina Caregaro25212
314-1Federica Di Sarra25195
321+1Stefania Rubini25179
327+4Lucrezia Stefanini30169
383+2Cristiana Ferrando26124
387+4Camilla Rosatello26124
437-8Deborah Chiesa19104
440-1Angelica Moratelli30103
4730Camilla Scala1492
490+1Martina Colmegna2987

NEXT GEN RANKING

Anche questa settimana resta invariata la classifica delle under20. È saldamente al comando Swiatek, seguita da Gauff e Anisimosa. Al n.9 si conferma la nostra Elisabetta Cocciaretto (nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek200115
20Cori Gauff200435
30Amanda Anisimova200139
40Leylah Fernandez200270
50Anastasia Potapova200178
60Marta Kostyuk200279
70Clara Tauson200291
80Catherine McNally2001109
90Elisabetta Cocciaretto2002111
100Maria Camila Osorio Serrano2001116

LA RACE

Ashley Barty consolida il primato anche nella RACE. Sale al n.3 Aryna Sabalenka. Bei balzi in avanti sia per Muchova (+5, n.8) sia per Kvitova (+5, n.11). Retrocede di 6 posti Serena Williams (n.16).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty73121
20Naomi Osaka42465
3+2Aryna Sabalenka82422
4-1Garbiñe Muguruza81980
5-1Jennifer Brady71618
60Elise Mertens71576
70Veronika Kudermetova111417
8+6Karolina Muchova51126
9-1Elina Svitolina81126
10-1Jessica Pegula71126
11+5Petra Kvitova81086
120Iga Swiatek61055
130Maria Sakkari81046
14-3Daria Kasatkina81026
150Ons Jabeur91005
16-6Serena Williams3965
17+3Simona Halep5900
18+4Belinda Bencic9878
19-2Barbora Krejcikova8873
20-1Anett Kontaveit8871

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