Racchette 2014: le novità Head, Wilson, Babolat, Prince e Volkl

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Racchette 2014: le novità Head, Wilson, Babolat, Prince e Volkl

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TENNIS AREA TEST – Ubitennis vi presenta tutte le novità di Head, Wilson, Babolat, Prince e Volkl. Tante le evoluzioni e i nuovi modelli di racchette delle più prestigiose case madri di telai, ecco quindi una guida all’acquisto.

Vista l’evoluzione degli ultimi anni nel mondo delle racchette da tennis, abbiamo pensato di riportare ai nostri lettori le principali nuove uscite per l’anno 2014.  L’intenzione generale delle aziende produttrici di telai sembra quella di immettere sul mercato attrezzi “più facili”, che siano più performanti sul lungo termine, adatti quindi a giocatori di tutte le età e che si rivolgono a quelle categorie di tennisti alla ricerca di racchette che non stanchino, capaci di imprimere un’uscita di palla veloce e in grado di generare ottime rotazioni. Questa tipologia appena descritta viene applicata oramai in tutte le linee delle case madri, anche nei modelli storici e più datati (quelli che una volta si trovavano solo con schema corde 18×20, verticali per orizzontali) e che ora invece è possibile acquistare nei formati 8 per 16, 16 per 15, 16 per 16, 14 per 16 e 14 per 19. Ogni brand ha poi denominato le varie declinazioni del piatto corde: Wilson ha scelto il nome “Spin effect” (con due varianti 18/16 e 16/15),Prince invece usa “ESP – Extreme spin potential” (sempre in due varianti 16/16 e 14/16) mentre la One String, unica azienda italiana,  adotta il nome “Spin Friendly” usando un piatto corde 14 x 19.

WILSON
La Wilson per il 2014 ha rinnovato la linea Six.One, storico modello dedicato agli agonisti con telai siglati 95 da 332gr con pattern 18×20 e 16×18, adottando i nuovi schemi d’incordatura 18×16 Spin Effect (modello che ora dovrebbe usare Dolgopolov). Lo stesso dicasi per la serie più prestigiosa, ovvero la Pro Staff, sponsorizzata da Federer (anche se sappiamo che con molta probabilità sta usando un telaio custom esteticamente molto simile a una Blade, sicuramente con piatto 93) e Dimitrov.  La Wilson oltre alla classica racchetta usata da Federer ha introdotto la nuova Spin effect Pro Staff 95S 16×15, rinnovando inoltre la linea Juice usata dalla Azarenka. La Wilson ha introdotto anche una nuova variante della Blade piatto 98 uscita lo scorso anno, denominata S che sarà oggetto della nostra recensione sul campo.

 

PRINCE
Dopo il periodo di dissesto e l’entrata dei nuovi proprietari, la casa americana ha rinnovato le sue tre linee principali: il modello Tour utilizzato da David Ferrer, il modello Rebel in uso dai fratelli Bryan e il telaio Warrior in adozione da John Isner. Le serie Tour e Rebel hanno beneficiato del’introduzione dei modelli ESP nella variante 16×16 mentre la Warrior è ora disponibile anche con schema d’incordatura 14×16; per chi non fosse ancora sazio, le varianti Pro sono ora disponibili senza i famosi “buconi”, per chi non volesse rinunciare alle caratteristiche di questi telai avendo al contempo un impatto più classico e secco. C’è stato inoltre un ritorno alle origini in casa americana con la reintroduzione delle linee che hanno reso il marchio fra i più importanti e blasonati alla fine degli anni ’80 e all’inizio dei ’90. Poco prima di Natale hanno immesso infatti sul mercato le Prince Original nei modelli Graphite, nelle tre varianti: la 100 con piatto 16X18 standard, la 100 LB ovvero Long Body, lunga 71,10 cm (cioè 2,5 cm più lunga delle standard), e la più famosa POG cioè la over size, piatto 107 con schema 16×19, peso di 325gr e profilo 19 mm con il noto ponte nel cuore, utilizzata  all’epoca da campioni purosangue come Agassi e Chang. I primi due telai esaltano la potenza andando però a discapito della maneggevolezza.  Sempre nella linea classic troviamo la mitica Graphite Precision,  ovale 97  pollici (arrotondato), schema corde 16×20, peso 320 gr e profilo 23 mm costante semi boxed, (oggi fra i più richiesti e comuni fra le racchette più vendute e quasi unico negli anni ’90). Una racchetta testata e che stupisce per maneggevolezza, peso di palla e feeling unico ma non poteva non essere così visto il suo utilizzatore principale, un certo Pat Rafter.

Le altre novità attese per il 2014 rientrano un po’ in un’altra scuola di pensiero, dove la ricerca di Spin è viene messa in secondo piano rispetto all’abbassamento del peso statico dei telai ma, tramite la costruzione, o meglio, tramite i materiali e i profili si cerca di ottenere racchette con peso tra i 300 e i 310 gr con inerzie propri di telai agonistici ben più pesanti. Infatti case storiche che presentavano telai poco profilati o molto profilati hanno trovato una via di mezzo, i telai semiprofilati, che presentano uno spessore maggiorato ai lati del piatto corde. Le tecnologie moderne hanno permesso di compensare la maggior rigidità con punti di flessione più bassi, quindi non arrecando danni al braccio per le eventuali maggiori vibrazioni, ed in particolare il tutto è ottenuto grazie alla distribuzione delle masse in modo più congruo e funzionale, ovvero: peso concentrato nella testa del telaio per favorire pesantezza di palla e chiusura dei colpi, contro peso a ridosso del manico per favorire un equilibrio buono (maneggevolezza) attraverso un bilanciamento più basso possibile ed una maggiore flessibilità. Fra le case che hanno introdotto tali soluzioni ci sono  la Babolat con la Pure Strike, poi la Head con la Radical e la Volkl con la V1 Pro

BABOLAT
Per la casa francese il 2014 segna una new entry di tutto rispetto, testata già dalla nostra rubrica, la Pure Strike, in varie varianti di peso, grandezza del piatto e schema dal classico 18X20 al più moderno 16X19, rivolta principalmente a chi gioca tornei e frequenta il campo spesso. Sono telai di nuova generazione che generano molta potenza e rientrano in quella scuola di pensiero che vede i giocatori moderni anticipare di più la palla, necessitando quindi di rotazioni solo in chiusura dei colpi. La Babolat ha introdotto inoltre una nuova linea, dal fascino classico sia per caratteristiche che per colori, ovvero nero rosso e dorato opachi: la Pure Control. Questo nuovo telaio è disponibile in tre versioni: la prima ha ovale grande 98 pollici e pesa 320 gr con schema 16×20; la seconda è più leggera, pesando solamente 295 gr ed è dotata di schema d’incordatura sempre 16×20 con profilo a 21 mm costanti: la terza, la super-agonistica della casa francese, è la Control 95 “LTD” con ovale 95 pollici, peso 320 gr e piatto corde 18×20, con profilo 19 mm e un bilanciamento quasi surreale per il 2014, ovvero posto a 30,5 cm, qualità quindi che caratterizzano questa racchetta adatta a super agonisti e doppisti in cerca di controllo: chi può giocarci può ritenersi già un piccolo talento. (A dover di precisazione, le Control 2014 sono le rinnovate Pure Storm degli ultimi anni che hanno ripreso il nome dalla prima linea classica della casa francese degli anni 90, variando i colori allora lucidi oggi opachi)

HEAD
Anche la Head, dopo tutte le novità 2013 con l’introduzione del graphene, prosegue l’aggiornamento delle sue linee. Iniziamo dalla Radical, completamente stravolta dal passato e che per caratteristiche del telaio assomiglia molto alla Pure Strike della Babolat. La nuova Radical ha profilo variabile (testa manico) 21-23-22, piatto 98 pollici, schema unico d’incordatura fissato in 16×19, e peso fissato a 310 gr, che sviluppano  un’inerzia considerevole di 330 punti per l’appunto dovuta ai nuovi materiali, alla costruzione moderna e alla rigidità. In gioco dimostra un’uscita di palla notevole e si adatta sia a giocatori con colpi piatti che più arrotini; la rigidità si svela e cambia faccia in una stabilità difficilmente rintracciabile in altre racchette aiutando di conseguenza il controllo che si dimostra all’altezza dei punti cardini precedenti, il tutto corredato da un’ottima maneggevolezza, ormai diventata il punto di arrivo per telai di nuova concezione. Altra linea che tutti i tennisti conoscono e apprezzano anche sapendo di non poterla domare – almeno fino ad oggi – è la serie Prestige, oggetto di una rivisitazione corposa che però non ha stravolto uno dei telai storici del tennis. Diremmo che la Prestige è stata piuttosto ammodernata, seguendo le necessità dei nuovi agonisti. In primis la linea presenta 4 modelli, di cui solo uno rispecchia la vecchia struttura, la MP (MidPlus) ovale 98, schema 18×20, peso 320 grammi e profilo 21 mm costanti, con stelo boxed che ormai diventa la versione agonistica al top a dispetto della precedente e famosissima Mid 600, oggi proposta nella versione REV pro con piatto 93, schema 16×19 (moderno), peso 300gr e profilo costante a 20mm, mentre la Prestige Pro ha adottato il telaio della S sempre presente in catalogo con peso di 305 gr. La Pro che negli ultimi anni era la più utilizzata e venduta della linea, a grande richiesta è stata resa più giocabile, almeno sulla carta. Il peso è diminuito e si ferma a 315 gr, ovale 98, schema 16×19 con profilo 22 mm stelo semi-boxed. Tutte e due le linee negli aggiornamenti hanno perso la classica flessibilità made in Head che caratterizzava i loro telai a favore di più facilità d’uso e maggior maneggevolezza, per via dei pesi più contenuti e della loro distribuzione. Sebbene la pesantezza di palla in uscita sia stata migliorata, resta inalterato il controllo che è sempre ben bilanciato. Altra chicca è che finalmente Head ha iniziato a misurare i piatti corde dall’interno, come la maggior parte delle altre case, rendendo quindi i piatti delle nuove racchette notevolmente più influenti sulle performance migliorate.

VOLKL
Infine la Volkl che ormai tornata nei circoli italiani da circa un anno e mezzo, si approssima a sfornare un rinnovamento delle linee principali, adottando per l’appunto modalità costruttive moderne che contrastano il legame tradizionalista della casa nell’ambito delle forme e dei profili dei propri telai. Da sempre citata da chi ama il gioco classico e pulito per via dei profili costanti a 19 mm, oggi la casa presenta tre racchette interessanti per il gioco moderno e per la nostra realtà. La prima già citata è la V1 Pro, profilo variabile 21-23-21, ovale 99 di pollici, schema d’incordatura 16×19, peso 310 gr e bilanciamento al cuore con un valore d’inerzia sui 320 punti. Queste caratteristiche la rendono una racchetta da giocatore a tutto campo, prediletta da chi non ama telai stressanti. Altra nuova linea è quella denominate Organix 8 Super G, piatto 100, schema 16×19, peso 300 o 315 gr, profilata 24/26/23 adatta e pensata per il giocatore alla ricerca di rotazioni anche esasperate o per chi desidera un telaio che aiuti le fasi di recupero, prediligendo il gioco da regolarista. Infine una novità assoluta: la nuova nata della casa ovvero la Volkl Organix 9 Super G, piatto 98, schema 18×20, peso 305 gr con bilanciamento a 32 cm e valore d’inerzia a 318 punti. È una racchetta esteticamente molto bella che cattura lo sguardo, colorata di un arancio vivace con CAP nero (stile prestige). È un telaio che offre molto controllo per via delle sue caratteristiche ma rimane abbastanza giocabile e comunque adatto a giocatori già formati con colpi puliti, anche se va molto meglio sia con gli impatti anticipate che con quelli carichi di rotazioni. Fra controllo e feeling che offre questo modello potrebbe essere il giusto compromesso tra passato e presente per molti giocatori agonisti, anche di seconda categoria.

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Il test di Artengo TR960 Control Tour, la racchetta di Gael Monfils

Recensione e test in campo della racchetta Artengo TR960 Control Tour, il modello di punta del brand tennistico di Decathlon usato nel Tour da Gael Monfils

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Il passaggio di Gael Monfils in casa Artengo, il brand del tennis di Decathlon, era stata una notizia importante a inizio anno. C’era curiosità per capire con quale telaio avrebbe affrontato la stagione il tennista francese, la risposta è Artengo TR960 Control Tour, oggetto di questo test. Si tratta di una racchetta molto ben curata dal punto di vista del design, non la distinguereste da modelli di altri brand se non faceste caso alla vistosa scritta ARTENGO su uno dei lati del telaio, e come vedremo questo modello rappresenta un’ottima soluzione per i giocatori avanzati, sempre tenendo presente la questione prezzo. L’accessibilità è difatti la più grande innovazione di Decathlon e anche questa racchetta non è eccezione avendo un prezzo di 109 euro, praticamente il costo di una racchetta da junior di questi tempi. Detto dell’estetica della racchetta, colorata di nero satinato con una parte grigia sul cuore e delle serigrafie quasi impercettibili, il telaio è un modello boxed, sottile e flessibile. Fra le tencologie adottate è presente MPO, che dà stabilità al piatto corde.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Head size: 97,6 inch2
Peso: 305g
Bilanciamento: 315 mm
Swingweight: 316
String Pattern: 16×19
Rigidità: 62 RA (rilevata)
Profilo: 21 mm
Lunghezza: 68.5 cm

PROVA IN CAMPO

Le prime sensazioni in campo sono quelle di avere in mano una racchetta che si rivolge a tennisti che sanno bene cosa fare e come sfruttarla. Non c’è potenza che si ottiene facilmente, il telaio preferisce rispondere precisamente agli input forniti dallo swing. TR960 fa uscire la palla dal piatto corde in maniera molto fluida, gli impatti sono morbidi per via della rigidità a quota 62 punti, un dato che centra un ottimo equilibrio in termini di stabilità del telaio all’impatto, e quindi controllo, e comfort di gioco.

 

Non è una racchetta costruita per generare topspin esasperato. Si capisce che fra le mani si ha un telaio per il giocatore dai colpi ben definiti e che predilige un gioco a tutto campo, la racchetta ama usare il topspin solo per tenere in campo la palla, senza esasperarlo troppo, lo schema d’incordatura 16X19 va comunque incontro a chi ama arrotare la palla. Nei colpi piatti si ha la resa migliore da fondo, anche perché la caratteristica migliore della TR960 è il controllo: sembra di avere per le mani uno dei telai classici, i 21 millimetri costanti di spessore sono una garanzia in tal senso.

Sembra più leggera di quel che è in realtà, e cioè 305 grammi, e questo si traduce in una maneggevolezza che si ricollega a quanto detto prima sulla finalità del telaio, e cioè che nasce per il gioco a tutto campo, per chi ama costruire il punto da fondo e poi cambiare ritmo per finirlo a rete. In questo senso colpisce l’equilibrio del telaio, che risponde bene alle soluzioni. In fase difensiva il piatto 98 risponde presente quando si decentrano i colpi, aiuta anche lo schema corde molto largo rispetto ad altri 16X19. Anche nei colpi di volo le esecuzioni piatte sono quelle che hanno la rese migliore. Per ottenere grandi risultati in termini di kick al servizio c’è da lavorare parecchio.

Rispetto alle concorrenti (Wilson Blade, Babolat Pure Strike, Yonex VCORE Pro), la sensazione è di avere un telaio con le stesse caratteristiche ma più facile a livello di giocabilità e meno esigente in termini di prestanza fisica da abbinare al telaio se si pratica un gioco in spinta da fondo in maniera continua. Un telaio quindi molto equilibrato, diremmo.

Artengo TR960 Control Tour

Artengo TR960 Control Tour

Abbigliamento tennis Artengo per il 2022

CONCLUSIONI

La TR960 è il telaio più impegnativo di Artengo, e finalmente l’agonista esigente può pescare in casa Decathlon una soluzione tecnicamente ineccepibile e a un prezzo imbattibile rispetto alla concorrenza.

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Il test di Artengo TB920, la pallina dei Challenger italiani

Artengo consolida la sua presenza nel tennis con la sponsorship degli ATP Challenger Tour d’Italia con la sua pallina TB920. Noi l’abbiamo provata in campo

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Dopo aver messo sotto contratto Gael Monfils, Artengo si assicura che ogni punto dei tornei Challenger giocati in Italia sarà giocato con la TB920, la sua pallina da tennis. Infatti nei tornei Challenger di Barletta, Roma, Forlì, Napoli, Bergamo e Bari si giocherà con la pallina di Artengio, che ha ricevuto l’ok di diversi tennisti professionisti come Steve Darcis, Oliver Marach, Nicolas Escude e che ovviamente è stata omologata dall’ITF, dalla FFT (Federazione Francese di Tennis) e dalla nostra FIT.

Donato Bevilacqua, Italy Racket Sports Category Manager di Decathlon, ha commentato così il percorso del brand tennistico di Decathlon:  “Con Artengo stiamo portando avanti un percorso di crescita e affermazione nel mondo del tennis, perseguendo un unico obiettivo: dalla racchetta al tessile, passando da scarpe, borse, palline e accessori, ogni sforzo di ideazione e produzione è indirizzato al desiderio di rendere la pratica del tennis sempre accessibile a tutti.

L'abbigliamento Artengo 2022

L’abbigliamento Artengo 2022

I capi d’abbigliamento Artengo per il 2022

 

Il nostro test in campo

La prima considerazione è che non ha nulla da invidiare agli altri modelli di altre marco. La TB920 è composta in feltro naturale al 63%, e questo consente di avere una buona durata. Il rimbalzo, su terra battuta, è alto il giusto. Inoltre, fattore molto importante, le palle sono giocabili fin da subito al livello di terza o quarta categoria, nel senso che si sconta poco l’effetto “palle appena aperte”, e cioè quella sensazione di difficile governabilità della pallina che sparisce dopo qualche minuto di gioco. Con l’Artengo questo non c’è, il feeling generale con la pallina è costante dall’inizio fino ai primi segnali di usura, che nel caso di buoni terza categoria si percepiscono dopo la quarta ora di gioco. Si allunga notevolmente il tempo di durata nel caso di tennisti di quarta categoria o amatori.  

La pallina Artengo TB920 sarà presente nei sei tornei ATP Challenger Tour:

ATP80 – BARLETTA – 11/04

ATP80 – ROMA – 25/04

ATP125 – FORLÌ – 06/06

ATP125 – NAPOLI – 05/09

ATP80 – BERGAMO – 31/10

ATP80 – BARI – 21/11

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Wilson Blade V8, più carattere e reattività (ma per tutti)

La nuova versione della Blade, modello storico di Wilson, è un telaio più rigido rispetto al passato e con tanta tecnologia in più.

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Wilson ha rinnovato uno dei suoi modelli più venduti in Italia, la Blade. Si tratta di uno dei telai di punta del brand, una racchetta da sempre molto bella esteticamente e che offre molto dal punto di vista tecnico, a patto di manovrarla con la mano giusta. In questa recensione analizziamo il setup più comune della Blade, quello pesante 305 grammi e con schema d’incordatura 16×19, praticamente il compromesso migliore fra esigenza tecnica e risultati sul campo. Wilson rinnova anche i colori della gamma, avendo deciso di abbandonare i classici tre colori per le sue racchette; per quanto riguarda Blade rimane il verde ma in tonalità cangiante, che a seconda della luce diventa color rame/bronzo. A livello di realizzazione la racchetta invece è composta dalla nuova grafite Braid 45, e cioè grafite intrecciata a 45 gradi invece che a 30. A livello di rigidità la nuova Blade si attesta di poco sopra i 60 punti, con un’inerzia intorno ai 320 punti. Vedremo poi in campo in cosa si traducono questi due fattori derivanti proprio dalla nuova composizione del telaio. Il bilanciamento arretra un po’ rispetto al passato attestandosi sulla cifra di 32 centimetri, questo per avere una maneggevolezza maggiore. Un’altra novità è il sistema Direct Connect per quanto riguarda l’impugnatura, che vede la fusione del tappo direttamente nella porzione di fibra di carbonio del manico allo scopo di ottenere maggiore stabilità e sensibilità.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Paitto corde 98 pollici
Peso 305 g
Schema incordatura 16×19
Bilanciamento 32 cm
Swingweight (incordata) 323-324 kgcmq
Rigidità 62 RA
Profilo 20.6 mm
Lunghezza 68.6 cm

IN CAMPO

Fin dai primi colpi questa Blade fa capire di volere un braccio serio per essere sfruttata al meglio. La nuova rigidità consente di avere soluzioni perfette da un’ampia gamma di giocatori: non scontenterà gli agonisti dallo swing deciso, che vedranno la racchetta rispondere stabilmente a impatti ad alta velocità, e neanche gli amatori, che potranno colpire senza avvertire troppa rigidità e difficoltà sul braccio. Rispetto al modello versione 7, questa nuova versione riabbraccia maggiormente le caratteristiche del modello storico, una maggiore severità agli impatti. Avevamo detto del dato dell’inerzia, di poco superiore ai 320 punti. Questo consente un’uscita di palla abbastanza semplice anche a chi non usa il fisico per generare potenza nei colpi. Il telaio è infatti potente, ce ne accorgiamo quando nella velocità media di palleggio riusciamo a sostenere lo scambio senza fare fatica, con più facilità rispetto al modello precedente. A livello di top spin non ci sono incertezze: c’è un miglioramento rispetto alla Blade 7, anche se non rivoluzionario. Lo spin sulla palla viene rilasciato con maggior facilità rispetto al passato,  certo il colpo va effettuato molto velocemente per avere il risultato perfetto. Perfetta nel gioco da fondocampo, con una preferenza marcata verso i colpi con topspin, Blade V8 è sublime nell’esecuzione del rovescio tagliato. Il backspin esce in maniera naturale, profondo. Il telaio risulta maneggevole anche a rete, buono nelle esecuzioni piatte ma anche migliore in quelle con leggero taglio quando si impatta la volée. Al servizio, la prima colpita di piatto è la soluzione preferita con Blade, buone anche le rotazioni a patto che le esecuzioni siano effettuate in maniera decisa: Blade non ama le cose fatte a metà. Ultima nota: su Blade V8 cambia anche il suono della palla quando esce dalle corde, più ovattato, mentre le vibrazioni sono sempre basse.

 

CONCLUSIONI

La versione 16×19 di Blade V8 è un buon miglioramento della V7, il feeling segna un ritorno al passato ma le prestazioni non ne risentono. Gli agonisti sapranno sfruttare al meglio le caratteristiche e il piglio deciso di questa V8, che comunque per via dei dati di inerzia e flessibilità non impossibile si farà amare anche dai tennisti di ogni livello.

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