ATP Indian Wells: agli ottavi uno spento Djokovic; Gulbis rimonta Dimitrov

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ATP Indian Wells: agli ottavi uno spento Djokovic; Gulbis rimonta Dimitrov

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TENNIS ATP MASTERS 1000 INDIAN WELLS – Novak Djokovic cede sorprendentemente un set al colombiano Gonzalez ma vince 6-1 3-6 6-1. In ottavi trova Cilic che si è imposto 6-4 6-3 su Robredo. Gulbis la spunta su Dimitrov 2-6 6-1 7-5. Si rivede un gran Verdasco: 7-6 6-1 a Gasquet.

Novak Djokovic b. A. Gonzalez 6-1 3-6 6-1
Vittoria quest’oggi ad Indian Wells per Novak Djokovic che elimina il colombiano Gonzalez, col punteggio di 61 36 61, il serbo accede agli ottavi dove affronterà Marin Cilic, sicuramente un banco di prova più impegnativo per testare le possibilità di vittoria finale di Djoker.

Gonzalez, attuale nr. 91 ATP, terraiolo dal buon rovescio bimane, ha vinto i precedenti turni entrambi al tiebreak del terzo set, contro Mannarino e Dodig. Il serbo invece dopo aver usufruito di un bye al primo turno, ha avuto la meglio nel secondo incontro del rumeno Hanescu, col punteggio di 76 62.

 

Partenza sprint dell’attuale nr. due al mondo, che si porta subito 50 per poi chiudere 61 in appena venticinque minuti. Altissima percentuale di prime e una martellante pressione da fondo campo, specialmente con il rovescio lungolinea, travolgono il malcapitato colombiano, il quale appare poco mobile lontano dall’amata terra battuta. Gonzalez non riesce a decifrare il servizio di Djokovic, mentre viceversa sui suoi game battuta non riesce ad uscire velocemente con il gioco di gambe dal servizio, messo in difficoltà dalle fulminanti risposte spesso centrali tra i piedi, del tennista allenato da Boris Becker.

La musica cambia nel secondo set, finalmente Gonzalez riesce a comandare nei i suoi turni di servizio, grazie soprattutto a un elevata percentuale di prime ad uscire. L’alternanza delle battute si mantiene fino al 43 per il colombiano, che in ogni caso ha dovuto annullare due palle break sul punteggio di 1 pari. A questo punto dopo un ora di gioco esatta, passaggio a vuoto del tennista di Belgrado, che cede sette punti consecutivi, che portano Gonzalez sul punteggio di 53 40-0, dopo il primo setpoint annullato da un accelerazione di rovescio rabbiosa di Djokovic, un ace porta il match al terzo set. Il colombiano ora appare più reattivo, accelera col suo rovescio bimane appena può e non disdegna sortite a rete.

Djokovic ritrova però subito la concentrazione, mantiene il servizio e dopo un game lunghissimo, in cui il tennista di Medellin spreca da 40-0 e poi quattro vantaggi, alla prima palla break viene beffato da una deliziosa palla corta del suo avversario. A questo punto Djoker ritrova la bussola del match, mette il pilota automatico, non concede nulla al servizio e chiude in un ora e trentanove minuti.

Il passaggio a vuoto patito nel secondo set, potrebbe causare a Nole ben altri grattacapi agli ottavi con Cilic, giocatore tra i più in forma nel circuito reduce da sedici vittorie negli ultimi diciassette incontri; per Gonzalez nonostante la sconfitta odierna, rimane comunque un torneo positivo. (Enrico Cotini)

E.Gulbis b. G.Dimitrov 2-6 6-1 7-5
“Facciamo la bella”. Chi non ha mai pronunciato questa frase tra amici impugnando un joypad o una stecca. Ebbene Grigor Dimitrov ed Ernests Gulbis pur impugnando tra le mani una racchetta nel loro match di terzo turno dell’ATP Masters 1000 di Indian Wells oggi si giocavano la loro “bella”, dopo essersi affrontati già due volte quest’anno: a Rotterdam con vittoria di Gulbis e ad Acapulco dove a spuntarla era stato Dimitrov.

Proprio il bulgaro gioca un primo set da incorniciare. Già nel primo game fa il break a 15. Sul 30-0 del terzo game si prende il lusso di “scherzare” Gulbis con un colpo dietro la schiena seguito dal passante vincente in avanzamento. Gulbis non fa una piega e accorcia comunque sul 2-1. Dimitrov, oltre ad essere bravo, è anche fortunato: si porta sul 3-1 grazie ad un drop di dritto baciato dal nastro. Il lettone negli scambi lunghi è il primo a sbagliare e deve dunque aggrapparsi al servizio, grazie al quale riesce a portarsi sul 3-2 con due ace centrali. A Dimitrov però riesce tutto bene. Nel sesto game il bulgaro approccia la rete col dritto, nel giocare il passante di rovescio Gulbis scivola, ma si rialza prontamente per provare a raggiungere la volèe in tuffo di Dimitrov senza però riuscire a raggiungere la palla. Poco dopo l’ace permetta a Dimitrov di salire sul 4-2. La partenza sprint del bulgaro non dà il tempo a Gulbis di accennare ad una reazione, ma anzi il lettone si lascia andare a scelte scriteriate – come la palla corta sbagliata sul 30-15, a cui fanno seguito altri due errori, col rovescio e al servizio (doppio fallo) – che gli costano un secondo break. Al servizio sul 5-2, Dimitrov non perdona, confermando la bontà del suo servizio col quale perde solamente cinque punti nel primo parziale, mettendo l’80% di prime in campo (88% dei punti realizzati).

Gulbis si prende una pausa tra primo e secondo set per schiarisi le idee. Un break che sembra dare gli effetti sperati. Nel secondo game Gulbis rimonta sul servizio Dimitrov da 30-0 e si procura la prima palla break del match grazie all’ausilio del Falco chiamato dal lettone per segnalare fuori una palla non chiamata dal giudice di linea. L’occasione sfuma sulla prima vincente del bulgaro, che pareggia sull’1-1. Occasione che si ripresenta sul 2-1: Dimitrov commette qualche errore di troppo e questa volta Gulbis lo punisce col dritto incrociato che vale il 3-1. Dimitrov sembra accusare il colpo: da 40-15 perde quattro punti consecutivi, l’ultimo con un dritto lungo di metri, consegnando un secondo break a Gulbis. In 26 minuti il lettone chiude 6-1 il secondo set, riequilibrando l’incontro.

Crescono vertiginosamente gli errori del bulgaro – a fine set ne conta undici – e con loro calano tremendamente le percentuali al servizio. Non solo, la grafica mostra come Dimitrov nel secondo set sia stato molto meno propositivo, giocando solo il 4% dei punti con i piedi ben dentro il campo rispetto al 24% del primo set.

Ad un calo dell’uno corrisponde però un innalzamento del livello da parte dell’altro. La conseguenza è che nel terzo set si assiste ad un match lottato, con entrambi i contendenti che potrebbero far loro la partita. Gulbis torna ad offrire una palla break nel secondo game al termine d’un interminabile scambio concluso con la volèe di rovescio larga, ma è bravo ad annullarla con il sesto ace del match. Il lettone finalmente fa scendere in campo il suo talento e con una palla corta tiene il servizio. In questa fase del match, Dimitrov non riesce più ad ottenere punti facili ed è continuamente sotto pressione, tant’è che Gulbis si procura la prima palla break del set con una risposta vincente di rovescio, sciupata con la ricerca spasmodica del vincente in risposta. Se ne procura una seconda al termine di un lungo scambio in cui Dimitrov rimedia ad una lob del lettone battezzato fuori con un tweener, senza però riuscire a vincere il punto. Il lettone non sfrutta neanche questa e a farne le spese è la racchetta, gentilmente regalata ad una fortunata spettatrice presente tra le prime file. Dimitrov regge l’onda d’urto del lettone e rimane in vantaggio per 3-2. Fa di più, si procura la seconda palla break del set nel gioco seguente, prontamente annullata dalla prima pesante di Gulbis, che dopo quasi dieci minuti riesce a tenere un laborioso game in battuta. Nonostante le occasioni, si seguono i servizi fino al 5-5. Il break arriva nell’undicesimo gioco ad opera di Gulbis che alla quarta occasione del set chiude con il rovescio lungolinea vincente. Il lettone non trema e con un servizio vincente mette fine al match 2-6 6-1 7-5 in un’ora 55 minuti di gioco.

Per il secondo anno consecutivo Gulbis approda agli ottavi di finale dove l’anno scorso perse da Nadal. Anche quest’anno ci sarà uno spagnolo dall’altra parte della rete, Roberto Bautista Agut che, dopo aver eliminato a sorpresa Thomas Berdych al secondo turno, si è confermato battendo Jarkko Nieminen 6-2 4-6 7-6(6). (SP)

Fernando Verdasco (Spain) b. [8] Richard Gasquet (France) 7-6(5) 6-1
Ogni volta che vediamo Richard Gasquet tirare un diritto in top spin da due, spesso tre metri dietro la linea di fondo campo, un Panda muore. Com’è possibile che un giocatore dal talento così straordinario, dal rovescio immaginifico, dal gioco di rete così efficace e stilisticamente perfetto possa ridursi a palleggiare da fondo campo come un Verdasco qualsiasi? Verdasco, appunto.  Si rivede un gran Verdasco, quello a cui di certo non mancano i colpi per pressare il francese da fondo campo, giocandogli sul diritto per poi accelerare sul suo rovescio con l’arpionata mancina di cui Thomas Muster prima, e Rafael Nadal ora, sono gli interpreti più illustri. Il match è stato bello, ricco di colpi di prestigio da una parte e dall’altra. Il primo set si è deciso al tie-break dopo che Verdasco ha salvato ben 4 set point, di cui tre consecutivi, servendo sul 5 a 4 per Gasquet. Nel game seguente, sul 5 pari, toccava al francese salvare ben 4 palle break. La naturale conclusione era il tie-break, vinto dallo spagnolo per 7 punti a 5. Nel secondo set Gasquet si sgretolava. Non c’era più match con Verdasco sempre più padrone del campo, rapido a vincere il parziale per 6 giochi a 1 dimostrando – salvo qualche pausa mentale – di poter battere chiunque se in forma come il miglior Verdasco, quello che stabilmente stava nei top 10. (C.G)

Roberto Bautista-Agut b. Jarkko Nieminen  6-2 4-6 7-6(6)
Una battaglia fra comprimari. Questa la definizione del match molto tirato che ha messo di fronte Bautista-Agut a Nieminem. Ammirammo lo spagnolo due anni fa al challenger romano Rai Open, vinto proprio da lui, ed eccolo quindi a breve distanza temporale farsi strada nel tennis che conta. Con questo risultato Bautista-Agut conquista i suoi primi ottavi di finale in un Master 1000. L’incontro è stato molto tirato nella parte finale, risoltasi al tie-break. Ora per lo spagnolo c’è da affrontare Gulbis con la premessa tutt’altro che rassicurante. Il lettone infatti, ha definito non molto tempo fa lo spagnolo così: “in campo si comporta come una principessa viziata”. Le racchette nel borsone di Gulbis già tremano alla possibile sorte. Interessante notare come dalla parte del tabellone spagnolo uno fra Isner, Verdasco, Gulbis, o lo stesso Bautista Agut, raggiungerà la semifinale. (C.G) 

John Isner b. Y. Lu 6-4 6-3
John Isner, testa di serie numero 12 del torneo, unico americano in gara, ha battuto il taiwanese Yen-Hsun Lu per 6-4, 6-3 senza problemi. Raggiunge così il quarto round. Nel match il gigante a stelle e strisce ha servito 13 aces e ben 32 vincenti, denotando un buon stato di forma da fondocampo. Un break per set e il match è stato suo. Lu si è difeso con soli 9 vincenti e non ha mai conquistato una palla break. (C.G)

Risultati terzo turno:
[2] Novak Djokovic (Serbia) b. Alejandro Gonzalez (Colombia) 6-1 3-6 6-1
Feliciano Lopez (Spain) b. Mikhail Kukushkin (Kazakhstan) 1-6 6-3 6-4
[12] John Isner b. Y. Lu 6-4 6-3
Benneteau b. Thiem 7-6 6-4
[30] Fernando Verdasco (Spain) b. [8] Richard Gasquet (France) 7-6(5) 6-1
Roberto Bautista-Agut (Spain) b. Jarkko Nieminen (Finland) 6-2 4-6 7-6(6)
[24] Marin Cilic (Croatia) b. [16] Tommy Robredo (Spain) 6-4 6-3

Gibertini, Giuliani e Pentagallo

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Bella vittoria di Sonego a Metz, ma va fuori Mager. Sconfitta inattesa per Seppi a Nur-Sultan

Lorenzo straripante contro Fucsovics, mentre Andreas si incarta con la wild card Skatov

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ATP 250 Nur-Sultan

La giornata azzurra inizia con la brutta sconfitta di Andreas Seppi nel suo match di esordio all’Astana Open contro la wild card locale Timofey Skatov, n. 280 ATP, al suo secondo incontro del circuito maggiore. 7-6 (3) 4-6 6-1 per quasi tre ore di battaglia in cui è stato decisivo il lunghissimo primo parziale, andato al ventenne kazako (di nascita, non frutto della campagna acquisti della federtennis nazionale) dopo aver recuperato un break e annullato quattro set point. Troppo incostante Andreas nel corso del match e alla fine la stanchezza si è fatta sentire.

Peccato, perché tutto era iniziato come previsto: il nostro fa valere la differenza di livello in termini di ritmo e solidità, arrivando 4-1 in virtù del break al secondo gioco. Skatov, con la sua eastern di rovescio, serve praticamente solo kick a velocità contenute verso il lato sinistro di Seppi. Batti sul rovescio, girati sul dritto: più semplice di così… Il trentasettenne di Caldaro allenta un po’ la presa, incappa in un brutto game di servizio mentre l’altro trova continuità e la partita si riapre. Determinante il turno di battuta di Skatov sul 4-5, quando risale da 15-40 e salva due vantaggi esterni per poi chiudere dopo ventidue punti. Sui quattro set point per Andreas, l’allievo di José Altur ha invece indirizzato la battuta verso il dritto avversario, in un paio di occasioni ottenendo il punto diretto, nelle altre due uscendo vincitore dallo scambio prolungato. Tie-break con Skatov che non sbaglia più e mette le mani sull’insperato primo set dopo un’ora e venti minuti.

Il suo momento prosegue fino al 3-0 del secondo set, poi la Seppia nazionale torna nei propri panni (e anche Timofey, diciamolo), infila una serie di cinque giochi e pareggia con un 6-4 che potrebbe far svanire qualsiasi velleità kazaka. Invece resta lì, Skatov, fa suoi i primi tre game ai vantaggi che restano nella gambe e nella testa dell’azzurro, il quale peraltro mette in campo meno di una prima su tre nel parziale (46% nel match). Dopo dieci punti di fila per il 173 cm di Petropavlovsk, c’è il moto di seppioso orgoglio finale che tuttavia non evita il 6-1. Prima vittoria ATP per Skatov e secondo turno contro Ymer o Ivashka, assente, come del resto Gerasimov, nel tie di Coppa Davis contro l’Argentina a Baires.

 

Martedì, secondo incontro dalle ore 8 italiane, tocca invece a Lorenzo Musetti che incrocerà per la prima volta il qualificato australiano Marc Polmans.

Il tabellone aggiornato di Nur-Sultan

ATP 250 Metz

Va meglio in Francia, con la convincente vittoria di Lorenzo Sonego che pareggia il bilancio negli scontri diretti con il (quasi) sempre ostico Marton Fucsovics, n. 41 ATP, ma 26° della Race. Un 6-3 6-2 in un’ora e dodici minuti che lascia poco spazio alle interpretazioni, con un Lorenzo tornato in grande spolvero, dopo le delusioni post-Wimbledon, in quella che è in ogni caso la sua miglior stagione: vittoria n. 25 (18 sconfitte), best ranking al 23° posto raggiunto un mese fa, titolo a Cagliari, finale a Eastbourne e la splendida semifinale contro Djokovic a Roma. I piedi che di nuovo girano a mille hanno supportato l’aggressività, i recuperi, l’agonismo – insomma, tutte le caratteristiche del miglior Sonego. Anche Fucsovics sta avendo un’ottima annata e anch’egli ha un po’ tirato il fiato dopo i quarti raggiunti sui Sacri Prati, ma nel lunedì francese c’è stato poco da fare con questo avversario.

Il primo parziale si decide con il break al quarto gioco, propiziato da un grossolano errore sullo smash del ventinovenne di Nyiregyhaza; Sonego va a prendersi i successivi due punti a rete senza dare tempo di riordinare le idee all’altro che si fa infine sorprendere dalla risposta azzurra (o, forse, dal suo stesso servizio). Meno di metà di prime in campo per Lorenzo, che però vince tanti e più punti con la seconda.

Fucsovics, grande atleta e solidissimo negli scambi, è il classico tennista che non si batte da solo. Tranne quando lo fa. In questa sfida, sono senz’altro più i meriti dell’azzurro che, inesorabile in risposta sulle seconde, passa subito avanti dopo il riposo. Marton si inguaia ancora al quinto gioco, che finisce con il cedere con un doppio fallo e un dritto al volo comodamente appoggiato sul grigio oltre la linea di fondo. Non si arrende, però, e si fa ammirare quando gira uno scambio con un recupero incredibile su un contropiede che pareva irraggiungibile e poi, fintando la smorzata, scodella il dritto vincente con nonchalance. Al punto successivo, che potrebbe riaprire il game, tocca a Sonego l’ottimo recupero sul notevole lob magiaro in sensibile mezza volata – sensibilità che però svanisce del tutto sul successivo tentativo di drop shot. Sul 5-1 è ormai show, Fucsovics vince uno scambio ravvicinato con un passante in tweener spalle alla rete, ma può solo accorciare lo svantaggio perché Sonego chiude con la battuta a disposizione.

73% di punti vinti al servizio e nessuna palla break concessa – di più, mai permesso all’avversario di arrivare a “40” in risposta. Quinta testa di serie sorteggiato nel quarto inferiore presidiato da Carreño Busta, al secondo turno Sonego troverà il vincente fra il qualificato Holger Rune e un lucky loser, non ancora annunciato, che sostituirà in tabellone Popyrin.

Niente da fare invece per Gianluca Mager, fermato 6-3 7-6(5) dal n. 36 ATP Nikoloz Basilashvili nel primo confronto diretto in assoluto. Il risultato del primo set è frutto di una partenza dell’azzurro praticamente senza la prima di servizio (uno su dieci). In grossa difficoltà sulla seconda, rischia addirittura lo 0-4 ma, sulla palla del doppio break, la risposta resta sulle corde di Basilashvili. Mager si procura poi un’opportunità del rientro anche grazie a una delle classiche pause del ventinovenne di Tbilisi, il quale si riprende però in tempo per cancellare l’occasione giocando con la sua solita spinta. Ritrovata in fretta la solidità, Nikoloz si fa bastare l’iniziale vantaggio per assicurarsi il set.

Gianluca non controlla la risposta sulla pesante prima georgiana e sfuma il possibile 2-0, ma il servizio è finalmente arrivato a dargli una mano e anche negli scambi da fondo riesce a essere meno falloso. Tra gran colpi e brutture, il ventiseienne di Sanremo salva il settimo gioco, mentre sul 5-4 sbaglia un dritto in palleggio a due punti dal set. L’impressione è che ci sia spesso un’immotivata fretta da parte di Mager e il testa a testa nel tie-break è risolto dal passante di Basilashvili che punisce l’avventurosa – se non precipitosa – discesa a rete del nostro.

Il tabellone aggiornato di Metz

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Il futuro dell’ATP: dal 2023 tornei Masters 1000 sempre più grandi, sempre più ricchi

Gaudenzi presenta l’ATP del futuro: dieci Masters 1000 di cui sette nel formato di 11-12 giorni. Montepremi in aumento con orizzonte fino al 2030

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In un documento che L’Équipe ha avuto modo di consultare, Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha confermato alcuni punti del piano strategico su cui l’organo di governance del tennis maschile sta lavorando da 18 mesi, che sarebbero stati già approvati dal Board e dovrebbero essere applicati a partire dal 2023. Si tratta nello specifico di un accordo su una nuova formula di spartizione degli utili tra tornei e giocatori, livelli più alti di montepremi garantiti a lungo termine e l’aumento del numero dei tornei Masters 1000, sette dei quali avranno l’opportunità di disputarsi sulla lunga distanza di 12 giorni (come Indian Wells e Miami già oggi) causando una modifica sostanziale nell’equilibrio del calendario maschile.

“Queste misure rappresentano un passo avanti significativo per il nostro sport e nel modo in cui i nostri giocatori e gli organizzatori dei tornei operano nell’ambito della partnership paritaria dell’ATP Tour“, ha affermato Gaudenzi. “È solo attraverso questo spirito di partnership, trasparenza e coincidenza di interessi che possiamo davvero massimizzare il nostro potenziale e concentrarci sulla concorrenza che affrontiamo nel sempre più ampio panorama dello sport e dell’intrattenimento“.

Queste misure arrivano in un momento in cui sono in forte aumento le controversie sulla legittimità della governance ATP mentre crescono le recriminazioni di molti giocatori, che si considerano finanziariamente danneggiati dai tornei. Creata sotto la guida di Novak Djokovic e Vasek Pospisil, la PTPA (Associazione Giocatori di Tennis Professionisti) è il simbolo di questa ribellione interna rispetto alla quale, in un certo senso, questa riforma dell’ATP costituisce una reazione.

 

Le principali misure da ricordare

  • Nella categoria Masters 1000, il montepremi ‘globale’ dovrebbe aumentare dagli attuali 62,5 milioni di dollari (53,2 milioni di euro) del 2021 ai 76,4 milioni di dollari (65 milioni di euro, +22%) durante la prima stagione in cui entrerà in azione questo piano (2023), con incrementi annuali del 2,5% a seguire.
  • Il bonus di fine anno derivante dai Masters 1000 passerà da 11,5 milioni di dollari (9,8 milioni di euro) a 15,5 milioni di dollari (13,2 milioni di euro) per arrivare a 18,4 milioni di dollari (15,6 milioni di euro) nel 2030. Sarà diviso tra trenta giocatori (attualmente sono 12).
  • Maggiore trasparenza attraverso dati finanziari verificati da organismi indipendenti per i Masters 1000, che forniscano piena trasparenza ai giocatori per un periodo di 31 anni.
  • Per quanto riguarda il calendario: aumento del numero di tornei Masters 1000 chiamati a diventare eventi di 11-12 giorni, con altri cinque tornei che adotteranno un formato simile a quello già utilizzato oggi per Indian Wells e Miami, per un totale quindi di sette Masters 1000 ‘allungati. Ci saranno venti giorni aggiuntivi di gioco in questa categoria e “305 “posti di lavoro” in più all’anno per i giocatori tra singolare, doppio e tornei di qualificazione grazie a questi tabelloni ampliati“, ha detto Gaudenzi. 
  • Saranno previsti 10 Masters 1000 (invece dei 9 attuali) e 16 ATP 500 (invece dei 13 attuali) .

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ATP

ATP Winston-Salem: Ilya Ivashka vince il primo titolo in carriera

Il bielorusso demolisce in meno di un’ora lo svedese Mikael Ymer, concedendo solo due giochi. Sesto giocatore fuori dalla top 50 a vincere un titolo nel 2021

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Ilya Ivashka - ATP Winston-Salem 2021 (via Twitter, @WSOpen)

L’atto finale del Winston-Salem Open si è rivelato un incontro a senso unico con il bielorusso Ilya Ivashka, numero 63 ATP, che ha coronato la sua settimana d’oro sconfiggendo in 56 minuti lo svedese Mikael Ymer, numero 90 ATP, con il punteggio di 6-0 6-2.

Nella strada verso il primo titolo in carriera, alla prima finale, il bielorusso ha eliminato tre teste di serie: CIlic (match in cui è stato a due punti dalla sconfitta), Struff e soprattutto il numero 1 del tabellone Carreno Busta, concedendo solo un set in tutto il torneo. Ivashka è diventato l’ottavo giocatore a conquistare il suo primo titolo in questo 2021 e il sesto fuori dalla top 50 a sollevare un trofeo quest’anno.

I numeri del match spiegano chiaramente il dominio del bielorusso: 100% di punti vinti con la prima di servizio, nessun punto concesso sul suo servizio nel primo set a Ymer e solo due punti nell’intero match. Ymer non è stato in grado di gestire il servizio del bielorusso e spesso è stato portato all’errore dai colpi profondi di Ivashka.

 

Ivashka con questo successo lunedì raggiungerà il suo best ranking al numero 53. “Questa settimana ho avuto tutto” ha affermato Ivashka durante la cerimonia di premiazione. “Nel secondo turno sono stato a due punti dalla sconfitta e ora sono qui. È incredibile quante cose cambiano in un match”. Ivashka ha riportato la Bielorussia al successo quasi vent’anni dopo il titolo vinto da Max Mirnyi a Rotterdam, nel 2003. “Sono cresciuto guardando Max giocare, era un idolo per noi” ha affermato Ilya. “Volevo un successo sin da bambino. Non molte persone in Bielorussia hanno vinto un titolo ATP, è una grandissima sensazione”. Per Ivashka adesso l’attenzione si sposta sullo US Open, dove martedì lo attende la sfida con lo statunitense Sandgren.

Per Ymer, nonostante la sconfitta, rimane la gioia per la prima finale a livello ATP in carriera – ottenuta battendo in semifinale Alcaraz – e la risalita in classifica al numero 72, non lontano dal suo best ranking al numero 67 raggiunto a marzo 2020. Anche lo svedese volerà a New York, dove al primo turno lo attende la sfida non proibitiva contro lo statunitense Brooksby.

A cura di Giuseppe Di Paola

Il tabellone completo di Winston-Salem

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