WTA Ranking: Errani saluta la top 10

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WTA Ranking: Errani saluta la top 10

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TENNIS WTA RANKING – Sara Errani scende al n.11, scavalcata da Cibulkova, dopo quasi due anni di permanenza nella top ten. Difficile riesca a ritornarci a breve.

Classifiche 31 marzo 2014

Mi sarebbe piaciuto aprire questa rubrica in un altro modo, ma purtroppo la notizia di oggi è che Sara Errani esce dalla top ten.

 

A quelli che gioiranno ricordo che Sara, a quasi 27 anni,  è stata tra le migliori dieci per 1 anno 9 mesi e 20 giorni, ha un best ranking di n.5, ha conquistato una finale, due semifinali e un quarto di finale negli Slam, ha giocato al Masters per due anni di fila. Potrà non piacere come gioca, ma sono risultati di prestigio che meritano tutto il nostro rispetto.

Per fare un confronto veloce con le altre italiane, Francesca Schiavone ha resistito in top ten 1 anno, 4 mesi e 3 giorni (best ranking n.4), ma ha un palmares Slam decisamente migliore (una vittoria, una finale e 5 quarti), mentre Pennetta vi è rimasta 1 mese e 25 giorni e non è mai andata oltre la decima posizione (una semifinale e 4 quarti negli Slam).

Errani è ancora giovane, e potrà rifarsi, ma – temo – non a breve. Infatti benché sia 11° a soli 75 punti da Dominika Cibulkova (+1, n.10), Sara sta per affrontare due mesi “di fuoco” durante i quali le scadranno la bellezza di 1745 punti. Anche dovesse riconfermare i risultati dell’anno scorso (semifinali a Madrid, Roma e Roland Garros), le sarà difficile guadagnare qualche posizione. Il pericolo concreto è che invece perda ulteriormente terreno.

In top ten, scendono di due posti Jankovic (n.8) e Sharapova (n.9), rispettivamente semifinalista e finalista a Miami nel 2013, ne guadagnano due invece Kvitova (n.6) e Kerber (n.7). Nella top 20, risale Wozniacki (+4, n.14).

Per quanto riguarda le altre italiane, Pennetta è stabile al 12° posto, Roberta Vinci, nonostante il trend negativo di 1 vittoria e 8 sconfitte da inizio anno, riesce comunque a tenere e perde solo due posti (n.16). Il risultato di squadra per l’Italia è comunque più che soddisfacente nel complesso: abbiamo perso una top ten, ma abbiamo tre atlete nelle prime 16,  cinque nella top 50.

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Teen Ranking

Elina Svitolina, con gli ottavi raggiunti a Miami, guadagna sette posti nella classifica WTA e supera Keys al secondo posto del Teen Ranking. Bouchard resiste in top 20 e resta n.1 delle under 20. Stazionarie anche le altre posizioni.

Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1994.

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Nation Ranking

Non ci sono grosse novità nella classifica per Nazioni. Il margine dell’Italia sulla diretta inseguitrice, (gli Stati Uniti) è tale che la nostra squadra può permettersi di perdere qualche punto questa settimana e restare comunque saldamente in vetta.

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

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Casa Italia

Praticamente immutata la classifica nazionale, almeno nelle posizioni che contano. Errani è sempre n.1 d’Italia ma Pennetta la tallona da vicino ed è pronta per il sorpasso.

Peggiora il ranking medio delle top 5 italiane:  questa settimana è pari a 27,6 mentre due settimane fa era di 26,4.

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LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1] 1 Williams, Serena United States 26 Sep 1981 12660 17
[2] 2 Li, Na China 26 Feb 1982 7585 16
[3] 3 Radwanska, Agnieszka Poland 06 Mar 1989 5980 20
[4] 4 Azarenka, Victoria Belarus 31 Jul 1989 5441 15
[5] 5 Halep, Simona Romania 27 Sep 1991 4695 23
[8] 6 Kvitova, Petra Czech Republic 08 Mar 1990 4370 21
[9] 7 Kerber, Angelique Germany 18 Jan 1988 4185 24
[6] 8 Jankovic, Jelena Serbia 28 Feb 1985 4150 21
[7] 9 Sharapova, Maria Russia 19 Apr 1987 3961 16
[11] 10 Cibulkova, Dominika Slovakia 06 May 1989 3720 24
[10] 11 Errani, Sara Italy 29 Apr 1987 3645 21
[12] 12 Pennetta, Flavia Italy 25 Feb 1982 3270 22
[13] 13 Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987 3120 22
[18] 14 Wozniacki, Caroline Denmark 11 Jul 1990 2740 21
[15] 15 Lisicki, Sabine Germany 22 Sep 1989 2720 20
[14] 16 Vinci, Roberta Italy 18 Feb 1983 2685 25
[17] 17 Suarez Navarro, Carla Spain 03 Sep 1988 2660 25
[16] 18 Stephens, Sloane United States 20 Mar 1993 2550 20
[20] 19 Stosur, Samantha Australia 30 Mar 1984 2485 23
[19] 20 Bouchard, Eugenie Canada 25 Feb 1994 2445 23
[21] 21 Pavlyuchenkova, Anastasia Russia 03 Jul 1991 2245 23
[24] 22 Makarova, Ekaterina Russia 07 Jun 1988 2240 19
[22] 23 Cornet, Alize France 22 Jan 1990 2155 26
[25] 24 Kanepi, Kaia Estonia 10 Jun 1985 2110 20
[23] 25 Flipkens, Kirsten Belgium 10 Jan 1986 2085 24
[27] 26 Safarova, Lucie Czech Republic 04 Feb 1987 1940 23
[26] 27 Cirstea, Sorana Romania 07 Apr 1990 1780 26
[31] 28 Williams, Venus United States 17 Jun 1980 1617 16
[29] 29 Kirilenko, Maria Russia 25 Jan 1987 1516 16
[30] 30 Kuznetsova, Svetlana Russia 27 Jun 1985 1513 17
[28] 31 Zakopalova, Klara Czech Republic 24 Feb 1982 1485 27
[33] 32 Hantuchova, Daniela Slovakia 23 Apr 1983 1402 25
[32] 33 Hampton, Jamie United States 08 Jan 1990 1402 17
[35] 34 Vesnina, Elena Russia 01 Aug 1986 1380 21
[42] 35 Svitolina, Elina Ukraine 12 Sep 1994 1338 27
[38] 36 Keys, Madison United States 17 Feb 1995 1335 21
[39] 37 Meusburger, Yvonne Austria 03 Oct 1983 1317 26
[36] 38 Rybarikova, Magdalena Slovakia 04 Oct 1988 1300 24
[40] 39 Jovanovski, Bojana Serbia 31 Dec 1991 1300 22
[37] 40 Petkovic, Andrea Germany 09 Sep 1987 1295 23
[34] 41 Muguruza, Garbine Spain 08 Oct 1993 1273 16
[47] 42 Pironkova, Tsvetana Bulgaria 13 Sep 1987 1260 24
[45] 43 Nara, Kurumi Japan 30 Dec 1991 1242 24
[43] 44 Beck, Annika Germany 16 Feb 1994 1240 30
[41] 45 Zhang, Shuai China 21 Jan 1989 1223 26
[49] 46 Lepchenko, Varvara United States 21 May 1986 1211 25
[44] 47 Peng, Shuai China 08 Jan 1986 1210 21
[48] 48 Riske, Alison United States 03 Jul 1990 1185 27
[46] 49 Schiavone, Francesca Italy 23 Jun 1980 1160 28
[50] 50 Knapp, Karin Italy 28 Jun 1987 1144 23

 

RACE

Legenda: trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1] 1 Li, Na China 26 Feb 1982 3425 5
[2] 2 Cibulkova, Dominika Slovakia 06 May 1989 2287 7
[3] 3 Radwanska, Agnieszka Poland 06 Mar 1989 1997 6
[9] 4 Williams, Serena United States 26 Sep 1981 1895 6
[4] 5 Halep, Simona Romania 27 Sep 1991 1723 7
[5] 6 Pennetta, Flavia Italy 25 Feb 1982 1621 5
[6] 7 Kerber, Angelique Germany 18 Jan 1988 1556 8
[7] 8 Jankovic, Jelena Serbia 28 Feb 1985 1101 7
[20] 9 Sharapova, Maria Russia 19 Apr 1987 1065 5
[10] 10 Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987 1010 6
[8] 11 Bouchard, Eugenie Canada 25 Feb 1994 990 7
[11] 12 Zakopalova, Klara Czech Republic 24 Feb 1982 860 9
[16] 13 Williams, Venus United States 17 Jun 1980 840 6
[18] 14 Makarova, Ekaterina Russia 07 Jun 1988 815 6
[15] 15 Cornet, Alize France 22 Jan 1990 807 7

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WTA Finals: trionfo di Garbine Muguruza davanti al “suo” pubblico

Garbine Muguruza supera in finale Anett Kontaveit e chiude l’anno con il prestigioso trofeo delle Finals. Titolo di doppio a Krejcikova/Siniakova

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-3 7-5

Con una progressione di condizione e adattamento ai 1600 metri sul livello del mare di Guadalajara, Garbine Muguruza è riuscita a conquistare il titolo delle Akron WTA Finals 2021, prima giocatrice spagnola ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo nella storia della manifestazione.

Credo abbia un’importanza simile ai tornei dello Slam, perché anche se manca la tradizione che rende gli Slam speciali, qui ogni due giorni si gioca una finale di un torneo importante contro una giocatrice fortissima”. Questo aveva detto Muguruza durante la conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Paula Badosa. E la sua reazione al momento della vittoria, con le mani portate al volto, lo sdraiarsi a terra e la celebrazione in gruppo del suo team guidato dall’allenatrice Conchita Martinez conferma quanto ci tenessero tutti a questa vittoria, soprattutto perché arrivata durante la prima edizione delle Finals disputata in America Latina.

 

L’inizio di partita è stato titubante per le due giocatrici, ma certamente lo è stato di più per Kontaveit, all’esordio in partite di questa importanza, che ha commesso decisamente molti più errori del solito: 22 grautiti per lei alla fine del primo parziale, contro solamente sei colpi vincenti.

Dopo essersi fatta recuperare immediatamente il break di vantaggio preso al terzo gioco, Muguruza è riuscita a infilare una serie di cinque giochi consecutivi che ha chiuso il primo set per 6-3 in 43 minuti. Nel secondo parziale, a causa di un calo di Muguruza soprattutto al servizio (dal 75 al 55 per cento di prime palle) e di alcuni errori grossolani a rete in alcune occasioni delicate, è stata Kontaveit ad andare in vantaggio di un break sul 4-3 per poi arrivare a servire per il match sul 5-4. Lì, come aveva tremato Muguruza qualche game prima regalando il turno di battuta con quattro errori gratuiti, anche Kontaveit ha dimostrato di non avere i nervi d’acciaio ed ha restituito il favore per il 5-5. Sul rush finale del set è stato evidente che era Muguruza quella ad avere più benzina nel serbatoio e il parziale finale di 12-4 ha siglato la fine del match e la vittoria delle WTA Finals per Muguruza.

Mi sento davvero felice, e anche un po’ sollevata – ha raccontato la spagnola in conferenza stampa – perché all’inizio del torneo ho fatto fatica a trovare un buon gioco, ma poi sono riuscita progressivamente ad adattarmi. Questa vittoria significa ancora di più perché è stata ottenuta qui in America Latina, e specialmente in Messico, dove il pubblico mi ha sempre sostenuta fin dalla prima volta che sono venuta a giocare qui, quando ero una giocatrice sconosciuta”.

Credo davvero che questa sia stata la mia migliore stagione in carriera, anche se non ho vinto tornei dello slam. È stata una stagione in cui sono riuscita a trovare continuità nel gioco, anche se con alti e bassi nel risultato. Le ultime stagioni sono state altalenanti, ma mai per colpa del mio tennis: qualche volta magari non riesco a mettere tutti i pezzi insieme, ma il mio tennis è sempre lì. Ora sono riuscita a trovare un equilibrio verso cui ho lavorato tanto con il mio team: questa vittoria ci dimostra che il lavoro paga e che stiamo seguendo la strada giusta.

I tornei dello Slam sono più grandi, più famosi, c’è la tradizione. Ma qui alle Finals si sa che ci sono soltanto le migliori, e se si vince questo torneo si può davvero dire di essere la migliore dell’anno”.

Con questo successo Muguruza sale alla terza posizione della classifica mondiale, mentre la finalista Kontaveit, reduce da un finale di stagione straordinario ma sconfitta due volte su due negli ultimi tre giorni da Muguruza, conclude questa sua magnifica annata al n. 7.

Nel torneo di doppio, vittoria della testa di serie n. 1 Barbora Krejcikova/Katerina Siniakova che hanno sconfitto in finale Su Wei Hsieh/Elise Mertens per 6-3, 6-4.

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WTA Finals: Muguruza di forza, Kontaveit di grinta. Saranno loro a contendersi il titolo di “maestra”

Garbine Muguruza vince il derby spagnolo con Paula Badosa e in finale ritrova Anett Kontaveit, vincitrice di Maria Sakkari

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. P. Badosa 6-3 6-3

C’è stata sicuramente la tensione di un match importante tra due atleti dello stesso Paese, soprattutto due Top 10 che non si erano mai incontrate prima, ma non c’è stato l’equilibrio della grande sfida. Nella prima semifinale delle Akron WTA Finals di Guadalajara Garbine Muguruza ha battuto senza appello Paula Badosa, che si era classificata prima nel suo girone Chichen Itza, ma che forse nella inutile partita di lunedì persa contro Iga Swiatek ha perso il ritmo gara ed ha finito per entrare in campo senza il giusto spirito.

Non so per quale motivo oggi il mio tennis non era in campo – ha detto Badosa dopo la sconfitta – se lo sapessi forse avrei potuto fare qualcosa mentre ero in campo. Non mi sono sentita me stessa durante il match, fin dall’inizio, ma non voglio togliere meriti a [Garbine] che ha fatto quello che doveva fare, cogliendo le occasioni che ha avuto e vincendo con pieno merito la parita”.

 

Muguruza ha strappato il servizio all’avversaria al terzo game e sulla sua battuta è stata granitica, concedendo le briciole nei suoi turni di servizio. Badosa dopo il break, è invece sempre stata in affanno, dovendo rimontare due volte da 0-30 e perdendo la battuta una seconda volta alla fine del set. Muguruza ha mantenuto quasi costantemente in mano il pallino del gioco, aprendo il campo alla prima occasione senza aver paura di esporsi ai colpi di Badosa. Molto profonda negli scambi da fondo, Muguruza ha usato molto bene i lungolinea per spostare l’avversaria e crearsi delle aperture per chiudere sia a rete sia a fondo.

Il match ha preso definitivamente la strada di Muguruza nei primi game del secondo set: sullo 0-1 Badosa ha servito un game da 16 punti nel quale ha finito per cedere la battuta alla quarta palla break; subito dopo si è giocato l’unico gioco combattuto del match sul servizio Muguruza, nel quale Badosa non è riuscita a concretizzare ben tre occasioni del controbreak.

Una volta capitalizzato il vantaggio sul 3-0 Muguruza ha inserito il pilota automatico fino alla fine, e il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo dato che Badosa ha continuato a faticare nei propri turni di servizio senza avere mai la chance di poter fare qualcosa alla risposta.

In totale Muguruza ha sfruttato solamente tre delle 11 palle break avute, ed ha avuto occasioni per strappare il servizio a Badosa in altre due occasioni rendendo il punteggio molto più pesante di quello che in realtà è stato.

“Sono molto contenta di come ho giocato oggi – ha confermato Garbine alla stampa – sicuramente è stata la mia miglior partita in questo torneo. Era un match difficile, due spagnole una contro l’altra, in un’occasione così importante, in un match inedito che comporta sempre qualche aggiustamento. La partita si è giocata molto di più a livello mentale che non tecnico, e sono stata concentrata e decisa dal primo minuto di gioco. Sono felice di essere riuscita a migliorare progressivamente il mio modo di giocare in queste condizioni di altura, soprattutto al servizio, ma anche negli altri reparti del mio gioco”.

A. Kontaveit b. M. Sakkari 6-1 3-6 6-3

Per decidere l’avversaria di Garbine Muguruza in finale si sono affrontate nella sessione serale la vincitrice del girone Teotihuacan Anett Kontaveit e la vincitrice del “quarto di finale virtuale” del girone Chichen Itza Maria Sakkari. Due giocatrici che si conoscono molto bene (11 precedenti incontri diretti, 6-5 in favore di Kontaveit il bilancio) e si rispettano.

Si pensava che il fattore atletico potesse giocare un ruolo in favore di Kontaveit, che aveva avuto un giorno di riposo in più tra il girone e la semifinale, e invece è stata proprio la estone a dare l’impressione di essere più stanca verso la fine delle 2 ore e 2 minuti di match, ma è riuscita a supplire con la “garra” alla minore prestanza atletica, approfittando di una Sakkari che ancora una volta ha tentennato nei momenti più importanti del match.

Il primo set è volato nelle mani di Kontaveit in soli 27 minuti: troppi errori per Sakkari (13, contro solamente 2 vincenti), decisamente tesa per l’occasione e incapace di lasciare andare i suoi colpi usuali colpi vincenti da fondocampo. La greca tuttavia non si è persa d’animo e ha iniziato a combattere colpo su colpo, prima aggrappandosi ai propri turni di servizio e poi, dopo aver tenuto un difficile game da 16 punti sul 3-3 ha piazzato la zampata vincente aggiudicandosi il secondo parziale per 6-3 e trascinando la partita al terzo con un’avversaria che pareva decisamente in difficoltà con le gambe.

Il grande equilibrio dell’inizio del terzo set sembrava essersi interrotto quando Sakkari ha dato un colpo di acceleratore prendendosi il campo e il break di vantaggio per il 3-2. Ma dopo aver restituito immediatamente il favore (cedendo la battuta a zero, peraltro), ha commesso l’errore fatale quando, sul 3-4, si è fatta rimontare un game di servizio da 40-0, invischiandosi in una battaglia di 18 punti chiusa con un doppio fallo e un errore gratuito e consegnando quindi la vittoria a Kontaveit.

Davvero troppi i 31 errori gratuiti di Sakkari contro solamente 17 vincenti (32-34 il bilancio per Kontaveit), che non è riuscita a nascondere la delusione davanti ai microfoni dopo la fine della partita: “Ero molto vicina a cogliere questa grande occasione e l’ho buttata via, un’altra occasione sprecata. Questo è uno degli aspetti su cui voglio lavorare per la prossima stagione, soprattutto dal punto di vista mentale”.

“Partita molto dura – ha dichiarato invece Kontaveit – Maria ha migliorato molto il suo gioco dopo il primo set, soprattuttu al servizio Quando sono andata in svantaggio di un break nel terzo set mi sono detta che mi sarei divertita il più posibile per cui sono riuscita a decontrarmi e a giocare in maniera più rilassata.”

I precedenti ufficiali tra Muguruza e Kontaveit parlano di 3 vittorie a 2 in favore di Muguruza, l’ultima delle quali arrivata proprio due giorni fa in questo stesso torneo. Tuttavia tre di questi cinque incontri sono datati 2016 e 2017, quindi il loro risultato probabilmente non è troppo rilevante.

La finale si giocherà mercoledì sera alle 19.30 locali, le 2.30 in Italia.

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WTA Finals: Sabalenka smarrisce il servizio, in semifinale va Sakkari

Tra equilibrio e tanti errori Maria Sakkari supera Aryna Sabalenka e raggiunge Kontaveit in semifinale

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Maria Sakkari - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

M. Sakkari b. A. Sabalenka 7-6(1) 6-7(7) 6-3

È indubbio che il tennis è uno sport creato per l’eliminazione diretta, dove chi vince va avanti e chi perde va a casa. Semel in anno si gioca con il girone all’italiana, nelle Finals dei due circuiti, ma è quando si può assaporare l’atmosfera del “dentro o fuori” che il tennis dà il meglio di sé.

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara l’ultimo incontro del round robin nel gruppo Chichen Itza tra Aryna Sabalenka e Maria Sakkari era di fatto un quarto di finale, perché la vincitrice avrebbe conquistato il secondo posto nel girone avanzando alle semifinali per incontrare Anett Kontaveit, vincitrice del gruppo Teotihuacan.

 

In un match tra due giocatrici non certo famose per i loro nervi d’acciaio, è stata Maria Sakkari a mantenere maggiormente il controllo delle sue emozioni nelle due ore e 47 minuti di gioco. Una grossa mano gliel’ha data il servizio dell’avversaria, in una delle sue peggiore giornate in quel colpo: 59% di prime palle, ma 36% di punti vinti sulla seconda e soprattutto 19 doppi falli, di cui due consecutivi molto pesanti nel tie-break del primo set. La qualità del tennis non è stata eccelsa: 29 vincenti e 56 errori gratuiti per Sabalenka, 27 vincenti e 36 gratuiti per Sakkari. Ma l’equilibrio, la tensione e la grande partecipazione del pubblico, che ha inneggiato ora l’una ora l’altra giocatrice hanno reso il match speciale.

All’inizio del match il nervosismo per la posta in palio era palpabile, nessuna delle due riusciva a dare continuità al proprio gioco. Lo stile di gioco delle due protagoniste è noto, simile ma diverso: più potente per Sabalenka, più atletico per Sakkari. Due rapidi break nelle fasi iniziali hanno subito dato l’impressione che i servizi non avrebbero dettato legge nella partita, anche se non è mai capitato che una delle due giocatrici di avvantaggiasse sull’altra di più di due game. Sakkari cedeva un game tostissimo dal 40-15 mandando Sabalenka a servire per il match, ma l’occasione se ne andava più velocemente di quanto non fosse arrivata. Si arrivava a una piccola chance sul 6-5 30-30 per la Bielorussa, ma il suo diritto volava in corridio. Si giungeva quindi al tie-break, dove la differenza la faceva questa volta la battuta: tre aces per Sakkari, due doppi falli per Sabalenka, e 7-1 per la greca.

Il secondo set è andato via abbastanza tranquillo per i primi sei game, fino al break subito da Sakkari sul 3-3. Sabalenka sul 5-3 si procurava anche due set point sul servizio dell’avversaria, ma era Sakkari ad annullare con gran coraggio. Lo psicodramma a quel punto era in pieno svolgimento: tre break degli ultimi tre giochi del set, e nuovo tie-break. Questa volta si procedeva punto a punto, il primo doppio fallo di Sabalenka arrivava sul 3-3, ma si rimaneva con il testa a testa. Il primo set point è per Aryna, ma è il secondo a essere quello buono.

Oltre due ore di gioco per arrivare al terzo set. Inevitabilmente all’inizio del parziale decisivo c’è stato un po’ di rilassamento, e Sabalenka iniziava con il suo show di doppi falli, minimo due per turno di battuta. Due break nei primi due giochi, poi la bielorussa metteva male un piede, ma le reazioni si limitavano a qualche smorfia. Sul punto a punto era Aryna ad avvantaggiarsi sul 3-1, ma da quel momento in poi diventava schiava del suo servizio: “Davvero non riesco a credere di aver servito così male oggi – ha detto una comprensibilmente delusa Sabalenka dopo il match – non sono riuscita a trovare il ritmo per tutta la partita ed è stato un disastro”. Ben 19 per lei i doppi falli totali, di cui 10 soltanto nei cinque turni di battuta del terzo set. Con una striscia di cinque games di fila Sakkari prendeva il controllo del punteggio, se non della partita, e conquistava la semifinale alla sua prima partecipazione alle WTA Finals.

È stata davvero una partita da montagne russe – ha dichiarato Sakkari nell’incontro post-match con la stampa – prima era avanti lei, poi io, alla fine ho giocato con il cuore e sono riuscita a vincere. Giocare per la prima volta di notte è ho impiegato un po’ ad abituarmi alle condizioni. Aryna ha un’apertura alare notevole, è difficile riuscire a servire in modo da metterla in difficoltà, ma una volta che sono riuscita a trovare il giusto schema le cose sono migliorate”.

Il torneo ovviamente non è ancora finito, ma sono molto contenta di essere arrivata in semifinale, cercherò di divertirmi il più possibile domani“.

Nel pomeriggio si era disputata l’altra partita del girone, totalmente ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale la spagnola Paula Badosa, già con la testa alla semifinale di martedì, aveva perduto contro la già eliminata Iga Swiatek per 7-5 6-4.

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