Dal ko di Nadal al forfait di Fognini tutte le stranezze di una settimana

Editoriali del Direttore

Dal ko di Nadal al forfait di Fognini tutte le stranezze di una settimana

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TENNIS – Tennis ATP a Barcellona e non solo. Novak Djokovic pronto al sorpasso. Giapponesi e colombiani sugli scudi. I fidanzatini Sharapova-Dimitrov e quelli di casa nostra Pennetta e Fognini. Rassegna stampa, Djokovic: “Il tennis non sarà più la priorità numero 1”.

“Lo zibaldone è uno scritto in cui vengono via via annotati riflessioni, pensieri, notizie varie”, dice il dizionario, prima di citare uno dei più famosi fra i tanti, lo “Zibaldone” del Leopardi.

Proprio per non correre il rischio di patire una fondata accusa di megalomania – cosa che sarebbe puntualmente accaduta se mi fossi messo in testa di imitare, anche con il solo titolo d’una rubrica in fieri, il grande poeta di Recanati – ho deciso di intitolare dal “mio ermo colle di Settignano” questa nuova rubrica poco seria, settimanale almeno nei propositi, “Zubaldone”.

 

In questa settimana di tennis ne sono successe parecchie e vorrei citarle in ordine sparso, assolutamente non gerarchico e di importanza. Un po’ come mi vengono via via in mente.

– Nadal che succede? Rafa Nadal che perde ancora sulla terra battuta, e stavolta da Almagro che aveva sconfitto 10 volte su 10, per me è la notizia più clamorosa della settimana. Più del fatto che sia accaduta ancor prima delle semifinali, nei quarti. Adesso Rafa dovrà dimostrare fra Madrid e Roma di essere ancora il favorito n.1 a Parigi, dove gli resta il vantaggio di giocare 3 set su 5. La sua condizione atletica, però, non mi sembra più quella di una volta. Anni e anni di rincorse cominciano a pesare. Intanto ho visto Almagro festeggiare l’exploit come se avesse vinto uno Slam. C’è da capirlo. In Spagna Nadal è un semiDio. Ma se (dopo Ferrer a Montecarlo) comincia a perdere anche dagli spagnoli il suo mito rischia di vacillare.

– Detronizzazione? Novak Djokovic a questo punto ha molte più chances di detronizzare Rafa Nadal dal trono ATP. Mi dice l’esperto contabile Gabriele Cucchi che se Djokovic vincesse Madrid e Nadal perdesse prima dei quarti di finale il sorpasso sarebbe cosa fatta. Però che Nadal perda prima dei quarti…beh suvvia, non esageriamo.

– Spagnoli desaparecidos. Insieme alla sconfitta di Nadal ha fatto scalpore il fatto che in finale a Barcellona, come hanno scritto il nostro inviato Roberto Salerno nella home page italiana e l’inviato argentino Ivan Tricarico della home page spagnola, non sia giunto nessun tennista spagnolo. Non accadeva dal 1996, finale Muster-Rios.

– Notizie in giallo. In Estremo Oriente i “media” avranno invece certamente dato più rilievo al fatto che finalmente un tennista giapponese è stato capace di trionfare in un torneo sulla terra rossa. Kei Nishikori ha infranto un tabù. Shuzo Matsuoka raggiunse i quarti a Wimbledon, fra un crampo e l’altro, fra un tuffo e l’altro, ma sulla terra rossa aveva più paura a buttarsi ed era un brocco.

– Allergia giapponese. La mitica Kimiko Date ha vinto 8 tornei, ma nessuno sulla terra rossa. Se ci fosse qualche altra tennista giapponese (donna) ad aver vinto sui campi rossi, francamente non ricordo…E voi?

– Cinese sì, giapponese no. “Michelino” Chang, campione al Roland Garros nel 1989 dopo l’indimenticabile match vinto su Ivan Lendl in ottavi (finale su Edberg) e coach di Nishikori, era americano di genitori cinesi (di Taiwan). Non giapponese.

– Ingiustizie presidenziali. L’altro finalista inedito era il colombiano, Santiago Giraldo, sì quello che stava dando 6-0, 4-0 a Fognini quando Fabio si è ritirato.
Giraldo prima della finale è stato – invano – incoraggiato addirittura via telefono dal presidente della Repubblica colombiana. Al quale rimprovero (da tifoso viola) di non essersi congratulato con lo strepitoso campionato di Cuadrado che grazie alla straordinaria doppietta segnata al derelitto Bologna (i tifosi bolognesi che l’avevano inizialmente buheggiato e potrebbero far prendere una multa per cori razzisti alla loro squadra, lo hanno alla fine applaudito) sta diventando “mister 30 milioni” perchè se lo contendono Barcelona, Manchester United, Arsenal e Bayern Monaco.

– Colombia mundial. Con tutti i grandi giocatori che ha la Colombia, cui però forse in Brasile mancherà il fenomeno Falcao, un buon allenatore potrebbe farne la squadra rivelazione dei prossimi mondiali.

– Ritiri psicologici. A proposito del ritiro di Fognini contro Santiago Giraldo. Fabio è sempre più imprevedibile. Si ritira dal singolare e continua a giocare come se niente fosse in doppio (dopo essersi scelto come compagno quel Melzer che era stato suo avversario nel famoso primo turno di Wimbledon, quando Fabio fu multato pesantemente per essere andato in escandescenze). Ma più imprevedibile di lui è che sul suo sito di Fognini colui che lo cura, Matteo Grigatti, riveli che la pubalgia di Fabio ha anche risvolti psicologici (psicosomatici?). L’avesse scritto chiunque altro, il sottoscritto più degli altri, ecco che la famiglia Fognini furiosa gli si sarebbe rivoltata contro. Quantomeno mi avrebbero scritto: “Ma come ti permetti di mettere in dubbio la natura fisica del suo infortunio?” Ma invece l’hanno scritto loro…in casa loro. Grigatti sottolinea “che il problema è psicologico perché in allenamento Fognini sembra reagire e muoversi molto bene, mentre in campo appare bloccato”.
Mai successo prima – a mia memoria in tanti anni di giornalismo sportivo_ che il “portavoce” di un atleta dica che suoi infortuni possono avere carattere psicologico. D’ora in avanti come si farà a sapere, se Fabio si ritirerà, quando il suo stop sarà frutto di un problema psicologico oppure davvero fisico? Mah…

– Exploit di coppia. Carina la concomitanza dei due fidanzati vincenti a 38 minuti di distanza: Maria Sharapova 27 anni e 30mo titolo a Stoccarda (con Maria ormai habituée dei successi lì, vince ininterrottamente dal 2012 come ha scritto nei suoi eccellenti ed originali fotoracconti la nostra inviata Monique Filippella) e Grigor Dimitrov, 22 anni, e 3° titolo a Bucarest.

– Cosa manca a Pennetta-Fognini? Non resta che attendere che il doppio exploit contemporaneo riesca anche ai nostri Pennetta-Fognini. Anche fra i “nostri fidanzatini con racchetta” il più giovane è l’uomo…E anche i “nostri fidanzatini” sono carini. Sotto il profilo estetico non hanno nulla da invidiare al duo Sharapova-Dimitrov. Sarebbe bello che confronti e rassomiglianze con la coppia russo-bulgara, non finissero lì.

– Il misto dell’amore. Magari il promoter delle ultime “sfide”al Forum di Assago, Ernesto De Filippis – che ha fin qui tentato invano di portare a Milano Roger Federer e Novak Djokovic – potrebbe ripiegare sul “misto dell’amore”: Sharapova-Dimitrov vs Pennetta-Fognini. Un ripiego certo, ma non poi così da buttar via. Se andate a vedere su You Tube questo video https://www.youtube.com/watch?v=sEyb4hQ9gWs che mostra a più riprese filmati di colpi straordinari effettuati da Fognini, beh capirete che lo spettacolo non mancherebbe. E poi Fabio potrebbe studiare quel che fa nelle richiestissime esibizioni John McEnroe, imitando se stesso (“You cannot be serious!”) nelle sceneggiate isteriche più…richieste dal pubblico. Tutto fa spettacolo. Un Fognini che replicasse il game di Cincinnati contro Stepanek e la scena del 5-0 con Tsonga a Montecarlo, purchè tutto il suo clan tecnico e familiare, si prestasse a farsi insultare nuovamente – prima del brindisi di riconciliazione – diventerebbe un “replay-cult”.

– Memoria fallace. Come tutti gli anziani ho una memoria molto più reattiva su vicende lontane che su quelle più recenti. Ecco perchè a proposito di fidanzati vincenti in contemporanea (sia pure a 24 ore di distanza) ricordo bene Chris Evert e Jimmy Connors trionfare nello stesso weekend del ’74 a Wimbledon (il mio primo Wimbledon…) e poi ballare insieme al Ballo dei Championships (tradizione finita dopo che alcuni vincitori poco intelligenti presero a snobbarlo) e non ne ricordo invece altri. Qualcuno sarà così carino da rinfrescarmi la memoria?

– Scoop. Ecco lo scoop che non è uno scoop. Tommy Haas che dichiara: “Il mio ritiro non sarà molto lontano.” Ci credo. Così come credo che presto lo vedremo impegnato nei tornei senior. Pecunia non olet.

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: Lorenzo Sonego cerca mancino prima del duello sul centre court con Rafa Nadal? “No, un mancino come Nadal tanto non esiste!”

Gipo Arbino è persuaso che il suo Lorenzo sia più in forma di sempre. “Gioca molto meglio di un anno fa, ha perso con Berrettini e Kudla due match che avrebbe meritato di vincere”

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Stamattina Lorenzo Sonego, reduce da una convincente prova contro Hugo Gaston, si è allenato con Cristian Garin, in preparazione al match di sabato e di terzo turno con Rafa Nadal programmato sul Centre Court. Mission impossible? In condizioni normali sì, però Rafa ha concesso un set a Cerundolo, un altro set a Berankis. Giocatori che non sono più forti di Lorenzo, che lo scorso anno qui giunse in ottavi (battè Sousa, Galan e Duckworth).

Ho chiesto al suo coach Gipo Arbino se non avevano pensato di “ingaggiare” uno sparring mancino… con vista Rafa, e lui ha risposto: “Lo faremo domani. Ma a Lorenzo serve in realtà uno che lo metta in palla sbagliando poco, perché tanto un mancino che gichi come Nadal non esiste. Ha giocato contro Gaston, mancino e con rovescio bimane, ma non è Nadal! L’altro giorno si è allenato con Gasquet che era perfetto: non sbagliava mai, giocava di ritmo ed è stato utilissimo. Per intendersi: se Lorenzo si scaldasse con Bublik sarebbe un disastro. Conta che trovi il ritmo, che senta bene la palla, che automatizzi i colpi per giocare la partita più solida possibile. Contro Gaston è stato solidissimo”.

Arbino è convinto che Lorenzo stia giocando benissimo, molto meglio dello scorso anno. “Ha perso due partite di misura, con Berrettini e con Kudla, e le ha perse per pura sfortuna, per pochissimi punti e mini-dettagli. Avrebbe meritato di vincerle lui…”.

 

Quindi il morale è buono, la fiducia c’è. Anche se si deve misurare con Nadal. “Il momento peggiore è stato il giorno dopo la sconfitta con Kudla, quando Lorenzo è andato ad allenarsi e a un certo punto, probabilmente a seguito di un dritto molto forte di Cerundolo che è rimbalzato male sul suo rovescio; lui ha cercato di adattarsi a quella traiettoria così cambiata e nel farlo ha sentito una fitta al polso sinistro. Ci siamo spaventati moltissimo. Con il polso, anche quello sinistro, non si scherza. Per fortuna un falso allarme!”

-E allora non si è allenato per un po’?

“No, no, ha continuato ad allenarsi e… a giocare il rovescio a una mano, allenando lo slice. Ed è andata bene così… perché ieri ha giocato lo slice anche in approccio contro Gaston meglio di sempre!”.

A volte il destino fa strani scherzi, non sempre brutti. Contro Nadal, Lorenzo non ha mai giocato. Nadal ha fatto i complimenti di prammatica a Lorenzo, al suo servizio, al suo dritto, ma è certo che gli farà giocare centinaia di rovesci.

Lorenzo però non sembra troppo intimorito. Vedremo sul campo. “Sul centrale ho già giocato…con Federer” aveva detto venerdì sera. E domenica, ultimo match, gli toccherà di nuovo il centrale. Non è Federer, è Nadal… una leggenda dopo l’altra, un mito dopo l’altro. Per sdrammatizzare in Toscana direbbero… se non è zuppa è pan bagnato.

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Wimbledon: la risposta di Sinner contro il servizio di Isner, ma sarà più bello il duello Kyrgios-Tsitsipas

A Nadal fa più paura il Covid che qualsiasi avversario, Sonego incluso… fino alla finale con Djokovic! Oppure Kyrgios che ha provocato i media che lo avevano preso di mira. Altri rimpianti per Matteo Berrettini

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Jannik Sinner - Wimbledon Credit- AELTC:Jon Super

Il COVID non fa distinzioni fra ricchi e poveri, fra campioni e Carneadi, ma è ancora ben vivo, purtroppo, miete ancora vittime un po’ in tutto il mondo e a Wimbledon i ritiri dei contagiati si susseguono – l’ultimo Bautista Agut, sulle… tracce di Berrettini e non solo – e Rafa Nadal, che a questo torneo tiene da morire con l’obiettivo (non palesato apertamente ma evidente) del Grande Slam, ha raccomandato grande prudenza a tutto il suo entourage.

Tutti, anche Benito Perez Barbadillo, che per il suo ruolo di communication manager deve appunto comunicare, e ha cominciato a girare con il viso coperto dalla mascherina.

Rafa Nadal si imbatterà nel suo terzo turno con Lorenzo Sonego, per un match inedito. A me Lorenzo contro Hugo Gaston, sul campo 14 è piaciuto molto. Ha vinto molto più nettamente di quanto dica il risultato, 7-6,6-4,6-4, contro un avversario che, salvo con qualche palla corta (peraltro poco riuscite in tutta la fase centrale del match), non era in grado di fargli male perché Lorenzo ha sempre servito bene, ha tirato dei gran bei dritti, ha giocato bei slice di rovescio e sui pallonetti di Gaston sulla sua spalla sinistra ha giocato delle gran veroniche stile Panatta. Bravo davvero. E davvero spettacolare, da tre circoletti rossi (spero riusciate a rivederlo in qualche highlights), il primo punto del terzo game del secondo set con tweener di Lorenzo che ha fatto su e giù per il campo tre volte per recuperare smorzate e pallonetti, con Gaston che si è concesso anche un dropshot di sottogamba per il gusto dello spettacolo ma che gli ha fatto giocare in salita un game che gli è costato l’unico break del secondo set, quindi caro assai.

 

Gaston è mancino e gioca il rovescio a due mani, ma per il resto non assomiglia proprio a Nadal. Non si può quindi dire che per Sonego sia stato un match di…preparazione a quello che affronterà domani certamente su un campo molto più importante del 14.

Lorenzo non si è concesso che un break di pausa quando era avanti di due nel terzo set. Invece Nadal si è regalato tutto un set, il terzo, con Berankis dal quale non aveva davvero paura di poter perdere.

Come detto gli fa certo più paura il Covid. La paura, si dice, fa novanta…come gli aces di Isner nei primi due turni di questi Championships. Quegli aces fanno tremare anche il freddo Jannik Sinner che non si illude per aver vinto 6-2 6-0 a Torino contro il gigante USA, né dice a se stesso che non ripeterà lo sfortunato errore che fece nel tiebreak del secondo set a Cincinnati quando al secondo round perse 5-7,7-6 (4)  6-4.

Che cosa ha detto Jannik lo troverete, parola per parola, nell’articolo che ho scritto dopo la mini-conferenza stampa che ha lui fatto con alcuni di noi giornalisti nella suite “Hydrangea” affittata da Lavazza all’interno del building del campo n.1.

Giocheranno ultimo match sul campo n.2, proprio quello che Jannik ha detto diventare assai scivoloso quando va via il sole. Penso che non sarà rimasto contento di questa programmazione.


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Intanto Matteo Berrettini è ancora qua, deve smaltire gli effetti del Covid, penso che sia tenuto anche a negativizzarsi prima di risalire su un aereo. Che abbia avuto il virus non è più certo un segreto per nessuno.

Mi dà francamente (e sciovinisticamente) un po’ fastidio vedere che colui che era il suo avversario di primo turno, il cileno Garin, è arrivato allegramente al terzo turno senza perdere un set – ieri ha dato 6-3,6-1,6-1 al lucky loser francese Grenier in un’ora e 33 minuti. Magari Matteo faceva ancora più alla svelta! Che rimpianto e che rabbia.

Come se non bastasse in quel settore dove era stato sorteggiato Matteo hanno perso ieri il sempre più deludente Shapovalov (in 4 set dal ventenne Nakashima che Steve Flink e io videointervistammo un anno fa convinti di avere a che fare con un ottimo giocatore) e anche Schwartzman (dalla wild card Brit Broady), e insomma l’approdo ai quarti (salvo inciampi in Brooksby o de Minaur) sarebbe stata poco più di una formalità. Che peccato.

Lì nei quarti, però, si sarebbe cominciato a fare sul serio, perché probabilmente più che Nakashima (o Galan) ci arriverà il vincente del duello di terzo turno decisamente più interessante: Tsitsipas-Kyrgios.

L’ateniese ha giocato il suo miglior match di sempre sull’erba con l’australiano Thompson, ma l’australiano che lo attende ha dato una stesa pazzesca – 6-2,6-3,6-1 in meno di un’ora e mezzo – a quel Krajinovic che era stato finalista al Queen’s contro Matteo e che ieri non è mai arrivato a 40 sul servizio di Nick (come potete leggere nella cronaca di Laura Guidobaldi).

Kyrgios era molto fiero di sé, “I am a pretty good player!”, e non aveva nessuna voglia di discutere dei 10.000 dollari di multa presi per aver combinato una delle sue al primo turno con l’inglese uscito dal North Carolina State Paul Jubb che ha alle spalle una doppia tragica storia (entrambi i genitori si sono suicidati).

I media inglesi non lo hanno risparmiato dopo il suo primo turno vinto a fatica, e giocando male, con Jubb. Anche perché, dopo il comportamento già esecrabile sul campo, Kyrgios si era presentato in conferenza stampa con un piatto di sushi e aveva risposto alla maggior parte delle domande con la bocca piena. “Non me l’hanno perdonato sui social – si è lamentato Kyrgios che certo non è mai stato un modello d’eleganza – ‘Oh my God, non ha alcuna educazione…’ hanno scritto- Ma avevo giocato 4 ore e avevo bisogno di mangiare qualcosa. Qualcuno di quelli che hanno scritto ha mai giocato quattro ore di fila? No!”

Appena entrato in sala conferenze Kyrgios era partito all’attacco: “Sono proprio curioso di vedere che cosa mi riservate voi giornalisti oggi…”.

E dopo: “Perché mi fate domande su quanto accaduto 2 giorni fa? Non c’è niente di succoso per oggi? Ho battuto Krajinovic e non vi interessa? Sono ancora in lizza per Wimbledon, parliamo di questo no? Il modo in cui ho giocato …contro un tennista che era in finale al Queen’s e che è uno dei primi 30 del mondo …vi rimetterò al vostro posto!” (qui ho messo insieme un paio di risposte…).

Beh, può piacere o non piacere come tipo, ma certo è unico. Ed è unico anche il suo modo di giocare a tennis quando è ispirato.

Di vederlo contro Tsitsipas sabato sono davvero curioso. Se la vittoria dovesse arrivare dalla solidità mentale scommetterei sul greco. Ma per il tennis invece sull’australiano. Sono curioso di leggere le quote che vi troverà il nostro Luca Chito indagando fra i vari better.

Mi fermo qui per oggi, e dopo aver ricordato quel che sul sito c’è già – tipo la vittoria n.37 di Iga Swiatek che eguaglia Martina Hingis ma anche che ha perso finalmente un set – ho già scritto abbastanza e chiudo con il solito elenco delle teste di serie battute in questi primi due turni fin qui. Il conto totale ve lo lascio fare. Mica posso fare tutto io!

Primo turno
Uomini
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne
7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)
31 Kanepi (Parry)



secondo turno

Uomini

3 Ruud (Humbert)
12 Schwartzman (Broady)
13 Shapovalov (Nakashima)
15 Opelka (van Rijthoven)
17 Bautista Agut (COVID)
26 Krajinovic (Kyrgios)
31 Baez (Goffin)
Donne 
2 Kontaveit (Niemeier)
6 Pliskova (Boulter)
9 Muguruza (Minnen)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: senza Federer, Berrettini, Medvedev e Zverev, prevedo una finale Djokovic-Nadal

Sarà la delusione per il forfait di Matteo Berrettini, ma in questi Championships in tono minore, se non “esplode” Alcaraz, trionferà la vecchia guardia

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Incontro in sala stampa il collega svizzero Simon Graf, autore di diversi libri su Roger Federer, e all’unisono commentiamo: “Roger arrivava in semifinale nel secondo quarto della metà alta di questo tabellone anche con un ginocchio solo!”.

Gli otto approdati al terzo turno di quel settore sono, scendendo verso il basso, Humbert e Goffin, Tiafoe e Bublik, Norrie e Johnson, Paul e Vesely. La testa di serie più alta fra le sole tre superstiti (Norrie 9, Tiafoe 23 e Paul 30) è, per la gioia degli inglesi (sebbene disperati per le sconfitte di Murray e Raducanu), la n.9 Cameron Norrie che è riuscito a domare soltanto al quinto set lo spagnolo Munar che in 10 partite sull’erba non ne aveva mai vinta una.

Hanno perso Ruud n.3 e Baez n.31 questo mercoledì, Hurkacz n.7 e Dimitrov n.18 lunedì, fatto sta che in semifinale arriverà, probabilmente contro Djokovic che contro Kokkinakis ha giocato molto meglio che contro Kwon, una sorta di outsider, salvo che Norrie debba essere considerato un grande tennista. E francamente io non riesco a considerarlo tale.

 

Gli inglesi faranno il tifo per lui che è nato in Sud Africa (Johannesburg) e cresciuto in Nuova Zelanda a questo punto, perché non gli è rimasto molto altro.

Io comincio a chiedermi se la Raducanu non sia un UFO, un oggetto volante (sui campi da tennis e neppur tanto) non identificato. Ha preso 6-3 6-3 dalla Garcia e dal settembre scorso di quello straordinario US Open – straordinario per lei come per la Fernandez – non ci stati altri momenti di gloria, né per lei né per l’altra ragazza. Un doppio mistero davvero inesplicabile. Sono giovani, dicono tutti, abbiate pazienza.

E noi che ce l’abbiamo con i ripetuti infortuni di Berettini e Sinner, la pazienza abbiamo imparato a coltivarla. Mi sa proprio che dovranno coltivarla anche tutti coloro che pensavano imminente il cambio della guardia solo perché né Djokovic né Nadal sarebbero stati testa di serie n.1 e n.2 in questo torneo se Medvedev e Zverev fossero stati qui.

Io, anche se è dannatamente presto per sbilanciarsi perchè non si è neppure concluso il secondo turno, non riesco francamente a immaginare per questo Wimbledon in tono minore una finale diversa da un Djokovic-Nadal alle prese con la sessantesima sfida, con Nole che cerca di avvicinare i 22 Slam di Rafa e Rafa che vorrebbe raggiungere i 23 (di Serena Williams…ma lui non è superstizioso) e a New York lo Slam.

Se Rafa dice che lui al record degli Slam non ci pensa e non ci tiene, non credeteci. Ci tiene eccome, ma bleffa. Sarebbe anormale che non ci tenesse. Tutti gli sportivi, tutti i campioni, tengono ai record. I record fanno la storia. Rafa ha vinto 14 Roland Garros e sa bene che cosa significa. Facesse il Grande Slam, sfuggito per una partita all’US Open a Djokovic, e si portasse a 24 Slam, figuratevi un po’ che Rafa non ci tenga.


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Ma nella metà sotto gli avversari più temibili, Cilic e Aliassime, non ci sono più. Tsitsipas deve ancora provare di essere forte sull’erba. Un po’ come nella metà sopra Alcaraz. Infatti sia l’uno sia l’altro hanno sofferto al primo turno. Nel secondo Alcaraz ha giocato meglio, ma Greekspor non poteva impensierirlo.

Da chi può perdere Djokovic? Io non riesco a individuare un nome e un cognome. Forse, battuti Kecmanovic nel prossimo derby e uno fra Basilashvili e Van Rijthoven in quello dopo, dal quartetto Sinner-Isner (non è un’anagramma) Otte-Alcaraz, soltanto un Isner che gli servisse 70 aces potrebbe fargli paura. Impossibile? Beh, Isner ne ha serviti 54 al primo turno con Couacaud e 36 con Murray, dal quale aveva perso 8 volte su 8.  Ma stavolta, sebbene un tifoso avesse gridato “Com’on Andy he is older than you!”, perché in effetti il lungo John è due anni più anziano, ma non ha un’anca di metallo. Chissà se rivedremo Andy qua fra un anno. Ma è una domanda che potremmo porci anche per Rafa…

Ma, come accennato sopra, se Djokovic arriva in semifinale l’avversario più forte che può trovare è Norrie. Per questo lo vedo già in finale. Con Nadal. Il quale però forse con Fritz o Cressy (che mi piace molto come gioca su questi campi) potrebbe soffrire più che con Tsitsipas.

Intanto, mentre Elisabetta Cocciaretto non è andata oltre un doppio 6-4 con la Begu, e le nostre donne ce le siamo giocate tutte, Jannik Sinner ha colto la sua seconda vittoria erbosa. In 4 set su Mikael Ymer. Poteva vincere in 3. Avanti due set ha avuto una pausa nel terzo, che pure conduceva con un break di vantaggio, si è fatto riprendere sul 3 pari, ha mancato tante pallebreak… A fine match, dopo il quarto vinto 6-2, si sono contate 19 pallebreak, di cui appena 6 trasformate. Ma il dato forse più interessante è stato vederlo andare a rete 52 volte per fare 38 punti, giocando anche qualche pregevole volee. Certo 4 ace non sono molti, soprattutto se si pensa che Alcaraz ne ha fatti 39 in due partite fra Struff e Griekspoor.  

Io avevo posto ai lettori un quesito nell’editoriale di ieri: per Sinner meglio affrontare Isner o Murray? Ma non avevo espresso il mio parere. Lo faccio oggi. Sapendo che Jannik aveva perso un match su 2 con entrambi (ma anche che quello vinto in Coppa Davis a Torino con Isner è forse quello che conta di meno). Beh, io credo che sull’erba avrebbe sofferto di più i palleggi con Murray che lo aveva messo in difficoltà anche su superfici meno care allo scozzese dell’erba. Mentre sui servizi di Isner, che certamente di ace ne farà tanti, Jannik saprà rispondere quel tanto che basta per fargli qualche break. La risposta è forse il miglior colpo di Jannik…

Oggi intanto seguiremo, nel primissimo pomeriggio, Lorenzo Sonego contro il piccolo francese Hugo Gaston che sull’erba si vedrà parzialmente spuntata l’arma più letale, la sua smorzata (qui le quote del giorno). Lorenzo dovrà attaccarlo a tutto spiano per spuntargliela ancora di più. Lorenzo e Jannik, Jannik e Lorenzo, ci sono rimasti solo loro due. Non è granchè e non sembrano granchè neppure le loro prospettive. Se Sonego vincesse avrebbe poi Nadal. Se vincesse Sinner gli toccherebbe Alcaraz.

Sono saltate fin qui 23 teste di serie, 14 donne e 9 uomini. Le più alte la n.2 Kontaveit e la n.3 Ruud. Eppure non sono grandi sorprese.

primo turno
Uomini – sei
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne – dieci
7 Collins (Bouzkova)
9 Muguruza (Minnen)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)

31 Kanepi (Parry)

secondo turno
Uomini (tre, nove in tutto)
3 Ruud (Humbert)
15 Opelka (van Rijthoven)
31 Baez (Goffin)
Donne  quattro, quattordici in tutto
2 Kontaveit (Niemeier)
10 Raducanu (Garcia)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

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