Stepanek-Kvitova: è finita

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Stepanek-Kvitova: è finita

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TENNIS – Lo avrebbe detto Petra Kvitova ai media cechi. I due avevano ufficializzato il loro fidanzamento a giugno scorso.
Pare che sia finita tra Radek Stepanek e Petra Kvitova. Lo riportano vari media cechi, tra cui il sito di Nova Sport, citando come fonte la stessa Kvitova. Petra ha spiegato che era diventato molto difficile coniugare la loro relazione con le rispettive carriere. La notizia arriva in maniera un po’ inaspettata dato che Radek, non più tardi di tre settimane fa, aveva detto che con Petra andava tutto bene. I due avevano cominciato a frequentarsi dopo il divorzio di Stepanek e Nicole Vaidisova e a giugno, durante il torneo di Wimbledon, avevano ufficializzato il loro fidanzamento.

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Australian Open 2022, Sinner: “Allenato da McEnroe? Sì, è una leggenda, vediamo” [VIDEO]

John McEnroe aveva dichiarato ad Eurosport: ”Sinner cerca un Super Coach? Disponibile ad allenarlo part-time”. La risposta di Sinner

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John McEnroe a Wimbledon nel 1980

Si scrive un terzo capitolo della vicenda che riguarda la misteriosa figura che andrà a completare lo staff di Jannik Sinner. Dopo che nella conferenza stampa, post secondo round, Jannik si era lasciato scappare: “Allargherò il mio team con un’altra persona, ma per ora non posso svelare il nome”; erano partite le congetture più fantasiose su chi fosse questo ex grande giocatore o giocatrice che si celasse dietro l’enigma. Ipotesi che andavano da Maria Sharapova (allenata da Piatti) a Ivan Lendl. La più fattibile, però, è sembrata quella ricostruita da Stefano Semeraro su “La Stampa”, che facendo riferimento ad una diretta Facebook di un paio di anni fa, in cui Piatti aveva detto: ”Ho mandato un messaggio a John in cui gli dicevo che fra un anno avrò bisogno di lui” aveva sostenuto, appunto, che la figura misteriosa fosse John McEnroe. Ed ecco arrivare il secondo capitolo, il campione sette volte vincitore Slam (in singolare) ieri aveva dichiarato durante il Cube di Eurosport:” Sono disponibile ad un lavoro part time per aiutare Jannik Sinner a diventare un grande giocatore. Ho detto a Riccardo Piatti che se volesse il mio aiuto, per formare questo splendido giocatore italiano, per migliorarlo e aiutarlo a crescere, sarei ben felice”. Di fatto, McEnroe si è candidato pubblicamente a collaborare part-time con l’altoatesino. Il fatto, però, che lo stesso campione statunitense si sia proposto fa pensare che possa non essere lui il Super Coach, pronto ad aiutare Sinner nell’ultimo e decisivo step verso l’élite del tennis mondiale. Anche se, ecco che arriviamo al terzo capitolo di questo giallo, oggi il n.2 d’Italia si è così espresso ai microfoni di Eurosport Italia, intervistato in esclusiva da Matteo Zorzoli.

D: Ti piacerebbe essere allenato da McEnroe?

 

R: “Sì, quando parla John, sappiamo tutti che è una leggenda e quindi si…Vediamo poi cosa esce”.

Quindi c’è stata un’apertura sia da parte di John che da parte di Jannik. Vedremo se questa collaborazione avverrà realmente. Come si suol dire “se son rose fioriranno.” Nel mentre che aspettiamo un nuovo e probabilmente definitivo capitolo a conclusione della storia, con la rivelazione del mistero; Jannik è pronto a battagliare contro Demon e noi non vediamo l’ora di gustarcelo.

Articolo a cura di Cipriano Colonna

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Australian Open, Swiatek agli ottavi. Troverà Cirstea [VIDEO]

Iga vince la sfida con Kasatkina: è la favorita di quel quarto di tabellone? Out Pavlyuchenkova

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Iga Swiatek all'Australian Open 2022 (Credits: @AustralianOpen on Twitter)

[7] I. Swiatek b. [25] D. Kasatkina 6-2 6-3

Prosegue spedito il cammino di Iga Swiatek all’Australian Open 2022: battendo Daria Kasatkina in 95 minuti, la vincitrice del Roland Garros 2020 ha allungato la sua striscia di ottavi Slam consecutivi a sei (unica nel WTA Tour) e ha raggiunto la seconda settimana dello Slam senza perdere set (come lei Barty, Azarenka, Halep, Sakkari e Mertens); con una Sabalenka sottotono, la polacca potrebbe essere considerata la favorita per raggiungere la semifinale. Troppo fallosa la russa, che ha commesso 37 non forzati a fronte di soli 13 vincenti e non è mai stata in grado di vincere punti rapidi (42-29 Swiatek sotto i cinque colpi).

In un match fra due delle giocatrici più dotati del pianeta a livello prestidigitativo, Swiatek è stata la prima ad andare in sofferenza concedendo una palla break nel terzo gioco quando ha letto in ritardo un rovescio lungolinea della rivale, che però ha sbagliato un rovescio in manovra. Iga ne ha quindi salvata un’altra (bel dritto in diagonale di Kasatkina al termine di un scambio prolungato) con un ace al centro, e nel laborioso game successivo ha piazzato l’allungo alla terza opportunità, mettendo pressione all’avversaria con due rovesci lungolinea fino ad indurla all’errore. Kasatkina ha avuto due chance per rientrare nel set sul 2-4, ma prima non è riuscita a far partire lo scambio e poi ha messo lungo un rovescio non impossibile, finendo per essere di nuovo breakkata per il 6-2.

 

Le opportunità hanno continuato a fioccare anche nel secondo set, con le due sempre poco incisive con la prima. Ciascuno dei primi sei game ha infatti visto almeno una palla break: la prima a sfruttarne è stata nuovamente Swiatek (un leit motif dell’incontro, visto che Iga ne ha salvate otto su nove e Daria solo quattro su otto), che dopo essersi salvata con una micidiale combinazione sventaglio-bimane lungolinea-dritto vincente è passata nel secondo game con una fantastica risposta di dritto in allungo.

Kasatkina è riuscita infine a strapparle la battuta, pareggiando sul 2-2, ma nel quinto game, pur trovando delle belle soluzioni dal fondo, è stata rimbalzata due volte, prima da un servizio vincente e poi da un suo errore di dritto in corsa. La sua partita si è sostanzialmente conclusa lì, perché Swiatek ha allungato nel game successivo con una meravigliosa smorzata semi-bimane e un braccio di ferro vinto sulla diagonale di destra, senza più darle la possibilità di rientrare.

S. Cirstea b. [10] A. Pavlyuchenkova 6-3 2-6 6-2

La sua prossima avversaria sarà Sorana Cirstea, che ha eliminato un po’ a sorpresa Anastasia Pavlyuchenkova, per la verità non troppo brillante dalla finale raggiunta lo scorso giugno al Roland Garros, in un’ora e 4. Anche oggi la tennista russa è stata particolarmente fallosa, chiudendo l’incontro con 31 non forzati contro i 17 dell’avversaria, che pure non è certamente una prudente.

Nel primo set, nonostante posseggano servizi tra i più veloci del circuito WTA, le due hanno fatto fatica a difendere i rispettivi turni: cinque dei primi sei game si sono conclusi con un break. La differenza l’ha quindi fatta l’unico tenuto da Cirstea, che una volta salita 4-2 ha vinto otto punti su nove al servizio e chiuso il set – 12 unforced per Pavlyuchenkova contro i 4 della rivale il dato più saliente.

Nel secondo Anastasia ha improvvisamente aggiustato l’alzo: salvata una palla break in apertura, è rapidamente salita 3-0, mettendo a segno dieci vincenti contro i tre di Cirstea e dominando gli scambi brevi per 19-9. Quella ritrovata verve è però andata così com’era venuta, e nel terzo la russa ha completamente smarrito il suo gioco, innervosendosi sempre di più e finendo per commettere 13 errori a fronte di soli 4 vincenti. Cirstea ha dominato i propri turni (solo cinque punti persi e addirittura 8/10 con la seconda), breakkando in apertura e allungando definitivamente fino al 5-1.


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Australian Open, un ritrovato Cilic sorprende Rublev. Sinner se la vedrà con De Minaur

Il croato gioca un grandissimo match contro Rublev, mentre l’idolo di casa passa agevolmente in tre set su Andujar

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Marin Cilic all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Si chiude il quadro del terzo turno maschile dell’Australian Open 2022. Gli ultimi giocatori ad ottenere il pass per gli ottavi di finale sono un ritrovato Marin Cilic e Alex de Minaur, al suo miglior piazzamento a Melbourne Park.

[27] M. Cilic b. [5] A. Rublev 7-5 7-6(3) 3-6 6-3

Guess who’s back, back again“, cantava Eminem in ‘Without me’. Il rapper statunitense non si riferiva certamente a Marin Cilic, ma le sue strofe calzano a pennello per inquadrare ciò che è successo sulla MCA. Il croato è tornato. Lui che forse non giocava così bene da quel magico 2018 in cui aveva centrato la finale proprio a Melbourne Park e raggiunto il best ranking alla terza posizione in classifica.

 

Fin dai primi scambi Marin è apparso molto aggressivo e quasi ingiocabile sul proprio servizio. Il dritto del croato viaggiava alla grande già nel primo set e Rublev non riusciva a trovare contromisure, vedendo sfilare via in un attimo le fulminanti risposte dell’avversario. La differenza nella prima frazione l’ha fatta il break ottenuto da Cilic nel dodicesimo gioco e i 19 vincenti del croato. Nel secondo parziale Marin continuava a spingere e Andrey si difendeva e controbatteva. Le percentuali alla battuta sono rimaste alte per entrambi e si è arrivati all’inevitabile tie-break con soli cinque punti persi al servizio da tutti e due i giocatori. La padronanza del campo di Cilic si è sintetizzata nel gioco decisivo, vinto 7-3.

Ma c’è un motivo se Adriano Panatta definisce il tennis come uno sport “inventato dal diavolo“. É difficile vedere un lottatore come Rublev così sconsolato come apparso nei primi giochi del terzo set, e lo stesso body language del N.6 al mondo dava l’impressione che fosse ormai spacciato. Sull’1-3 e servizio, il russo ha concesso anche una palla-break che aveva proprio le sembianze di un match point. Da quel momento in poi è cambiato tutto. Ritrovatosi con le spalle al muro, il ventiquattrenne di Mosca è stato bravo a non uscire definitivamente dalla partita e Cilic, forse destabilizzato dall’occasione persa, ha iniziato a perdere campo. Più Rublev saliva di livello, più Marin diventava falloso e impreciso con il dritto, finendo per non conquistare nessuno dei successivi cinque game e andando a perdere un set che sembrava chiuso.

Il quarto set si è aperto con una grande incognita: quale aspetto mentale sarebbe prevalso? Se da un lato Rublev aveva i favori della ritrovata sicurezza psicologica, dall’altro Cilic aveva bisogno di una reazione. E così è stato. Toilet break, idee riordinate e si torna in campo. Il gigante croato, ritrovata la precisione delle prime due frazioni, è tornato a giocare con la stessa aggressività vista in precedenza. E soprattutto con la stessa precisione. Break decisivo nel quarto gioco, con cui Marin ha rimesso la testa avanti nella partita. Con l’ace N.24 del match Cilic ha chiuso i giochi, lasciandosi andare ad un urlo carico di gioia e liberazione.

Il N. 27 del ranking, che batte per la prima volta Rublev al quinto tentativo, ritrova così gli ottavi di finale di uno Slam dopo due anni, sempre dall’Australian Open nel 2020. Al quarto turno ci sarà un altro avversario molto ostico: Felix Auger-Aliassime, che nella prima mattinata italiana ha battuto nettamente Daniel Evans.

[32] A. de Minaur b. P. Andujar 6-4 6-4 6-2

Due ore e sette minuti. Tanto è bastato ad Alex De Minaur per vincere il proprio incontro su Pablo Andurjar sotto gli occhi di una Rod Laver Arena come al solito tutta per lui e dello stesso campione australiano a cui è intitolato lo stadio. Match praticamente sempre in controllo per il N.42 del mondo, che ha dovuto fronteggiare un unico sussulto da parte dello spagnolo subendo il contro-break in apertura di partita.

Da lì in poi è stato un monologo di De Minaur, che infatti non ha concesso nessun’altra palla break per il resto della gara. Il terzo set è stato emblematico in questo senso, sia dal punto di vista del gioco che delle statistiche: 89% di punti vinti con la prima, 80% con la seconda per Alex e 16 errori non forzati commessi dallo spagnolo N.83 del ranking.

Prima volta agli ottavi per de Minaur, che affronterà adesso Jannik Sinner. L’azzurro, vincitore oggi su Taro Daniel, ha vinto entrambi gli scontri precedenti tra i due e proverà a vendicare Lorenzo Musetti, battuto al primo turno dall’australiano. “Lui è un gran giocatore“, ha detto de Minaur su Sinner a fine partita, “ma io non vedo l’ora di avere un’altra opportunità per giocare di fronte questo grande pubblico. Sto vivendo il mio sogno“.


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