WTA Madrid: Kvitova rischia, bene Sharapova e Serena

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WTA Madrid: Kvitova rischia, bene Sharapova e Serena

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TENNIS WTA MADRID – Esordio facile per Ana Ivanovic e Maria Sharapova, entrambe avanzano al secondo turno in due set. Rischia invece Petra Kvitova, costretta a lottare per due ore e mezza contro Sorana Cirstea, 6-1 5-7 7-6(4). Serena dà una severa lezione a Bencic: 6-2 6-1 in meno di un’ora.

[1] S. Williams b. B. Bencic 6-2 6-1

 

C’è poco da raccontare per il ritorno di Serena dopo la pausa presa dalla numero 1 del mondo dopo Charleston (“Sono esausta” disse in conferenza stampa dopo aver perso all’esordio). Fino al 3-2 c’è stata partita e sembrava che Serena Williams – che ha vinto cinque degli ultimi sei Premier Mandatory a cui ha partecipato – potesse avere delle difficoltà di fronte alla freschezza e all’entusiasmo di Belinda Bencic, diciassette anni appena compiuti e un ingresso in top-100 a inizio 2014. Ma quando Williams è tornata in vantaggo di un break la partita della svizzera è finita in maniera fin troppo brusca.

È Bencic a dover annullare la prima palla break ma la piccola Hingis (quella vera era seduta sugli spalti) riesce ad annullarla e a procurarsene due nel game successivo. Serena sale comunque 2-1 e dà la prima spallata sul 3-1. La statunitense fallisce uno schiaffo al volo sul 40-15 e rimette in partita Bencic, che prende coraggio e col rovescio fa 3-2. Ci si prepara ad un match con qualche spunto tecnico, invece la partita finisce. Serena mette quattro risposte una più aggressiva dell’altra e scava un gap che diventa prima fossa e poi un baratro. Bencic, frastornata dalla dimostrazione di forza, non può far altro che assistere all’esecuzione.

Il resto del match si può raccontare solo con i numeri. Serena sale 6-2 3-0 con una striscia di 12 punti a 0 nel secondo set (21 consecutivi, considerati gli ultimi 9 del primo). Nei primi due turni di servizio Serena mette sette ace e una prima vincente, impedendo a Bencic di giocare. La svizzera è talmente confusa che sbaglia lato del servizio ma la ragazza ha tigna e farà strada. Sul 5-0 arriva il game della bandiera e non è un regalo di Serena: Belinda le prova tutte, annulla pure un match point e allunga di un game la partita. Poco dopo Serena chiude con l’ace ma Bencic non si deve abbattere: colleghe ben più esperte di lei hanno subìto stese molto simili a quella di oggi, ma senza lottare.

[11] Ivanovic b. Keys 6-1 7-6(4) (Luca De Gaspari)

Esordio vincente per Ana Ivanovic nel WTA Premier Mandatory di Madrid. La serba testa di serie N.11 in Spagna ha aperto questa mattina il programma sul Campo Centrale battendo la giovane americana Madison Keys col punteggio di 6-1 7-6 in un’ora e 12 minuti.

Un match a due facce in cui nel primo set non c’è stata assolutamente storia: La Ivanovic ha infilato una serie di 5 giochi consecutivi dall 1-1 e il set e a fine set il conto dei punti totali segnava 26 punti a 13 per la serba. La Keys, che aveva iniziato bene infilando 5 colpi vincenti nei primi 3 giochi, ha cominciato a sbagliare troppo per poter fare partita contro una giocatrice del livello della Ivanovic, avanti a lei in classifica mondiale di 32 posti.

Nel secondo set la musica cambia completamente: se il break della Ivanovic nel terzo gioco del parziale, faceva presagire una fine rapida della contesa, l’americana non era disposta a cedere senza lottare: trova quindi il controbreak immediato che la fa entrare finalmente in partita. Da lì in poi il match prende una piega “maschile” con il servizio a farla da padrone. Nessuna delle due giocatrici concede palle break fino al logico tie-break decisivo.

Nel Tie-Break esce meglio dai blocchi andando in vantaggio per 2-0 e poi per 3-1 su una palla contestata dalla Ivanovic che però reagisce infilando 5 punti consecutivi per poi chiudere al secondo match point.

Le statistiche a fine match sono tutt’altro che straordinarie, la Ivanovic chiude con un onesto bilancio di 13/18 tra vincenti ed errori. La Keys, che ha dimostrato di non essere propriamente una giocatrice da terra battuta, ha chiuso con il doppio degli errori rispetto alla sua avversaria a fronte di appena 3 colpi vincenti in più.

Per la Ivanovic al secondo turno ci sarà un derby serbo contro Bojana Jovanovski che ieri ha battuto al primo turno la nostra Karin Knapp.

[5] Kvitova b. Cirstea 6-1 5-7 7-6(4) (Francesca Moscatelli)

L’inizio al Mutua Madrid Open non è dei più facili per Petra Kvitova, che dopo un primo set dominato si trova a faticare e non poco nel secondo, per poi chiudere al tie-break del terzo.

Due palle break fronteggiate in tutto il primo set, una proprio nel primo game, ma subito annullata grazie alla profondità e velocità di palla tipiche della ceca. Nel game successivo Petra si porta subito avanti nel punteggio, complice un rovescio incrociato fulminante che le porta due palle break, la seconda realizzata martellando da fondo, con Cirstea impossibilitata a contenere i colpi della propria avversaria. La rumena cercherà tuttavia di non perdere campo, tentando di tenersi vicina alla riga di fondo, soprattutto in risposta. Poco valgono gli sforzi di Sorana che nel quarto gioco perde di nuovo il servizio consentendo a Kvitova di issarsi 4-0 in 15 minuti. Cirstea però non demorde e nel game successivo si procura la palla del contro-break, grazie ad una risposta di rovescio ben piazzata, si va ai vantaggi e un dritto inside-out le permetterà di accorciare le distanze: 4-1. Il sesto gioco, sul servizio della rumena, è il più lottato del set: Kvitova si fa sempre più aggressiva in risposta, procurandosi una prima palla break sul 40-40, Cirstea, però, non ha alcuna intenzione di lasciar andare il game, lottando fino a riportarsi in vantaggio. Una risposta vincente di Petra e siamo di nuovo sul 40-40, lungolinea fulminante di dritto, 40-A, poi di nuovo parità, un doppio fallo, 40-A, Cirstea trova un ottimo angolo di dritto da metà campo a uscire, 40-40, due ottime risposte e Kvitova sale 5-1. Il game successivo è quasi una formalità per la ceca, che chiude il parziale sul proprio servizio: 6-1.

Nel primo game del secondo parziale Cirstea si trova sotto 30-40, ma la ceca spreca la palla break buttando fuori un rovescio, poco male, sarà la rumena a consegnarle il game con il quarto doppio fallo. Il game successivo è in qualche modo cruciale per l’esito del set, Sorana, sotto di un set e di un break, prova a fare gioco ad ogni costo, cercando di tenere i piedi in campo e muovendo Kvitova il più possibile, in un attimo si procura tre palle break e non spreca la propria occasione, riportando il punteggio in parità: 1-1. Dal doppio fallo la rumena vincerà 8 punti consecutivi per poi conquistare un ulteriore break e un totale di 4 game, conducendo il parziale 4-1, sino al ritorno in partita di Petra. Nel settimo gioco, complice un ulteriore doppio fallo di Cirstea, Kvitova riesce a piazzare il break che la riporta in partita, inanellando a sua volta una striscia di quattro game consecutivi che la portano a servire per il match. Niente da fare però, Cirstea non ha alcuna intenzione di lasciar andare il match, non dopo aver dimostrato a se stessa di poter fare gioco, riuscendo quindi a strappare nuovamente il servizio alla ceca a seguito di un game lungo 12 punti. Un altro break a zero nel dodicesimo gioco e Cirstea chiude il parziale 7-5.

Nel terzo set regna l’equilibrio, inizialmente Cirstea sembra avere le redini del gioco, portandosi avanti 2-0, ma Kvitova recupera il break di svantaggio già nel terzo game, dando inizio ad una strenua lotta sui servizi, specialmente per la rumena, che più di una volta è costretta a fare gli straordinari per arginare l’aggressività dell’avversaria in risposta. Non mancano nemmeno le chiamate contestate, per due volte Cirstea chiede l’intervento del giudice di sedia, senza però ottenere nulla, tanto più che Kvitova non si fa distrarre e piazza un ace per chiudere l’ottavo gioco a zero. Cirstea si mantiene impeccabile sui propri turni di servizio e Kvitova non è da meno, sempre più aggressiva, tanto da scendere anche a rete. Si arriva sul 6 pari e non può che essere il tie break a decidere il match, il cui esito è sempre sembrato dipendere dalla capacità della ceca di concentrarsi nei momenti cruciali. La prima a servire è Cirstea che subito si trova sotto di un mini-break, poi 0-3; la rumena però non intende arrendersi e lottando da fondo campo riesce a portarsi avanti 4-3, complice un errore di rovescio della ceca. Da qui in poi Petra, deciso che era arrivato il momento di chiudere un incontro rivelatosi più insidioso delle aspettative, metterà a segno quattro punti consecutivi, chiudendo tie-break e match 6-1 5-7 7-6(4) in quasi due ore e mezza esatte.

[8]Sharapova b. Koukalova 6-1 6-2 (Luca De Gaspari)

Una passeggiata di salute il match d’esordio di Maria Sharapova a Madrid. La russa recente vincitrice a Stoccarda, ha dominato la ceca  Klara Koukalova lasciandole appena 3 giochi in poco più di un’ora.

La Sharapova è apparsa ben centrata fin da subito infilando 5 giochi consecutivi per iniziare il match in poco più di 20 minuti prima di chiudere per 6-1 approfittando dei 13 errori gratuiti della sua avversaria nel parziale.

Il secondo set è un po’ più vario solo perché anche la Sharapova fa fatica a tenere il servizio, cedendolo 2 volte nel parziale. La Koukalova però riesce a fare molto peggio ottenendo appena 4 punti al servizio su 20 nel set. A fine partita la ceca avrà ottenuto appena il 22% dei punti giocati sulla seconda palla.

La Sharapova conferma dunque la ritrovata forma con l’arrivo sul rosso e affronterà al secondo turno l’americana Christina McHale che ieri ha battuto la sua connazionale Davis al primo turno.

Risultati primo turno:
[8] Maria Sharapova b. Klara Koukalova 6-1  6-2
Francesca Schiavone b. Elena Vesnina 6-4  6-7(3)  6-4
Roberta Vinci b. Daniela Hantuchova 6-4  6-4
[11] Ana Ivanovic b. Madison Keys 6-1  7-6(4)
Maria Kirilenko b. [Q] Kristina Mladenovic 6-4  7-5
[16] Sloane Stephens b. [Q] Monica Niculescu 2-6  6-3  6-2
Jie Zheng b. [Q] Mariana Duque-Marino 7-6(5)  6-2
[Q] Petra Cetkovska b. Stefanie Voegele 6-1  6-3
Lucie Safarova b. [12] Flavia Pennetta 1-6  6-0  6-3
[5] Petra Kvitova b. Sorana Cirstea 6-1  5-7  7-6(4)
Varvara Lepchenko b. [WC] Anabel Medina Garrigues 6-4  4-6  6-4
Shuai Peng (CHN) b. Kurumi Nara (JPN) 6-2  6-3
[1] Serena Williams b. [Q] Belinda Bencic 6-2  6-1

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WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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WTA

Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA

WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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