WTA Madrid: Kvitova rischia, bene Sharapova e Serena

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WTA Madrid: Kvitova rischia, bene Sharapova e Serena

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TENNIS WTA MADRID – Esordio facile per Ana Ivanovic e Maria Sharapova, entrambe avanzano al secondo turno in due set. Rischia invece Petra Kvitova, costretta a lottare per due ore e mezza contro Sorana Cirstea, 6-1 5-7 7-6(4). Serena dà una severa lezione a Bencic: 6-2 6-1 in meno di un’ora.

[1] S. Williams b. B. Bencic 6-2 6-1

 

C’è poco da raccontare per il ritorno di Serena dopo la pausa presa dalla numero 1 del mondo dopo Charleston (“Sono esausta” disse in conferenza stampa dopo aver perso all’esordio). Fino al 3-2 c’è stata partita e sembrava che Serena Williams – che ha vinto cinque degli ultimi sei Premier Mandatory a cui ha partecipato – potesse avere delle difficoltà di fronte alla freschezza e all’entusiasmo di Belinda Bencic, diciassette anni appena compiuti e un ingresso in top-100 a inizio 2014. Ma quando Williams è tornata in vantaggo di un break la partita della svizzera è finita in maniera fin troppo brusca.

È Bencic a dover annullare la prima palla break ma la piccola Hingis (quella vera era seduta sugli spalti) riesce ad annullarla e a procurarsene due nel game successivo. Serena sale comunque 2-1 e dà la prima spallata sul 3-1. La statunitense fallisce uno schiaffo al volo sul 40-15 e rimette in partita Bencic, che prende coraggio e col rovescio fa 3-2. Ci si prepara ad un match con qualche spunto tecnico, invece la partita finisce. Serena mette quattro risposte una più aggressiva dell’altra e scava un gap che diventa prima fossa e poi un baratro. Bencic, frastornata dalla dimostrazione di forza, non può far altro che assistere all’esecuzione.

Il resto del match si può raccontare solo con i numeri. Serena sale 6-2 3-0 con una striscia di 12 punti a 0 nel secondo set (21 consecutivi, considerati gli ultimi 9 del primo). Nei primi due turni di servizio Serena mette sette ace e una prima vincente, impedendo a Bencic di giocare. La svizzera è talmente confusa che sbaglia lato del servizio ma la ragazza ha tigna e farà strada. Sul 5-0 arriva il game della bandiera e non è un regalo di Serena: Belinda le prova tutte, annulla pure un match point e allunga di un game la partita. Poco dopo Serena chiude con l’ace ma Bencic non si deve abbattere: colleghe ben più esperte di lei hanno subìto stese molto simili a quella di oggi, ma senza lottare.

[11] Ivanovic b. Keys 6-1 7-6(4) (Luca De Gaspari)

Esordio vincente per Ana Ivanovic nel WTA Premier Mandatory di Madrid. La serba testa di serie N.11 in Spagna ha aperto questa mattina il programma sul Campo Centrale battendo la giovane americana Madison Keys col punteggio di 6-1 7-6 in un’ora e 12 minuti.

Un match a due facce in cui nel primo set non c’è stata assolutamente storia: La Ivanovic ha infilato una serie di 5 giochi consecutivi dall 1-1 e il set e a fine set il conto dei punti totali segnava 26 punti a 13 per la serba. La Keys, che aveva iniziato bene infilando 5 colpi vincenti nei primi 3 giochi, ha cominciato a sbagliare troppo per poter fare partita contro una giocatrice del livello della Ivanovic, avanti a lei in classifica mondiale di 32 posti.

Nel secondo set la musica cambia completamente: se il break della Ivanovic nel terzo gioco del parziale, faceva presagire una fine rapida della contesa, l’americana non era disposta a cedere senza lottare: trova quindi il controbreak immediato che la fa entrare finalmente in partita. Da lì in poi il match prende una piega “maschile” con il servizio a farla da padrone. Nessuna delle due giocatrici concede palle break fino al logico tie-break decisivo.

Nel Tie-Break esce meglio dai blocchi andando in vantaggio per 2-0 e poi per 3-1 su una palla contestata dalla Ivanovic che però reagisce infilando 5 punti consecutivi per poi chiudere al secondo match point.

Le statistiche a fine match sono tutt’altro che straordinarie, la Ivanovic chiude con un onesto bilancio di 13/18 tra vincenti ed errori. La Keys, che ha dimostrato di non essere propriamente una giocatrice da terra battuta, ha chiuso con il doppio degli errori rispetto alla sua avversaria a fronte di appena 3 colpi vincenti in più.

Per la Ivanovic al secondo turno ci sarà un derby serbo contro Bojana Jovanovski che ieri ha battuto al primo turno la nostra Karin Knapp.

[5] Kvitova b. Cirstea 6-1 5-7 7-6(4) (Francesca Moscatelli)

L’inizio al Mutua Madrid Open non è dei più facili per Petra Kvitova, che dopo un primo set dominato si trova a faticare e non poco nel secondo, per poi chiudere al tie-break del terzo.

Due palle break fronteggiate in tutto il primo set, una proprio nel primo game, ma subito annullata grazie alla profondità e velocità di palla tipiche della ceca. Nel game successivo Petra si porta subito avanti nel punteggio, complice un rovescio incrociato fulminante che le porta due palle break, la seconda realizzata martellando da fondo, con Cirstea impossibilitata a contenere i colpi della propria avversaria. La rumena cercherà tuttavia di non perdere campo, tentando di tenersi vicina alla riga di fondo, soprattutto in risposta. Poco valgono gli sforzi di Sorana che nel quarto gioco perde di nuovo il servizio consentendo a Kvitova di issarsi 4-0 in 15 minuti. Cirstea però non demorde e nel game successivo si procura la palla del contro-break, grazie ad una risposta di rovescio ben piazzata, si va ai vantaggi e un dritto inside-out le permetterà di accorciare le distanze: 4-1. Il sesto gioco, sul servizio della rumena, è il più lottato del set: Kvitova si fa sempre più aggressiva in risposta, procurandosi una prima palla break sul 40-40, Cirstea, però, non ha alcuna intenzione di lasciar andare il game, lottando fino a riportarsi in vantaggio. Una risposta vincente di Petra e siamo di nuovo sul 40-40, lungolinea fulminante di dritto, 40-A, poi di nuovo parità, un doppio fallo, 40-A, Cirstea trova un ottimo angolo di dritto da metà campo a uscire, 40-40, due ottime risposte e Kvitova sale 5-1. Il game successivo è quasi una formalità per la ceca, che chiude il parziale sul proprio servizio: 6-1.

Nel primo game del secondo parziale Cirstea si trova sotto 30-40, ma la ceca spreca la palla break buttando fuori un rovescio, poco male, sarà la rumena a consegnarle il game con il quarto doppio fallo. Il game successivo è in qualche modo cruciale per l’esito del set, Sorana, sotto di un set e di un break, prova a fare gioco ad ogni costo, cercando di tenere i piedi in campo e muovendo Kvitova il più possibile, in un attimo si procura tre palle break e non spreca la propria occasione, riportando il punteggio in parità: 1-1. Dal doppio fallo la rumena vincerà 8 punti consecutivi per poi conquistare un ulteriore break e un totale di 4 game, conducendo il parziale 4-1, sino al ritorno in partita di Petra. Nel settimo gioco, complice un ulteriore doppio fallo di Cirstea, Kvitova riesce a piazzare il break che la riporta in partita, inanellando a sua volta una striscia di quattro game consecutivi che la portano a servire per il match. Niente da fare però, Cirstea non ha alcuna intenzione di lasciar andare il match, non dopo aver dimostrato a se stessa di poter fare gioco, riuscendo quindi a strappare nuovamente il servizio alla ceca a seguito di un game lungo 12 punti. Un altro break a zero nel dodicesimo gioco e Cirstea chiude il parziale 7-5.

Nel terzo set regna l’equilibrio, inizialmente Cirstea sembra avere le redini del gioco, portandosi avanti 2-0, ma Kvitova recupera il break di svantaggio già nel terzo game, dando inizio ad una strenua lotta sui servizi, specialmente per la rumena, che più di una volta è costretta a fare gli straordinari per arginare l’aggressività dell’avversaria in risposta. Non mancano nemmeno le chiamate contestate, per due volte Cirstea chiede l’intervento del giudice di sedia, senza però ottenere nulla, tanto più che Kvitova non si fa distrarre e piazza un ace per chiudere l’ottavo gioco a zero. Cirstea si mantiene impeccabile sui propri turni di servizio e Kvitova non è da meno, sempre più aggressiva, tanto da scendere anche a rete. Si arriva sul 6 pari e non può che essere il tie break a decidere il match, il cui esito è sempre sembrato dipendere dalla capacità della ceca di concentrarsi nei momenti cruciali. La prima a servire è Cirstea che subito si trova sotto di un mini-break, poi 0-3; la rumena però non intende arrendersi e lottando da fondo campo riesce a portarsi avanti 4-3, complice un errore di rovescio della ceca. Da qui in poi Petra, deciso che era arrivato il momento di chiudere un incontro rivelatosi più insidioso delle aspettative, metterà a segno quattro punti consecutivi, chiudendo tie-break e match 6-1 5-7 7-6(4) in quasi due ore e mezza esatte.

[8]Sharapova b. Koukalova 6-1 6-2 (Luca De Gaspari)

Una passeggiata di salute il match d’esordio di Maria Sharapova a Madrid. La russa recente vincitrice a Stoccarda, ha dominato la ceca  Klara Koukalova lasciandole appena 3 giochi in poco più di un’ora.

La Sharapova è apparsa ben centrata fin da subito infilando 5 giochi consecutivi per iniziare il match in poco più di 20 minuti prima di chiudere per 6-1 approfittando dei 13 errori gratuiti della sua avversaria nel parziale.

Il secondo set è un po’ più vario solo perché anche la Sharapova fa fatica a tenere il servizio, cedendolo 2 volte nel parziale. La Koukalova però riesce a fare molto peggio ottenendo appena 4 punti al servizio su 20 nel set. A fine partita la ceca avrà ottenuto appena il 22% dei punti giocati sulla seconda palla.

La Sharapova conferma dunque la ritrovata forma con l’arrivo sul rosso e affronterà al secondo turno l’americana Christina McHale che ieri ha battuto la sua connazionale Davis al primo turno.

Risultati primo turno:
[8] Maria Sharapova b. Klara Koukalova 6-1  6-2
Francesca Schiavone b. Elena Vesnina 6-4  6-7(3)  6-4
Roberta Vinci b. Daniela Hantuchova 6-4  6-4
[11] Ana Ivanovic b. Madison Keys 6-1  7-6(4)
Maria Kirilenko b. [Q] Kristina Mladenovic 6-4  7-5
[16] Sloane Stephens b. [Q] Monica Niculescu 2-6  6-3  6-2
Jie Zheng b. [Q] Mariana Duque-Marino 7-6(5)  6-2
[Q] Petra Cetkovska b. Stefanie Voegele 6-1  6-3
Lucie Safarova b. [12] Flavia Pennetta 1-6  6-0  6-3
[5] Petra Kvitova b. Sorana Cirstea 6-1  5-7  7-6(4)
Varvara Lepchenko b. [WC] Anabel Medina Garrigues 6-4  4-6  6-4
Shuai Peng (CHN) b. Kurumi Nara (JPN) 6-2  6-3
[1] Serena Williams b. [Q] Belinda Bencic 6-2  6-1

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WTA Indian Wells: Azarenka trema, è Badosa che alza il trofeo

A due punti dal match, Victoria Azarenka smarrisce la vittoria e permette a Paula Badosa di conquistare il primo trionfo in un WTA 1000. Per la spagnola quasi sicura anche la qualificazione alle WTA Finals

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] P. Badosa b. [27] V. Azarenka 7-6(5) 2-6 7-6(2)

È stata una splendida finale, come davvero non se ne vedevano da tanto tempo nei grandi tornei femminili. Due giocatrici con stili abbastanza simili, ma in fasi diverse delle rispettive carriere e con un’interpretazione differente del loro gioco. Victoria Azarenka aveva la possibilità di diventare la prima giocatrice a vincere il torneo per tre volte, dopo le affermazioni del 2012 e del 2016, ed è arrivata a due punti (forse uno e mezzo) da questo traguardo, ma i nervi l’hanno tradita ed ha rimesso in gara Paula Badosa che sembrava aver alzato bandiera bianca. Nel tie-break finale poi è stato quasi un monologo della spagnola fino al diritto vincente conclusivo seguito dalla caduta a terra “stile Nadal”.

Badosa è stata sicuramente nel corso del match la migliore colpitrice, ha espresso un tennis decisamente più potente rispetto ad Azarenka, ma anche più monocorde. La campionessa bielorussa almeno per tutto il primo set, ha giocato con grande attenzione colpi a parabola arcuata per mettere in difficoltà i fondamentali di spinta di Badosa, e così come è poi successo nel finale di partita, era arrivata molto vicina a trovare la chiave del match.

 

Nel combattutissimo primo set ci sono state due coppie di break, quasi omologhe: prima nel settimo e ottavo game (in entrambi i casi a “15”) e poi nell’undicesimo e dodicesimo game, quando due straordinari punti in difesa di Azarenka hanno rimediato il patatrac compiuto nel game precedente (tre errori gratuiti negli ultimi quattro punti) trascinando il set al tie-break. Qui, dopo una partenza sprint di Badosa (4-0), Azarenka ha ancora una volta rimontato fino all’aggancio sul 5-5, ma sul set point per l’avversaria si è inspiegabilmente messa a fare a pallate, dopo averlo evitato per quasi un’ora e venti minuti, prendendosi un rovescio vincente in faccia e ritrovandosi sotto di un set.

Victoria Azarenka – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

L’approccio mentale al secondo set di Azarenka, dopo aver perso un primo set così combattuto, è stato di quelli che si devono insegnare nelle scuole tennis: totalmente positiva, carica al punto giusto, tanto da entrare in campo e travolgere una Badosa che sicuramente aveva fatto calare la tensione. Vika è andata 3-0 pesante in un attimo, ha rintuzzato il tentativo di rimonta di Badosa per tornare sul 4-1, mettendo poi il sigillo al terzo set in soli 33 minuti.

Il set decisivo è stato uno dei migliori dell’anno: 72 minuti di grandi scambi ed emozioni a non finire, con Badosa che è arrivata vicinissima a perdere il bandolo della matassa facendosi rimontare sue volte un game da 40-15 e salvandone un terzo per il rotto della cuffia. Era stata la spagnola a sprintare subito 2-0, ripresa però immediatamente dalla sua avversaria sul 2-2. Sul rettilineo finale è successo di tutto: nel nono game Badosa dal 40-15 ha infilato un doppio fallo e tre errori gratuiti mandando Azarenka a servire per il match. La bielorussa, però, una volta issatasi 30-0 ha mancato un diritto piuttosto comodo per andare a tre match point inanellando una serie di quattro errori gratuiti che hanno riaperto completamente la finale.

Il tie-break finale, come detto, non ha avuto storia: Badosa era troppo più sicura nei suoi colpi da fondo campo ed è andata subito 3-0, poi 5-1 e infine 7-2.

Con questa vittoria Paula Badosa conquista il suo primo titolo WTA 1000 e sale all’11° posto della classifica WTA, ma soprattutto si qualifica (quasi) matematicamente alle WTA Finals di Guadalajara, che ora vedono il proprio campo di partecipazione già completato (Sabalenka, Krejcikova, Pliskova, Swiatek, Sakkari, Muguruza, Badosa e Jabeur, dando per scontato il forfait di Barty, già tornata in Australia).

Per Victoria Azarenka come detto sfuma la possibilità del terzo titolo a Indian Wells, deve registrare una sconfitta in un match in cui ha vinto nove punti in più dell’avversaria, un match che durando 3 ore e 4 minuti è diventato la finale del BNP Paribas Open più lunga della storia (superando di un minuto la finale 2017 tra Vesnina e Kuznetsova), ma può celebrare il ritorno tra le prime 30 approdando al n. 26.

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WTA Indian Wells: Azarenka ferma Ostapenko, in finale trova Badosa

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Victoria Azarenka - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] V. Azarenka b. [24] J. Ostapenko 3-6 6-3 7-5

Grandi emozioni, se non proprio grande spettacolo, nella prima semifinale femminile del BNP Paribas Open di Indian Wells che ha visto di fronte Victoria Azarenka e Jelena Ostapenko. Due ore e 20 minuti che per buona parte sono stati caratterizzati da una giocatrice (Ostapenko) che sparava a tutto braccio senza troppo discernimento tattico e un’altra (Azarenka) che invece cercava di resistere al bombardamente cercando di far perdere il ritmo dei colpi all’avversaria.

Per i primi 40 minuti di gioco non c’è stata molta partita: Ostapenko sembrava aver trovato il tennis dei giorni migliori e i vincenti piovevano da tutte le parti. “Ero la migliore giocatrice in campo oggi – ha detto Ostapenko dopo il match – i miei colpi erano troppo veloci per lei. Giocavo solo contro me stessa”. Poi, come spesso accade, come troppo spesso accade, l’incantesimo si è spezzato e i colpi della lettone hanno iniziato a finire fuori dalle righe. Dal 6-3 2-0 Azarenka è riuscita a rientrare in partita ribaltando il risultato nel secondo set e trascinando la partita al terzo.

 

Lì la giocatrice bielorussa ha forse commesso l’errore di non aver insistito abbastanza sul diritto di Ostapenko, che era molto in difficoltà, permettendo alla sua avversaria di ritrovare il suo gioco quanto bastava per tornare in parità sul 3-3 e giocare il match fino alla fine.

Jelena Ostapenko – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Sul 5-5 per Azarenka è stato sufficiente aspettare gli errori di Ostapenko, che puntualmente sono arrivati: quattro gratuiti consecutivi completamente senza senso dal 30-0 hanno concesso il break ad Azarenka, che ha chiuso il match al servizio non senza aver annullato tre palle del sei pari, una delle quali con uno splendido schema di palla corta seguita a rete con volée vincente. “Mi ero promessa di fare una sola palla corta, e l’ho fatta su quel punto” ha scherzato Azarenka con chi le ha chiesto di come avesse pensato a una soluzione simile.

Credo che la cosa più importante di oggi, ciò di cui sono più orgogliosa, è stato il mio spirito combattivo. Ci sono alcune cose che avrei potuto fare meglio, ma lei nel primo set ha giocato davvero bene, per cui ho cercato di trovare occasioni per rientrare nel match, combattendo su ogni palla,” ha dichiarato Azarenka alla fine.

[21] P. Badosa b. [12] O. Jabeur 6-3 6-3

L’avversaria di Vika in finale sarà Paula Badosa, alla sua prima apparizione nella finale di Indian Wells (Azarenka ne ha già disputate due, nel 2012 e nel 2016, vincendo il titolo in entrambe le occasioni) e alla sua prima esperienza nel match decisivo di un WTA 1000. In semifinale ha battuti in un match a senso unico la tunisina Ons Jabeur che con la vittoria nei quarti di finale aveva celebrato l’ingresso nella Top 10 WTA, traguardo storico per un’atleta proveniente dal mondo arabo.

Paula Badosa (sinistra) abbraccia Ons Jabeur (destra) – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Evidentemente le emozioni di questa settimana hanno giocato un brutto scherzo a Jabeur, che ha disputato un incontro estremamente sconclusionato, senza alcun filo tattico e pieno zeppo di errori gratuiti.  Solo sul 6-3, 5-2 per l’avversaria Jabeur è riuscita ad annullare tre match point facendo infiammare per un attimo il pubblico sulle tribune che era rimasto a sostenere le protagoniste fino alla fine. Ci sono voluti altri tre match point nel game successivo perché Badosa potesse sdraiarsi a terra, mani sul viso, per festeggiare incredula questo grande risultato.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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WTA Indian Wells: Jabeur realizza il sogno della Top 10

Battendo Kontaveit nei quarti di finale, Ons Jabeur irrompe nella Top 10. Affronterà Paula Badosa in semifinale

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[12] O. Jabeur b. [18] A. Kontaveit 7-5 6-3

Dopo la falsa partenza di mercoledì, quando la WTA aveva precipitosamente anticipato i tempi e aveva inviato le sue congratulazioni prima del dovuto, ora è ufficiale: da lunedì prossimo Ons Jabeur sarà nella Top 10 della classifica WTA, sarà la prima giocatrice proveniente da un Paese arabo a raggiungere questo prestigioso obiettivo.

La vittoria che ha sancito il risultato è stata quella arrivata nei quarti di finale del BNP Paribas Open contro una delle giocatrici più in forma del momento, Anett Kontaveit. Il match è stato controllato da Jabeur dall’inizio alla fine, se si eccettua quel momento nel primo set nel quale la giocatrice tunisina si è fatta riprendere dal 5-1 al 5-5. “Onestamente ho giocato una grande partita – ha detto Jabeur – è sempre difficile giocare contro Anett, mi conosce molto bene, è stato difficile eseguire le palle corte. Sono molto contenta di essere rimasta calma quando ne avevo bisogno. Alla fine è stato complicato chiudere, ma ora perché fermarsi alla semifinale? Perché non andare fino in fondo?

 

Arrivare nelle prime 10 del ranking è una di quelle tappe che tutti i giocatori professionistici sognano quando iniziano a fare questo mestiere: il primo punto, l’ingresso nei primi 100, il primo titolo, sono tutti passaggi di una carriera che rimangono indelebili nella mente di chi gira il mondo inseguendo una pallina gialla: “Non guardavo tanto il ranking prima dell’inizio del torneo, guardavo più alla race. È quasi come un sogno che si avvera, qualcosa che aspettavo da quando avevo 16 anni. Ma la Top 10 è solo l’inizio, il traguardo finale è la prima posizione mondiale. So di meritarmi la Top 10, è un po’ che gioco a questo livello, ma voglio dimostrare di meritarmi questa posizione”.

Per Ons è stato certamente più difficile che per altre giocatrici: chi cresce in Tunisia non ha il supporto di una federazione ricca, deve arrangiarsi con i propri mezzi e lavorare ancora più duro per superare quei piccoli ostacoli che gli altri giocatori magari non conoscono neppure. Viaggiare con il passaporto tunisino vuol dire dover richiedere visti su visti per qualunque posto si debba raggiungere per il prossimo torneo. E quando si è soltanto una giovane armata di racchetta e speranze non è facile ottenere quei visti. “ Chi è americano, francese o australiano ha tanti esempi di altri giocatori da seguire, tanti tennis club, tanti tornei. Sono stata messa da parte da potenziali sponsor per il Paese da cui provengo, e non è giusto. L’ho accettato, l’ho superato, e sono orgogliosa della persona che sono diventata oggi.”

Tutti, in un modo o nell’altro, hanno dovuto superare delle difficoltà nella propria carriera, non voglio dire che le mie sono state superiori a quelle di altri. Volevo farcela, volevo realizzare il mio sogno senza dipendere da uno sponsor o da qualcuno a cui magari il tennis non interessa nemmeno”.

Dopo uno US Open abbastanza deludente, terminato con la sconfitta al terzo turno per mano di Elise Mertens, Jabeur e il suo team hanno fatto una scelta coraggiosa: sono rimasti negli Stati Uniti ad allenarsi e hanno fatto una mini pre-season per preparare la fine della stagione. “Siamo lontani da casa dal torneo di Montreal – ha spiegato la tunisina – ma sono molto contenta della decisione che abbiamo preso, evitando di tornare in Europa. Fortunatamente il mio fisio è mio marito, il mio coach Issam è una persona che conosco da tantissimi anni, ci capiamo a meraviglia. Siamo tutti una sola famiglia e ci vogliamo bene. E soprattutto mi capiscono, e questa per me è la cosa più importante”.

Nel corso della stagione aveva ricevuto diverse critiche per questa sua scelta autarchica nella composizione del suo entourage. “Sono dovuta intervenire per difendere il mio team dagli attacchi, arrivati principalmente in Tunisia. Lavoriamo duro, è davvero duro essere attaccati da chi non sa tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono dietro. Non è giusto nei loro confronti, prima ancora che nei miei. E quando qualcuno attacca la mia famiglia divento molto aggressiva”.

In semifinale Jabeur affonterà Paula Badosa, che nella sessione serale ha disposto in due set di Angelique Kerber con il punteggio di 6-4, 7-5.Paula gioca davvero bene, è una giocatrice molto aggressiva. Ha raccolto vittorie molto prestigiose contro Gauff, Pliskova, è incredibile quello che ha fatto. Sarà un match molto complicato”.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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