ATP Madrid: vincono Berdych e Murray, Nadal cede un game. Ko Tsonga

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ATP Madrid: vincono Berdych e Murray, Nadal cede un game. Ko Tsonga

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TENNIS ATP MADRID –  Alla fine Murray porta a casa un match da montagne russeThomas Berdych batte un Kevin Anderson lontano dalla migliore condizione fisica. Un ottimo Ernest Gulbis supera in due set Alexandr Dolgopolov. Nadal demolisce Monaco all’esordio senza permettere all’argentino di tenere un solo turno di battuta. Fuori Tsonga che nulla ha potuto contro Santiago Giraldo.

Nadal: “La gente vuole punti lunghi, però chi comanda vuole un gioco veloce: non è sport secondo me questo”

Nadal: “E’ la miglior partita che ho giocato quest’anno sulla terra”

 

Nadal: “So che se uno lavora bene il resto viene da solo”

Nadal: “Mi spiace per il torneo. Aver perso Djokovic e Federer non è buono. Però io penso a me stesso”

A. Murray b. N. Almagro 6-1 1-6 6-4  (Cesare Novazzi)

Murray fa il suo esordio in questo 2014 sulla terra rossa, dopo un inizio di stagione avaro di successi. Dall’altra parte della rete c’è il tennista di casa, Nico Almagro, reduce da una dura sfida con Golubev al primo turno, ma in buona forma data la recente semifinale giocata a Barcellona col prestigioso scalpo di Nadal in saccoccia.

Parte lo scozzese al servizio, tenuto con autorevolezza. Almagro invece non sembra padrone dei propri colpi e sparacchia fuori un rovescio, un diritto e condisce il tutto con un doppio fallo regalando il break a Murray che si limita a colpire la palla. Nel terzo gioco Almagro mette in mostra ancora tutte le sue difficoltà non riuscendo a chiudere un punto con Murray a due metri fuori dal campo. Da segnalare otto errori in appena tre giochi per lo spagnolo. Sembrano mancare anche gli appoggi all’iberico che al cambio campo mostra la caviglia sinistra fasciata senza richiedere però il fisioterapista. Comunque, un altro break per lo scozzese vale poi il 6 a 1 finale del primo parziale. Percentuali nettamente insufficienti con la prima di servizio per i due tennisti. Dopo un pessimo primo set la sensazione che il match possa finire velocemente c’è, perché lo spagnolo parte subendo il break. Almagro recupera però il maltolto al gioco seguente e di colpo sembra recuperare freschezza iniziando a giocare più forte e preciso. Sul 2 a 1, Murray manca di profondità, e cede nuovamente il servizio. Al sesto gioco, Almagro spinge forte e con un grande recupero, tira un passante incrociato di diritto di puro istinto procurandosi tre palle break e subito dopo con una risposta aggressiva strappa nuovamente il servizio allo scozzese, chiudendo il parziale per 6 a 1 nel gioco seguente. Almagro è salito notevolmente di livello, mentre Murray ancora si limita a colpire la palla. Ciò non basta ovviamente allo scozzese che appare in apnea di fronte alle sicurezze dello spagnolo che con accelerazioni di rovescio e di diritto ottiene più volte la possibilità di strappare il servizio all’avversario anche ad inizio terzo set, senza però concretizzare. Si arriva così al 4 a 4 con Almagro che ha perso un solo punto al servizio e Murray che ha dovuto fronteggiare tre palle break: lo scozzese prima tiene il servizio a zero e poi costringe a Almagro a servire per rimanere nel match. Abbandonato dalla prima, lo spagnolo non riesce ad essere aggressivo con la seconda, lasciando il comando a Murray che non si fa trovare impreparato, chiudendo così al primo match point disponibile, aggredendo una seconda poco profonda. Pochi meriti ad Almagro che ha condotto per buona parte del match ma si è sciolto quando la tensione è salita, buona prova di Murray che anche se non presente con tutto il suo repertorio, ha dimostrato di sapere rimanere attaccato al match.

R.Nadal b. J.Monaco 6-1 6-0 (Claudio Giuliani)
Un’ovazione accoglie Rafa Nadal all’ingresso in campo sul centrale di Madrid. Cinque i precedenti fra il maiorchino e Monaco, 4-1 per Rafa, sconfitto solamente sul duro nel lontano 2007 per ritiro. Rafa necessita di confermare la vittoria per tenere lontano in classifica Djokovic ma le sue sconfitte del 2014, anche sul rosso, fanno sperare i suoi avversari molto di più rispetto al passato. E infatti l’inizio è col brivido: palla break per Monaco, annullata con un ace. Rafa tiene il servizio e lo strappa al suo avversario nel game seguente. Il gioco è lottato e confuso. Gli scambi sono lunghi e ci vogliono oltre 15 minuti per concludere due giochi. Nadal gioca corto di diritto e spesso arriva male sul rovescio. È teso, deve sciogliersi. Una mano gliela dà Monaco quando, dopo aver recuperato il break, perde il servizio sul 2 a 1, anche per via di uno sciagurato doppio fallo. Rafa allunga quindi 4 a 1 ma allunga soprattutto la traiettoria del suo diritto, strapazzando Monaco da una parte all’altra del campo e chiudendo il set per 6-1 in 41 minuti dopo avergli strappato di nuovo il servizio abbastanza facilmente. Per la cronaca: il primo warning della partita per essere andati oltre i 25 secondi (bisognerebbe farlo presente ai bookmaker inglesi per farlo quotare se già non lo fanno), se lo prende a sorpresa Monaco.

Il primo punto del secondo set è uno straordinario recupero di Rafa nel suo estremo corner sinistro in lob, Monaco arretra e Rafa chiude con lo sventaglio al colpo successivo. È una sorta di ko che di lì a poco gli consegna subito il break, con Monaco che litiga e si arrabbia con l’arbitro per una palla contestata. Velocità e traiettorie tornano quelle di un tempo e il maiorchino strappa a zero nuovamente il servizio a Monaco. Tre a zero e partita in cascina dopo un’ora di gioco. Rafa sale quattro a zero tenendo il servizio a 15, in una partita che non è più tale. Troppo arrendevole in campo Monaco che cede definitivamente poco dopo, concedendo il bagel al suo avversario: 6-0 6-1 senza riuscire a conquistare nemmeno una volta il proprio turno di servizio.

T. Berdych b. K. Anderson 6-1 6-4 (Claudio Giuliani)
Nel primo incontro della giornata non c’è praticamente partita fra Thomas Berdych e Anderson. Il tennista ceco finalmente indossa un completo da tennis che non assomiglia a una divisa da gelataio e con una prestazione onesta fa suo il match. Nel primo set Berdych scappa subito via 4 a 1 profittando dei tanti errori di Anderson con il diritto. Il numero 6 del ranking risponde bene anche alle prime del sudafricano e non ha difficoltà a strappargli nuovamente il servizio, concludendo il primo parziale per 6-1 in 26 minuti di gioco. Nel secondo parziale la musica non cambia: break in favore di Berdych nel primo gioco. Il ceco inserisce il pilota automatico e si porta sul 4 a 2, procurandosi 2 palle break che Anderson annulla per bene conquistando il game. Berdych tiene agevolmente il turno seguente e sale 5-3, procurandosi un matchpoint che Anderson annulla. Cambia poco: il ceco chiude facilmente per 6-4 poco dopo. Anderson cresciuto nel secondo parziale ma Berdych sempre in controllo. Ora per lui Dimitrov o Copil.

E. Gulbis b. A. Dolgopolov 6-3 6-4 (Claudio Giuliani)

Due fra i tennisti più coriacei del circuito si affrontano per la terza volta. Nei precedenti, entrambi sul rosso, una vittoria per parte. Inizia il match e Gulbis sembra molto centrato. Il lettone è molto più incisivo nel capitalizzare i punti conquistati con la prima palla di servizio. Dolgopolov è basso nelle percentuali con la seconda palla e quindi un break di vantaggio assegna il set a Gulbis per 6-3. Nel secondo parziale Dolgopolov cerca di variare qualcosa, alzando le traiettorie dei suoi colpi che però così perdono in pesantezza. Sul 2-2 The Dolgo annulla 3 palle break (una con una magica smorzata di diritto anomala in contropiede, arretrando su un rovescio incrociato di Gulbis) e tiene, salendo sul 3 a 2. La partita diviene spettacolare, con i due che alternano spada e fioretto da fondo campo. Alte e lente traiettorie si alternano ad anticipi mostruosi per profondità e potenza. Dolgopolov sul 3 pari, a seguito dell’ennesimo gratuito, concede un’altra palla break che Gulbis non si lascia sfuggire: il lettone capitalizza e sale 4 a 3 nel secondo set. Il match torna concreto. Gulbis bada al sodo e dimostra di essere molto determinato in questo torneo annullando due palle break quando serve per il match. Si aggrappa al servizio in quei pochi momenti di difficoltà il lettone che chiude per 6-4 il match. Dolgopolov esce dal campo disorientato visto che non è riuscito a trovare il bandolo della matassa sul come opporsi a un ottimo Gulbis, molto continuo. Domani per lui Mathieu o Cilic.

S. Giraldo b. J.W. Tsonga 6-4 6-3 (SP)

Non sorprende l’eliminazione di Jo-Wilfried Tsonga al secondo turno del Master 1000 di Madrid battuto 6-4 6-3 da Santiago Giraldo, uno dei giocatori più in forma del momento. Il colombiano, già semifinalista a Vina del Mar e Houston, è reduce dalla finale raggiunta settimana scorsa a Barcellona dove si è arreso solamente a Kei Nishikori. Oggi è stato di gran lunga superiore al francese, tds n.11, avanti 33 posizioni nel ranking ATP ma solo virtualmente se consideriamo che si è giocato sulla terra battuta, la superficie preferita da Giraldo, non da Tsonga. Il colombiano ha avuto una resa migliore al servizio (77% con la prima, 71 con la seconda; per Tsonga 63 e 57 percento) concedendo una sola palla break, annullata, nel primo set. In ottavi se la vedrà con Andy Murray, contro cui ha perso due partite su due entrambe giocate sulla terra.

Risultati:
[7] Andy Murray (Britain) beat Nicolas Almagro (Spain) 6-1 1-6 6-4
Marin Cilic (Croatia) beat Paul-Henri Mathieu (France) 6-4 1-6 6-2
Santiago Giraldo (Colombia) beat [11] Jo-Wilfried Tsonga (France) 6-4 6-3
Feliciano Lopez (Spain) beat [15] Mikhail Youzhny (Russia) 3-6 6-3 6-4
[12] Grigor Dimitrov (Bulgaria) beat Marius Copil (Romania) 4-6 6-3 7-6(7)
[9] John Isner (U.S.) beat Marinko Matosevic (Australia) 7-6(9) 6-7(5) 7-5
[1] Rafa Nadal (Spain) beat Juan Monaco (Argentina) 6-1 6-0
Jarkko Nieminen (Finland) beat Igor Sijsling (Netherlands) 6-3 6-2
Ernests Gulbis (Latvia) beat Alexandr Dolgopolov (Ukraine) 6-3 6-4
Lukasz Kubot (Poland) beat Gilles Simon (France) 7-5 2-6 6-4
[6] Tomas Berdych (Czech Republic) beat Kevin Anderson (South Africa) 6-1 6-4

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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