WTA Roma: fantastica Giorgi! Errani soffre un set, Burnett e Vinci fuori

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WTA Roma: fantastica Giorgi! Errani soffre un set, Burnett e Vinci fuori

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Camila Giorgi batte la Cibulkova (foto C. GIULIANI)

TENNIS WTA ROMA – Camila Giorgi compie l’impresa Vince un primo set lottato contro Dominika Cibulkova poi si fa rimontare da 5-2 nel secondo e vince al tie-break. Sara Errani va sotto di due break contro Chanelle Scheepers ma vince in rimonta e amministra nel secondo set. Sfiderà Makarova, che ha battuto in due set Vinci. Fuori Nastassja Burnett in due rapidi set. Guarda le foto del day 3 ATP e WTA

C. Giorgi b. [9] D. Cibulkova 6-4 7-6(2)
Un debutto da urlo. Era la prima volta in assoluto che Camila Giorgi giocava un match nel tabellone principale degli Internazionali d’Italia, e si è tolta lo sfizio di eliminare Dominika Cibulkova, numero 10 del mondo.

 

Il pubblico romano ha impiegato pochi scambi per eleggerla come propria beniamina. La Giorgi piace perché dà spettacolo e gioca sempre in maniera offensiva, senza risparmiarsi. E’ una giocatrice di poker che va sempre “all-in”, e stavolta ha estratto parecchi assi dalla manica. Commette ancora qualche doppio fallo di troppo (9 in questo caso), ma oggi è un dettaglio. All’attacco, sempre e comunque: probabilmente è una delle giocatrici preferite di Zdenek Zeman, che da grande appassionato di tennis ieri era al Foro Italico. Camila ha tutto per infiammare il pubblico anche nel prosieguo del torneo: al prossimo turno troverà l’americana McHale.

All’inizio c’è una falsa partenza. Si inizia a giocare sotto una pioggia abbastanza insistente e la sospensione arriva alle 11.25 dopo due game, sul punteggio di 1-1. Si riprendo dopo un’ora e un quarto, e il caldo sole che finalmente fa capolino è testimone di un grande avvio dell’azzurra. Sfoggiando un elegante completo grigio, la Giorgi va costantemente alla ricerca del vincente, che spesso arriva, e si guadagna gli applausi scroscianti di un Pietrangeli gremito: ci sono anche diverse file di spettatori in piedi che cercano di vedere anche solo uno spicchio di campo. La Cibulkova è in netta difficoltà e cede presto il servizio, consentendo a Camila di andare sul 3-1. Qui però la maceratese si incarta un po’, commette due doppi falli di fila e concede il controbreak.

Il momento decisivo del primo set è sul 4-4. La Giorgi commette altri due doppi falli consecutivi e va sotto 15-40, ma si salva con un rovescio lungolinea e un dritto che fanno spellare le mani al pubblico. “Forza Camila!”, si sente urlare, ma anche alcune buone soluzioni della Cibulkova vengono sportivamente applaudite. Avanti 5-4, la nostra giocatrice sfrutta alcuni errori dell’avversaria e ottiene il break che vale il 6-4 con un dritto in contropiede da cineteca. Boato sul Pietrangeli.

Il secondo set prosegue sulla falsariga del primo. La Cibulkova non riesce a trovare le contromisure e la Giorgi domina. Ogni tanto prova a prendersi qualche punto a rete e proprio una pregevole volée di rovescio le consegna il 4-2. Tutto fila liscio fino al 5-3, al momento di servire per la partita. Camila va a due punti dal match, però si inceppa e la slovacca rientra in gara agganciandola sul 5-5.

Avanti 6-5, la Giorgi ha un matchpoint sul servizio della Cibulkova, ma mette fuori una risposta e l’occasione sfuma; si va così al tiebreak. L’italiana schiaccia il piede sull’acceleratore e si porta sul 4-1. Papà Sergio si sbraccia in tribuna e Camila continua a macinare gioco. Un suo stupendo rovescio finisce nei pressi della riga. Suspence per la discesa della giudice di sedia, anche papà Giorgi si avvicina e poi esulta: palla buona!. E sul 6-2 la Giorgi chiude grazie a un errore della Cibulkova.

E’ stato emozionante – le parole di Camila –, era la mia prima volta a Roma, una bella partita. In alcuni momenti non ho giocato molto bene, ma questa sfida contro una giocatrice importante mi aiuterà a crescere. Come mi trovo sulla terra? Ci ho giocato poche partite, voglio migliorare anche su questa superficie”.

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E. Makarova b. R.Vinci 6-2 7-6(6)

Non ci sarà l’atteso derby tra le amiche del cuore Sara Errani e Roberta Vinci: ad affrontare la romagnola al secondo turno sarà Ekaterina Makarova. La russa si prende la rivincita della sconfitta patita con la Vinci l’anno scorso a Toronto: era l’unico precedente tra le due. La Makarova si è dimostrata un osso duro e le sue rotazioni mancine hanno messo alle corde la tarantina, che può rammaricarsi per non aver sfruttato un break di vantaggio nel secondo set.

Roberta inizia con un doppio fallo, che contribuisce a farle perdere la battuta nel primo game. La Makarova è molto solida da fondocampo, comanda con il suo potente dritto mancino ed è aggressiva sulla seconda di servizio della Vinci, spesso in difficoltà. Il pubblico del Grandstand se ne accorge subito: “Dai Robi, lavorala ai fianchi!”, urla uno spettatore. In effetti la tarantina prova a variare maggiormente il gioco con il back di rovescio, senza però riuscire a spostare a dovere l’avversaria.

La Makarova, che indossa un originale completo a fiori, non soffre mai nei propri turni di battuta e punge in quelli di Roberta. La russa manca una palla break sul 3-1, annullata da una bella volée di dritto di Roberta, che ritrova coraggio e chiude il game con una palla corta sottolineata da applausi convinti. La moscovita però mantiene la stessa velocità di crociera e la Vinci è con le spalle al muro: cede ancora il servizio con un doppio fallo e consegna il 6-2 all’avversaria.

Alla fine del primo set iniziano a cadere alcune gocce di pioggia, che però permettono di continuare e dopo il cambio di campo sembra scendere in campo un’altra Vinci. Più sicura e determinata, non ci sta a far scivolare via il match. Finalmente la pugliese conquista la prima palla break del match la trasforma grazie a un rovescio lungo della sua avversaria, portandosi sul 3-1; tuttavia non riesce a trovare continuità e si fa riagganciare subito sul 3-3. Il settimo game è combattutissimo: Roberta annulla una palla break dopo l’altra e si salva.

Il set si decide al tiebreak, aperto da un dritto in rete della Vinci, e la Makarova vola subito sul 3-0. La russa continua a fare la voce grossa da fondo e Roberta non riesce a reagire: 5-1 al cambio di campo. La tarantina accorcia le distanze, ma Ekaterina si porta sul 6-4. Sul primo matchpoint, la moscovita mette un rovescio in rete, sul secondo sbaglia la risposta. Terzo matchpoint per la russa sul 7-6 ed è quello buono: ace esterno e titoli di coda.

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[10] S. Errani b. C. Scheepers 7-5 6-3 (da Roma, Giulio Fedele)

Tanta paura per Sara Errani, che riesce a superare il suo primo turno al Foro Italico nonostante la pioggia, un piccolo problema di salute, e un match complicato contro la Scheepers, numero 91 del ranking WTA. La sudafricana è per certi versi una giocatrice speculare alla Errani, dai fondamentali solidi e un servizio non incisivo. Per questo a Sara è toccato faticare un po’ di più nel decifrare il suo gioco. Il match è stato un classico da terra rossa: scambi prolungati e soprattutto moltissimi dropshot (26 i tentativi di palla corta complessivi delle giocatrici).

Il primo set è iniziato decisamente in salita. La diagonale preferita sulla quale veniva impostato lo scambio era quella di rovescio, perché, anche se sappiamo come sia il dritto il colpo migliore dell’Errani, lo stesso fondamentale la Scheepers lo amministrava altrettanto egregiamente, ricordando un po’ il dritto alla Stosur, con una pesantezza maggiore rispetto a quello dell’italiana. Era così che la sudafricana cercava di accorciare gli scambi entrando in risposta sul servizio debole dell’italiana (mai una prima di battuta ha superato i 140km/h durante il match) ed invece quando gli scambi si allungavano era ovviamente Sara che conquistava il punto. Purtroppo l’Errani non aveva ancora capito la chiave di lettura del match, e subiva l’offensiva della Scheepers, la quale si permetteva anche di sfidarla con il colpo preferito di Sara: la palla corta; nei primi 3 game 4 tentativi di dropshot andati a segno e l’italiana immobile.

La sudafricana strappava il break due volte consecutive e si involava sul 3-0. Ma Sara ha sicuramente sentito la spinta del centrale e, dopo aver chiamato il suo coach al cambio campo, ha trovato la forza di reagire. A partire dal game successivo si faceva più aggressiva, facendo muovere la Scheepers a destra e a sinistra come fosse un tergicristallo. La sudafricana, dal canto suo, era diventata molto più fallosa, ed anche Sara iniziava a divertirsi a rispondere alla “battaglia della palla corta”. Il vantaggio dell’avversaria viene rapidamente cancellato, e l’italiana si riportava prima sul 3-3, poi, negli urli del centrale, teneva per la prima volta il servizio valevole il 4-3. La Scheepers interrompeva l’emorragia, pur concedendo 3 palle break, e pareggiava il conto sul 4-4.

Le due si alternavano ancora fino al 5-5, dove Sara, dopo aver sbagliato un dritto, si rivolgeva all’arbitro a gesti dicendo: “non riesco a respirare..”. Il centrale si ammutoliva quando Sara si chinava sulla rete, pensando ad un ritiro della beniamina di casa. Fortunatamente il malessere era solo passeggero. Nel medical timeout la dottoressa le ha controllato il respiro, e dopo qualche raccomandazione, Sara è riscesa in campo sotto gli incoraggiamenti scroscianti del centrale. Si temeva che questo avesse potuto compromettere l’esito del match, ed invece l’Errani trovava la forza prima per tenere il servizio a 0, poi per strappare il break al primo setpoint!

Il secondo set è filato molto più liscio del primo. Scheepers non trovava più l’atteggiamento offensivo del primo set, e non incideva sul gioco della Errani, che dal canto suo aveva il comando delle operazioni. La sudafricana ha retto il primo game di servizio e poi è crollata. Dall’1-1 Sara ha infilato una striscia di quattro game consecutivi portandosi sul 5-1. La romagnola approfittava dei troppi regali dell’avversaria, che con il rovescio sbagliava in continuazione quando lo scambio si allungava. Alla palla corta, nell’arsenale delle soluzioni di Sara, si aggiungeva anche il rovescio lungolinea. La Scheepers ha provato una piccola ripresa, ma il divario di punteggio era tale da concedere all’Errani anche un piccolo calo di concentrazione. Non è riuscita a chiudere il match sul 5-1, ma la seconda volta non ha tremato ed ha terminato la partita sul 6-3.

“Oggi non ho iniziato bene, non mi sentivo benissimo. Avevo un primo turno non semplice, sono contenta del risultato. Speriamo che nel prossimo incontro ci sia il derby (con Roberta Vinci), ora andrò a guardare e a tifare Roby. Grazie a tutto il pubblico per il sostegno di quest’oggi.” Ha dichiarato una sorridente Sara a fine match.

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G. Muguruza-Blanco b. N. Burnett 6-1 6-3 (da Roma, Claudio Giuliani)

Nulla da fare per Nastassja Burnet al cospetto della più esperta Muguruza. La tennista italiana è stata in partita solamente nel secondo set nei primi quattro giochi quando, sul due a due, ha offerto 3 palle break all’avversaria che non si è fatta pregare troppo nella trasformazione. Il primo set era stato archiviato con un veloce 6-1 in favore della spagnola.  La Muguruza, meno fallosa della Burnett, la quale ha cercato di impostare un ritmo di gioco molto alto finendo spesso fuori giri, ha allungato fino al 5 a 2. Qui ha concesso alla sua avversaria di rientrare di uno dei due break di svantaggio, alimentando quindi qualche speranza nel folto pubblico assiepato sulle gradinate del campo 1 (speranzoso anche di allungare un occhio verso Federer in allenamento nel campo 5, sotto il villaggio ospitalità). La Burnett però cedeva nuovamente il servizio e quindi il match terminava 6-1 6-3. 

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WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

Il Ranking WTA aggiornato
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