WTA Roma: fantastica Giorgi! Errani soffre un set, Burnett e Vinci fuori

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WTA Roma: fantastica Giorgi! Errani soffre un set, Burnett e Vinci fuori

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Camila Giorgi batte la Cibulkova (foto C. GIULIANI)

TENNIS WTA ROMA – Camila Giorgi compie l’impresa Vince un primo set lottato contro Dominika Cibulkova poi si fa rimontare da 5-2 nel secondo e vince al tie-break. Sara Errani va sotto di due break contro Chanelle Scheepers ma vince in rimonta e amministra nel secondo set. Sfiderà Makarova, che ha battuto in due set Vinci. Fuori Nastassja Burnett in due rapidi set. Guarda le foto del day 3 ATP e WTA

C. Giorgi b. [9] D. Cibulkova 6-4 7-6(2)
Un debutto da urlo. Era la prima volta in assoluto che Camila Giorgi giocava un match nel tabellone principale degli Internazionali d’Italia, e si è tolta lo sfizio di eliminare Dominika Cibulkova, numero 10 del mondo.

 

Il pubblico romano ha impiegato pochi scambi per eleggerla come propria beniamina. La Giorgi piace perché dà spettacolo e gioca sempre in maniera offensiva, senza risparmiarsi. E’ una giocatrice di poker che va sempre “all-in”, e stavolta ha estratto parecchi assi dalla manica. Commette ancora qualche doppio fallo di troppo (9 in questo caso), ma oggi è un dettaglio. All’attacco, sempre e comunque: probabilmente è una delle giocatrici preferite di Zdenek Zeman, che da grande appassionato di tennis ieri era al Foro Italico. Camila ha tutto per infiammare il pubblico anche nel prosieguo del torneo: al prossimo turno troverà l’americana McHale.

All’inizio c’è una falsa partenza. Si inizia a giocare sotto una pioggia abbastanza insistente e la sospensione arriva alle 11.25 dopo due game, sul punteggio di 1-1. Si riprendo dopo un’ora e un quarto, e il caldo sole che finalmente fa capolino è testimone di un grande avvio dell’azzurra. Sfoggiando un elegante completo grigio, la Giorgi va costantemente alla ricerca del vincente, che spesso arriva, e si guadagna gli applausi scroscianti di un Pietrangeli gremito: ci sono anche diverse file di spettatori in piedi che cercano di vedere anche solo uno spicchio di campo. La Cibulkova è in netta difficoltà e cede presto il servizio, consentendo a Camila di andare sul 3-1. Qui però la maceratese si incarta un po’, commette due doppi falli di fila e concede il controbreak.

Il momento decisivo del primo set è sul 4-4. La Giorgi commette altri due doppi falli consecutivi e va sotto 15-40, ma si salva con un rovescio lungolinea e un dritto che fanno spellare le mani al pubblico. “Forza Camila!”, si sente urlare, ma anche alcune buone soluzioni della Cibulkova vengono sportivamente applaudite. Avanti 5-4, la nostra giocatrice sfrutta alcuni errori dell’avversaria e ottiene il break che vale il 6-4 con un dritto in contropiede da cineteca. Boato sul Pietrangeli.

Il secondo set prosegue sulla falsariga del primo. La Cibulkova non riesce a trovare le contromisure e la Giorgi domina. Ogni tanto prova a prendersi qualche punto a rete e proprio una pregevole volée di rovescio le consegna il 4-2. Tutto fila liscio fino al 5-3, al momento di servire per la partita. Camila va a due punti dal match, però si inceppa e la slovacca rientra in gara agganciandola sul 5-5.

Avanti 6-5, la Giorgi ha un matchpoint sul servizio della Cibulkova, ma mette fuori una risposta e l’occasione sfuma; si va così al tiebreak. L’italiana schiaccia il piede sull’acceleratore e si porta sul 4-1. Papà Sergio si sbraccia in tribuna e Camila continua a macinare gioco. Un suo stupendo rovescio finisce nei pressi della riga. Suspence per la discesa della giudice di sedia, anche papà Giorgi si avvicina e poi esulta: palla buona!. E sul 6-2 la Giorgi chiude grazie a un errore della Cibulkova.

E’ stato emozionante – le parole di Camila –, era la mia prima volta a Roma, una bella partita. In alcuni momenti non ho giocato molto bene, ma questa sfida contro una giocatrice importante mi aiuterà a crescere. Come mi trovo sulla terra? Ci ho giocato poche partite, voglio migliorare anche su questa superficie”.

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E. Makarova b. R.Vinci 6-2 7-6(6)

Non ci sarà l’atteso derby tra le amiche del cuore Sara Errani e Roberta Vinci: ad affrontare la romagnola al secondo turno sarà Ekaterina Makarova. La russa si prende la rivincita della sconfitta patita con la Vinci l’anno scorso a Toronto: era l’unico precedente tra le due. La Makarova si è dimostrata un osso duro e le sue rotazioni mancine hanno messo alle corde la tarantina, che può rammaricarsi per non aver sfruttato un break di vantaggio nel secondo set.

Roberta inizia con un doppio fallo, che contribuisce a farle perdere la battuta nel primo game. La Makarova è molto solida da fondocampo, comanda con il suo potente dritto mancino ed è aggressiva sulla seconda di servizio della Vinci, spesso in difficoltà. Il pubblico del Grandstand se ne accorge subito: “Dai Robi, lavorala ai fianchi!”, urla uno spettatore. In effetti la tarantina prova a variare maggiormente il gioco con il back di rovescio, senza però riuscire a spostare a dovere l’avversaria.

La Makarova, che indossa un originale completo a fiori, non soffre mai nei propri turni di battuta e punge in quelli di Roberta. La russa manca una palla break sul 3-1, annullata da una bella volée di dritto di Roberta, che ritrova coraggio e chiude il game con una palla corta sottolineata da applausi convinti. La moscovita però mantiene la stessa velocità di crociera e la Vinci è con le spalle al muro: cede ancora il servizio con un doppio fallo e consegna il 6-2 all’avversaria.

Alla fine del primo set iniziano a cadere alcune gocce di pioggia, che però permettono di continuare e dopo il cambio di campo sembra scendere in campo un’altra Vinci. Più sicura e determinata, non ci sta a far scivolare via il match. Finalmente la pugliese conquista la prima palla break del match la trasforma grazie a un rovescio lungo della sua avversaria, portandosi sul 3-1; tuttavia non riesce a trovare continuità e si fa riagganciare subito sul 3-3. Il settimo game è combattutissimo: Roberta annulla una palla break dopo l’altra e si salva.

Il set si decide al tiebreak, aperto da un dritto in rete della Vinci, e la Makarova vola subito sul 3-0. La russa continua a fare la voce grossa da fondo e Roberta non riesce a reagire: 5-1 al cambio di campo. La tarantina accorcia le distanze, ma Ekaterina si porta sul 6-4. Sul primo matchpoint, la moscovita mette un rovescio in rete, sul secondo sbaglia la risposta. Terzo matchpoint per la russa sul 7-6 ed è quello buono: ace esterno e titoli di coda.

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[10] S. Errani b. C. Scheepers 7-5 6-3 (da Roma, Giulio Fedele)

Tanta paura per Sara Errani, che riesce a superare il suo primo turno al Foro Italico nonostante la pioggia, un piccolo problema di salute, e un match complicato contro la Scheepers, numero 91 del ranking WTA. La sudafricana è per certi versi una giocatrice speculare alla Errani, dai fondamentali solidi e un servizio non incisivo. Per questo a Sara è toccato faticare un po’ di più nel decifrare il suo gioco. Il match è stato un classico da terra rossa: scambi prolungati e soprattutto moltissimi dropshot (26 i tentativi di palla corta complessivi delle giocatrici).

Il primo set è iniziato decisamente in salita. La diagonale preferita sulla quale veniva impostato lo scambio era quella di rovescio, perché, anche se sappiamo come sia il dritto il colpo migliore dell’Errani, lo stesso fondamentale la Scheepers lo amministrava altrettanto egregiamente, ricordando un po’ il dritto alla Stosur, con una pesantezza maggiore rispetto a quello dell’italiana. Era così che la sudafricana cercava di accorciare gli scambi entrando in risposta sul servizio debole dell’italiana (mai una prima di battuta ha superato i 140km/h durante il match) ed invece quando gli scambi si allungavano era ovviamente Sara che conquistava il punto. Purtroppo l’Errani non aveva ancora capito la chiave di lettura del match, e subiva l’offensiva della Scheepers, la quale si permetteva anche di sfidarla con il colpo preferito di Sara: la palla corta; nei primi 3 game 4 tentativi di dropshot andati a segno e l’italiana immobile.

La sudafricana strappava il break due volte consecutive e si involava sul 3-0. Ma Sara ha sicuramente sentito la spinta del centrale e, dopo aver chiamato il suo coach al cambio campo, ha trovato la forza di reagire. A partire dal game successivo si faceva più aggressiva, facendo muovere la Scheepers a destra e a sinistra come fosse un tergicristallo. La sudafricana, dal canto suo, era diventata molto più fallosa, ed anche Sara iniziava a divertirsi a rispondere alla “battaglia della palla corta”. Il vantaggio dell’avversaria viene rapidamente cancellato, e l’italiana si riportava prima sul 3-3, poi, negli urli del centrale, teneva per la prima volta il servizio valevole il 4-3. La Scheepers interrompeva l’emorragia, pur concedendo 3 palle break, e pareggiava il conto sul 4-4.

Le due si alternavano ancora fino al 5-5, dove Sara, dopo aver sbagliato un dritto, si rivolgeva all’arbitro a gesti dicendo: “non riesco a respirare..”. Il centrale si ammutoliva quando Sara si chinava sulla rete, pensando ad un ritiro della beniamina di casa. Fortunatamente il malessere era solo passeggero. Nel medical timeout la dottoressa le ha controllato il respiro, e dopo qualche raccomandazione, Sara è riscesa in campo sotto gli incoraggiamenti scroscianti del centrale. Si temeva che questo avesse potuto compromettere l’esito del match, ed invece l’Errani trovava la forza prima per tenere il servizio a 0, poi per strappare il break al primo setpoint!

Il secondo set è filato molto più liscio del primo. Scheepers non trovava più l’atteggiamento offensivo del primo set, e non incideva sul gioco della Errani, che dal canto suo aveva il comando delle operazioni. La sudafricana ha retto il primo game di servizio e poi è crollata. Dall’1-1 Sara ha infilato una striscia di quattro game consecutivi portandosi sul 5-1. La romagnola approfittava dei troppi regali dell’avversaria, che con il rovescio sbagliava in continuazione quando lo scambio si allungava. Alla palla corta, nell’arsenale delle soluzioni di Sara, si aggiungeva anche il rovescio lungolinea. La Scheepers ha provato una piccola ripresa, ma il divario di punteggio era tale da concedere all’Errani anche un piccolo calo di concentrazione. Non è riuscita a chiudere il match sul 5-1, ma la seconda volta non ha tremato ed ha terminato la partita sul 6-3.

“Oggi non ho iniziato bene, non mi sentivo benissimo. Avevo un primo turno non semplice, sono contenta del risultato. Speriamo che nel prossimo incontro ci sia il derby (con Roberta Vinci), ora andrò a guardare e a tifare Roby. Grazie a tutto il pubblico per il sostegno di quest’oggi.” Ha dichiarato una sorridente Sara a fine match.

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G. Muguruza-Blanco b. N. Burnett 6-1 6-3 (da Roma, Claudio Giuliani)

Nulla da fare per Nastassja Burnet al cospetto della più esperta Muguruza. La tennista italiana è stata in partita solamente nel secondo set nei primi quattro giochi quando, sul due a due, ha offerto 3 palle break all’avversaria che non si è fatta pregare troppo nella trasformazione. Il primo set era stato archiviato con un veloce 6-1 in favore della spagnola.  La Muguruza, meno fallosa della Burnett, la quale ha cercato di impostare un ritmo di gioco molto alto finendo spesso fuori giri, ha allungato fino al 5 a 2. Qui ha concesso alla sua avversaria di rientrare di uno dei due break di svantaggio, alimentando quindi qualche speranza nel folto pubblico assiepato sulle gradinate del campo 1 (speranzoso anche di allungare un occhio verso Federer in allenamento nel campo 5, sotto il villaggio ospitalità). La Burnett però cedeva nuovamente il servizio e quindi il match terminava 6-1 6-3. 

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WTA Indian Wells: Azarenka trema, è Badosa che alza il trofeo

A due punti dal match, Victoria Azarenka smarrisce la vittoria e permette a Paula Badosa di conquistare il primo trionfo in un WTA 1000. Per la spagnola quasi sicura anche la qualificazione alle WTA Finals

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Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] P. Badosa b. [27] V. Azarenka 7-6(5) 2-6 7-6(2)

È stata una splendida finale, come davvero non se ne vedevano da tanto tempo nei grandi tornei femminili. Due giocatrici con stili abbastanza simili, ma in fasi diverse delle rispettive carriere e con un’interpretazione differente del loro gioco. Victoria Azarenka aveva la possibilità di diventare la prima giocatrice a vincere il torneo per tre volte, dopo le affermazioni del 2012 e del 2016, ed è arrivata a due punti (forse uno e mezzo) da questo traguardo, ma i nervi l’hanno tradita ed ha rimesso in gara Paula Badosa che sembrava aver alzato bandiera bianca. Nel tie-break finale poi è stato quasi un monologo della spagnola fino al diritto vincente conclusivo seguito dalla caduta a terra “stile Nadal”.

Badosa è stata sicuramente nel corso del match la migliore colpitrice, ha espresso un tennis decisamente più potente rispetto ad Azarenka, ma anche più monocorde. La campionessa bielorussa almeno per tutto il primo set, ha giocato con grande attenzione colpi a parabola arcuata per mettere in difficoltà i fondamentali di spinta di Badosa, e così come è poi successo nel finale di partita, era arrivata molto vicina a trovare la chiave del match.

 

Nel combattutissimo primo set ci sono state due coppie di break, quasi omologhe: prima nel settimo e ottavo game (in entrambi i casi a “15”) e poi nell’undicesimo e dodicesimo game, quando due straordinari punti in difesa di Azarenka hanno rimediato il patatrac compiuto nel game precedente (tre errori gratuiti negli ultimi quattro punti) trascinando il set al tie-break. Qui, dopo una partenza sprint di Badosa (4-0), Azarenka ha ancora una volta rimontato fino all’aggancio sul 5-5, ma sul set point per l’avversaria si è inspiegabilmente messa a fare a pallate, dopo averlo evitato per quasi un’ora e venti minuti, prendendosi un rovescio vincente in faccia e ritrovandosi sotto di un set.

Victoria Azarenka – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

L’approccio mentale al secondo set di Azarenka, dopo aver perso un primo set così combattuto, è stato di quelli che si devono insegnare nelle scuole tennis: totalmente positiva, carica al punto giusto, tanto da entrare in campo e travolgere una Badosa che sicuramente aveva fatto calare la tensione. Vika è andata 3-0 pesante in un attimo, ha rintuzzato il tentativo di rimonta di Badosa per tornare sul 4-1, mettendo poi il sigillo al terzo set in soli 33 minuti.

Il set decisivo è stato uno dei migliori dell’anno: 72 minuti di grandi scambi ed emozioni a non finire, con Badosa che è arrivata vicinissima a perdere il bandolo della matassa facendosi rimontare sue volte un game da 40-15 e salvandone un terzo per il rotto della cuffia. Era stata la spagnola a sprintare subito 2-0, ripresa però immediatamente dalla sua avversaria sul 2-2. Sul rettilineo finale è successo di tutto: nel nono game Badosa dal 40-15 ha infilato un doppio fallo e tre errori gratuiti mandando Azarenka a servire per il match. La bielorussa, però, una volta issatasi 30-0 ha mancato un diritto piuttosto comodo per andare a tre match point inanellando una serie di quattro errori gratuiti che hanno riaperto completamente la finale.

Il tie-break finale, come detto, non ha avuto storia: Badosa era troppo più sicura nei suoi colpi da fondo campo ed è andata subito 3-0, poi 5-1 e infine 7-2.

Con questa vittoria Paula Badosa conquista il suo primo titolo WTA 1000 e sale all’11° posto della classifica WTA, ma soprattutto si qualifica (quasi) matematicamente alle WTA Finals di Guadalajara, che ora vedono il proprio campo di partecipazione già completato (Sabalenka, Krejcikova, Pliskova, Swiatek, Sakkari, Muguruza, Badosa e Jabeur, dando per scontato il forfait di Barty, già tornata in Australia).

Per Victoria Azarenka come detto sfuma la possibilità del terzo titolo a Indian Wells, deve registrare una sconfitta in un match in cui ha vinto nove punti in più dell’avversaria, un match che durando 3 ore e 4 minuti è diventato la finale del BNP Paribas Open più lunga della storia (superando di un minuto la finale 2017 tra Vesnina e Kuznetsova), ma può celebrare il ritorno tra le prime 30 approdando al n. 26.

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WTA Indian Wells: Azarenka ferma Ostapenko, in finale trova Badosa

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Victoria Azarenka - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] V. Azarenka b. [24] J. Ostapenko 3-6 6-3 7-5

Grandi emozioni, se non proprio grande spettacolo, nella prima semifinale femminile del BNP Paribas Open di Indian Wells che ha visto di fronte Victoria Azarenka e Jelena Ostapenko. Due ore e 20 minuti che per buona parte sono stati caratterizzati da una giocatrice (Ostapenko) che sparava a tutto braccio senza troppo discernimento tattico e un’altra (Azarenka) che invece cercava di resistere al bombardamente cercando di far perdere il ritmo dei colpi all’avversaria.

Per i primi 40 minuti di gioco non c’è stata molta partita: Ostapenko sembrava aver trovato il tennis dei giorni migliori e i vincenti piovevano da tutte le parti. “Ero la migliore giocatrice in campo oggi – ha detto Ostapenko dopo il match – i miei colpi erano troppo veloci per lei. Giocavo solo contro me stessa”. Poi, come spesso accade, come troppo spesso accade, l’incantesimo si è spezzato e i colpi della lettone hanno iniziato a finire fuori dalle righe. Dal 6-3 2-0 Azarenka è riuscita a rientrare in partita ribaltando il risultato nel secondo set e trascinando la partita al terzo.

 

Lì la giocatrice bielorussa ha forse commesso l’errore di non aver insistito abbastanza sul diritto di Ostapenko, che era molto in difficoltà, permettendo alla sua avversaria di ritrovare il suo gioco quanto bastava per tornare in parità sul 3-3 e giocare il match fino alla fine.

Jelena Ostapenko – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Sul 5-5 per Azarenka è stato sufficiente aspettare gli errori di Ostapenko, che puntualmente sono arrivati: quattro gratuiti consecutivi completamente senza senso dal 30-0 hanno concesso il break ad Azarenka, che ha chiuso il match al servizio non senza aver annullato tre palle del sei pari, una delle quali con uno splendido schema di palla corta seguita a rete con volée vincente. “Mi ero promessa di fare una sola palla corta, e l’ho fatta su quel punto” ha scherzato Azarenka con chi le ha chiesto di come avesse pensato a una soluzione simile.

Credo che la cosa più importante di oggi, ciò di cui sono più orgogliosa, è stato il mio spirito combattivo. Ci sono alcune cose che avrei potuto fare meglio, ma lei nel primo set ha giocato davvero bene, per cui ho cercato di trovare occasioni per rientrare nel match, combattendo su ogni palla,” ha dichiarato Azarenka alla fine.

[21] P. Badosa b. [12] O. Jabeur 6-3 6-3

L’avversaria di Vika in finale sarà Paula Badosa, alla sua prima apparizione nella finale di Indian Wells (Azarenka ne ha già disputate due, nel 2012 e nel 2016, vincendo il titolo in entrambe le occasioni) e alla sua prima esperienza nel match decisivo di un WTA 1000. In semifinale ha battuti in un match a senso unico la tunisina Ons Jabeur che con la vittoria nei quarti di finale aveva celebrato l’ingresso nella Top 10 WTA, traguardo storico per un’atleta proveniente dal mondo arabo.

Paula Badosa (sinistra) abbraccia Ons Jabeur (destra) – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Evidentemente le emozioni di questa settimana hanno giocato un brutto scherzo a Jabeur, che ha disputato un incontro estremamente sconclusionato, senza alcun filo tattico e pieno zeppo di errori gratuiti.  Solo sul 6-3, 5-2 per l’avversaria Jabeur è riuscita ad annullare tre match point facendo infiammare per un attimo il pubblico sulle tribune che era rimasto a sostenere le protagoniste fino alla fine. Ci sono voluti altri tre match point nel game successivo perché Badosa potesse sdraiarsi a terra, mani sul viso, per festeggiare incredula questo grande risultato.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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WTA Indian Wells: Jabeur realizza il sogno della Top 10

Battendo Kontaveit nei quarti di finale, Ons Jabeur irrompe nella Top 10. Affronterà Paula Badosa in semifinale

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[12] O. Jabeur b. [18] A. Kontaveit 7-5 6-3

Dopo la falsa partenza di mercoledì, quando la WTA aveva precipitosamente anticipato i tempi e aveva inviato le sue congratulazioni prima del dovuto, ora è ufficiale: da lunedì prossimo Ons Jabeur sarà nella Top 10 della classifica WTA, sarà la prima giocatrice proveniente da un Paese arabo a raggiungere questo prestigioso obiettivo.

La vittoria che ha sancito il risultato è stata quella arrivata nei quarti di finale del BNP Paribas Open contro una delle giocatrici più in forma del momento, Anett Kontaveit. Il match è stato controllato da Jabeur dall’inizio alla fine, se si eccettua quel momento nel primo set nel quale la giocatrice tunisina si è fatta riprendere dal 5-1 al 5-5. “Onestamente ho giocato una grande partita – ha detto Jabeur – è sempre difficile giocare contro Anett, mi conosce molto bene, è stato difficile eseguire le palle corte. Sono molto contenta di essere rimasta calma quando ne avevo bisogno. Alla fine è stato complicato chiudere, ma ora perché fermarsi alla semifinale? Perché non andare fino in fondo?

 

Arrivare nelle prime 10 del ranking è una di quelle tappe che tutti i giocatori professionistici sognano quando iniziano a fare questo mestiere: il primo punto, l’ingresso nei primi 100, il primo titolo, sono tutti passaggi di una carriera che rimangono indelebili nella mente di chi gira il mondo inseguendo una pallina gialla: “Non guardavo tanto il ranking prima dell’inizio del torneo, guardavo più alla race. È quasi come un sogno che si avvera, qualcosa che aspettavo da quando avevo 16 anni. Ma la Top 10 è solo l’inizio, il traguardo finale è la prima posizione mondiale. So di meritarmi la Top 10, è un po’ che gioco a questo livello, ma voglio dimostrare di meritarmi questa posizione”.

Per Ons è stato certamente più difficile che per altre giocatrici: chi cresce in Tunisia non ha il supporto di una federazione ricca, deve arrangiarsi con i propri mezzi e lavorare ancora più duro per superare quei piccoli ostacoli che gli altri giocatori magari non conoscono neppure. Viaggiare con il passaporto tunisino vuol dire dover richiedere visti su visti per qualunque posto si debba raggiungere per il prossimo torneo. E quando si è soltanto una giovane armata di racchetta e speranze non è facile ottenere quei visti. “ Chi è americano, francese o australiano ha tanti esempi di altri giocatori da seguire, tanti tennis club, tanti tornei. Sono stata messa da parte da potenziali sponsor per il Paese da cui provengo, e non è giusto. L’ho accettato, l’ho superato, e sono orgogliosa della persona che sono diventata oggi.”

Tutti, in un modo o nell’altro, hanno dovuto superare delle difficoltà nella propria carriera, non voglio dire che le mie sono state superiori a quelle di altri. Volevo farcela, volevo realizzare il mio sogno senza dipendere da uno sponsor o da qualcuno a cui magari il tennis non interessa nemmeno”.

Dopo uno US Open abbastanza deludente, terminato con la sconfitta al terzo turno per mano di Elise Mertens, Jabeur e il suo team hanno fatto una scelta coraggiosa: sono rimasti negli Stati Uniti ad allenarsi e hanno fatto una mini pre-season per preparare la fine della stagione. “Siamo lontani da casa dal torneo di Montreal – ha spiegato la tunisina – ma sono molto contenta della decisione che abbiamo preso, evitando di tornare in Europa. Fortunatamente il mio fisio è mio marito, il mio coach Issam è una persona che conosco da tantissimi anni, ci capiamo a meraviglia. Siamo tutti una sola famiglia e ci vogliamo bene. E soprattutto mi capiscono, e questa per me è la cosa più importante”.

Nel corso della stagione aveva ricevuto diverse critiche per questa sua scelta autarchica nella composizione del suo entourage. “Sono dovuta intervenire per difendere il mio team dagli attacchi, arrivati principalmente in Tunisia. Lavoriamo duro, è davvero duro essere attaccati da chi non sa tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono dietro. Non è giusto nei loro confronti, prima ancora che nei miei. E quando qualcuno attacca la mia famiglia divento molto aggressiva”.

In semifinale Jabeur affonterà Paula Badosa, che nella sessione serale ha disposto in due set di Angelique Kerber con il punteggio di 6-4, 7-5.Paula gioca davvero bene, è una giocatrice molto aggressiva. Ha raccolto vittorie molto prestigiose contro Gauff, Pliskova, è incredibile quello che ha fatto. Sarà un match molto complicato”.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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