55° Trofeo Bonfiglio, successi di Safiullin e Bellis

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55° Trofeo Bonfiglio, successi di Safiullin e Bellis

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TENNIS- In rassegna, la presentazione della finale maschile e femminile del 55° Trofeo Bonfiglio con schede di presentazione dei giocatori e 

Finale maschile

Derby russo nella finale maschile tra Andrei Rublev e Roman Safiullin, rispettivamente testa di serie numero 5 e numero 6 del seeding.

 

Le schede dei due finalisti:

ROMAN SAFIULLIN: nato a Podolsk City, Russia, il 7 agosto del 1997.

Destrorso con rovescio a due mani, il russo è attualmente al numero 15 del ranking junior, con un best ranking di numero 7. È anche numero 729 delle classifiche Atp.

Ha aperto la sua stagione vincendo il Coffee Bowl di San Josè, torneo Itf di Grado 1. In aprile ha vinto il torneo professionistico Itf da 10 mila dollari di montepremi di Karshi, Uzbekistan. Quest’anno nel circuito junior Itf ha un record di 10 partite vinte e 2 perse.

In questa edizione del Trofeo Bonfiglio era accreditato della sesta testa di serie. E’ giunto in finale battendo al primo turno l’australiano Polmans 6-0 6-0, al secondo turno il brasiliano Menezes 6-4 6-1, negli ottavi di finale il polacco Majchrzak 6-3 6-0, nei quarti di finale il croato Serdarusic 5-7 6-4 6-2 e in semifinale il giapponese Nakagawa 6-3 4-6 7-6.

ANDREY RUBLEV: nato a Mosca, Russia, il 20 ottobre del 1997.

Destrorso con rovescio a due mani, il russo è attualmente al numero 12 del ranking Junior e al numero 530 del ranking Atp.

In questa stagione ha raggiunto la finale del Trofeo Juan Carlos Ferrero di Villena, Grado 1 ITF, e i quarti di finale agli Australian Open Junior. In carriera ha già vinto due tornei professionistici ITF da 10 mila dollari, uno in Kazakistan e uno negli Stati Uniti. Nel 2014 vanta un record di 13 partite vinte e 4 perse.

In questa edizione del Trofeo Bonfiglio era accreditato della quinta testa di serie. E’ giunto in finale battendo al primo turno il giapponese Fukuda 6-1 6-3, al secondo turno il britannico Lizen 6-3 6-7 6-0. Negli ottavi di finale ha sfruttato il ritiro dell’australiano Mousley, nei quarti di finale ha battuto il brasiliano Matos 7-6 6-3 e in semifinale lo statunitense Rybakov 6-2 6-3.

Andrei Rublev, per quanto visto sino alla finale si presenta all’epilogo del torneo leggermente favorito, ma il suo inizio di match non è tra i migliori. Roman Safiullin entra in campo molto determinato, ripete l’inizio sicuro di match messo in mostra nella semifinale con il giapponese Nakagawa.

Vola immediatamente 2 – 0 nel primo parziale, concede break nel terzo game e vola 3 – 0 col servizio.

Mostra immediatamente un servizio devastante ed un diritto molto spesso vincente, Rublev non riesce a contrastare in nessun modo la strapotenza di Roman Safiullin, che tuttavia concede un paio di errori di eccessiva fiducia nel quarto game sfruttato da Rublev per avvicinarsi sul 3 – 1.

Torna sui suoi livelli elevati nel quinto game che si aggiudica concedendo un solo 15 all’avversario, 4 – 1.

Sino a questo momento del match Rublev è sembrato nervoso ed insicuro, non ha accettato gli scambi ed ha sempre cercato di uscirne nel più breve tempo possibile, andando spesso fuori giri con il diritto e quasi sempre in difficoltà nello scambio sulla diagonale di rovescio,il suo colpo migliore, con il quale avrebbe potuto creare qualche difficoltà a Roman Safiullin, che al contrario ha sempre trovato il campo e le occasioni per mettere in difficoltà Andrei e cannoneggiare con il diritto inside out ed in lungolinea.

Dopo un estemporaneo 2 – 4, Safiullin riprende il comando del set e con un parziale di 2 giochi ha chiuso il primo set per 6 – 2.

Sempre molto concentrato Safiullin anche in inizio di secondo set: non ha commesso l’errore di concedere chances di rientro a Rublev: qualche piccola incertezza tra il secondo ed il terzo game, ma continua a condurre e va 2- 1.e costringe Rublev a rincorrerlo sempre, passa in sicurezza sul 3 – 1.

Rublev comprende che il quinto game potrebbe rappresentare la svolta decisiva del match ed inizia ad allungare gli scambi, il game arriva ai vantaggi, annulla 3 pale break e si porta sul 2- 3, ma Safiullin riprende il controllo del match e passa 5 – 2. Rublev trascina anche il successivo ai vantaggi e si porta sul 3 – 5, Safiullin si presenta nel nono a servire per il match.

Il game di servizio di Roman Safiullin non ammette repliche: tre punti di seguito, 40 a 0 e triplo championship point, è sufficiente il primo e Safiullin mette le mani su titolo, in un match sempre controllato per un’ora e trentacinque minuti, un match mai in bilico, Rublev decisamente sottotono rispetto alle precedenti esibizioni in questo torneo.

Nel dopo partita Safiullin è apparso molto soddisfatto ha confermato una non perfetta gestione del match di semifinale con Nakagawa e ricordato di aver compreso i motivi del calo di concentrazione che l’hanno obbligato a disputare il tiebreak. E’ molto soddisfatto del risultato e del match, conosceva bene Rublev e ritiene abbia avuto qualche problema di gestione del match stesso: “Non l’ho mai visto con quell’atteggiamento in partita, strano per lui voler andare a chiudere subito.” Forse c’era qualcosa in lui che non andava bene.”

Andrei Rublev, piuttosto contrariato si è allontanato, protetto dal suo allenatore, senza rilasciare la benché minima dichiarazione.

Finale femminile.

Si contendono il titolo la statunitense Catherine Bellis e l’australiana di origine indiana Naiktha Bains.

L’americana Bellis, alleata dal padre, si è mostrata finora la giocatrice più meritevole per succedere a Belinda Bencic, trionfatrice della scora edizione ed attualmente passata di diritto nelle top 100 del ranking WTA, occupando alla data odierna con pieno merito l’81simo posto. Catherine non ha forse ancora la maturità e la personalità della Bencic, ma non dimentichiamo i 2 anni che le concede: la Bencic è un ’97, di due anni più giovane la ragazza yankee, nata nel 1999 e tutti sappiamo bene quanto due anni possano essere importanti in così giovane età.

Naiktha Bains, australiana di origini indiane, è giocatrice solida e sicuramente uno dei più chiari talenti protagonisti del cambio generazionale femminile australiano in vista del post Stosur.

Le schede delle finaliste:

CATHERINE BELLIS: nata a San Francisco, Stati Uniti, l’8 aprile del 1999.

Destrorsa con rovescio a due mani, la statunitense è attualmente al numero 8 del ranking Junior, suo best ranking.

Ha cominciato a giocare a tennis all’età di 3 anni ed è la più giovane giocatrice ad essere arrivata in fondo in questa edizione. Una settimana fa ha raggiunto la finale del torneo Itf di Grado 1 di Santa Croce, in Toscana. Dove ha perso da Darya Kasatkina. È l’unica sconfitta del suo 2014, a fronte di 27 partite vinte.

In questa edizione del Trofeo Bonfiglio era accreditata della settima testa di serie. E’ giunta in finale non perdendo un set. Ha battuto al primo turno la messicana Clark 6-2 6-1, al secondo turno la ceca Vondrousova 6-3 6-4. Ha sconfitto agli ottavi la lituana Parazinskaite 6-0 7-5, ai quarti la spagnola Bolsova Zadoinov 6-2 6-0 e in semifinale la russa Kasatkina 6-2, 6-2.

NAIKTHA BAINS: nata a Leeds, Inghilterra, il 17 dicembre del 1997, ma di nazionalità australiana. Destrorsa con rovescio a due mani, l’australiana è attualmente al numero 71 del ranking junior e 704 Wta.

L’australiana è alla sua prima finale in un evento Junior di Grado A. Il miglior risultato in carriera risale al 2011, quando vinse il Torneo Itf di Grado 4 di Gosford, in Australia. Quest’anno vanta un record di 10 vittorie e 4 sconfitte.

In questa edizione del Trofeo Bonfiglio non era accreditata di testa di serie. E’ giunta in finale battendo al primo turno la statunitense Ivanova 6-0 6-3, al secondo turno la slovacca Schmiedlova 6-4 6-0. Ha sconfitto agli ottavi la russa Komardina 5-7 6-1 6-0, ai quarti la cinese Sun 6-1 6-2 e in semifinale la svizzera Teichmann 6-4 6-4.

Il primo set vede iniziare la californiana adottare i suoi schemi di gioco ormai consolidati: Catherine subito a spingere già dalla risposta, la californiana gioca addosso all’australiana per metterla in difficoltà in uscita dal servizio, con l’obiettivo di costringerla a risposte che non fanno male per prendere il comando dello scambio ed arrivare a chiudere nel più breve tempo possibile con il suo dirompente diritto in sventaglio di diritto o con lo stesso diritto in lungo linea, quasi sempre a segno. La Bains nei primi games dimostra di essere a disagio con il servizio, molto rigida, con il colpo di apertura del punto giocato essenzialmente di braccio e non con il canonico movimento supportato da una corretta azione di accompagnamento e dal movimento di spinta della schiena. Spinge subito e sfonda la Bellis e vola 2 – 0.

Molto buono il quarto game della Bains che riesce a rientrare subito l’australiana nel set chee riesce a portarsi con un ottimo rovescio ed una risposta vincente sul due pari.

E’ solo una parentesi: nel quinto gioco la Bellis torna a condurre e con un parziale di 2 giochi a zero torna a condurre 4 – 2 ne primo parziale.

Ancora un buon game giocato dal’australiana nel settimo game e si avvicina nuovamente, ma con due giochi giocato magistralmente la Bellis si aggiudica il primo parziale 6-2, si passa al secondo set.

La ragazza australiana è in difficoltà con il servizio nel primo set: poche prime e seconde che non hanno creato creano difficoltà alla californiana, troppo tenere, primo set per lei, senza soverchie difficoltà, molto meritato.

La Bellis spinge continuamente e la Bains sotto pressione non riesce a contrastala.

In apertura di secondo set la Bellis concede stranamente du palle break, ne approfitta l’australiana per il break di apertura del set e passa a condurre 1-0. Tenta di cambiare il suo gioco la Bains imponendo scambi meno violenti e mettendo in difficoltà la Bellis con il suo colpo migliore: il rovescio, pare aver trovato la strategia per rientrare nel match.

In leggera difficoltà la Bellis, che fatica a riprendere i suoi ritmi, il terzo game si allunga ai vantaggi e, seppur con qualche difficoltà la californiana riesce a trasformare una palla break ed a riportarsi in parità. Nel quarto game torna al servizio la Bains, altro game, che nonostante le difficoltà nel servizio dell’australiana si allunga ai vantaggi: prevale nuovamente la californiana che con un diritto lungo linea trasforma la prima palla break concessale e torna a condurre Catherine Bellis 3 a 2 e poi 4 – 2.

Il settimo game si fa nuovamente duro , la californiana commette un paio di errori prima di rovescio e poi con un diritto furoi giri che non rimane in campo, si avvicina nuovamente l’australiana: 4 – 3 Bellis, che con un ottavo game impeccabile game vola 5 – 3 nel secondo parziale.

Nel nono game l’australiana al servizio per rimanere nel set: conquista il primo punto, ma nei successivi la Catherine Bellis arriva al championship point con un filotto: 15 – 30, 15 – 40, 30 – 40 e punto finale che le vale il titolo.

Un titolo mai in discussione, solo un paio di momenti critici dai quali con il suo gioco efficace di pressione ha sempre messo in difficoltà l’australiana, senza concederle reali chance di rientrare. L’ottima condizione psicofisica ed un’intelligente gestione del match le hanno consentito di arrivare ad una vittoria mai in discussione, con la Bains stoppata in ogni momento in cui profondeva il suo massimo sforzo per portare nuovamente in equilibrio il match e tentare di cambiarne l’inerzia. Tentativi sempre molto vani: la 55sima edizione del Trofeo Bonfiglio è nettamente di Catherine C. Bellis, nessuna discussione.

Interessante e di prospettiva il tennis della statunitense, che, più giovane di circa 2 anni e mezzo rispetto all’australiana ha messo in evidenza, almeno in questo match potenzialità decisamente superiori, non va inoltre dimenticato che Catherin Bellis, in un torneo duro è giunta al titolo senza perder nel suo cammino nemmeno un set. Se continuerà nei suoi continui miglioramenti sentiremo parlare molto presto di lei, diventerà l’erede della Belinda Bencic? Tutto lo lascia presagire.

Le parole delle giocatrici: monopolizzate dall’organizzazione nell’immediato dopo partita, è stato possibile coglie solo brevissimo commenti:

Per prima la californiana: “Le condizioni di gioco erano ottime, non molto caldo, una leggera brezza. Sono subito riuscita a trovare la giusta posizione in campo, ho potuto spingere dalla prima palla e mettere in difficoltà un’avversaria esperta, che temevo molto. Penso sia una vittoria meritata in un torneo molto importante, posso fare ancora qualcosa di meglio, ho avuto qualche incertezza che poteva essere evitata. Ora voglio allenarmi, migliorare e confermare che non è stato un episodio. Auguri alla mia avversaria.

La Bains un pò delusa e con poca voglia di commentare: “Non sono riuscita a giocare come posso, ma Catherine non mi ha concesso poco, è riuscita a fermare ogni tentativo di mia reazione ed a vincere tutti i game importanti, ha giocato veramente bene.”

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Australian Open: Nadal rullo compressore, sarà rivincita con Kyrgios

Rafa lascia le briciole a Carreno Busta e attende Nick Kyrgios o Karen Khachanov agli ottavi. “Dovevo migliorare e l’ho fatto. Ho giocato molto bene anche il dritto in lungolinea”

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[1] R. Nadal b. [27] P. Carreno Busta 6-1 6-2 6-4

Una straordinaria dimostrazione di forza. Non si può definire in altro modo la distruzione operata da Rafael Nadal ai danni del suo connazionale Pablo Carreno Busta che ha raccolto solamente sette games in tre set. “La mia migliore partita del torneo – ha dichiarato il maiorchino – senza ombra di dubbio. Una notevole differenza con il mio primo turno, fin dall’inizio di ogni scambio sono riuscito a far danni”.

Un primo set rapidissimo, meno di mezz’ora, un secondo set ancora più rapido, 27 minuti, con Nadal che ha conquistato più del doppio dei punti del suo avversario (rispettivamente 27-12 e 24-11). Rafa ha messo in mostra le sue famose accelerazioni di diritto, sia in avanzamento sia in difesa, ed ha tolto fin dall’inizio degli scambi l’iniziativa a Carreno Busta che ben presto è diventato uno spettatore non pagante della partita. “Dovevo migliorare e sono migliorato – ha confermato Nadal ai giornalisti spagnoli –. Ho giocato molto bene il drive di diritto anche in lungolinea, cosa che mi dà molte opzioni per aprire il campo. Molto bene anche lo slice di rovescio, sia in difesa sia nelle situazioni di attacco, che mi danno un’opzione in più per aprirmi il campo”.

Più equilibrato il terzo set, deciso da un solo break al quinto game, nel quale quattro punti consecutivi di Nadal da fondocampo ed un errore forzato hanno ribaltato il gioco dal 30-15 e lanciato Rafa verso il traguardo finale.

Rafael Nadal – Australian Open (via Twitter, @AustralianOpen)

Impressionanti le statistiche del numero uno del mondo: 42 vincenti contro 18 errori gratuiti (21-21 il computo finale per Carreno Busta), solamente 10 punti persi sulla propria battuta (su 62) e una velocità media della seconda di servizio superiore alle 100 miglia orarie. Al quarto turno potrebbe esserci la sfida contro Nick Kyrgios se l’australiano saprà superare l’ostacolo Kachanov. “Sono due giocatori diversi – ha detto Nadal dei suoi due potenziali avversari – ma la chiave è la stessa: devo giocare al mio miglior livello”.

 

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Australian Open, inarrestabile Rublev: “Non penso alle vittorie di fila”. E ora Zverev

Il russo supera Goffin, accede agli ottavi e resta imbattuto negli ultimi due mesi. Sono 15 le vittorie consecutive. Agli ottavi di finale sfiderà Sascha Zverev

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Andrey Rublev - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[17] A. Rublev b. [11] D. Goffin 2-6 7-6(3) 6-4 7-6(4)

Inarrestabile Andrey Rublev. Il russo continua ad impressionare per la resa in campo in questo inizio di stagione. Il 22enne di Mosca, attulmente n. 16 ATP, ha conquistato già due titoli – a Doha e ad Adelaide – e allunga a 15 la sua striscia di vittorie consecutive (11 nel 2020). A Melbourne avanza imperterrito, nonostante abbia faticato con la wild card australiana O’Connell al primo turno e con David Goffin al terzo. Il belga gli ha dato filo da torcere, ma alla fine ha prevalso la solidità e la concretezza che stanno distinguendo il russo nelle ultime settimane. Rublev ora se la vedrà con l’amico Sascha Zverev. Che effetto fa aver vinto così tante partite di fila?

Sinceramente non sto pensando a quanti match abbia vinto o perso” ha dichiarato il russo nella conferenza post match. “Queste sono cose di cui parla la stampa. Ovviamente è fantastico per me aver conquistato tante partite una dopo l’altra. Nel tennis, potenzialmente ogni settimana c’è un vincitore e quindi ogni settimana si può anche perdere“. Contro David Goffin, Andrey ha concesso il primo set per 6-2: “All’inizio stavo rispondendo davvero male, questa è stata la differenza tra me e lui in avvio di match perché mi metteva pressione, prendeva il controllo degli scambi ed era aggressivo. Non dovevo mostrare le mie emozioni e ho cercato di essere positivo. Nel secondo set ho colto l’occasione e ho avuto un po’ di fortuna. Stava servendo per il set e ha sbagliato. Poi le cose sono cambiate, io ero sempre più fiducioso e lui forse era deluso. Da lì la partita è cambiata“.

Parlando di Zverev (che al momento delle dichiarazioni di Rublev stava ancora disputando il match contro Verdasco, poi vinto) come eventuale prossimo avversario, il moscovita ne riconosce le grandi qualità: “Lo conosco molto bene, siamo cresciuti insieme, abbiamo disputato tante partite da junior e un paio di match a livello ATP. Vedremo. Sascha ha vinto tanti tornei, è stato numero 3 del mondo”. In questo Australian Open, il tedesco è sembrato fino ad ora abbastanza centrato. Ne è la prova il match dominato, senza sprechi di energie, contro una versione decisamente grigia di Verdasco. 6-2 6-2 6-4 il punteggio che gli ha consegnato il passaggio agli ottavi. Sascha dovrà però certamente alzare il livello per tenere il ritmo indiavolato di questo Rublev.

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Un’altra notte magica per Federer all’Australian Open: un grande Millman cede dopo quattro ore

Lo svizzero recupera uno svantaggio di 8-4 nel super tie-break decisivo. Millman sontuoso da fondo campo cede sul più bello. Agli ottavi Fucsovics

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[3] R. Federer b. J. Millman 4-6 7-6(2) 6-4 4-6 7-6(8)

Roger Federer sapeva che affrontare John Millman sarebbe stato difficile nella notte australiana quasi come lo era stato in quella di New York e alla fine quasi alla una di notte si è chiuso un altro episodio della saga eterna dello svizzero. Come era successo allo US Open contro Dimitrov dopo 2 set e mezzo la benzina sembrava finita, la solidità di Millman unita alla capacità di anticipo davvero sorprendente ha portato Federer al limite. Ma alla fine quando sembrava spacciato, dopo quattro prodezze del suo avversario nel super tie-break decisivo, Federer ha tirato fuori quello che Rudy Tomjanovic diceva di non sottovalutare mai: il cuore dei campioni. Da 4-8 il sei volte campione di Melbourne infila 6 punti consecutivi e raggiunge gli ottavi di finale dopo 4h03.

CENTO DI QUESTI GIORNI – Non poteva esserci conclusione più elettrizzante per la centesima vittoria di Federer a Melbourne: giocatore di casa, spalti gremiti, rimonta improbabile. Eppure la partita era iniziata con un Federer molto negativo nel primo set, impreciso negli impatti sia di dritto che di rovescio ma capace comunque di recuperare un break di ritardo quando il guerriero australiano è andato a servire per il set sul 5-3. Eppure nel game successivo sul 4-5, Federer gioca un turno di servizio terribile, cedendo la battuta a zero. Tuttavia il set perso dà la prevedibile sveglia al mai domo 38enne di Basilea, che comincia a trovare meglio il suo gioco specialmente dal lato del rovescio.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Rimarrà sempre piuttosto drammatico il gioco di Federer quando costretto allo spostamento verso destra. Ci ritroviamo di fatto davanti a una situazione paradossale ma non insolita per il Federer ultima maniera: l’avversario che insiste a giocargli sul dritto, come era riuscito con successo a Tsitsipas nell’ottavo di finale dello scorso anno, sempre nella notte australiana. Roger e John infatti si conoscono benissimo, si allenano spesso insieme e dunque non ci sono segreti. Millman ha ancora in mente il successo a Flushing Meadows, non va mai fuori giri e ha la velocità di un motorino da 50cc. Atleticamente mostruoso tanto da far pensare che se tutti i tornei fossero giocati sulla lunga distanza, la sua classifica sarebbe ancora migliore. Federer che invece atleticamente è ben lontano dai giorni migliori come è logico che sia, si butta a rete il prima possibile raccogliendo a fine match 46 punti su 64 (72%).

Eppure nel momento decisivo del match due incredibili passanti dell’australiano sembravano aver posto fine alle speranze di vittoria del basilese. Questo però avverrà dopo 4 ore di gioco, prima Federer sembra poter chiudere in 4 set quando, dopo aver vinto il secondo al tie-break (vinto nettamente 7-2) e vinto il terzo per 6-4, si arriva al 3 pari nel quarto. E lì arriva il temuto calo atletico che riporta Federer fuori tempo sulla palla.

 
John Millman – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Sembra a quel punto la fotocopia del match di Flushing Meadows contro Dimitrov, con Federer alle corde che subisce il break ad inizio quinto set e sembra pronto a gettare la spugna. E invece no, arriva l’immediato controbreak per il due pari. Millman avrà ancora due palle break sul 3 pari ma Federer si salva ancora. Si arriverà alla fine all’epilogo più giusto: il super tie-break dove Millman si porta subito avanti di un mini-break grazie all’ennesimo errore di dritto di Federer. Millman a questo punto entra in un luogo che non ha mai conosciuto: infila punti incredibili a ripetizione inclusi due passanti di dritto (il suo colpo debole) vincenti lontanissimo dal campo, il primo in corsa lungolinea, il secondo uno strettino incrociato su cui Federer non può arrivare.

Sembra finita e invece no, Federer recupera due mini-break grazie a due errori dell’australiano dopo scambi estenuanti, poi al servizio si porta sul 9-8 grazie a una smorzata delicatissima su cui Millman non riesce a controllare il recupero. E sul match point indovina la direzione dell’attacco avversario mettendo il passante di dritto nell’angolo rimasto sguarnito. A fine match Federer è apparso sollevato e molto generoso nei confronti del suo avversario: “Penso che John meritasse di vincere per gran parte di questo match. E poi aggiunge “Sono rimasto lì anche quando tutto sembrava non funzionare. Ci è voluta esperienza, pazienza ma anche un po’ di fortuna”.

Millman esce tra il boato della folla con la delusione negli occhi di chi pensava di averla vinta, di nuovo, contro la leggenda. Una leggenda che continua ad arricchirsi di capitoli. Ora agli ottavi c’è un Fucsovics apparso in forma smagliante. I due si affrontarono allo stesso turno qui due anni fa nel primo torneo dove l’ungherese si mise in luce. Sarà un altro giorno e un’altra storia di un libro lungo 21 anni e 100 vittorie.

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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