RG Day 9: Errani, missione quarti di finale

Roland Garros

RG Day 9: Errani, missione quarti di finale

Pubblicato

il

TENNIS – Contro Jelena Jankovic Sara punta al terzo quarto di finale consecutivo al Roland Garros. In campo anche Nadal contro Lajovic e Murray-Verdasco nella sfida più interessante nel tabellone maschile.

 

SINGOLARE FEMMINILE

 

 

[15] SLOANE STEPHENS (USA #19) vs. [4] SIMONA HALEP (ROU #4)
Stephens leads 2-1
2012 BARCELONA CLAY O R32 HALEP 64 64
2013 HOBART HARD O R16 STEPHENS 64 60
2013 AUSTRALIAN OPEN HARD O R128 STEPHENS 61 61
La testa di serie più alta rimasta in tabellone prima di inzio torneo aveva vinto una sola partita al Roland Garros, nel 2012. Oggi è tra le favoritissime ma Sloane Stephens sembra un buon banco di prova per testare le reali ambizioni della romena. Stephens conduce gli scontri diretti con un pesante 6-1 6-1 agli Australian Open, loro unico incontro a livello Slam ma Halep ha vinto l’unico precedente su terra. Entrambe hanno colto il maggiore successo Slam agli Australian Open, Stephens con la semifinale 2013, Halep con il quarto di finale di qualche mese fa. Paradossalmente, quindi, l’esperienza pare essere dalla parte della più giovane ma è palese che classifica e superficie impongono di dare per favorita Halep. Per entrambe l’ottavo di finale al Roland Garros è il miglior risultato finora quindi chiunque vincerà sarà una debuttante nei quarti di finale parigini.

 

[6] JELENA JANKOVIC (SRB #7) vs. [10] SARA ERRANI (ITA #11)

Errani leads 2-1
2010 INDIAN WELLS HARD O R32 JANKOVIC 26 76(6) 64
2013 WTA CHAMPIONSHIPS HARD I R1 ERRANI 64 64
2014 ROME CLAY O SF ERRANI 63 75
Il precedente di Roma pesa molto. Sara diede a Jelena Jankovic una bella lezione di tennis giocato sul mattone tritato ed è inevitabile che, seppur contro classifica, ci sia molta pressione sulle spalle di Sarita. Ma la nostra numero 1 ci convive dalla finale del 2012, con la pressione, e certo l’ottavo odierno non è il match più difficile che l’emiliana ha mai dovuto affrontare. Perciò è lecito aspettarsi molto da questa partita, anche se JJ sta tornando a livelli alti (o medio-alti, se consideriamo che è stata anche numero 1 del mondo) e invece Sara è uscita dalle top-10. La serba raggiunge gli ottavi a Parigi per la settima volta: in quattro occasioni ha passato il turno. Per Sara, che negli ottavi Slam fin qui non ha mai fallito, la missione possibile sono i quarti, con occhio a semifinali e forse anche finale. Il tabellone permette di sognare e allora perché non farlo?

 

[27] SVETLANA KUZNETSOVA (RUS #28) vs. [23] LUCIE SAFAROVA (CZE #24)

Series tied 3-3
2007 PARIS [INDOORS] CARPET I QF SAFAROVA 63 64
2008 DUBAI HARD O R16 KUZNETSOVA 61 62
2009 CINCINNATI HARD O R32 KUZNETSOVA 63 67(2) 76(4)
2011 FED CUP HARD I FINAL KUZNETSOVA 62 63
2012 SYDNEY HARD O R16 SAFAROVA 61 20 RET.
2012 DOHA HARD O R16 SAFAROVA 76(6) 63

 

[Q] KIKI BERTENS (NED #148) vs. [28] ANDREA PETKOVIC (GER #27)

First meeting

 

SINGOLARE MASCHILE

 

NO. 1 RAFAEL NADAL (ESP) v DUSAN LAJOVIC (SRB)

Head-to-head: first meeting

L’entusiasmo del debuttante contro la solidità dell’esperienza: impossibile trovare uno spiraglio di speranza per Dusan Lajovic, numero 83 del mondo, appena quattro partite vinte a livello Slam. La statistica più curiosa è che Lajovic è ancora imbattuto al Roland Garros, essendo questa la prima partecipazione del ventitrenne. Il compito di togliergli questo record spetterà a un certo Rafael Nadal, che di partite da imbattuto a Parigi è arrivato a giocarne trentuno. Se vincerà, Nadal andrà a quota 62 in totale, una in più di Federer che ieri ha perso e certo non può superarlo. L’ottavo di finale è l’unico turno in cui Nadal ha mai perso al Roland Garros. L’artefice, quasi inutile ricordarlo, fu Soderling nel 2009. Gli altri tennisti capaci di batterlo in un ottavo Slam furono Hewitt agli Australian Open 2005 e Ferrer agli US Open 2007.

 

NO. 7 ANDY MURRAY (GBR) v NO. 24 FERNANDO VERDASCO (ESP)
Head-to-head: Murray leads 9-1
2003 Segovia Challenger Hard (O) R32 Verdasco 61 63
2007 Australian Open Hard (O) R64 Murray 76(4) 75 64
2007 St Petersburg Carpet (I) FR Murray 62 63
2008 Dubai Hard (O) R16 Murray 63 36 76(5)
2008 St Petersburg Hard (I) SF Murray 60 63
2008 AMS Paris Hard (I) R16 Murray 63 76(6)
2009 Australian Open Hard (O) R16 Verdasco 26 61 16 63 64
2009 Miami-1000 Hard (O) QF Murray 61 62
2009 Valencia Hard (O) SF Murray 62 26 63
2009 ATP World Tour Finals Hard (I) RR Murray 64 67(4) 76(3)
2013 Wimbledon Grass (O) QF Murray 46 36 61 64 75

Meno di un anno Fernando Verdasco stava per far fuori il futuro campione a Wimbledon, per cui oggi Andy Murray dovrà giocare con una soglia d’attenzione particolarmente alta. Se è vero che i precedenti sono piuttosto eloquenti, altrettanto indicativo è il fatto che contro Kohlschreiber lo scozzese ha faticato ben oltre le fatidiche camicie. E il fatto che si giochi sulla terra certo non aiuta. Match quindi particolarmente equilibrato e difficile da pronosticare perché Fernando ha disposto fin troppo agevolmente di Gasquet mentre Murray, come detto, ha terminato solo ieri un match equilibratissimo contro il sempre pericoloso Kohlschreiber. Murray non fallisce l’accesso ai quarti di uno Slam dagli US Open 2010, ultima occasione, peraltro, in cui ha perso in uno Slam contro un giocatore fuori dalla top-10. Per Verdasco i quarti a Parigi sarebbero i primi dato che perse agli ottavi sia nel 2007 che nel 2010. In quanto alla superficie, non c’è dubbio su chi la preferisca: Murray ha dalla sua parte le semifinali di Roland Garros, Montecarlo e Roma ma non ha mai fatto finale in nessun torneo su terra mentre Verdasco ha vinto quattro dei suoi sei titoli sul mattone tritato.

 

NO. 5 DAVID FERRER (ESP) v NO. 19 KEVIN ANDERSON (RSA)
Head-to-head: level at 2-2
2012 US Open Hard (O) R128 Ferrer 64 62 76(3)
2013 Indian Wells-1000 Hard (O) R64 Anderson 36 64 63
2013 Roland Garros Clay (O) R16 Ferrer 63 61 61
2014 Acapulco Hard (O) QF Anderson 26 4-2 ret. (left adductor strain)

 

NO. 23 GAEL MONFILS (FRA) v GUILLERMO GARCIA-LOPEZ (ESP)
Head-to-head: Monfils leads 3-2
2003 Spain F28 Futures Clay (O) R32 Monfils 62 62
2008 Casablanca Clay (O) R32 Monfils 67(8) 75 60
2009 Vienna Hard (I) R32 Monfils 75 64
2009 Valencia Hard (O) R16 Garcia-Lopez 62 75
2010 Madrid-1000 Clay (O) R16 Monfils 76(5) 64
2014 Miami-1000 Hard (O) R64 Garcia-Lopez 62 75

 

Continua a leggere
Commenti

Focus

Maltese (FFT) in difesa del Roland Garros: “Wimbledon e US Open avrebbero fatto lo stesso”

Lionel Maltese, docente di strategia d’impresa e consigliere della FFT, spiega a L’Equipe le ragioni dello Slam parigino. “La cancellazione costerebbe 260 milioni di euro, ma le ricadute sarebbero globali”. E spinge per salvare la stagione

Pubblicato

il

Il campo Simonne Mathieu - Roland Garros

Lionel Maltese, docente di strategie d’impresa e membro del Comitato esecutivo della Federazione francese, ha preso la parola su L’Equipe spiegando le ragioni del Roland Garros. Lo Slam parigino si trova infatti in questo momento sotto il fuoco incrociato di chi – dopo l’annullamento imposto dall’emergenza sanitaria – non ha condiviso lo spostamento unilaterale in autunno, deciso senza tener conto degli altri interessi in gioco. L’ultimo fronte è stato aperto dal vicepresidente della federazione tedesca Dirk Hordorff che (sempre al quotidiano francese) ha anticipato la probabile cancellazione di Wimbledon sostenendo l’impossibilità per il Roland Garros di disputarsi nelle nuove date (dal 20 settembre al 4 ottobre) e appoggiando la minaccia avanzata dall’ATP di togliere valore per il ranking allo Slam francese.

FRONTE APERTO – Maltese, da fondo campo, risponde colpo su colpo. “Hordorff è molto vicino a Vasek Pospisil, che da membro dell’ATP Players Council conduce una battaglia personale, sostenendo la Laver Cup che (nelle stesse date, dal 25 al 27 settembre, ndr) spera si possa giocare a Boston. Rafael Nadal ha recentemente sostenuto il fatto che il Roland Garros possa aver luogo regolarmente nel momento in cui le condizioni di salute pubblica e sicurezza lo consentiranno. Credo che Hordorff non abbia ben presenti le conseguenze che avrebbe il mancato svolgimento del Roland Garros a settembre, nel momento in cui lo sviluppo dell’epidemia dovesse consentirlo. Annullare il torneo comporterebbe una perdita di 260 milioni di euro, a cui aggiungere i 100 che ogni anno vengono donati alla FFT per la diffusione del tennis a tutti i livelli in Francia. Senza Roland Garros, la federazione dovrebbe indebitarsi per mantenere il livello di occupazione garantito oggi nel complesso, anche a livello amatoriale. Abbiamo la responsabilità di intere famiglie. Ci siamo mossi su date che sarebbero state nel mirino anche di Wimbledon e dello US Open, senza trascurare il Masters 1000 di Miami che ci stava pensando. Sapevamo anche che posizionarci in anticipo rispetto agli altri ci sarebbe costato critiche a livello mediatico“.

CONSEGUENZE – La ricaduta di una cancellazione, aggiunge Maltese, non sarebbe soltanto locale. “Per il bene del tennis mondiale – spiega – servirebbe unità a livello politico. Questa al momento non c’è, ma credo che provare a mantenere in calendario gli Slam rappresenti una priorità per l’intero movimento. Non solo per una questione tecnica, ma anche di impatto sociale ed economico. Nell’emergenza e con la stagione devastata, i quattro Slam hanno il compito di far sì che il tennis continui a mantenere una dimensione globale. Dovrebbero ragionare all’unisono, invece ognuno coltiva il proprio interesse. Più nell’immediato, non ho timori per i top 50: i giocatori di primissima fascia sono aziende che resisteranno anche a questa crisi. C’è però il rischio di vedere allargato il divario economico con tutti gli altri tennisti e anche a discapito dei tornei, quelli non supportati dalle grandi banche. ATP e WTA sono strutturati in modo da poter proteggere i loro circuiti, l’ITF con meno sponsor rischierebbe e con lei anche la nuova Coppa Davis“.

 

RIPARTIRE – L’esigenza sottolineata da Maltese è quella di dare, in ogni caso, un senso al 2020 del tennis. “Se saltasse per intero la stagione – tiene a puntualizzare -, soprattutto se dovessero saltare gli Slam, si rischierebbe un crollo con un pericoloso effetto domino. Già alcuni Masters 1000 sono in seria difficoltà, perché una clausola assicurativa contro un’eventualità del genere avrebbe avuto un costo spropositato. Faccio un esempio, in scala: sono nel Comitato organizzatore dell’ATP 250 di Marsiglia, che si è potuto disputare a febbraio prima dello stop. Per un evento del genere, la cancellazione avrebbe rappresentato un fallimento totale dal punto di vista economico, senza paracadute per i posti di lavoro e i fornitori. L’unica soluzione sarebbe stata vendere i diritti di quella settimana a un’altra città“.

Continua a leggere

Focus

Roland Garros, Giudicelli: “Decisione nostra”. Garcia: “Ora è impossibile prepararsi al torneo”

L’analisi del quotidiano francese L’Equipe sulla decisione choc di spostare il Roland Garros al 20 settembre. Giudicelli: “Impensabile rinunciare alla stagione sul rosso”. Chardy: “Scioccato dalla mancanza di informazione”

Pubblicato

il

Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Una doccia fredda da Parigi. In piena emergenza coronavirus, con il quotidiano stravolto per tutti a causa della pandemia, martedì gli organizzatori del Roland Garros hanno colto di sorpresa il mondo del tennis annunciando di posticipare l’evento – inizialmente previsto dal 24 maggio al 7 giugno – al 20 settembre 2020, una settimana dopo la fine degli US Open. Una decisione quanto mai inaspettata, giunta in un momento in cui tanti appuntamenti sportivi (e non solo) sono stati cancellati o rimandati ma, soprattutto, una decisione che, a quanto pare, è stata presa in modo univoco, senza previa consultazione con gli altri organi competenti come ATP, WTA e ITF, avvisati all’ultimo momento. Il quotidiano d’Oltralpe L’Equipe dedica un articolo approfondito sulla presa di posizione della Federazione e del presidente Giudicelli, nonché sulle reazioni di alcuni giocatori.

In un contesto di confinamento quasi totale anche in Francia, annunciato due giorni fa dal presidente Macron (nonostante il termine “confinamento” non sia stato esplicitamente pronunciato), per combattere la rapida diffusione del Coronavirus (decisione che ovviamente blocca di fatto quasi tutti i lavori in corso e quindi anche quelli sul sito del Roland Garros), il presidente della FFT Bernard Giudicelli dichiara all’Equipe di non aver avuto scelta: “Tra la lotta a questo flagello e la volontà di organizzare il torneo, collocarci in calendario a settembre ci è apparsa l’unica soluzione realizzabile. Non potevamo pensare che questa stagione si svolgesse senza nessun evento sulla terra. L’interesse del torneo, dei giocatori e delle giocatrici è la priorità per noi. Ho contattato l’ATP, la WTA e l’ITF ma, alla fine, la decisione è stata nostra“.

Le reazioni degli atleti non si sono fatte attendere. Alcuni più ironici, altri basiti, altri ancora furiosi, in molti si sono sfogati sui social. “Trovatemi un giocatore che fosse a conoscenza di questa decisione!” scrive un ironico Wawrinka. “Excusez-moi???” sbotta in francese Naomi Osaka. Caroline Garcia, che si allena attualmente alla Rafa Nadal Academy, esprime tutta la sua perplessità nel preparare uno slam in tali condizioni: “Oggi è impossibile preparare un torneo di questo livello. Immagino che non sia stata una decisione facile da prendere ma ci sono delle priorità“.

Un altro tennista transalpino, Jérémy Chardy, appare deluso che i giocatori non siano stati consultati: “Sono un po’ scioccato della mancanza di informazioni. Ho ricevuto una mail da parte della FFT. L’ATP non ne sapeva niente o non ci ha detto nulla. È strano“. E poi, il Roland Garros si svolgerà quando teoricamente sarà in corso anche la Laver Cup a Boston, prevista dal 25 al 27 settembre. Giudicelli dichiara di “aver avvisato Tony Godsick (l’agente di Federer) della decisione ma di non averlo consultato“. “La Laver Cup fa bene al tennis” continua Chardy, “ma se alcuni giocatori forti preferiscono disputare la Laver Cup piuttosto che il Roland Garros, è l’inizio della fine. E la cosa non mi fa per niente ridere“.

 

Reazione positiva invece da parte di Julien Boutter, ex n. 46 del mondo e attualmente direttore del Moselle Open di Metz, torneo della categoria ‘250’, in calendario dal 21 al 27 settembre 2020: “È evidente. Ho preso la decisione in cinque minuti (di annullare il torneo). Bisogna prenderla con filosofia. Il tennis ha più da perdere senza il Roland Garros che senza un torneo come il Moselle Open. Se siamo intelligenti, possiamo tutti uscirne cresciuti limitando i danni”.

Ma allora – si chiede L’Equipe – si tratta di un colpo di genio di Giudicelli per collocarsi in una data importante o di un bluff dalle conseguenze pericolose? L’assenza quasi totale di concertazione per imporre la scelta francese ha messo tutti gli attori del tennis di fronte al fatto compiuto. Tale imposizione ha infatti scioccato e sorpreso il consiglio dei giocatori. Da considerare il fatto che lo Slam sul rosso inizierà esattamente una settimana dopo la finale maschile degli US Open (il 13 settembre). I finalisti avranno solo una settimana per passare dal duro alla terra, in un altro continente. E Roger Federer? La Federazione francese lo mette dunque in una posizione difficile per quanto riguarda la Laver Cup. Cosa accadrà in caso di conflitto? Senza contare l’impatto di tale cambiamento di programma sui tornei previsti dal 20 settembre al 4 ottobre: San Pietroburgo, Chengdu, Zhuhai, Sofia, Guanghzou, Seoul, Tokyo e Tashkent, così come un tie di sbarramento della Davis, in calendario dal 18 al 20 settembre…

Traduzione di Laura Guidobaldi

Continua a leggere

Focus

Roland Garros: per Nadal è una scatenata dozzina, Thiem si deve arrendere

PARIGI – Rafa affonda l’austriaco dopo due set in equilibrio. Dodicesimo trionfo a Parigi e 18esimo titolo dello Slam per lo spagnolo

Pubblicato

il

Rafael Nadal, a terra - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

[2] R. Nadal b. [4] D. Thiem 6-3 5-7 6-1 6-1 (da Parigi, il nostro inviato)

Chi voleva una partita da questa finale ha avuto una partita, almeno per due set e un po’. Per buoni tratti c’è stato equilibrio. Ma quando poi ci si è allontanati per guardare l’immagine d’insieme, come si fa con un quadro di grandi dimensioni, i tratti del dipinto sono apparsi molto chiari, e molto chiaramente favorevoli a Rafael Nadal. Il maiorchino ha conquistato il suo dodicesimo titolo al Roland Garros (il doppio dei sei vinti da Borg, che già sembravano difficilmente attaccabili) scavando il solco tra lui e Dominic Thiem all’inizio del terzo set, dimostrando come la capacità di mantenere un livello di attenzione agonistica sempre elevatissima lo ha fatto diventare il campionissimo dai numeri stratosferici che tutti conosciamo.

Dopo aver vinto il secondo set sulla dirittura d’arrivo, anche grazie a qualche sbavatura di Nadal, Thiem ha subito un fisiologico abbassamento del livello d’adrenalina che gli ha fatto subire una brutale aggressione (agonistica s’intende) da parte di quell’animale da partite “in rosso” che da ormai quindici anni spadroneggia al Bois de Boulogne a inizio giugno. Con gli altri giocatori ci si può permettere di diminuire i giri del motore per entrare nel set, con Nadal invece è un peccato mortale.

LA PARTITA – Già durante il primo punto, il silenzio del centrale era rotto dal pianto disperato di un bambino, che oltre a causare viva ilarità dei presenti interropeva la litanica preparazione di Nadal per il servizio. Il tema tattico del match non era una sorpresa per nessuno: Nadal a giocare i suoi proverbiali “liftoni” sul rovescio monomane di Thiem e l’austriaco a tentare di aprirsi gli angoli con le sue accelerazioni una volta abbandonati gli amati teloni di fondo. Il primo break era per lui, dopo 27 minuti di gioco, per il tripudio di una platea vogliosa di vedere una partita e ben consapevole dell’importanza del primo set.

Purtroppo per loro, però, due errori non forzati piuttosto banali per Thiem restituivano subito il break a Nadal, che sul 3-3 difendeva il servizio magnificamente in un game da corrida di 12 punti, annullando una chance del 3-4 con un servizio più corto del solito tanto da costringere l’avversario all’errore. Al primo colpo di turbo di Nadal, Thiem perdeva trazione e non riusciva a mantenere la scia: parziale di 10-2 per il maiorchino che chiudeva il primo set in 53 minuti con il punteggio di 6-3.

 

Troppo poco efficace Thiem in fase di risposta, nella quale non riusciva a trovare la giusta posizione, e troppo poco pronto a trovare soluzioni vincenti nei violentissimi scambi da fondo proposti da Nadal e incautamente accettati. Nel secondo parziale però Dominic riusciva a trovare qualcosa in più battuta: solo cinque punti persi nei primi quattro turni di servizio, quando nel set precedente aveva addirittura fatto registrare un saldo negativo nello stesso numero di games (10-11). Tuttavia per sua sfortuna doveva passare mezz’ora nel set prima che Nadal perdesse un ‘quindici’ sul proprio servizio, su un diritto in rete. Ma quando il parziale sembrava ormai pronto per un tie-break, sul 5-6 lo spagnolo accusava il primo piccolo calo del match, e con quattro errori gratuiti consecutivi (due di diritto, due di rovescio) su altrettanti scambi all’ultimo sangue consegnava il secondo set a Thiem con il punteggio di 7-5 in 49 minuti.

Qui l’austriaco perdeva un treno importante, perchè subito in principio di terzo parziale con quattro errori gratuiti (questa volta tre di diritto e uno di rovescio) cedeva la battuta a zero a un Nadal rigenerato dopo la pausa fisiologica e strozzava l’entusiasmo degli spettatori neutrali che si erano vivamente compiaciuti per la raggiunta parità nel punteggio. Il naturale abbassamento dei giri avuto da Thiem dopo la conclusione di un set equilibrato aveva per lui conseguenze devastanti: il parziale di 16 punti a uno mandava Nadal avanti 4-0 in poco più di un quarto d’ora, segnando in maniera irreversibile le sorti del parziale, conclusosi poi 6-1 per Nadal in 30 minuti.

L’inizio del quarto set portava con sè un sensibile abbassamento di temperatura e della luminosità, oltre a un ritorno agli schemi di gioco e di punteggio del primo set, con un maggiore equilibrio negli scambi da fondo e una minore dominanza del servizio. Nel primo game del parziale, il primo ad andare ai vantaggi dal 3-3 nel primo set, regalava a Thiem una palla break per una fuga iniziale nel punteggio, ma Nadal la cancellava con un diritto vincente. Tre gratuiti di Dominic mandavano lo spagnolo subito avanti 2-0, e altre due palle break nel game seguente, vanificate da altrettante risposte mancate di Thiem, segnavano il 3-0 che sembrava già una condanna. Allo scoccare delle tre ore e un minuto di gioco, con una emblematica risposta lunga dell’austriaco sul servizio centrale di Nadal, il match finiva con la consueta celebrazione schiena a terra del maiochino, estatico come la prima volta del suo ennesimo trionfo parigino.

Certo non avrà avuto un tabellone difficilissimo (eufemismo), e sicuramente gli eventi (meteo e non) della seconda settimana lo hanno favorito ancora di più. Ma a 33 anni sulla terra battuta di Parigi, e spesso anche non di Parigi, l’uomo da battere rimane sempre lui. Fino all’anno prossimo la Coupe des Mosquetaires rimarrà nelle sue mani, in attesa che si faccia avanti il prossimo sfidante.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement