Roland Garros interviste, Errani: "Ero scarica mentalmente e fisicamente"

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Roland Garros interviste, Errani: “Ero scarica mentalmente e fisicamente”

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TENNIS ROLAND GARROS – Incontro di quarti di finale: A. Petkovic b. S. Errani 6-2, 6-2. L’intervista del dopo partita a Sara Errani.

Oggi è stato indiscutibilmente un match difficile per te. Cosa ha fatto di diverso in campo la tua avversaria rispetto a Madrid che ti ha reso difficile prendere in mano il match?
Beh, penso che abbia giocato un buon match. Non è stato questo il problema. Il problema ero io. Ho mancato di potenza e di energia e senza questo è dura giocare a tennis.

Per quale motivo pensi che ti sia mancata la potenza e l’energia?
Non so. Ero molto, molto stanca. Non avevo energia dal punto di vista mentale. Forse è la mia miglior qualità, ma oggi non lo so. Non so perché ero sfinita. Non avevo potenza nelle gambe. Non so cosa avevo.

 

Hai giocato il doppio. Nei Grandi Slam giochi il singolo e il doppio. Essendo coinvolta in entrambi è più difficile conservare l’energia?
Si, sicuramente. Non è facile, ma mi piace giocarli entrambi.

Ho sentito che hai avuto qualche problema con i media dopo il match di doppio e che hai scritto una lettera a riguardo. In qualche modo pensi che questo abbia influito sulla tua prestazione in campo?
Forse si, forse no. Non lo so.

Traduzione di Yelena Apebe

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WTA Roma, Iga Swiatek: “Surreale vincere così tanti tornei. Con Barty sarebbe stato più difficile”

Le parole della numero uno del mondo dopo la sua seconda vittoria al Foro Italico: “Ecco perchè ho pianto dopo il match point”

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Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Per il secondo anno di fila la campionessa di Roma si chiama Iga Swiatek: la polacca liquida agilmente Ons Jabeur in finale, vincendo il quarto 1000 su quattro quest’anno, e dimostrandosi di un livello nettamente superiore alla media. Si presenterà al Roland Garros da grandissima favorita. Ecco le dichiarazioni rilasciate dalla numero uno del mondo nella conferenza stampa dopo la vittoria al Foro.

Domanda: Quali sono i tuoi sentimenti riguardo alla vittoria di Roma per la seconda volta? Cosa provi in questo momento?

Iga Swiatek: “Non lo so. È piuttosto difficile descriverlo perché vincere tutti questi tornei consecutivamente è qualcosa di surreale. Credo che la chiave sia stata quella di continuare a fare le cose che facevo prima. È piuttosto strano perché potresti pensare che in ogni torneo ci vuole, non so, qualcosa in più. Ma sono abbastanza felice del mio gioco solido. Sono stato in grado di giocare bene e migliorare anche durante il torneo. Ricordo come l’anno scorso sia stato difficile all’inizio, anche quest’anno è stato un po’ difficile abituarsi alla superficie, quindi sono solo orgogliosa di me stessa, onestamente“.

 

D: La reazione dopo aver trasformato il tuo match point. Raccontaci cosa ti passava per la mente e perché hai sentito che quella era la reazione emotiva di cui avevi bisogno.

Swiatek: “Ho solo sentito un enorme sollievo. Inoltre non è facile giocare contro Ons. Mi sentivo come se ogni game fosse davvero serrato. Lei ha giocato benissimo a tennis, soprattutto cambiando il ritmo nel secondo set, è stata piuttosto intelligente. Risalire da quella situazione di 0-40 nel secondo set (sul 4-2 e servizio, ndr) è stato emotivamente anche duro. È stato difficile per me cambiare le modalità per essere più concentrata e giocare allo stesso modo in cui avevo giocato prima. Mi sono sentita sicuramente sollevata perché il secondo set è stato davvero una lotta molto dura dal punto di vista fisico. Alla fine ero abbastanza stanca, e sono davvero felice di aver potuto farcela con tutta la pressione e le aspettative che c’erano. Penso che per questo ho avuto quella reazione“.

D: Ogni volta che vinci un torneo provi queste emozioni? Vederti piangere è stato piuttosto particolare. Perchè pensavamo che ormai sei abituata a vincere.

Swiatek: “Non è qualcosa a cui ti abitui. Perchè ogni partita è dura. Anche se può sembrare facile, non lo è mai; dietro c’è sempre una dura preparazione e una certa pressione. Il minuto dopo che vinci un match, nella tua testa inizia già quello successivo in questi tornei dove si gioca tutti i giorni. Sì, questa è stata forse la reazione più intensa che ho avuto ultimamente. Va bene così, è stata una settimana con tante pressioni e molto stress, va bene essersi lasciata andare”.

D: Dicci come gestirai tutte le aspettative andando a Parigi. Ti aiuta aver vinto questo torneo a Roma un anno fa, forse sperimentato alcune di quelle emozioni e aspettative?


Swiatek: “Onestamente, farò le cose come le ho fatte qui, anche in altri tornei. Di sicuro sarà un po’ più difficile con tutte le pause che avremo tra le partite, ma mi piace anche il ritmo che abbiamo nei Grandi Slam. Ancora una volta, proverò a farlo passo dopo passo, pensando solo al prossimo match come ho fatto con questi tornei. Se lo tratterò come qualsiasi altro torneo, penso che andrà bene e sarò in grado di tenere questa strada“.

D: Quando parli di pressione, è più quella che ti mettono da fuori tutti quelli che parlano di te e della tua serie di vittorie o quella che ti metti tu stessa?

Swiatek: “Prima era soprattutto pressione interna, pressione creata da me stessa. Giusto ora va un po’ meglio perché ho accettato un po’ di cose. So già di aver fatto delle cose fantastiche in questa stagione, quindi io sento di poter giocare liberamente e non pensare di dover vincere alcuni tornei o vincere delle partite. Quest’anno, la pressione che metto sempre su me stessa, è un po’ più bassa. Di sicuro le aspettative intorno sono più alte, ma non ho mai avuto problemi a non pensarci. Inoltre sto acquisendo esperienza in questo“.

D: Cosa ti ha detto (Jabeur) quando vi siete abbracciate a rete?

Swiatek: “Lei mi ha detto di non piangere. Io le ho detto, ma i tuoi drop-shot mi hanno ucciso (sorridendo). Ons [Jabeur, ndr] è davvero una bella persona. Sta dando quell’atmosfera positiva nel Tour che mancava, quindi è bello”.

D: Hai detto che la tua famiglia non era qui. Vorrei chiederti se sono coinvolti nella crisi dei rifugiati provenienti dall’Ucraina in Polonia e se altre giocatrici hanno aderito alla tua proposta di giocare con i nastri per la pace di cui avevi parlato qualche mese fa?

Iga Swiatek: “So che molte giocatrici hanno giocato con dei nastri contro la guerra dall’inizio del conflitto, quando tutto il trambusto era un po’ più rumoroso. Perché adesso mi sono resa conto che alcune di loro hanno smesso di utilizzarlo e questo è qualcosa di piuttosto strano perché c’è ancora la guerra, ci sono persone che ancora soffrono. Io lo indosserò fino a quando la situazione non migliorerà. Non capisco, o meglio capisco il perché di questa inversione di rotta. Tutto ciò fa anche parte del modo in cui funzionano i media. All’inizio c’è tanta agitazione, poi la cosa si calma un pò. Speriamo che i tennisti saranno più solidali. Per quanto riguarda la mia famiglia, sta bene. Di sicuro la guerra colpisce un po’ di più la Polonia, rispetto ad altre nazioni. È qualcosa che non posso provare sulla mia pelle, non sto vivendo quell’esperienza. In questo momento sono continuamente in viaggio per l’Europa. Mentre prima, quando la guerra è iniziata, sono stata negli Stati Uniti per molto tempo.Però, sì, so che la situazione è difficile. Sono consapevole che i polacchi siano importanti per accogliere tutti gli ucraini che sono fuggiti dal loro Paese. Ho anche intenzione di supportare e sostenere concretamente l’impegno della Polonia, attraverso delle iniziative, con la speranza che qualcosa cambi. Questo è anche uno dei miei obiettivi in questo momento, oltre a quelli relativi alla mia carriera. So che ne avevo parlato già da molto tempo. Ma solo ora posso rendere ufficiale questa notizia. Io di sicuro voglio mostrare il mio sostegno al popolo ucraino, come ogni altra persona polacca sta facendo nel nostro Paese”.

D: Hai ricevuto, di recente, un messaggio di congratulazioni da parte di Ash Barty? Pensi a volte, che se lei non si fosse ritirata, tutto per te sarebbe stato molto più difficile? Ti è mai capitato di pensarlo oppure no?

Iga Swiatek: “Beh onestamente sì, mi è capitato di pensarlo. Sono assolutamente consapevole che se Ash [Barty, ndr] fosse ancora in Tour, sarebbe stato molto più difficile e complicato poter vincere partite e tornei. Quando ha deciso di ritirarsi, ho avuto la forte ed immediata convinzione di possedere il miglior tennis nel Tour in questo momento; ed è stato su quello che mi sono concentrata. Questa mia convinzione interna mi ha dato un sacco di motivazione. Ad esempio, per migliorare nell’analisi del mio gioco e renderlo così più completo. Di sicuro, con lei ancora in gioco, sarebbe stato più difficile. Ma ci sono delle ragioni ben precise, alla base della sua volontà di smettere. Penso che sia giusto che tutti rispettino la sua decisione, di voler iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Di sicuro mi manca in Tour, perché mi è sempre piaciuto guardarla giocare, per via del suo gioco; ma anche per la sua forza mentale. Proprio su questo aspetto, in campo, dimostrava sempre una superiorità rispetto alle avversarie che incontrava”.

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WTA Roma, Ons Jabeur: “Iga ha meritato. Spero di essere pronta per il Roland Garros”

Dopo due settimane da incorniciare Ons si complimenta con la n.1 al mondo e si prepara per lo Slam rosso

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Ons Jabeur – WTA Roma 2022 (foto di Roberto dell'Olivo)

La stagione sulla terra di Ons Jabeur può definirsi entusiasmante, senza ombra di dubbio. Finale a Charleston, poi vittoria nel 1000 di Madrid(prima tennista africana) e subito la settimana a seguire la finale a Roma, dove oggi non era al massimo delle condizioni fisiche e ha dovuto cedere a Iga Swiatek, che ormai non è neanche più una grossa novità.

La n.7 al mondo però, sempre gentile e sportiva, ha posto l’accento sulla bravura della polacca e della sua strepitosa annata finora, oltre a citare i suoi limiti odierni: “Non mi sentivo aggressiva, avrei dovuto puntare di più sui colpi e lasciar andare il braccio. Lei gioca davvero bene, aggressiva, ha una palla molto diversa dalle altre giocatrici. Avrei dovuto credere di più di poter vincere questa partita. Il 4-2 è stato il gioco della partita; mi sentivo come se stessi facendo del mio meglio per farle girare tutti gli angoli del campo, ma era già pronta per quello, anche se forse avrei dovuto entrare in modo più aggressivo su un paio di colpi. Non ho giocato il mio miglior tennis, di sicuro, ma sono abbastanza felice di queste tre settimane. Per ora rimarrò positiva e mi concentrerò sull’Open di Francia. Ho molte cose da imparare da questa partita e sono felice della settimana che ho trascorso qui a Roma. Iga è la numero 1 per un motivo, ho molto da imparare da lei. Speriamo di avere presto un’altra partita“.

Il pensiero Roland Garros, chiaramente in questo periodo dell’anno è l’ossessione di tutti i tennisti, specie di chi (come Jabeur) sulla terra gioca bene e sta ottenendo grandi risultati, soprattutto consapevole di essere tra le poche elette che sono favorite a portare a casa la Coppa dei Moschettieri: “Mi aiuta molto ad essere fiduciosa, essere consapevole delle aspettative. Mi aiuta a essere più dura con me stessa. Devo arrivare nella seconda settimana, e migliorare gli altri risultati che ho fatto negli Slam. Forse altre giocatrici, come mi vedranno diranno “oh no(il termine era un altro), gioco con Ons”. Mi piace molto il Roland Garros, ho dei bei ricordi con quel Grande Slam. Sinceramente non pensavo di essere tra le favorite, andare lì e le persone si aspettano che io faccia delle cose. Ma è sicuramente una buona pressione per me, spero di essere pronta. Per ora lancio le mie racchette per due giorni, poi le riprenderò e sì, sarò pronto mentalmente, fisicamente per il torneo“.

 

Ma Ons Jabeur, nota per le sue invenzioni con la racchetta, ha anche una fine intelligenza tattica, che non manca di utilizzare per capire come e perché Swiatek domini in questo modo: “Non dubitavo di me stessa, ma avrei dovuto crederci di più. Avrei dovuto tirare di più, essere più sciolta. So che fisicamente non mi ha aiutato molto. Ho cercato di mantenermi positiva, provando a ripetere alcune parole nella mia testa che potevo farcela, continuavo a dirmelo l’intera partita. Ci sono alcuni punti che forse, se li avessi fatti, avrebbero cambiato lo scenario del gioco. Ma vuol dire che ha giocato in modo incredibile nei punti importanti. Questo è ciò che rende Iga Iga. Oltre ad avere un peso di palla differente: più sul dritto, devo dire. Forse il giro della palla era un po’ più duro. Penso si adatti molto bene al campo in terra battuta. Avevo bisogno di adattarmi di più forse ai suoi scatti perché era diverso. Onestamente, le ultime partite che ho avuto contro Dash e Maria era più spin. Lei sicuramente ha un gioco aggressivo, che la aiuta ad ottenere più punti gratuiti“.

Ovviamente, l’amarezza non manca, seppur ben camuffata, nelle parole di Jabeur, che però riesce comunque ad avere uno sguardo roseo sul suo futuro, ora che la sua carriera sembra essere sempre più in fase di decollo: “Non sto piangendo in questo momento perché Iga è troppo brava, riconosco che ha giocato davvero bene. Come ho detto, forse io non ha giocato il mio miglior tennis, ma Iga può farti diventare quel tipo di giocatrice in campo. Preferisco perdere una finale in un 1000 che una finale in un Grande Slam. Quindi lo prendo come una cosa positiva, e non voglio rovinare le ultime tre settimane con questa partita. Iga è Iga. Lei merita di essere qui e merita di vincere partite del genere, da cui imparerò sicuramente molto“.

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WTA Roma. Swiatek sorprende persino se stessa: “Posso fare sempre meglio e non me lo aspettavo”

La numero 1 del mondo Iga Swiatek non si ferma più: “Sento che adesso il limite è solo il cielo”

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Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Ventisette vittorie consecutive con 33 set conclusi concedendo due o meno giochi, quinta finale consecutiva, la seconda a Roma e 37esima partita vinta sulla terra nel circuito maggiore a fronte di sole sei sconfitte. Sono solo alcuni dei numeri impressionati con cui Iga Swiatek si presenterà domani alla finale degli Internazionali BNL d’Italia, dove troverà la vincente del match tra Jabeur (la più in forma insieme alla polacca in questo periodo) o Kasatkina. Forte dei risultati che sta ottenendo, la numero 1 del mondo ha fatto capire attraverso le parole rilasciate nella conferenza stampa seguita alla vittoria su Sabalenka per 6-1 6-2 quanto sia alto il livello di fiducia raggiunto nel corso di questo torneo: “Oggi ho sentito di aver capito alla perfezione la terra. È davvero piacevole!

D: Seconda finale in due anni a Roma? Quanto sei contenta?

Swiatek: Molto! Sono davvero contenta per il percorso che ho avuto questa settimana perché ho dovuto superare alcuni momenti negativi. Mi sento ogni giorno meglio.

 

D: Qual è la parte più gradevole o più divertente del periodo che stai attraversando?

Swiatek: Sì, è piacevole, anche se in questi tornei in cui si gioca ogni giorno non c’è molto tempo per festeggiare. Appena dopo aver finito un match, bisogna pensare a quello successivo ed è piuttosto complicato. In ogni caso so che posso essere orgogliosa di quello che sto facendo e avrò tempo di pensarci. Comunque sì, mi sorprende ogni volta scoprire che posso fare sempre meglio. Questa è la parte divertente, senza dubbio.

D: Oggi ti sei sentita in totale controllo del match? Percepivi che niente sarebbe potuto andare storto?

Swiatek: Di sicuro oggi è stato un po’ diverso dalle altre partite perché penso che il mio livello di attenzione sia stato costante per tutta la durata del match. Forse solo nel secondo set, alla fine, ho avuto qualche incertezza, ma sono contenta di aver imparato la lezione dagli incontri precedenti in cui percepivo che davo la possibilità alle mie avversarie di rientrare nel match. Oggi volevo mettere pressione ad Aryna dall’inizio alla fine e sono contenta di esserci riuscita.

D: Hai dominato molti dei set vinti in questa striscia di risultati, ci sono stati diversi 6-0 o 6-1. E’ per te motivo di orgoglio anche il fatto che sei in grado di restare concentrata durante le partite per rendere lo score il più pesante possibile?

Swiatek: Onestamente non presto troppa attenzione al punteggio finale. Se riesco a brekkare una volta, non sento che mi dovrei fermare, ma anzi penso solo a continuare a fare bene e a tenere il servizio. Inoltre, nei game in risposta sento la stessa fiducia che ho quando batto e questo mi dà qualcosa in più per poter breakkare più volte.

D: Nel tennis femminile ci sono molte nuove vincitrici, anche negli Slam e soprattutto al Roland Garros dove negli ultimi otto anni hanno alzato il trofeo otto giocatrici diverse. Cosa pensi a tal proposito? Quali pensi possano essere le avversarie più insidiose per te all’Open di Francia? Pensi più a delle ragazze giovani o a qualcuna già affermata ad alto livello?

Swiatek: È difficile dire chi possa arrivare fino in fondo. Di sicuro se giocherò fino alla finale dovrò giocare con diverse tipologie di avversarie. Non so perché ci siano stati tanti rivolgimenti nel tennis femminile e perché sia mancata continuità. Forse anche il COVID ha influito: stare in bolla non è stato facile.

D: Hai vinto 27 partite di fila. Non molte sono riuscite a fare meglio. Hai letto qualcosa sulle strisce vincenti del passato?

Swiatek: Ho letto qualcosa dopo Miami e di sicuro leggerò qualcos’altro dopo il torneo. Come ho detto, si gioca ogni giorno e quindi è difficile trovare il tempo per questa e altre cose. In più non ci voglio pensare troppo: voglio concentrarmi semplicemente sul mio gioco

Anche il direttore Scanagatta ha fatto una domanda a Iga: Diversi giornalisti polacchi mi hanno chiamato per chiedermi cosa pensano gli italiani di te. Ho detto loro che alla gente piacerebbe vedere di più il tuo sorriso, i tuoi occhi. In televisione sembra quasi che tu ti nasconda. Non so se per te è importante ma sarebbe interessante per la tua immagine se tutti ti vedessero sorridere”. Questa la risposta della polacca: Penso che la mia immagine vada bene anche così, non credo che il cappellino che indosso incida negativamente. Ho giocato per tantissimi anni con il cappellino e ora mi sentirei strana senza: ormai è qualcosa di naturale per me e per questo non credo che cambierò. Potrei cambiare solo se lo percepissi scomodo o comunque per ragioni legate al mio gioco. Con il cappellino non mi devo preoccupare dei miei capelli e quindi preferisco averlo.

Infine qualche battuta su quella che potrebbe essere la sua sfidante in finale, Ons Jabeur: Ad essere sincera non ho visto le sue partite sulla terra. Ci sono pochi tornei sul rosso ed è impossibile conoscere il gioco di tutti. Ons è una giocatrice scaltra, cambia spesso ritmo con back e smorzate. Quando ho giocato con lei (2-1 in favore della tunisina in precedenti, ndr) è sempre stata dura.

Il tabellone del WTA Roma

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