ATP Halle/Queen's: Federer-Falla e Dimitrov-Lopez le finali

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ATP Halle/Queen’s: Federer-Falla e Dimitrov-Lopez le finali

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TENNIS – In Germania il colombiano sorprende in 3 set un deludente Kohlschreiber (5-7 7-6(5) 6-4). In finale giocherà contro Roger Federer, che alla sua nona finale va in cerca del settimo titolo (6-3 7-6 a Nishikori). A Londra, Dimitrov dispone agevolmente 6-2 6-4 di Stan Wawrinka e affronterà lo spagnolo che supera Stepanek (7-6(7) 6-4).

ATP 250 HALLE

 

R. Federer b. K. Nishikori 6-3 7-6(4) (Enrico Serrapede)

Seconda semifinale di Halle tra Federer e Nishikori, il giapponese è uno dei pochi nel circuito che può vantare un head to head positivo con il campione elvetico conducendo 2-1. Federer non batte Nishikori da Basilea 2011 quando s’impose in finale, gli ultimi due scontri risalgono invece a Madrid 2013 e Miami 2014.

Si parte con Federer al servizio, svizzero chiamato assolutamente a dimostrare qualcosa in più dopo l’esordio così e così con Sousa in un match vinto solo al set decisivo. Anche Nishikori dopo l’infortunio nella finale di Madrid e il primo turno al Roland Garros ha in Federer un buon banco di prova per testare il recupero.  L’inizio è ok per lo svizzero che a quindici elimina lo zero nella casella dei game vinti. Non trema neanche il giapponese il turno successivo, 1-1. Tutto relativamente facile anche al terzo gioco per il cinque volte campione di Halle, nonostante Roger metta in campo poco più di una prima su due gira in vantaggio 2-1. Non ci sono grandi sussulti, e ci si ritrova sul 3-2 dopo soli quattordici minuti. Nishikori e Roger sono solidi al servizio concedendo al massimo due punti a chi risponde. Game più movimentato il sesto dove Roger sale 30-30 e subito dopo Nishikori sbaglia il primo rovescio del match concedendo palla break (la prima  dell’incontro). Il break c’è, arriva. Il numero dodici al mondo pasticcia ancora e appoggia in corridoio un dritto in manovra. 4-2 e servizio Federer che sale 5-2 nonostante la palla del contro break per il suo avversario. È il game più bello del set condito da volè e passanti ad alto tasso tecnico. La differenza l’ha fatta soprattutto il servizio dello svizzero, preciso ed efficace nei momenti di difficoltà. Si chiude 6-2 in ventinove minuti il primo set, 69% di prime in campo per Federer e 64% di punti con la prima. Nishikori invece paga decisamente i pochissimi ma fondamentali errori fatti nel primo parziale. 

Nishikori inizia il seconde set in fotocopia con la fine del primo cioè commettendo errori, regala una seconda palla break a Federer che attacca e lo costringe all’errore con il passante. Come successo nel primo set dopo il break Federer concede chance del contro break, questa volta Nishikori non se la fa scappare e lo aggancia sull’uno pari. Si procede senza rischi al servizio, spesso tenuto a zero. Match gradevole condito anche di qualche perla a rete di Federer e di qualche gran risposta di rovescio del giapponese. On serve fino al 5-4 per Nishikori che costringe così il suo avversario a servire per rimanere nel secondo set. Senza patemi Roger aggancia sul 5-5, nonostante una stecca nel secondo punto del decimo game, unico perso inoltre. In logica successione entrambi si garantiscono il tiebreak giusto epilogo di un set equilibrato che forse però Federer poteva gestire meglio dopo aver messo a segno il break nel primo gioco.

Il tiebreak: scatto iniziale di Federer che sale 2-0 ma nel terzo punto si fa recuperare il minibreak dopo una volè di dritto messa in rete. Dal 2-0 di svantaggio il giapponese mette in fila quattro punti spostando pesantemente l’inerzia dalla sua. Dai quattro punti consecutivi di Nishikori si passa però ai cinque di Federer che chiude il tiebreak 7-4. Simpaticissimo siparietto subito dopo il match point con Federer che dimentica il punteggio e di spalle va a riprendere posizione, una volta a fondo campo però si gira e si rende conto che Nishikori lo aspetta a rete anche piuttosto spiazzato. La risata è scontata con lo svizzero che chiedendo scusa si avvicina alla rete per i saluti finali ad avversario, arbitro e pubblico.

In finale Federer ritroverà Falla che qualche anno fa a Wimbledon si ritrovò addirittura a servire per il match nel quinto set contro lo svizzero al primo turno.


A. Falla b. P. Kohlschreiber 5-7 7-6(5) 6-4
(Stefano Tarantino)

Incredibile esito della prima semifinale al torneo sull’erba di Halle.
Il colombiano Alejandro Falla, nr. 69 del ranking, batte in tre set (5-7 7-6(5) 6-4) il beniamino di casa Philipp Kohlschreiber e raggiunge la seconda finale della sua carriera dopo quella dell’anno scorso a Bogotá (dove poi fu sconfitto da Ivo Karlovic).

Esito a sorpresa per vari motivi.
Innanzitutto perché c’erano stati 5 precedenti tra i due giocatori ed aveva sempre vinto Kohlschreiber.
Poi perché Falla che sull’erba non ha mai sfigurato (ed in generale neanche sul veloce, un colombiano un po’ atipico), basti tornare indietro all’edizione di Wimbledon 2010 dove arrivò a due punti dalla vittoria contro Roger Federer, diventa il primo del suo paese a raggiungere una finale sulla superficie verde.
Ed infine perché nella sfida contro Kohlschreiber è venuta fuori la cronica mancanza del tedesco di chiudere match che praticamente ha in pugno.
Perché Falla dopo esser partito bene, almeno fino a metà terzo set ha mostrato una continua difficoltà a tenere la battuta (al contrario di Kohlschreiber) ed una evidente insufficienza alla risposta, ma ciò non è bastato al suo avversario, che ha cincischiato fin troppo, ha sprecato un break di vantaggio nel terzo set ed alla fine ha perso un incontro nettamente alla sua portata giocando una volta sotto pressione in maniera davvero scadente.
Comunque onore a Falla che ora attende in finale il vincitore dell’altra semifinale tra Kei Nishikori e Roger Federer (il colombiano è sotto 6-0 nei precedenti con lo svizzero e 3-0 con il giapponese). Sulla carta una finale senza la minima speranza di vittoria, vedremo il campo cosa ci dirà.

Philipp Kohlschreiber prova ad essere per l’ennesima volta profeta in patria, visto che sino ad oggi sulle 11 finali disputate in carriera 7 le ha giocate in Germania.
La cabala inoltre pare dalla sua parte, affronta nella semifinale di Halle il colombiano Alejandro Falla, nr. 69 del seeding, già battuto 5 volte su 5 nei precedenti.
Non solo, Kohlschreiber ad Halle è già arrivato due volte in finale, nel 2008 e nel 2011 (edizione poi vinta), quindi di regola visto che sono passati 3 anni il passaggio all’atto conclusivo sembra già scritto.

L’inizio del match invece arride a Falla, che mostra un’ottima padronanza di tocco, un buon servizio ed una buona disinvoltura sull’erba.
Il colombiano centra subito il break nel quarto game, quando Kohlschreiber dal 40-0 subisce 5 punti consecutivi e cede la battuta.
Falla mantiene il vantaggio sino al 4-3, poi nell’ottavo gioco dal 30-0 subisce la reazione di Kohlschreiber, sin lì abbastanza svogliato e scoraggiato. Il tedesco centra il break e rientra in partita anche di testa.
Falla inizia a faticare molto quando serve al contrario del suo avversario che al di là del terzo game nel quale ha subito il break, cede negli altri turni appena due punti in tutto il primo set.
Falla traballa una prima volta nel decimo game.
Si giocano ben 28 punti, Kohlschreiber non sfrutta ben 5 set point mentre il tennista colombiano solo alla 7° occasione pareggia i conti e sale 5 pari.
Ma l’inerzia è tutta dalla parte di Kohlschreiber che difatti approfitta di un doppio fallo del suo avversario e chiude il primo set 7-5 dopo 52 minuti.
Il tedesco è praticamente perfetto al servizio, ben il 70% di prime con le quali fa nove volte su dieci il punto.

Si ha l’impressione che Kohlschreiber debba solo sferrare il colpo del ko, ma il tedesco non riesce ad essere continuo e Falla si mantiene a galla. Nel secondo set il colombiano sembra essere sempre sul punto di cedere le armi ed invece si salva puntualmente.
Falla mantiene ai vantaggi la battuta sia nel secondo, che nel quarto che nell’ottavo gioco del parziale, senza mai concedere palla break.
Kohlschreiber cede appena 7 punti alla risposta in 6 servizi, ed ecco che arriva il tie break.
Il tedesco parte malissimo subendo subito il minibreak, ma lo recupera sull’1-2.
Falla torna di nuovo avanti di un minibreak sul 3-2 e servizio complice un gratuito di rovescio del suo avversario.
Il colombiano allunga sino al 5-2 ma Kohlschreiber non ci sta ed impatta sul 5 pari, arrivando così a due punti dal match.
Falla si procura un set point sul 6-5, Kohlschreiber sbaglia l’ennesimo rovescio e regala il secondo set all’avversario.

La partita per il tedesco si è maledettamente complicata, ma ad inizio set decisivo centra subito il break (tre punti in sequenza fantastici di cui due con il rovescio) ed il match per l’ennesima volta pare chiuso.
Kohlschreiber pare veleggiare tranquillo verso la finale ma sul 3-2 e servizio arriva inaspettato il controbreak del colombiano.
Falla prima va sullo 0-30, e poi sul 30 pari gioca due bellissime volee in allungo di rovescio.
Ora è il tennista di casa ad andare psicologicamente in difficoltà, innanzitutto perché sa di aver rimesso in gara un avversario fastidioso e poi perché il primo a servire nel set è proprio Falla, quindi toccherà a Kohlschreiber servire per rimanere nel match a fine set.
Il colombiano rischia nel settimo game sullo 0-30, poi però si salva, tiene la battuta, e tutto procede regolare anche nei due game seguenti per il 5-4 in suo favore.
Come previsto Kohlschreiber accusa la tensione e gioca un game disastroso, lasciando completamente l’iniziativa al suo avversario che non si fa pregare e quando può si butta a rete.
Falla prima sale 0-30, poi sul 30 pari Kohlschreiber sbaglia un diritto semplice concedendo il primo match point al suo avversario. Falla viene avanti, il passante del tedesco finisce in rete.
Il colombiano più incredulo che mai alza le braccia al cielo, per lui è finale sull’erba di Halle.

ATP 250 QUEEN’S

G. Dimitrov b. S. Wawrinka 6-2 6-4 (Cesare Novazzi)

Al torneo del Queen’s va in scena la prima semifinale che vede affrontarsi  Stanislas Wawrinka e Grigor Dimitrov. Stan, tds numero uno, ha battuto in scioltezza ai quarti Matosevic (giustiziere di Cilic che era stato vincitore qui nel 2012 e finalista lo scorso anno). Il bulgaro, come nel 2012, raggiunge nuovamente la semifinale, dopo aver beneficiato del ritiro di Dolgopolov, probabilmente ancora condizionato dall’infortunio patito al Roland Garros.

I primi game dell’incontro si snodano al servizio, con i giocatori che sembrano studiarsi per decidere quale tattica utilizzare. Quando sembra essere Wawrinka a prendere il dominio dello scambio da fondo, Dimitrov rompe gli indugi e cambia strategia facendosi aggressivo. Infatti al quinto gioco il bulgaro, complice comunque un Wawrinka non precisissimo al servizio, si procura due palle break, annullate entrambe (in particolare sulla seconda Dimitrov non tiene bassa una stop volley e Wawrinka passa). Lo svizzero però non riesce a chiudere il game e dopo aver concesso altre due palle break, cede il servizio con un doppio fallo dopo che, sulla seconda di servizio, Dimitrov aveva messo in piedi in campo per mettere pressione. Il bulgaro conferma il break e il momento di fiducia tenendo il servizio a zero per il 4 a 2.  Al settimo gioco ancora Dimitrov mette in mostra un tennis frizzante e, giocando sapientemente slice di rovescio e smorzate, sale subito 0-40. Wawrinka annulla la prima con servizio e rovescio, ma sulla seconda attacca a rete troppo centrale e corto e Dimitrov non ha problemi a passare conquistando il doppio break. Così il bulgaro chiude il primo parziale per 6 a 2 complice anche Wawrinka che non sfrutta una palla break sparando fuori il rovescio.

Il secondo set riparte con lo svizzero al servizio, tenuto agevolmente.  Al quarto gioco Dimitrov va sotto 15-40, annulla le palle break con il servizio e pareggia 2 a 2. Al settimo gioco ancora Wawrinka accusa un inspiegabile calo di concentrazione e cede il servizio con un errore di diritto. Il match sembra proprio scivolare via al tennista svizzero che addirittura cerca di rompere la racchetta, spezzandola poi con il ginocchio. Infine, sul 5 a 4, il servizio passa a Dimitrov che, con il nono ace, chiude il match per 6 4.

Brutta partita per Wawrinka che ha lasciato il comando all’avversario, mostrando poca concentrazione e poca lucidità. A Dimitrov comunque vanno i meriti della vittoria: ha saputo alzare il livello del suo tennis nei momenti cruciali ottenendo così la sua prima finale sull’erba.

F.Lopez (10) b. R.Stepanek (15) 7-6(7) 6-4 (Stefano Tarantino)

Sfida della vecchia generazione nella seconda semifinale del Queen’s, dove si affrontano Radek Stepanek che a novembre compirà la bellezza di 36 anni, e Feliciano Lopez, che di anni a settembre ne compirà 33.
Sono ben 10 i precedenti tra i due tennisti, Stepanek conduce 8-2 e lo spagnolo ha vinto solo in Canada, una volta a Toronto ed una volta a Montreal, sempre nel Masters Series, la prima volta nel 2008 e la seconda nel 2011. I due semifinalisti non si sono mai incontrati sull’erba.

Il primo set ha un andamento abbastanza regolare, i due contendenti si affrontano a viso aperto mostrando le loro qualità di tocco e di gioco di attacco, ne beneficia lo spettacolo ed il pubblico si diverte.
Stepanek ha una palla break nel terzo gioco ma non riesce a sfruttarla, ghiotta invece è l’occasione che si presenta a Feliciano Lopez nel sesto game.
Lo spagnolo, avanti 3-2, si procura ben 5 palle break, ma Stepanek con grandissimo mestiere le salva tutte ed alla fine impatta sul 3 pari.
Da quel momento in poi si procede con regolarità, solo il ceco tiene la battuta ai vantaggi nel decimo game (dove Lopez sulla parità arriva a due punti dal set), per il resto davvero poche possibilità per chi risponde, logica conclusione il tie break.

Tie break dove le emozioni e lo spettacolo non mancano.
Si seguono ancora i servizi sino al 3-2, poi arriva il minibreak di Lopez con una gran risposta di diritto. Lo spagnolo mantiene il vantaggio sino al 6-3 e si procura di conseguenza 3 set point, i primi due da giocare sul servizio dell’avversario.
Stepanek annulla il primo e poi dopo uno scambio da urlo anche il secondo per il 5-6.
Lo scambio in questione è incredibile, con almeno 3 recuperi del tennista ceco impossibili per chiunque altro.
Alla fine è proprio Stepanek che chiude il punto con uno smash agevole. Tutti gli spettatori si alzano in piedi e applaudono a scena aperta.
Lopez allora prova a chiudere sul suo servizio, ma il suo avversario si è caricato dopo il punto precedente, gran passante e volee dello spagnolo in rete, 6 pari, tutto da rifare.
Sul 7 pari Stepanek sbaglia un comodo diritto e concede il quinto set point all’avversario che stavolta lo sfrutta con una bella volee incrociata, 9-7 e dopo ben 63 minuti il primo set va a Lopez.

Stepanek pare dei due il più stanco, non corre grossi pericoli e regge bene gli scambi, ma gli manca qualcosa oggi che possa incrinare la sicurezza e la disinvoltura di Feliciano Lopez, che sembra sappia di non poter perdere il match.

Nel secondo set si seguono senza particolari sussulti i turni di battuta anche se i colpi d’autore da ambo le parti non mancano per il piacere del pubblico.
Stepanek tiene ai vantaggi il terzo game ma poi è costretto a cedere la battuta nel settimo gioco.
Lopez indovina due rovesci da urlo e sale 4-3 e servizio, ipotecando praticamente la finale.
Stepanek prova a rientrare subito in partita, nel game successivo va 0-30 sul servizio dello spagnolo, che però recupera sul 30 pari e poi indovina dopo il solito pallonetto difensivo millimetrico del ceco un diritto di una violenza inaudita da fondo campo.
Stepanek replica subito, passante di diritto da urlo che “l’occhio di falco” certifica atterrato all’incrocio delle righe, parità.
Lopez però non intende far rientrare il suo avversario, due punti di fila e 5-3 per lo spagnolo.
Non vi saranno altre emozioni, il nr. 29 del mondo chiude nel decimo game e guadagna la 10° finale della sua carriera, la 2° sull’erba dopo quella vinta l’anno scorso ad Eastbourne.
Feliciano inoltre è il primo mancino spagnolo ad arrivare in finale al Queen’s dopo Rafa Nadal che vinse il titolo nel 2008.

Raggiante nell’intervista sul campo lo spagnolo a fine match: ”E’ stato un gran bel match, grazie naturalmente anche a Radek. Sono molto contento di essere arrivato in finale in questo torneo davvero speciale. Ringrazio il pubblico che mi ha sostenuto tutta la settimana. Con Grigor sarà un match molto difficile, è uno dei ragazzi che stanno emergendo”.

Esiste un solo precedente tra Feliciano Lopez e Grigor Dimitrov, vinto dallo spagnolo proprio sull’erba del Queen’s nel 2010.

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ATP Indian Wells: il nuovo “maestro” si chiama Cameron Norrie

Norrie risale da un set e un break di svantaggio contro Nikoloz Basilashvili. Si tratta del suo primo titolo Masters 1000. Nella corsa a Torino bisognerà fare i conti anche con lui

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Cameron Norrie - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] C. Norrie b. [29] N. Basilashvili 3-6 6-4 6-1

Forse l’immagine più rappresentativa di Cameron Norrie, nuovo vincitore di Masters 1000 che qui a Indian Wells ha iscritto il suo nome per la prima volta nell’albo d’oro del BNP Paribas Open, è quella che lo ritrae immediatamente dopo l’ultimo punto della finale: braccia alzate verso il cielo, ma niente di più, niente lacrime, niente grida di gioia, niente celebrazioni eccessive. Molto British.

In una delle finali più sorprendenti della storia recente dei Masters 1000, Cameron Norrie ha sconfitto in rimonta Nikoloz Basilashvili, demolendo scambio dopo scambio la resistenza del georgiano che verso la fine dei 109 minuti di partita si è andata affievolendo sempre più, probabilmente anche a causa di qualche problema fisico che l’hanno costretto a prendersi una pausa fisiologica nel mezzo del terzo set. “È un problema che ho avuto anche nei precedenti incontri – ha spiegato nella conferenza stampa post match – oggi tuttavia era peggio degli altri giorni. Non voglio dire di cosa si tratta, in ogni modo non avevo più nulla nel serbatoio, lui giocava ottimi colpi piatti di rovescio e con tanta rotazione di diritto, per contrastarlo avrei avuto bisogno di molta più energia, ma oggi proprio non potevo farcela”.

 
Nikoloz Basilashvili – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

E dire che l’inizio del match era stato tutto per Basilashvili: dall’1-3 d’abbrivio Nikokoz aveva messo a segno cinque giochi consecutivi, prendendosi anche un break di vantaggio all’inizio del secondo set sul 2-1 e servizio. La potenza dei suoi colpi sembrava davvero troppa per il tennis di Norrie, incapace di contenere gli straripanti colpi da fondocampo del suo avversario.

Norrie, tuttavia, non ha mollato la presa ed ha continuato a rimandare colpo su colpo provando a inchiodare Basilashvili sulle diagonali per evitare che prendesse il centro del campo per i suoi affondi. Nel decimo game del secondo set il capolavoro del britannico: due punti straordinari per andare 0-30 (una palla corta e un passante di rovescio da fuori dal campo degno di Medvedev) hanno messo sufficiente pressione a Basilashvili per costringerlo a commettere due gratuiti nei punti successivi mandando la partita al terzo set.

Da quel momento il punteggio ha continuato lentamente ma inesorabilmente a scivolare verso Norrie, che ha controllato il terzo set senza farsi distrarre dal grande traguardo che si stava avvicinando ed ha portato a casa la partita senza esitazioni.

Questa vittoria (la seconda per lui in stagione, dopo quella di Los Cabos, su sei finali raggiunte) vuol dire che Cameron Norrie non solo porta a casa gli 1,2 milioni di dollari del primo premio (meno il 35% di tasse da pagare allo “Zio Sam”), ma ottiene anche il suo best ranking al n. 16 e soprattutto si posiziona al decimo posto della Race To Turin con 2840 punti, proprio davanti a Jannik Sinner che ha 2595 punti e che proverà a superarlo questa settimana al torneo di Anversa. Il britannico diventa quindi un legittimo pretendente a uno degli ultimi posti rimasti per le Nitto ATP Finals di Torino, un pretendente in più con cui il nostro Sinner dovrà fare i conti.

Anche prima del torneo ero tra i giocatori che potevano aspirare ad andare a Torino – ha detto Norrie dopo la vittoria – però non è che ci pensassi molto. Ora mi sono cancellato da Anversa perchè sarebbe stato troppo complicato dopo essere arrivato in fondo qui, ma sono iscritto a Vienna, Parigi e Stoccolma e non vedo l’ora di giocare indoor, è uno dei miei momenti preferiti della stagione.”

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ATP Indian Wells: Basilashvili-Norrie, finale tra esordienti

Cameron Norrie supera in due set Grigor Dimitrov. Nikoloz Basilashvili ferma Taylor Fritz. Norrie irrompe nei Top 20

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Cameron Norrie - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] C. Norrie b. [23] G. Dimitrov 6-2 6-3

Si ferma in semifinale la corsa di Grigor Dimitrov al BNP Paribas Open di Indian Wells, dopo le splendide, ma anche molto dispendiose, vittorie contro Medvedev e Hurkacz, Dimitrov non è riuscito a riprodurre lo stesso livello di tennis contro uno dei giocatori più continui del 2021, che qui nel deserto della California è riuscito a raggiungere la sua sesta finale stagionale, sicuramente la più prestigiosa.

Il bulgaro ha iniziato il match giocando in maniera molto irregolare, sbagliando parecchio e facendo scappare Norrie sul 4-0 compromettendo il primo set, che infatti è scivolato via in soli 31 minuti. Ci sono voluti altri due giochi nel secondo set perché Dimitrov riuscisse a prolungare gli scambi provando a manovrare le direzioni per crearsi le aperture necessarie per i suoi affondi. Ma la strategia era comunque troppo laboriosa per il Grigor della giornata odierna, solo sporadicamente capace di infilare quei magnifici vincenti capaci di infiammare la folla.

 

Norrie ha tenuto grande compostezza, controllando sapientemente i suoi turni di battuta e annullando l’unica palla break concessa sul 2-1 con un bel diritto inside in, e recuperando da 0-30 due game più tardi.

Ho cercato di allungare gli scambi, non ho mai pensato all’importanza della posta in palio – ha detto Norrie una volta arrivato in conferenza stampa, oltre due ore dopo la fine del match – nemmeno quando ho servito per il match. Nel secondo set ho risposto peggio rispetto al primo set, ma ero molto concentrato sul mio tennis”.

Grigor Dimitrov – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Con questa vittoria Cameron Norrie conquista il suo più importante piazzamento in un torneo Masters 1000 e soprattutto si propone come solido contendente alle ATP Finals. La finale lo porta a 2440 punti nella Race, all’11° posto immediatamente dientro a Jannik Sinner e a soli 115 punti dall’italiano, con l’occasione di poterlo superare in caso di vittoria del titolo domenica.

[29] N. Basilashvili b. [31] T. Fritz 7-6(5) 6-3

Non si è realizzata la favola del giocatore di casa che vince il suo primo grande torneo a due passi da dove è nato. Taylor Fritz non è riuscito a resistere al bombardamento da fondo messo in atto da Nikoloz Basilashvili ed ha dovuto alzare bandiera bianca in due set, nonostante abbia avuto tre set point nel primo set per passare in vantaggio e provare a raggiungere la finale.

Partita decisamente diversa dalla precedente, quella tra Fritz e Basilashvili: la palla camminava almeno 20 chilometri l’ora più veloce durante gli scambi pieni di mazzate tirate sia di diritto sia di rovescio. Era Basilashvili ad avere più spesso il controllo dello scambio, commettendo però qualche errore in più. Fritz è arrivato ad avere tre set point nel primo set, due sul 5-4 e uno sul 6-5, tutti però giocati molto bene e in maniera aggressiva da Basilashvili. Forse qualche recriminazione in più sul primo di questi set point, nel quale Fritz ha messo lungo un rovescio lungolinea di palleggio, ma nel complesso in questi frangenti decisivi del set il georgiano ha giocato meglio, così come anche nel tie-break successivo, nel quale è andato avanti di un minibreak sul 5-4 con un diritto poderoso, e poi ha incassato i due errori da fondocampo di Fritz sul 5-5 per chiudere il primo set in 59 minuti di gioco.

Nikoloz Basilashvili – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Volevo giocare in maniera aggressiva, ma mi ero reso conto che non potevo picchiare la palla se non partendo dal mio servizio – ha spiegato Fritz dopo il match – Non mi sembra di aver avuto possibilità di provare a giocare un colpo vincente nelle palle break che ho avuto, i suoi colpi erano troppo forti e profondi”.

Nel secondo set l’americano ha provato a tenere maggiormente lo scambio, ha avuto altre due palle break sull’1-1, annullate ancora da due vincenti di Basilashvili, che per tutto il match ha modulato molto bene la sua prima di servizio, assicurandosi di tenere una percentuale elevata ed evitare così di essere aggredito sulla seconda.

Sul 3-2, il georgiano ha trovato due super-risposte sul 30-30 che gli hanno procurato l’unico break della partita e il vantaggio decisivo per raggiungere la sua prima finale Masters 1000. Nel game finale la tensione stava per fargli un brutto scherzo e l’ha costretto ad annullare due palle del controbreak dopo aver fallito tre match point, ma alla fine la quarta palla partita è stata quella buona.

Taylor mi ha fatto giocare tante palle – ha spiegato Nikoloz dopo la partita – ho dovuto giocare molto bene da fondo per vincere. Sono contento di essere rimasto calmo nei momenti importanti e di essere riuscito a tirare i colpi che volevo tirare”.

In finale Basilashvili incontrerà il tennista che ha vinto più partite in questa stagione, ben 50, e che domenica disputerà il suo 71° match ufficiale. “Basilashvili è un grande giocatore – ha detto Norrie del suo avversario in finale – quando gioca bene può battere chiunque. Sarà molto difficile, ma mi sento bene fisicamente e sarò pronto alla battaglia”.

I due si sono affrontati una volta sola nella loro carriera professionistica, al primo turno dell’ABN AMRO di Rotterdam lo scorso marzo: in quel caso vinse Norrie molto agevolmente (6-0, 6-3).
In caso di sconfitta in finale, Norrie entrerà comunque nei Top 20 al n. 17, mentre se dovesse vincere il titolo salirebbe di un’ulteriore posizione al n. 16; Basilashvili invece salirà alla posizione n. 27, e nel caso in cui dovese aggiudicarsi il titolo tornerebbe anche lui nei Top 20 alla posizione n. 18.

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ATP

ATP Indian Wells 2021, edizione storica: è il primo Masters 1000 di sempre senza Top 25 in semifinale

L’unica altra edizione del torneo californiano senza big in semifinale fu nel 2000. Le carriere diFederer, Nadal e Djokovic volgono al termine: queste sorprese diventeranno un trend?

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Grigor Dimitrov a Indian Wells 2021 (Credits: @BNPPARIBASOPEN on Twitter)

In 31 anni di storia, di cui 21 con l’obbligo di partecipazione per i migliori giocatori del mondo, non era mai successo che in un Masters 1000 (o Super 9 o Masters Series, le vecchie denominazioni della categoria più importante di tornei di tennis sotto gli Slam) arrivassero in semifinale quattro giocatori fuori dai primi 25 del ranking ATP. Il circuito maschile continua a dare motivi di interesse anche dopo la caccia al Grande Slam fallita da Novak Djokovic allo US Open, in una fase di transizione tra l’epoca dei Big Three e quella successiva che deve ancora assumere una fisionomia ben precisa.

Il venerdì di Indian Wells ci ha infatti consegnato i ko di Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev per mano di Nikoloz Basilashvili e Taylor Fritz, giocatori che non avevano mai raggiunto una semifinale in un Masters 1000.  Il georgiano è arrivato in Coachella Valley da numero 36 del mondo, l’americano da numero 39. Ma la stessa cosa vale anche per Cameron Norrie (numero 26 ATP): il britannico è anch’egli alla prima semifinale in un 1000, e se la vedrà con il giocatore più esperto ad alti livelli del quartetto, quel Grigor Dimitrov che nel palmares personale vanta ATP Finals e Cincinnati.

 

E allora Indian Wells 2021 scrive una piccola pagina di storia. Come detto, si tratta del primo Masters 1000 di sempre senza Top 25 in semifinale. Solo in quattro occasioni c’era stato un solo Top 25 a questo punto del torneo: Amburgo 1990, Montecarlo 1992, Amburgo 1993 e Canada 2000. Scorrendo i libri di storia partendo proprio dal 2000, l’anno dal quale i Masters 1000 sono diventati obbligatori (ad eccezione di quello monegasco), in 19 occasioni c’erano state delle semifinali senza giocatori compresi tra le prime cinque teste di serie: 4 volte ad Amburgo, 3 volte a Bercy, 3 volte a Cincinnati, 2 volte a Montecarlo, Miami e Canada, una volta a Stoccarda, Roma e Indian Wells. A Montreal nel 2000, l’unico altro torneo che in questo arco di tempo è paragonabile a Indian Wells 2021 per la quantità di outsider arrivati in fondo, i Last 4 furono Marat Safin (testa di serie numero 8 che poi fu il vincitore), gli unseeded Jiri Novak e Wayne Ferreira e il qualificato Harel Levy. Persino a Bercy 2017, che molti ricorderanno come un torneo denso di Carneadi, arrivarono comunque in semifinale due dei migliori venticinque, vale a dire John Isner e il poi vincitore Jack Sock, che agguantò un posto alle ATP Finals in zona Cesarini.

Soffermandoci su Indian Wells, sempre nel 2000 ci fu l’unica edizione senza “big” in semifinale: quell’anno ci arrivarono Nicolas Lapentti (testa di serie numero 8), Thomas Enqvist (10), Mark Philippoussis (14) e Alex Corretja. Fu proprio quest’ultimo a spuntarla in finale su Enqvist. In tutte le altre edizioni IW è sempre stato teatro delle imprese dei migliori del mondo, e non a caso per prestigio e montepremi è stato da molti ribattezzato “il quinto Slam”. Quest’anno, probabilmente per l’insolita collocazione a ottobre, quello della California è stato il torneo delle sorprese (anche in campo femminile).

Ma forse non è fuori luogo pensare che ci si stia avviando in una fase – chissà quanto lunga – senza un circolo ristretto di grandi dominatori, in cui può esserci gloria per molti. In questo senso anche nell’edizione 2021 di Miami i supposti eredi della vetta e dei big titles (Medvedev, Zverev, Tsitsipas e Rublev, mentre Berrettini era assente) hanno deluso, mentre si sono imposti a Montecarlo, Madrid, Toronto e Cincinnati; si può quindi supporre che, se da un lato i migliori giocatori del futuro prossimo sembrano delineati, dall’altro potrebbero non avere la continuità mostruosa a cui ci avevano abituati i Big Three/Fab Four, e forse sarebbe anche sbagliato pretendere che possano emulare gesta che rappresentano un unicum nella storia del tennis maschile.

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