Il bagel del giorno, day 2: nude a sei turni dalla meta

Tennis da ridere

Il bagel del giorno, day 2: nude a sei turni dalla meta

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TENNIS WIMBLEDON CHAMPIONSHIPS – Seconda giornata a Church Road: tenniste a nudo contro la noia, i piani di Wawrinka per il secondo Slam, l’Elettone Underworld e le matriosche di Fognini. Il tutto in attesa della rivincita Anderson-RV.

Regna sovrana la noia sui prati di Wimbledon, dove non esce nessuna delle teste di serie principali. La mancanza di sorprese è una grande sorpresa. Per ravvivare il clima le tenniste si divertono come possono: Venus Williams posa nuda per Espn, Li Na si fa ritrarre in topless per la lotta contro il tumore al seno e Eugenie Bouchard si lascia andare in ammiccamenti per un photoshoot del suo nuovo sponsor CocaCola. Il tutto nel giorno in cui DelPotro annuncia una ricaduta dei suoi problemi al polso.

 

Ha posato nudo anche Tomas Berdych per protesta contro le tradizioni di Wimbledon che gli vietano di indossare i suoi tradizionali fiorelloni e losange luminescenti. Per concludere il discorso sul tema, un magazine francese ha dichiarato che Nadal ha il più gran fondoschiena del circuito. Lo spagnolo ha risposto piccato che qui a Wimbledon ha il tabellone peggiore di tutti.

Riguardo al tennis giocato, lo spettacolo è stato poco. Paolo Lorenzi ha cercato di perdere in fretta per gustarsi la partita dell’Italia, poi dopo il novantesimo si è pentito ed è tornato dagli organizzatori a chiedere se lo facevano giocare ancora un po’. Il tennista italiano si è trovato di fronte un Federer in “GOD mode ON” e un Uruguay in “GOD mode IN”.

Negli spogliatoi davanti ai monitor si è formato comunque un folto capannello di tennisti intenti a guardare il match dei Mondiali. Oltre a Lorenzi anche Robert, Ilhan, Devvarman, Khlan e Struff. Uruguay ai vinti.

Anche Nadal ha visionato a sprazzi il match dell’Italia ad ogni cambio di campo, traendo ispirazione da Suarez per ritrovare il mordente necessario a superare Klizan in 4 sets. Lo spagnolo ora ritrova sul suo cammino Lukas Rosol, ancora una volta al secondo turno. Il toro di Manacor pare però fiducioso e giura ai giornalisti: “Questa volta finirà diversamente: starò fuori meno di otto mesi”.

Continua intanto ad allenarsi il campione in carica: Murray oggi ha perso 6-0 6-1 con la Sharapova ma non pare preoccupato in vista del prossimo match contro Blaz Rola. Ha dato prova di grande forma invece Stan Wawrinka, tornato ai fasti dei mesi passati. Il numero uno di Svizzera (che sarà mai, la Svizzera ha la popolazione del Togo) ha dichiarato che il suo obiettivo è vincere un altro Slam. Per questo sta lavorando in segreto a un team di doppio misto con la Bencic.

Divertente siparietto invece in sala stampa, dove Gulbis ha mal inteso una domanda confondendo la parola umpires (arbitri) con vampires (vampiri), dando una risposta completamente a stracavolo: nessuno ha notato la differenza dalle sue risposte normali. Il lettone ha comunque chiosato che, se avesse sorelle vampire, non le permetterebbe di giocare a tennis ma dovrebbero stare a casa a pulire le bare. Per precauzione si presenterà al secondo turno in campo con una racchetta di frassino.

AL FEMMINILE

Ecatombe per le tenniste italiane di punta: Errani perde nella prosecuzione del match di ieri contro la Garcia, mentre Vinci è sorpresa da Donna Vekic. Niente da fare invece per la sorella minore della tennista australiana, impegnata nel tabellone Junior, Teenager Vekic.

Una delle tenniste più attese, Simona Halep, si è sbarazzata facilmente della Pereira e pare anche più rilassata in conferenza stampa, dove ha dichiarato “Finalmente iniziano a vedersi giornalisti intelligenti che parlano dei miei colpi e delle mie vittorie, al contrario di quei dilettanti gossippari che sanno solo parlare dei miei interventi sul fisico”. La Halep infatti ricordiamo, si fece ridurre il seno ormai 4 anni fa passando da una quinta naturale a una seconda, che è pur sempre meglio di quella della Errani.

BAGELERO’

La giornata odierna promette bene: Dimitrov ha di fronte un giovane australiano capace di fare le Saville contro Thiem. A Fognini va peggio perché il suo avversario odierno invece fa le Puetz. Degni di attenzione sono Querrey-Tsonga e Gulbis-Stakhovski. Marin Cilic invece a poche ore dal suo match è ancora alla ricerca di un compagno per affrontare il doppio austriaco Haider-Maurer.

David Ferrer è opposto al Kuznetsov originale. Non dovrebbero esserci problemi per lui, anche se Fognini spera che il russo vada avanti in tabellone: l’organizzazione di Church Road ha infatti promesso un premio speciale a chi riesca a sconfiggere entrambi i Kuznetsov. Si tratta di una matriosca ripiena di pinoli liguri, che Fognini ama molto sgranocchiare a tempo perso. E anche i pinoli gli piacciono.

In campo femminile attenti a Flavia Pennetta, che ha di fronte la Davis e potrebbe pagare l’inesperienza, avendo giocato finora sempre in Federation Cup. Bencic-Duval, 35 anni in due, è il match del futuro. Infatti è domani. In chiusura va menzionata anche la sfida fra Vandeweghe e Smitkova. Sennò non lo fa nessuno.

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I manrovesci di Wimbledon 2017

Raccolta di battute semiserie sul terzo slam dell’anno. Le lacrime di Federer, l’ammissione di Cilic, l’organizzazione del team Djokovic e l’amuleto Baldissera

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1. Australian Open, Indian Wells e Wimbledon, cos’hanno in comune i tre successi più importanti dell’anno per te Roger? “Semplice, Luca Baldissera. Anzi, mi ha detto che viene anche a New York: volete che faccia il discorso della premiazione già ora?”.

2. Spiegato il motivo del tifo tutto pro-Roger sul Centre Court: tra gemelli, genitori, sorelle e via discorrendo durante la finale circa metà degli spettatori si chiamavano Federer di cognome.

3. Djokovic tranquillo sul suo recupero psico-fisico: “Ho capito che per risolvere tutti i problemi è ora di alzare il gomito”.

 

4. “Ciao Andy, come va?”. “Beh Nole, potrebbe andare meglio…”. “Ah guarda, io mi sa che mi ritiro”. “Anca me!”.

5. Berdych fa presente ai commentatori di Ubitennis e a Vittorio Sgarbi che ci tiene al suo soprannome: “Meglio Perdych che Goat! Goat! Goat!”.

6. Rod Laver incoraggiato dalla #NextGen: “Ho deciso, torno a giocare: secondo me ai quarti a New York ci arrivo in carrozza. O in carrozzina. Però ci arrivo”.

7. Federer stizzito con Barilla: “Mi avevano detto che avrei dovuto provare una pennetta, ma qui di Flavia manco l’ombra”.

8. Garbine Muguruza rammaricata al party conclusivo: “Dovevo ballare con Roger, poi lui ha scambiato Conchita Martinez per Mirka e tutto è andato a rotoli”.

9. Nadal spiega il motivo della sconfitta con Muller: “Ho capito male la pubblicità, e ho fatto l’amore con il telone”.

10. Roger in lacrime dopo aver visto Leo e Lenny in tribuna: “E adesso chi glielo dice a Mirka che non ce la posso fare a mettere in bacheca anche otto gemelli?”.

11. Un premio meritato anche per Marin Cilic: i piedi più brutti del torneo sono i suoi.

12. Federer: “I gemelli ancora non capiscono bene. Pensano che questo sia il prato di un parco giochi”. Leo e Lenny: “Mamma mamma, anche noi vogliamo andare a tirare le palline all’orso come papà!”.

13. Cilic alla conferenza post match: “Sì, lo ammetto, è stato un problema di vescica. Farsela addosso davanti a 15mila persone, beh, immaginatevi come può essere”.

14. Proverbio tibetano: se rincorsa a numero uno è rincorsa a Andy Murray allora meglio stare fermi e aspettare che Andy Murray torna indietro a sua dimensione vera.

15. Svelato il nuovo team di Novak Djokovic: Agassi lo allenerà solo nei giorni dispari dei mesi pari dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19, Vajda lo manderà a quel paese nei weekend, Pepe Ymaz gli telefonerà a ore pasti per accertarsi che non mangi carne, Ancic gli sistemerà il giardino al lunedì e al mercoledì prima del tramonto. Pare che il traguardo dei 20 slam sia cosa fatta.

Alessandro Trebbi

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Don’t let me down, don’t net me down

Il compleanno di Dustin Brown, i tristi numeri da circo all’IPTL, Feliciano Lopez che vuole abolire il let e Nadal che invece la rete voleva alzarla. Cara, vecchia, bistrattata rete

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Oggi è il compleanno di Dustin Brown. Auguri DreddyTenniscome hai saggiamente deciso che la gente debba chiamarti su Twitter. 32 anni ben spesi, nella totale consapevolezza di praticare un tennis che sfiora l’autolesionismo sportivo ma ci fa sentire tutti un po’ più vivi e coraggiosi. Adesso sembri anche un reietto, la federazione tedesca ha escluso soltanto te dalle convocazioni di Davis – graziando Kamke e Mischa Zverev, che come te avevano disertato a settembre contro la Polonia – ma figurati se questo ti fa perdere il sorriso. Al massimo, anzi, è motivo per sfoderarne uno nuovo.

https://twitter.com/DreddyTennis/status/806507216186515457

Qui però la questione della responsabilità non c’entra, si parla di rete. Dustin la onora, vive e gioca per l’obbligo di frequentarla. Un patto che non può essere disatteso, è evidente che non si tratta soltanto di una scelta che può essere revocata nel bel mezzo di una partita, di una carriera, di un tie-break. A rete Dustin semplicemente ci deve andare, peraltro è chiaro che non sempre ci va con in mente un piano preciso: una forza più grande lo schioda da quella zona di campo che per molti tennisti rappresenta l’unico comfort e per lui è soltanto un inevitabile punto di partenza, il gate di un aereoporto che ha fretta di lasciare. Una volta lì è istinto, riflessi, tocco e quella creatività che non guasta. La diapositiva della sua carriera? Ha battuto Nadal due volte su due sfide, ha perso da Benneteau in due occasioni su tre. La rete come necessità.

 

Un altro è Feliciano Lopez, eleganza e gesti classici con spiccata propensione offensiva. Servizio mancino ad uscire, rovescio coperto solo come extrema ratio e fede incondizionata nei colpi tagliatiQui la rete, sì, è una scelta. È ottimizzazione delle proprie potenzialità, naturale prosecuzione di un’impostazione tennistica che oggi tende all’estinzione. Qualche giorno fa lo spagnolo ha paventato addirittura la possibilità di modificare la regola del let a servizio, complici le bizzarrie dell’IPTL – in corso di svolgimento – in cui questa regola non viene utilizzata. “Non ha senso che se la palla tocca la rete sul servizio il punto viene ripetuto, mentre negli scambi normali non è così“. Qualcosa affascina Feliciano nelle corse affannose a cui sarebbero costretti i tennisti in caso di prima di servizio che pizzica il nastro e scavalca la rete. La rete come espressione.

Sempre dalla Spagna, sempre col mancino ma meno in sintonia con le volèe di opposizione è Rafael Nadal. Tempo fa anche lui aveva pensato che si potesse modificare l’approccio del tennis alla rete, addirittura alle fondamenta. Come? Andandoci ancora meno. E come? Alzando la rete, per allungare ulteriormente gli scambi. Il maiorchino se non altro si è dimostrato parecchio diligente, proseguendo sull’onda delle dichiarazioni dello zio Toni che voleva rallentare le palline perché “non si può aspettare un’ora e mezza per applaudire“. La rete come “ma che stiamo dicendo?”.

Dicevamo invece dell’IPTL, il circus itinerante a cui Federer aveva prima promesso una passerella e poi ha fatto ciao con la manina. Elaborate le cinque fasi del lutto il carrozzone lascia in queste ore Singapore per trasferirsi a Hyderabad, nel cuore dell’India. C’è Berdych, c’è uno scatenato Verdasco assolutamente desideroso di far bene ogni qual volta non c’è il rischio di vincere qualcosa di concreto, c’è Martina Hingis che regola agilmente avversarie che a tennis ci giocano eccome, c’è un bizzoso Safin che si tuffa alla Becker e poi si dedica al turpiloquio, c’è Kyrgios e c’è un nugolo di doppisti che traina il pubblico a suon di tweener e lob liftati. Nishikori, per esempio, fa i ricami. Non si può fare a meno di pensare al velo di tristezza che ricopre il (non) fascino dell’esibizione fine a sé stessa, in cui i tennisti provano a sembrare quello che proprio non hanno il coraggio di essere durante l’anno, quando la palla scotta troppo e una prima di servizio può valere migliaia di dollari. La rete come pretesto, la rete come ipocrisia.

No, non vuole essere un de profundis, più che altro un tributo elargito con grande anticipo. Nel caso sia necessario, s’intende: è vivo il desiderio di aver preso una cantonata, di poter ripensare a questo incauto pessimismo tra cinque anni davanti a una finale di Wimbledon disputata tra due volleatori. Nel dubbio, ci si porta avanti con i saluti.

Addio net, e grazie per tutto il pesce.

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Addio Vine, alla fine è stato… divertente

Vine chiude. Noi abbiamo raccolto i mini-video più divertenti dal mondo della racchetta. Avete le ore contate (forse)

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Duecento milioni di utenti attivi e un miliardo e mezzo di visualizzazioni al giorno non sono bastati a salvare Vine. La piattaforma di condivisione di mini-video da sei secondi sarà prossimamente dismessa. La notizia è arrivata circa un mese fa, quando Twitter, che aveva acquistato Vine nel 2013, ha comunicato la decisione di chiudere i battenti. A detta dei vertici del micro-blogging con sede a San Francisco, l’applicazione rimarrà online e i contenuti saranno ancora disponibili per un po’. Noi non ci fidiamo e abbiamo così scelto di raccogliere i più divertenti e stilare una breve classifica di siparietti in-court e off-court.

10Nadal e i suoi problemi di sudorazione eccessiva. Serve una mano?

9“Genie, è il tuo turno” – “Devo proprio?”

 

8 – Palombella danese di inizio stagione

7A Charleston Andrea Petkovic ha sempre dato il meglio (e lo scorso anno con Jelena Jankovic, fu protagonista di questa folle intervista)

6 – Quando esattamente Murray ha deciso di diventare numero uno del mondo

5Ancora Alizè Cornet (Il campo era lo stesso del famoso “come fai a darmi warning“)

4 – Challenge!

3Adele o Madonna?

2Kyrgios & Kokkinakis

Tris di Vine al numero 1. Ladies and Gentleman, l’uomo che ha dato il la alla crisi di Novak Djokovic

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