Tornei ATP e WTA: Fognini e Vinci guidano la truppa azzurra

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Tornei ATP e WTA: Fognini e Vinci guidano la truppa azzurra

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Fabio Fognini esce dal campo fra i fischi del pubblico, Roma 2014 (foto C. GIULIANI)

TENNIS ATP/WTA – Nutrita la pattuglia italiana impegnata questa settimana in giro per tornei: Fognini, campione in carica, e Seppi giocano ad Amburgo; Vinci, Knapp e Schiavone ad Istanbul e Giorgi a Bastad, dove mancherà la detentrice del titolo Serena Williams.

TORNEI ATP

Amburgo è certamente il più importante tra i due, in quanto fa parte del World Tour 500, anche se tra il 2000 e il 2008 era uno degli appuntamenti del circuito Master Series, posto soffiatogli dal torneo di Madrid cinque anni fa. Così Amburgo ha perso in un unico colpo la possibilità di organizzare un evento al di sotto solo degli Slams e la sua posizione in calendario, spostandosi da maggio, fase di preparazione del Roland Garros, a metà luglio, un limbo perché momento di transizione tra la fine della stagione in erba e l’inizio di quella sul cemento americano. Un peccato per la città tedesca che dispone anche di un centrale a copertura mobile che può ospitare fino a 13.300 spettatori, 10.000 in più rispetto al molto criticato perché poco funzionale impianto madrileno.

 

Dal dopoguerra ad oggi sono pochi i rappresentanti tedeschi che sono riusciti a conquistare il titolo casalingo. Il primo è stato il barone von Cramm nelle edizioni del 1948 e 1949, anche se va ricordato che aveva inoltre ottenuto i successi tra il 1933 e il 1935, ma quale rappresentante del regime nazista. Passiamo poi a Wilhelm Burget nel 1964, finalista di Wimbledon nel 1967, per poi approdare al 1993 con la vittoria di Michael Stich. Boris Beker ha raggiunto la finale nel 1990, ma battuto 6-1 6-0 7-6 da Juan Aguilera, e lo stesso vale per Tommy Haas nell’edizione 2012 persa contro Juan Monaco.

Fin quando il torneo è stato un Master Series ha potuto vantare nomi eccellenti nel suo albo d’oro, con Kuerten che ne vince la prima edizione, Federer vittorioso quattro volte, Coria, Portas, Robredo e Nadal a pari merito con un trofeo in bacheca. Anche gli italiani hanno potuto togliersi qualche soddisfazione, a partire da Pietrangeli che appone il proprio sigillo nel 1960, anno della seconda vittoria del Roland Garros, Bertolucci che regola Orantes in quattro sets nel ‘77, per poi arrivare a Fognini nel 2013,il quale con la sconfitta di venerdì per mano di Bautista-Agut non può ripetere la doppietta Stoccarda-Amburgo riuscita nel 2013. Il tabellone di Amburgo può presentare alcune difficoltà per il ligure, tra cui Berlocq e Sousa, protagonisti di una intensa partita la scorsa settimana e Rosol, il quale, dopo una stagione priva di acuti, è riuscito a raggiungere ieri la terza finale in carriera a Stoccarda. Il ceco non è proprio un maestro di correttezza e simpatia e il suo ultimo match contro Fognini risale al Master di Roma, partita in cui l’italiano presentò un gioco spento e lasciò il campo accompagnato dai fischi del pubblico. Tutto starà nel vedere “da quale lato del letto si alzerà Fabio”: il lato concentrato, aggressivo e con la voglia di imporre il ritmo sul campo, o quello che lo porta ad essere incostante ed irrequieto game dopo game.
Seppi è invece nella parte alta del tabellone e lo attende un duro lavoro dato che, superato Juan Monaco o Riba, inciamperà subito in Ferrer, il quale, la scorsa settimana non ha brillato a Bastad, ma non può neppure essere sottovalutato. E le difficoltà dell’italiano potrebbero non terminare lì, poiché si trova sullo stesso lato di tabellone di Verdasco e Bautista-Agut. Fortuna che Andreas ha dedicato la settimana successiva alla conclusione di Wimbledon al recupero di forze ed energie.

Passiamo adesso al Claro Open di Bogotà, torneo disputato sul cemento, i cui diritti sono stati comprati dal Los Angeles Open l’anno passato dall’IMLA, una compagnia che si occupa di marketing legato all’intrattenimento e allo sport. Il torneo entra a far parte della categoria 250 dell’ATP e con un prize money di 660.000 dollari, somma che l’anno passato è stata portata a casa da Ivo Karlovic, che in due set mise in riga Alejandro Falla, il quale tentò in ogni modo di opporsi ai servizi del croato con la speranza di aggiudicarsi la prima edizione del torneo di casa. . Il tabellone è più rilassato rispetto a quello di Amburgo: Karlovic è presente per difendere titolo e punti e gli è stata affidata la seconda testa di serie, mentre la prima è andata a Gasquet, torna in campo Stepanek, dopo il tentativo di “sgambetto” a Djokovic a Wimbledon e Tomic, a cui è stata concessa una wild card essendo in fase di recupero della forma fisica dopo le operazioni all’anca che ne hanno condizionato inevitabilmente la stagione.

TORNEI WTA

Dopo la settimana dedicata all’appuntamento del circuito maschile, lo Swedish Open di Bastad lascia spazio all’arrivo sui campi delle ragazze per disputare il torneo WTA della categoria International. L’evento femminile esiste fin dal dopoguerra anche se in alcune edizioni non si è svolto o ha cambiato categoria con conseguente trasferimento in altre città, come è accaduto tra il 2004 e il 2008 quando il torneo è stato ospitato dalla capitale svedese, Stoccolma.
Serena Williams è la detentrice in carica del titolo, ma la settimana passata ha annunciato che non sarebbe tornata in Svezia a difenderlo. Ciò ha alimentato ulteriormente l’incertezza sui suoi impegni tennistici dopo l’inevitabile forfait dal torneo di doppio di Wimbledon, disputato in coppia con Venus, poiché l’americana si è presentata in campo in un evidentissimo stato confusionale che ha lasciato il pubblico attonito e privato di una valida giustificazione. Pare un ulteriore scherzo del destino che la prima testa di serie del torneo di Bastad sia Alize Cornet, colei che ha estromesso da Wimbledon Serena nell’incontro di terzo turno, tenendo conto che lo stesso epilogo si era visto nella semifinale di Dubai, dopo la quale Serena dichiarò di essere imbarazzata per aver perduto contro una tennista come la francese.
Dalla parte opposta del tabellone troviamo la Pavlyuchenkova e sullo stesso lato anche Camila Giorgi, i cui primi turni dovrebbero risultare molto agevoli, per poi incontrare la Kanepi o la Schmiedlova, giocatrici con cui non ha precedenti. Maria Elena Camerin e Gioia Barbieri sono impegnate ad accedere al tabellone principale passando per le qualificazioni.

Un buon tabellone attende Roberta Vinci al TEB BNP Paribas di Istanbul, reduce da un’ottima prova a Bucarest dove è stata fermata in finale dalla beniamina di casa Simona Halep. Al torneo partecipano anche Karin Knapp, non molto fortunata nel sorteggio dato che potrebbe imbattersi già al secondo turno nella Bencic o in Wozniacki, e Francesca Schiavone, la quale dovrebbe avere dei turni facili fino a metà settimana.

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ATP Finals: esordio shock per Berrettini, Djokovic gli lascia solo tre giochi

LONDRA – Il primo match del Gruppo Borg è da incubo per Matteo che ripete una prestazione simile a quella con Federer a Wimbledon. Situazione già in salita

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Novak Djokovic - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Gruppo Borg (1a giornata)

[2] N. Djokovic b. [8] M. Berrettini 6-2 6-1 (dal nostro inviato a Londra)

Non poteva andare peggio il primo match di Berrettini alle ATP Finals. Matteo ha chiaramente pagato lo scotto dell’inesperienza. Era teso come le corde di un violino. Dopo aver perso i primi sei punti, compreso uno smash in cui è rimasto probabilmente accecato dalle luci dei riflettori – che ha ricordato molto da vicino uno altrettanto facile ciccato a Wimbledon contro Federer, quando fu sconfitto 6-1 6-2 6-2: il punteggio dei primi due set è sinistramente uguale – Matteo si è un tantino ripreso, ma ha sbagliato un dritto rigore sulla seconda palla break conquistata da Djokovic e da quando è andato sotto 3-2 è stato un calvario. Cinque break consecutivi, a uno che serve come Matteo, non dovrebbe poterli fare neppure il miglior ribattitore del mondo, quale certamente è Nole Djokovic

 

Il serbo ha giocato bene, ma soprattutto con molta sagacia tattica, ha rallentato sul rovescio di Matteo che ha commesso parecchi errori gratuiti, 18 solo nel primo set. Un Nole così sembra quello del 2011 e 2015, ingiocabile. Alla risposta ha preso qualunque cosa, al servizio è stato impeccabile.

LA PARTITA – Unica nota positiva, le tenue reazione di Matteo all’inizio difficile che è degna di chi ha giocato le semifinali degli US Open. Primo ace, il dritto ritorna quello di sempre e anche una volée sbagliata non costa caro. Il problema è che al servizio Novak è impeccabile e quando deve contenere le bordate dell’azzurro non si lascia pregare. Resistere a questa pressione è dura, e infatti il terzo turno al servizio di Berrettini è quello che gli costa il break.Il 43% di punti con la seconda, e il 47% con la prima danno bene l’idea della difficoltà di Matteo con la miglior risposta del circuito. 

Il secondo set non cambia le cose, con il n.2 del mondo che continua imperterrito a rispondere a qualunque cosa. Minuto 36, il punto più bello del match è di Berrettini. Quando la palla corta dell’italiano sembra irraggiungibile, l’ossesso di Belgrado non solo ci arriva ma gioca una contro-smorzata da antologia; tocca così a Berrettini raggiungerla e piazzare la palla in lungo linea all’incrocio delle righe, una magia che Nole trasforma in un lob non alto ma insidioso. Il romano però non si scompone e piazza il mezzo smash sulla riga più lontana per il serbo, che applaude. Non basta perché il cannibale serbo si prende tutto esattamente come faceva Merckx e centra il terzo break consecutivo salendo 2-0 e servizio. C’è di che scoraggiarsi ma Matteo non rinuncia a lottare, anche se purtroppo invano.

Quando sul 3-0 Djokovic la sosta si apre con l’ormai ossessiva Dance Monkey, il dramma di avere di fronte un giocatore più forte assume i contorni del grottesco. Il refrain stridulo dell’hit del momento suona a morte per Berrettini, che nel quarto gioco annulla alla grande la prima ma non la seconda palla del 4-0 Djokovic, che esulta con un urlo di battaglia. Tre giochi più tardi il campione di Australian Open e Wimbledon alza le braccia e chiude in 62 minuti di partita a senso unico. Matteo avrà probabilmente più occasioni martedì, contro chi uscirà sconfitto dalla sfida serale tra Federer e Thiem. Ma dovrà giocare meglio. Molto meglio.

La classifica aggiornata del Gruppo Borg

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Sinner, il peccato più grande è la vittoria: le Next Gen Finals sono sue

MILANO – Prova sbalorditiva dell’azzurro che annichilisce il N.18 al mondo e conquista il titolo a Milano che impazzisce per il nuovo fenomeno azzurro

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Jannik Sinner con il trofeo delle Next Gen ATP Finals 2019 (foto Cristina Criswald)

da Milano, il nostro inviato

EDITORIALE: Credo che Jannik Sinner sia un fenomeno
CONFERENZA: “Sono felice di aver vinto il primo titolo ATP a Milano come Federer”

[8/WC] J. Sinner b. [1]A. de Minaur 4-2 4-1 4-2

 

Forse era destino che a poche ore dal ritorno di un italiano in campo alle ATP Finals di Londra, un altro italiano firmasse un’altra clamorosa impresa a Milano. Jannik Sinner scrive un piccolo pezzo di Storia del tennis italiano, ma forse è ancora niente in confronto a quello che potrà scrivere in futuro.

Ha compiuto 18 anni il 16 agosto eppure ha annichilito il n.18 del mondo Alex de Minaur, che l’anno scorso aveva perso a Rho con un punteggio meno netto contro Stefanos Tsitsipas. Oltre all’immensa facilità di gioco da entrambi i lati, il coraggio e la freddezza sono gli elementi che hanno contraddistinto una prova stratosferica. L’australiano ha giocato ad alto livello nei primi due set ma si è trovato sotto 0-2 senza neanche capire perché: Sinner ha annullato nove palle break su nove e non ha mai dato la sensazione di soffrire la pressione, mentre è stato un rapace su ogni palla break a sua disposizione, entrando sempre e rischiando l’impossibile pur tenendo il conteggio degli errori non forzati ampiamente sotto il livello d’ordinanza.

Nel terzo set la resa di de Minaur è pressochè inevitabile. Troppe occasioni mancate e un Allianz Cloud ormai più simile a San Siro che al Palalido: l’esplosione sul match point ha ricordato da vicino il boato che ha accompagnato, neanche troppo tempo prima, il gol decisivo dell’Inter nel match pomeridiano di serie A. Alla fine Jannik si dirige verso il suo angolo e si commuove perché sa di aver messo il primo mattone di una casa che rischia di diventare un castello, e anche dei più lussuosi. Il futuro è suo e noi non chiediamo altro che continui su questa strada luminosa. Milano glielo ha già fatto capire.

Il tabellone completo

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Next Gen Finals: Sinner senza limiti, è il primo italiano in finale a Milano (sabato alle 21)

Il pubblico dell’Allianz Cloud impazzisce per Jannik che rimonta un set a Kecmanovic e affronterà de Minaur nella miglior finale possibile

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Jannik Sinner - Next Gen ATP Finals 2019 (foto Cristina Criswald)

dalla nostra inviata a Milano

[8/WC] J. Sinner b. [5] M. Kecmanovic 2-4 4-1 4-2 4-2

Jannik Sinner batte in semifinale Miomir Kecmanovic e la tensione in un’Allianz Cloud tutta esaurita. Agli ingressi addirittura si incrociavano bagarini pronti a rivendere i biglietti con un sovrapprezzo di pochi euro. Milano ha ormai adottato Jannik Sinner, 18 anni da San Candido in Val Pusteria. Jannik da bambino, come da tradizione dei luoghi che l’hanno visto nascere, aveva iniziato con lo sci – potete addirittura vederlo qui! – per passare poi a 13 anni al tennis. Fu proprio un suo conterraneo, Massimo Sartori, a notarlo e a portarlo all’accademia di Riccardo Piatti in Liguria. Il resto ormai è una storia che l’Italia tutta sta imparando a conoscere.

 

LA PARTITA – Alle ore 21.00 di un venerdì sera meneghino Jannik scende sul campo di quello che fu il Palalido per sfidare il serbo, classe ’99, Miomir Kecmanovic, numero 60 della classifica ATP. È la prima volta che le due giovani promesse incrociano le racchette. Miomir si è qualificato come secondo del girone A, avendo perso la sfida con Alex de Minaur. L’Allianz Cloud esplode all’ingresso di Sinner. Jannik parte concentrato con un turno al servizio assolutamente perfetto, ma già nel terzo gioco sembra smarrire un po’ di sicurezza. Kecmanovic approfitta di due errori di rovescio di Jannik per piazzare il primo break dell’incontro e con un solido turno in battuta lo conferma volando sul 3 – 1.

Jannik continua a commettere molti errori e regala a Miomir tre set point. Sinner annulla il primo con coraggio al termine di un lungo scambio. Jannik sceglie poi di scendere a rete per cancellare anche la seconda possibilità di Kecmanovic di prendersi il parziale; Sul deciding-point Miomir, incalzato dal rovescio di Sinner, sbaglia un dritto e fa tirare un sospiro di sollievo a Jannik e a tutta l’arena. Kecmanovic però non intende rischiare oltre e con un ottimo turno al servizio si prende il parziale. La percentuale di servizio di Sinner è decisamente più bassa rispetto alle scorse giornate (53 % sulla prima nel parziale).

Il pubblico continua a sostenere Sinner in avvio di secondo set, accompagnando ogni punto con applausi scroscianti e ogni errore dell’altoatesino con battiti di mani ritmati, per sostenerlo. Jannik per la prima volta in questa settimana sembra sentire la pressione e si limita a palleggiare, senza cercare di angolare i colpi. Nel quarto game però Sinner ritrova all’improvviso la lucidità e con essa il suo gioco: alla seconda occasione utile piazza il break, urlando tutta la sua gioia e stringendo il pugno in direzione del proprio angolo. Il successivo turno al servizio di Jannik è un crescendo di entusiasmo che esplode sull’ace con il quale Sinner si prende il parziale 4 giochi a 1. Tra i tricolori e gli striscioni in italiano, ne spunta uno scritto in tedesco, lingua che Jannik parla abitualmente in famiglia.

Kecmanovic subisce il contraccolpo del set appena perso e cede il servizio a zero in avvio di terzo. Sinner però non è in serata al servizio e si trova a fronteggiare ben quattro break point, sui quali lotta e recupera fino a ribaltare la situazione e ad allungare 2 giochi a zero. Nel game successivo si permette persino di ricamare sul campo il punto più creativo del suo torneo, uno slice di dritto vincente che lascia attonito il serbo ed entusiasma il pubblico.

L’Allianz Cloud ora è follemente innamorata di Jannik. Sinner torna a servire come ci aveva abituato nel girone di qualificazione (oltre i 200 km/h) e vola 3-1 senza più soffrire. Kecmanovic risponde con un turno in battuta altrettanto solido e rapido. Il sesto game non è per deboli di cuore: Sinner sente la tensione e si trova subito a rincorrere 0-30, si aggrappa al servizio e al dritto per arrivare a giocarsi il parziale in un deciding-point che fa tremare il palazzetto. La mano di Jannik però non trema: con un servizio vincente Sinner si prende il gioco e il set.

Il quarto set inizia sul filo dell’equilibrio, ma ha il suo culmine nel terzo gioco quando Sinner conquista due palle break. Kecmanovic annulla la prima, ma nulla può sulla seconda quando Jannik scende a rete e con un tocco di classe infinita si prende un punto e un break che hanno il sapore della vittoria. Gli spettatori ne sono consapevoli e l’emozione all’interno del palazzetto è ora alle stelle. Sinner tiene il servizio senza problemi. Kecmanovic annulla con coraggio ben tre match point a Jannik nel corso del quinto game, aggrappandosi alla battuta. Sinner non si scompone, torna in panchina e si prepara a servire per volare in finale. Jannik ora ha fretta, in un minuto vola 40-0 e chiude ancora con una discesa a rete che manda Milano e il suo pubblico in paradiso.

De Minaur è un demone a Milano, seconda finale consecutiva
Il tabellone completo del torneo

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