WTA Ranking: quale futuro per Camila Giorgi?

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WTA Ranking: quale futuro per Camila Giorgi?

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TENNIS WTA RANKING – Nonostante i buoni risultati del fine settimana, né Errani né Vinci migliorano la propria classifica. Giorgi eguaglia il best ranking. A quando il salto di qualità? È in ritardo rispetto alle sue (quasi) coetanee al top e in linea con le nostre migliori giocatrici?

Settimana di luci e ombre per le italiane. Roberta Vinci gioca la sua prima finale nel 2013, dopo 11 uscite al primo turno (tra cui figurano anche i tre Slam fin qui disputati) e un miglior risultato rappresentato dai quarti a Oeiras. Tuttavia le uscivano i 280 punti della vittoria a Palermo, e di conseguenza non riesce a migliorare il 24° posto di sette giorni fa.

Sara Errani, finalista a Palermo nel 2012, doveva vincere a Bad Gastein per ritornare n.1 d’Italia. La semifinale è un buon traguardo e la vittoria contro Petkovic (+2, n.18) in una ipotetica finale non era così scontata, considerato l’ultimo precedente. Lascia l’amaro in bocca come si sia fatta sconfiggere dalla pur ottima Shelby Rogers (+43, n.104). Oltre a Errani, l’americana che proveniva dalle qualificazioni ha messo in fila altre due teste di serie: Suarez Navarro e Giorgi.

 

A proposito di Camila Giorgi, oggi riesce a eguagliare il suo best ranking, il n.39. Le sue qualità non si discutono, ed è attesa ad alti livelli da tutti gli appassionati italiani, me compreso. Aspettative che si concretizzeranno o andranno disilluse? Nessuno può saperlo ora.

È il nostro prospetto migliore (l’unico? Le migliori delle classi ’92, ’93, ’94 sono Burnett, n.182, Arcidiacono, n.937, e Moratelli, n.625), ma la “giovane” promessa nazionale non è poi tanto giovane.

Camila ha oggi 22 anni e 196 giorni. È nata quasi tre mesi dopo di Halep, e se si confronta la sua carriera con le altre top 20 quasi coetanee, si può notare come alla sua età fossero già affermate:

tab.1

Rispetto alle migliori, Giorgi è indiscutibilmente in ritardo. Nei confronti delle altre italiane, il suo rendimento non è superiore.

tab.2

Alla sua età, negli Slam, solo Schiavone ha fatto meglio di lei, ma sia Errani sia Pennetta le si avvicinano.

Nei tornei WTA, Camila ha raggiunto la prima finale quest’anno, a Katowice: a 22 anni e 196 giorni, però, Flavia e Sara avevano già vinto tornei.

Per quando riguarda il  best ranking, abbiamo detto che oggi Giorgi eguaglia il 39° posto di due settimane fa. Pennetta raggiunse una posizione analoga con 5 giorni di ritardo rispetto a Camila, ma Errani (spesso ingiustamente bistrattata) e Schiavone, a poco meno di 22 anni, arrivarono più in alto,  rispettivamente al. n.31 e al n.23.  Francesca, poi, a 23 anni e 106 giorni, entrò addirittura in top20, al n.20.

Auguriamo ovviamente a Camila Giorgi di riuscire in questa impresa e di eguagliare se non superare i risultati delle nostre tre (ex) top ten.

Pos.

Giocatrice

Punti

Tornei

Diff. fine 2013

Diff. dal 07/07/14

1

Williams, Serena

9510

17

0

0

2

Li, Na

6960

14

1

0

3

Halep, Simona

6785

22

8

0

4

Kvitova, Petra

6070

20

2

0

5

Radwanska, Agnieszka

5330

22

0

0

6

Sharapova, Maria

4881

16

-2

0

7

Bouchard, Eugenie

4460

24

25

0

8

Kerber, Angelique

4365

24

1

0

9

Jankovic, Jelena

3900

22

-1

0

10

Azarenka, Victoria

3812

15

-8

0

11

Ivanovic, Ana

3660

22

5

0

12

Cibulkova, Dominika

3636

23

3

0

13

Pennetta, Flavia

3168

21

18

0

14

Errani, Sara

3035

23

-7

0

15

Wozniacki, Caroline

2825

18

-5

0

16

Suarez Navarro, Carla

2695

26

1

0

17

Safarova, Lucie

2675

23

12

0

18

Petkovic, Andrea

2460

25

21

2

19

Stosur, Samantha

2415

24

-1

-1

20

Makarova, Ekaterina

2380

18

4

-1

Teen Ranking

Perde terreno Schmiedlova, in difficoltà dopo l’uscita dei punti guadagnati un anno fa con la finale a Biarritz. Bencic approfitta di questo passo falso per recuperare due posti.

Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1994.

Pos.

Giocatrice

Anno

Class. WTA

Diff. dal 07/07/14

1

Bouchard, Eugenie

1994

7

0

2

Keys, Madison

1995

27

0

3

Svitolina, Elina

1994

35

0

4

Bencic, Belinda

1997

62

2

5

Beck, Annika

1994

64

0

6

Schmiedlova, Anna

1994

68

-2

7

Vekic, Donna

1996

74

0

8

Van Uytvanck, Alison

1994

80

0

9

Duval, Victoria

1995

90

0

10

Smitkova, Tereza

1994

96

0

 

 Nation Ranking

La Russia perde un punto (Makarova che retrocede al n.20) e lascia la leadership agli Stati Uniti. La Repubblica Ceca aggancia al terzo posto l’Italia.

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Pos.

Nazione

Punteggio

Diff. dal 07/07/14

1

Stati Uniti

48

0

2

Russia

49

-1

3

Italia

51

0

3

Repubblica Ceca

51

1

5

Germania

57

0

6

Serbia

60

0

7

Slovacchia

81

1

8

Cina

86

-1

9

Romania

91

0

10

Spagna

109

0

Casa Italia

A Dentoni scadono i punti di Palermo 2013 e retrocede di 178 posti nella classifica WTA: Corinna esce così dalla top 20 italiana. Rientra al n.20 Rosatello.

Il ranking medio delle top 5 italiane oggi è 31,4

Pos.

Giocatrice

Class. WTA

Diff. fine 2013

Diff. dal 07/07/14

1

Pennetta, Flavia

13

18

0

2

Errani, Sara

14

-7

0

3

Vinci, Roberta

24

-10

0

4

Giorgi, Camila

39

59

0

5

Knapp, Karin

67

-26

0

6

Schiavone, Francesca

75

-36

0

7

Barbieri, Gioia

182

70

2

8

Burnett, Nastassja

189

-22

-1

9

Brianti, Alberta

195

13

-1

10

Gatto Monticone, Giulia

227

19

0

11

Grymalska, Anastasia

230

32

0

12

Camerin, Maria Elena

261

-69

0

13

Sanesi, Gaia

294

142

0

14

Balducci, Alice

400

48

0

15

Caregaro, Martina

410

57

0

16

Matteucci, Alice

427

310

2

17

Giovine, Claudia

431

181

0

18

Bruzzone, Giulia

445

133

1

19

Remondina, Anna

466

-85

1

20

Rosatello, Camilla

504

60

 

LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    9510    17
[2]       2          Li, Na   China   26 Feb 1982    6960    14
[3]       3          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    6785    22
[4]       4          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   6070    20
[5]       5          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   5330    22
[6]       6          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    4881    16
[7]       7          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    4460    24
[8]       8          Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    4365    24
[9]       9          Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    3900    22
[10]     10        Azarenka, Victoria      Belarus           31 Jul 1989     3812    15
[11]     11        Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   3660    22
[12]     12        Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 3636    23
[13]     13        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    3168    21
[14]     14        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    3035    23
[15]     15        Wozniacki, Caroline   Denmark         11 Jul 1990     2825    18
[16]     16        Suarez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2695    26
[17]     17        Safarova, Lucie           Czech Republic           04 Feb 1987    2675    23
[20]     18        Petkovic, Andrea        Germany         09 Sep 1987    2460    25
[18]     19        Stosur, Samantha       Australia         30 Mar 1984   2415    24
[19]     20        Makarova, Ekaterina             Russia 07 Jun 1988    2380    18
[21]     21        Cornet, Alize   France             22 Jan 1990    2075    23
[22]     22        Stephens, Sloane        United States 20 Mar 1993   2050    23
[23]     23        Pavlyuchenkova, Anastasia    Russia 03 Jul 1991     1890    22
[24]     24        Vinci, Roberta            Italy     18 Feb 1983    1780    25
[25]     25        Williams, Venus         United States 17 Jun 1980    1726    16
[26]     26        Kuznetsova, Svetlana Russia 27 Jun 1985    1646    18
[27]     27        Keys, Madison            United States 17 Feb 1995    1575    21
[28]     28        Muguruza, Garbine    Spain   08 Oct 1993    1535    15
[29]     29        Cirstea, Sorana           Romania         07 Apr 1990    1521    23
[31]     30        Zahlavova Strycova, Barbora       Czech Republic           28 Mar 1986   1439    22
[33]     31        Lisicki, Sabine             Germany         22 Sep 1989    1427    18
[34]     32        Hantuchova, Daniela Slovakia          23 Apr 1983    1420    24
[32]     33        Koukalova, Klara        Czech Republic           24 Feb 1982    1415    29
[30]     34        Zhang, Shuai   China   21 Jan 1989    1396    29
[35]     35        Svitolina, Elina            Ukraine           12 Sep 1994    1395    27
[36]     36        Dellacqua, Casey        Australia         11 Feb 1985    1380    14
[37]     37        Rybarikova, Magdalena         Slovakia          04 Oct 1988    1345    26
[39]     38        Nara, Kurumi Japan   30 Dec 1991   1284    25
[40]     39        Giorgi, Camila            Italy     31 Dec 1991   1282    18
[41]     40        Jovanovski, Bojana     Serbia 31 Dec 1991   1200    24
[42]     41        Vandeweghe, Coco    United States 06 Dec 1991   1164    22
[38]     42        Meusburger, Yvonne Austria            03 Oct 1983    1155    26
[43]     43        Riske, Alison   United States 03 Jul 1990     1141    25
[44]     44        Davis, Lauren United States 09 Oct 1993    1140    23
[45]     45        Garcia, Caroline         France             16 Oct 1993    1139    27
[46]     46        Flipkens, Kirsten         Belgium          10 Jan 1986    1110    24
[48]     47        Pliskova, Karolina       Czech Republic           21 Mar 1992   1100    29
[47]     48        Vesnina, Elena            Russia 01 Aug 1986   1075    22
[49]     49        Lepchenko, Varvara   United States 21 May 1986 1051    24
[50]     50        Peng, Shuai     China   08 Jan 1986    1045    23

RACE

Legenda: trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    4880    10
[2]       2          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    4869    14
[3]       3          Li, Na   China   26 Feb 1982    3970    9
[4]       4          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    3607    15
[5]       5          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   3343    12
[6]       6          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    3211    11
[7]       7          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   3158    13
[8]       8          Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   2890    13
[9]       9          Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 2739    13
[10]     10        Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    2603    15
[12]     11        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    2307    16
[11]     12        Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    2232    15
[13]     13        Suarez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2065    17
[16]     14        Petkovic, Andrea        Germany         09 Sep 1987    2045    16
[14]     15        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    1987    12

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Flash

WTA Cincinnati: Raducanu si conferma, dopo Serena tramortita anche Azarenka. Jabuer annulla un match point a McNally e trova Kvitova

Dopo la semifinale a Toronto e il successo su Venus Williams, Pliskova torna a vedere i fantasmi e crolla sotto i colpi di una grande Mertens. Pegula rimonta Kostyuk, Rybakina facile su Muguruza

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Emma Raducanu - Cincinnati 2022 (foto Twitter @the_LTA)

Il programma del WTA 1000 di Cincinnati, in questo mercoledì 17 agosto, ha visto nella fase embrionale della sua sessione diurna, impiegare le proverbiali sette camicie di sudore alla quinta forza del seeding Ons Jabeur. La tunisina, impegnata in apertura di giornata sul Grandstand – secondo campo per importanza – ha dovuto faticare la bellezza di quasi due ore e mezza per superare la tenace giocatrice di casa (nel vero senso della parola, essendo nata il 20 novembre 2001 proprio a Cincinnati) Caty McNally, attualmente situata alla posizione n. 179 WTA, dopo aver anche lasciato per strada il secondo parziale e qualificandosi agli ottavi con il punteggio complessivo di 6-3 4-6 7-6(7).

JABEUR IN VOLATA Una vittoria tutt’altro che scontata e banale, visto che la finalista di Wimbledon veniva dal ritiro di Toronto contro Zheng e per di più incontrava una tennista già rodata oltre che in fiducia: Caty aveva vinto lunedì all’esordio contro la n. 36 del mondo Sansnovich. Per i meno avvezzi al circuito femminile, la 20enne McNally ha avuto una recentissima grande carriera da junior, raggiungendo e perdendo per mano dell’amica Cori Gauff la finale del Roland Garros 2018 di categoria. Ha poi ottenuto due successi in doppio, sempre a livello Slam, con compagne d’eccezione, trionfando nella stessa stagione in coppia con Swiatek a Parigi e a New York al fianco dell’inseparabile Coco.

Il match è stato caratterizzato da un finale a dir poco thriller, con la n. 5 delle classifiche che è uscita indenne dalle forche caudine di un tie-break decisivo perennemente al cardiopalma. Ons ha prima gettato alle ortiche due match point consecutivi sul 6-4, per poi essere lei ad un passo dalla sconfitta; ma sul 6-7 non si è persa d’animo frantumando la palla match a favore dell’americana e riuscendo infine a chiudere l’incontro al terzo match ball, nel sedicesimo punto del deciding game. Molto bene al servizio, quest’oggi, la tennista araba, che ha scagliato ben 9 ace e fatto fruttare la sua prima il 75% delle volte. Diametralmente opposta la prestazione in battuta di Chaterine, almeno per ciò che concerne i punti diretti, autrice di 8 sanguinosi doppi falli. Al prossimo turno ad attendere la 27enne di Ksar Hellal, ci sarà la due volte vincitrice di Wimbledon Petra Kvitova.

 

PEGULA ALLA DISTANZA SU KOSTYUK – Un’altra sfida conclusasi al terzo set, che ha visto protagonista tra l’altro proprio colei che Jabeur sconfisse nella finale di Madrid, è stata quella di scena a partire dalle 11:00 locali sul Porsche Court – 4° stadio per importanza dell’impianto dell’Ohio -tra la n. 7 del tabellone Jessica Pegula e l’ucraina Marta Kostyuk. A spuntarla è stata la giocatrice statunitense, recente semifinalista al torneo di Toronto, rimontando per (5)6-7 6-1 6-2 in 2h7′ di gioco. Questa volta le corse inesauribili della n. 74 WTA, dopo essere state letali per la nostra Giorgi, accompagnate dalle sue inespugnabili difese si sono rivelate efficaci soltanto nel corso della frazione inaugurale, in cui comunque Marta ha cancellato un set point in battuta nel decimo game che avrebbe potuto rendere ancora più rotondo il risultato in favore della figlia d’arte – per così dire, essendo figlia di Terence Pegula, noto uomo d’affari nonché proprietario dei Buffalo Bills e dei Buffalo Sabres, squadre americane di Football e Hockey e quindi a tutti gli effetti appartenente al mondo sportivo -. Score che tuttavia, ad ogni modo, si è fatto massacrante per la 20enne di Kiev, dato che Pegula in versione rullo compressore ha concesso in seguito la pochezza di tre soli game all’avversaria.

La n. 8 del ranking mondiale alla fine, si è dimostrata nettamente più solida e concreta; attitudini che si desumono perfettamente dalla capacità nel concretizzare il proprio servizio, sia con la prima – con la quale ha portato a casa il 64% dei punti contro il 59% di Kotsyuk – che con la seconda, dove ha superato l’ucraina per ben 20 punti percentuali (67 a fronte di 47). Da par suo la giovane tennista di Kiev ha sì raccolto tanti punti diretti, 6 ace, che però sono stati totalmente azzerati dai 7 doppi errori commessi. Jessica si conferma dunque imbattibile all’esordio, con l’ultimo KO giunto in un primo turno che risale addirittura ad Indian Wells, e che ha raccolto ben 16 successi negli ultimi sei eventi disputati. Contrariamente Kostyuk dà seguito ad una tendenza negativa, avendo perso con quella odierna l’ottava partita su altrettanti scontri al cospetto di Top 10, l’ultima prima di oggi a Strasburgo con Plsikova.

TONFO PER PLISKOVA, CHIURGICA MERTENS – Ebbene proprio l’amazzone ceca è la prossima tennista di cui trattiamo. Sembrava infatti che la “Regina di Ghiaccio” avesse finalmente ritrovato sé stessa, probabilmente il caldo estivo del Nord America era stato propedeutico allo scongelamento dell’integerrima Karolina dal torpore di mediocrità nel quale si era incanalata. Lo stupefacente e travolgente cammino al Canada Open, interrottosi solo in semifinale contro la tennista del momento Haddad Maia, ha restituito pur a sprazzi l’ex n. 1 che abbiamo ammirato negli anni di splendore, in particolar modo il servizio è sembrato quello delle grandi occasioni. Ma la due volte finalista Slam, dopo una prima parte di stagione alquanto deludente tra cocenti sconfitte e svariati problemi fisici, non era minimante sazia e sperava di continuare il suo periodo di rinascita al Western & Southern Open. Se poi si vanno a spulciare i piazzamenti passati in questo torneo, con il trionfo del 2016 e il raggiungimento dei quarti in quattro delle ultime cinque edizioni, l’obbiettivo di disputare un’altra grande settimana non era per nulla un miraggio per la testa di serie n. 14.

Eppure quando tutto il vento soffiava a favore, è bastato poco per farla ripiombare nel baratro: è bastata la sfavillante Elise Mertens che con il doppio 6-1 inflitto a Kalinina nel match precedente, in cui ha mostrato un livello di gioco estremamente alto, appare in improvvisa ripresa successivamente ad un periodo molto grigio. Così è come se la magia che aveva fatto ritornare ai fasti del passato la n 17 WTA, ora sia passata di testimone alla belga. La n. 33 del mondo si è infatti imposta per 7-6(3) 6-3 in poco più di un’ora e mezza, facendo leva sugli 8 ace messi a referto oltre che sul 72% di resa con la prima ed il 69% con la seconda.

A testimonianza del manifestarsi di nuovo dei soliti problemi della 30enne ceca, ci sono i 7 doppi falli: una battuta che tanto gli aveva dato la settimana scorsa e che adesso invece torna a palesare i consueti limiti dell’ultimo periodo. Perciò l’affermazione prestigiosa su Venus, rimane un unicum in questa sua campagna in Ohio, che si chiude nonostante anche gli H2H la vedevano avanti 2-0: vittorie a Eastbourne 2019 e Roma 2020. Due successi che conferiscono ulteriore rammarico a Pliskova, dato che in quei tornei avrebbe poi alzato il trofeo – in Inghilterra – e perso in finale.

EMMA STA RITROVANDO LA PROPRIA TENUTA MENTALE – Tuttavia il vero blockbuster di giornata, che era la diretta conseguenza di quello di più atteso del torneo dove si era consumato l’ultimo ballo in Ohio di Serena Williams, era rappresentato dallo scontro generazionale fra Viktoria Azarenka e la nuova stella del tennis femminile d’oltremanica Emma Raducanu. Tredici anni di differenza tra le due giocatrici, classe ’89 l’una, nata nel 2002 l’altra. Un altro crash test per la tenuta mentale dell’inglesina di origini cinesi e rumene, che dopo lo scalpo che vale una carriera contro la dominatrice dell’ultimo ventennio, non sbaglia la prova del nove e si conferma incrociando la racchetta contro un’altra ex n. 1 mondiale e campionessa Slam.

Come si era già detto a più riprese anche in seguito all’affermazione su Serena, la vera sfida per Emma stava nel reggere la pressione delle aspettative di essere la favorita al confronto con due leggende del tennis contemporaneo; poiché sul piano fisico e del tennis giocato in senso stretto non poteva che essere superiore – se fosse stata quella vera, e non quella opaca osservata per gran parte della stagione – considerando le poche apparizioni degli ultimi anni nel circuito di Vika e Serena, sebbene il successo sulla 33enne di Minsk abbia molta più rilevanza considerando che il bronzo olimpico di Londra 2012 sia tutt’ora vicina alla Top 20. Ebbene, la testa di serie n. 10 non ha tradito e dopo aver battuto nettamente la Regina al giro di boa, ha fatto altrettanto con la bielorussa: infliggendo un bagel anche a lei, ma concedendole complessivamente addirittura soltanto due giochi in 1h3 di esibizione più che di partita. Statistiche disarmanti alla battuta: la britannica con il 70% di punti vinti sul primo servizio ed il 62% sul secondo, la n. 22 del mondo invece ha fatto registrare rispettivamente degli insufficienti 42% e 29%. Numeri che hanno influenzato anche il seguente dato: Vika ha salvato solo una delle 6 palle break offerte, Emma ha frantumato tutte e tre quelle concesse. Doppio scalpo per Emma, che rappresenta un ottimo viatico in vista della difesa del titolo a Flushing Meadows. Mentre si conferma un momento non felice per la bielorussa, – due volte vincitrice del torneo, nel 2013 quando battè tre ex n. 1 e nel 2020 con sede a New York per via della pandemia – dopo il ritardo del visto per il Canada che le ha impedito di volare a Toronto.

In chiusura di sessione pomeridiana, facile affermazione della campionessa di Wimbledon Elena Rybakina, vittoriosa comodamente per 6-3 6-1 in 1h15 sulla ormai irriconoscibile Garbine Muguruza. La nobile decaduta spagnola, tds n. 8, sta recitando nell’arco del 2022 il proprio De Profundis avendo vinto solo 9 partite in 13 tornei disputati e non riuscendo a vincere due match di fila da febbraio. La 28enne di Caracas vinse qui a Cincinnati nell’edizione 2017, ma i ricordi di quel successo oramai si affievoliscono sempre più.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI CINCINNATI

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WTA Cincinnati, Karolina Pliskova su Venus Williams: “Sono rimasta sorpresa del suo livello”

L’ex numero uno del mondo parla del suo futuro e riflette sulla carriera di Venus e Serena Williams

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Karolina Pliskova - US Open 2021 (photo Garrett Ellwood/USTA)

Karolina Pliskova ha sconfitto Venus Williams nel primo turno del WTA1000 di Cincinnati, e la conferenza stampa dell’ex numero uno del mondo è chiaramente ricca di domande sulle due sorelle Williams, con Serena che si ritirerà dopo lo US Open. “No, sicuramente sono ancora enormi leggende non importa quale età abbiano, o il loro tennis recente. Naturalmente né Venus né Serena hanno vinto molte partite nell’ultimo anno. Ma sono comunque delle grandi giocatrici. Senti il peso del giocare contro di loro. L’ho sentito oggi. In realtà, ha giocato molto bene il primo set. Sono rimasta sorpresa perché ho visto alcune delle sue partite l’ultima volta settimana a Washington, e pensavo che non stesse giocando così bene. Quindi sono rimasta un po’, tipo, sorpresa. Ma, voglio dire, non dovrei essere sorpresa perché è una grande giocatrice. Vediamo quanto tempo Venus giocherà. Ovviamente sappiamo già che Serena si ritirerà fra poco.“.

La tennista ceca ha proseguito parlando delle sue prospettive di carriera, con Pliskova ormai trentenne che non sente il ritiro vicino. “Quando avevo 20 anni pensavo, ok, gioco fino a 30
e basta. Ho 30 anni e sono ancora qui. Non ho proprio voglia di smettere di giocare a tennis in questo momento, mi diverto ancora come anche Venus e Serena. Quindi penso di voler solo vedere come andrà quest’anno, o l’anno prossimo. Ma voglio anche mantenere un certo livello. Non voglio cominciare a perdere tanto e a farmi vedere con un livello di gioco basso. Non mi ci vedo a giocare piccoli tornei e a stare attorno alla trecentesima o quattrocentesima posizione. Amo il tennis ma non mi ci vedo in quella situazione. Sarà difficile lasciare, quando sarà.
“.

Pliskova chiude con un pensiero sul suo allenamento con Jez Green, preparatore fisico di Dominic Thiem, che ha recentemente elogiato per averle aperto gli occhi su un certo tipo di preparazione fisica. “Ha una buona esperienza con giocatori simili a me, ovviamente tutti maschi perché ha lavorato con Murray e Zverev. Zverev ha un corpo simile al mio, quindi penso che sappia come lavorare con gli atleti alti, e ha appena fatto il piano in questo modo. Non è come un piano generale che, sai, se vai da un preparatore atletico, mi dice, va bene, oggi corri, domani fai palestra. L’ha reso così specifico. […] Mi sento davvero molto meglio in campo, ed alla fine quella è la cosa più importante di tutte.

 

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Rientro amaro per Bouchard al WTA 125 di Vancouver

Sconfitta in due set per la canadese Eugenie Bouchard, al rientro dopo oltre un anno. Vince facile Bronzetti, out Cocciaretto

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Eugenie Bouchard - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

C’era molta attesa su cosa potesse offrire Eugenie Bouchard al ritorno in campo dopo oltre un anno. La tennista canadese è ritornata a disputare un torneo nella sua terra natia, grazie alla wild card concessa dagli organizzatori del WTA125 di Vancouver. Tuttavia, l’esordio stagionale della ventottenne di Montréal non ha avuto un esito positivo. Infatti sul campo è arrivata la sconfitta con un doppio 6-2 per mano dell’olandese Arianne Hartono, numero 166 del ranking WTA, maturata in poco più di 70 minuti di gioco.

L’ex numero 5 del mondo, attualmente senza ranking, aveva disputato il suo ultimo match nel marzo 2021, arrendendosi in due set alla cinese Lin Zhu. Poi è arrivato un intervento alla spalla che ha posto la parola fine alla stagione della canadese, alimentando i dubbi di un suo ritorno al tennis giocato. Dubbi diventati sempre più forti alla luce dell’attività sui social e del ruolo di commentatrice tecnica per TennisTV.

Rientro che in realtà doveva già avvenire lo scorso giugno dato che Bouchard risultava nell’entry list del torneo di Wimbledon grazie al ranking protetto, ma la scelta degli organizzatori di non assegnare punti ha portato la tennista canadese a rinunciare all’evento, posticipando la data di rientro.

 

Ho maturato molta esperienza fuori dal campo. Ho attraversato momenti davvero difficili che hanno messo alla prova la mia pazienza, tutto questo mi ha fatto capire quanto amassi il tennis. Prima d’ora non sono mai dovuta rientrare da un intervento chirurgico, non avevo mai avuto un infortunio così grave, per me è come ricominciare da zero” ha dichiarato la tennista canadese al termine dell’incontro.

Se l’esordio in Canada ha visto Bouchard conquistare solo quattro game, l’opportunità di riscatto è già dietro. Proprio grazie al ranking protetto la tennista canadese sarà tra le tenniste in gara nelle qualificazioni dello US Open che prenderanno il via la prossima settimana. Non vi è solo la Bouchard tra le protagoniste del WTA 125 di Vancouver. Infatti, al via erano presenti due nostre portacolori che stanno rifinendo la preparazione per l’imminente US Open. Subito semaforo rosso per Elisabetta Cocciaretto, sconfitta il tre set dalla britannica Watson. Esordio senza problemi, invece, per Lucia Bronzetti. La numero 66 WTA e testa di serie numero 2 del torneo canadese non ha avuto problemi nel regolare la qualificata britannica Miyazaki.

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