WTA Ranking: quale futuro per Camila Giorgi?

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WTA Ranking: quale futuro per Camila Giorgi?

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TENNIS WTA RANKING – Nonostante i buoni risultati del fine settimana, né Errani né Vinci migliorano la propria classifica. Giorgi eguaglia il best ranking. A quando il salto di qualità? È in ritardo rispetto alle sue (quasi) coetanee al top e in linea con le nostre migliori giocatrici?

Settimana di luci e ombre per le italiane. Roberta Vinci gioca la sua prima finale nel 2013, dopo 11 uscite al primo turno (tra cui figurano anche i tre Slam fin qui disputati) e un miglior risultato rappresentato dai quarti a Oeiras. Tuttavia le uscivano i 280 punti della vittoria a Palermo, e di conseguenza non riesce a migliorare il 24° posto di sette giorni fa.

Sara Errani, finalista a Palermo nel 2012, doveva vincere a Bad Gastein per ritornare n.1 d’Italia. La semifinale è un buon traguardo e la vittoria contro Petkovic (+2, n.18) in una ipotetica finale non era così scontata, considerato l’ultimo precedente. Lascia l’amaro in bocca come si sia fatta sconfiggere dalla pur ottima Shelby Rogers (+43, n.104). Oltre a Errani, l’americana che proveniva dalle qualificazioni ha messo in fila altre due teste di serie: Suarez Navarro e Giorgi.

 

A proposito di Camila Giorgi, oggi riesce a eguagliare il suo best ranking, il n.39. Le sue qualità non si discutono, ed è attesa ad alti livelli da tutti gli appassionati italiani, me compreso. Aspettative che si concretizzeranno o andranno disilluse? Nessuno può saperlo ora.

È il nostro prospetto migliore (l’unico? Le migliori delle classi ’92, ’93, ’94 sono Burnett, n.182, Arcidiacono, n.937, e Moratelli, n.625), ma la “giovane” promessa nazionale non è poi tanto giovane.

Camila ha oggi 22 anni e 196 giorni. È nata quasi tre mesi dopo di Halep, e se si confronta la sua carriera con le altre top 20 quasi coetanee, si può notare come alla sua età fossero già affermate:

tab.1

Rispetto alle migliori, Giorgi è indiscutibilmente in ritardo. Nei confronti delle altre italiane, il suo rendimento non è superiore.

tab.2

Alla sua età, negli Slam, solo Schiavone ha fatto meglio di lei, ma sia Errani sia Pennetta le si avvicinano.

Nei tornei WTA, Camila ha raggiunto la prima finale quest’anno, a Katowice: a 22 anni e 196 giorni, però, Flavia e Sara avevano già vinto tornei.

Per quando riguarda il  best ranking, abbiamo detto che oggi Giorgi eguaglia il 39° posto di due settimane fa. Pennetta raggiunse una posizione analoga con 5 giorni di ritardo rispetto a Camila, ma Errani (spesso ingiustamente bistrattata) e Schiavone, a poco meno di 22 anni, arrivarono più in alto,  rispettivamente al. n.31 e al n.23.  Francesca, poi, a 23 anni e 106 giorni, entrò addirittura in top20, al n.20.

Auguriamo ovviamente a Camila Giorgi di riuscire in questa impresa e di eguagliare se non superare i risultati delle nostre tre (ex) top ten.

Pos.

Giocatrice

Punti

Tornei

Diff. fine 2013

Diff. dal 07/07/14

1

Williams, Serena

9510

17

0

0

2

Li, Na

6960

14

1

0

3

Halep, Simona

6785

22

8

0

4

Kvitova, Petra

6070

20

2

0

5

Radwanska, Agnieszka

5330

22

0

0

6

Sharapova, Maria

4881

16

-2

0

7

Bouchard, Eugenie

4460

24

25

0

8

Kerber, Angelique

4365

24

1

0

9

Jankovic, Jelena

3900

22

-1

0

10

Azarenka, Victoria

3812

15

-8

0

11

Ivanovic, Ana

3660

22

5

0

12

Cibulkova, Dominika

3636

23

3

0

13

Pennetta, Flavia

3168

21

18

0

14

Errani, Sara

3035

23

-7

0

15

Wozniacki, Caroline

2825

18

-5

0

16

Suarez Navarro, Carla

2695

26

1

0

17

Safarova, Lucie

2675

23

12

0

18

Petkovic, Andrea

2460

25

21

2

19

Stosur, Samantha

2415

24

-1

-1

20

Makarova, Ekaterina

2380

18

4

-1

Teen Ranking

Perde terreno Schmiedlova, in difficoltà dopo l’uscita dei punti guadagnati un anno fa con la finale a Biarritz. Bencic approfitta di questo passo falso per recuperare due posti.

Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1994.

Pos.

Giocatrice

Anno

Class. WTA

Diff. dal 07/07/14

1

Bouchard, Eugenie

1994

7

0

2

Keys, Madison

1995

27

0

3

Svitolina, Elina

1994

35

0

4

Bencic, Belinda

1997

62

2

5

Beck, Annika

1994

64

0

6

Schmiedlova, Anna

1994

68

-2

7

Vekic, Donna

1996

74

0

8

Van Uytvanck, Alison

1994

80

0

9

Duval, Victoria

1995

90

0

10

Smitkova, Tereza

1994

96

0

 

 Nation Ranking

La Russia perde un punto (Makarova che retrocede al n.20) e lascia la leadership agli Stati Uniti. La Repubblica Ceca aggancia al terzo posto l’Italia.

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Pos.

Nazione

Punteggio

Diff. dal 07/07/14

1

Stati Uniti

48

0

2

Russia

49

-1

3

Italia

51

0

3

Repubblica Ceca

51

1

5

Germania

57

0

6

Serbia

60

0

7

Slovacchia

81

1

8

Cina

86

-1

9

Romania

91

0

10

Spagna

109

0

Casa Italia

A Dentoni scadono i punti di Palermo 2013 e retrocede di 178 posti nella classifica WTA: Corinna esce così dalla top 20 italiana. Rientra al n.20 Rosatello.

Il ranking medio delle top 5 italiane oggi è 31,4

Pos.

Giocatrice

Class. WTA

Diff. fine 2013

Diff. dal 07/07/14

1

Pennetta, Flavia

13

18

0

2

Errani, Sara

14

-7

0

3

Vinci, Roberta

24

-10

0

4

Giorgi, Camila

39

59

0

5

Knapp, Karin

67

-26

0

6

Schiavone, Francesca

75

-36

0

7

Barbieri, Gioia

182

70

2

8

Burnett, Nastassja

189

-22

-1

9

Brianti, Alberta

195

13

-1

10

Gatto Monticone, Giulia

227

19

0

11

Grymalska, Anastasia

230

32

0

12

Camerin, Maria Elena

261

-69

0

13

Sanesi, Gaia

294

142

0

14

Balducci, Alice

400

48

0

15

Caregaro, Martina

410

57

0

16

Matteucci, Alice

427

310

2

17

Giovine, Claudia

431

181

0

18

Bruzzone, Giulia

445

133

1

19

Remondina, Anna

466

-85

1

20

Rosatello, Camilla

504

60

 

LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    9510    17
[2]       2          Li, Na   China   26 Feb 1982    6960    14
[3]       3          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    6785    22
[4]       4          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   6070    20
[5]       5          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   5330    22
[6]       6          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    4881    16
[7]       7          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    4460    24
[8]       8          Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    4365    24
[9]       9          Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    3900    22
[10]     10        Azarenka, Victoria      Belarus           31 Jul 1989     3812    15
[11]     11        Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   3660    22
[12]     12        Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 3636    23
[13]     13        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    3168    21
[14]     14        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    3035    23
[15]     15        Wozniacki, Caroline   Denmark         11 Jul 1990     2825    18
[16]     16        Suarez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2695    26
[17]     17        Safarova, Lucie           Czech Republic           04 Feb 1987    2675    23
[20]     18        Petkovic, Andrea        Germany         09 Sep 1987    2460    25
[18]     19        Stosur, Samantha       Australia         30 Mar 1984   2415    24
[19]     20        Makarova, Ekaterina             Russia 07 Jun 1988    2380    18
[21]     21        Cornet, Alize   France             22 Jan 1990    2075    23
[22]     22        Stephens, Sloane        United States 20 Mar 1993   2050    23
[23]     23        Pavlyuchenkova, Anastasia    Russia 03 Jul 1991     1890    22
[24]     24        Vinci, Roberta            Italy     18 Feb 1983    1780    25
[25]     25        Williams, Venus         United States 17 Jun 1980    1726    16
[26]     26        Kuznetsova, Svetlana Russia 27 Jun 1985    1646    18
[27]     27        Keys, Madison            United States 17 Feb 1995    1575    21
[28]     28        Muguruza, Garbine    Spain   08 Oct 1993    1535    15
[29]     29        Cirstea, Sorana           Romania         07 Apr 1990    1521    23
[31]     30        Zahlavova Strycova, Barbora       Czech Republic           28 Mar 1986   1439    22
[33]     31        Lisicki, Sabine             Germany         22 Sep 1989    1427    18
[34]     32        Hantuchova, Daniela Slovakia          23 Apr 1983    1420    24
[32]     33        Koukalova, Klara        Czech Republic           24 Feb 1982    1415    29
[30]     34        Zhang, Shuai   China   21 Jan 1989    1396    29
[35]     35        Svitolina, Elina            Ukraine           12 Sep 1994    1395    27
[36]     36        Dellacqua, Casey        Australia         11 Feb 1985    1380    14
[37]     37        Rybarikova, Magdalena         Slovakia          04 Oct 1988    1345    26
[39]     38        Nara, Kurumi Japan   30 Dec 1991   1284    25
[40]     39        Giorgi, Camila            Italy     31 Dec 1991   1282    18
[41]     40        Jovanovski, Bojana     Serbia 31 Dec 1991   1200    24
[42]     41        Vandeweghe, Coco    United States 06 Dec 1991   1164    22
[38]     42        Meusburger, Yvonne Austria            03 Oct 1983    1155    26
[43]     43        Riske, Alison   United States 03 Jul 1990     1141    25
[44]     44        Davis, Lauren United States 09 Oct 1993    1140    23
[45]     45        Garcia, Caroline         France             16 Oct 1993    1139    27
[46]     46        Flipkens, Kirsten         Belgium          10 Jan 1986    1110    24
[48]     47        Pliskova, Karolina       Czech Republic           21 Mar 1992   1100    29
[47]     48        Vesnina, Elena            Russia 01 Aug 1986   1075    22
[49]     49        Lepchenko, Varvara   United States 21 May 1986 1051    24
[50]     50        Peng, Shuai     China   08 Jan 1986    1045    23

RACE

Legenda: trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    4880    10
[2]       2          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    4869    14
[3]       3          Li, Na   China   26 Feb 1982    3970    9
[4]       4          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    3607    15
[5]       5          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   3343    12
[6]       6          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    3211    11
[7]       7          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   3158    13
[8]       8          Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   2890    13
[9]       9          Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 2739    13
[10]     10        Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    2603    15
[12]     11        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    2307    16
[11]     12        Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    2232    15
[13]     13        Suarez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2065    17
[16]     14        Petkovic, Andrea        Germany         09 Sep 1987    2045    16
[14]     15        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    1987    12

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Original 9: Judy Dalton

Terzo dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Judy Tegart Dalton, che lavorava come contabile per poter giocare a tennis

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Judy Dalton (foto dal sito dello US Open)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La terza protagonista è Judy DaltonQui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Nella prima puntata di una nuova serie sulle giocatrici che hanno fondato la WTA abbiamo incontrato Judy Dalton, membro delle “Original 9” che si è guadagnata l’affettuoso soprannome di “Old Fruit” e che ha lavorato come contabile per poter sostenere economicamente la sua carriera nei tornei di tennis.

Dotata di uno stile serve-and-volley degno della miglior tradizione australiana, Judy Tegart Dalton ha conquistato il career Grand Slam nel doppio femminile, conquistando cinque dei suoi otto major con Margaret Court, e ha vinto il doppio misto agli Australian Open 1996. Nel singolare ha raggiunto la finale a Wimbledon nel 1968, sconfiggendo Court e Nancy Richey prima di capitolare al cospetto di Billie Jean King. Ma se si dà uno sguardo alle foto di quella partita è difficile capire chi fu la vincitrice.

Nel settembre del 1970, all’età di 32 anni, Judy è stata finalista al Virginia Slims Invitational di Houston, perdendo contro Rosie Casals nel torneo nel quale le “Original 9” presero posizione a favore dell’equità dei sessi, e continuò a giocare sino agli Australian Open del 1977, quando si ritirò a 40 anni. Nel 2019 è stata nominata Membro dell’Ordine dell’Australia durante l’Australia Day per il suo significativo contributo a favore del tennis come giocatrice, a favore dell’equità dei sessi nello sport come donna, e a favore delle fondazioni sportive”.

Come hai iniziato a giocare a tennis?
Mio padre era un buon giocatore e ha iniziato a mettermi una racchetta in mano quando avevo cinque anni.

 

In quale momento hai capito che amavi il tennis tanto da sceglierlo come mestiere?
Amo il tennis da sempre. Giocavo già durante gli anni della scuola. Poi per un po’ sono passata al basket ma sono tornata al tennis dopo che mi chiesero di entrare a far parte della nazionale di basket australiana. Lì ho capito che la mia passione era il tennis, non la pallacanestro. Ovviamente, il percorso non è stato tutto rose e fiori sin dall’inizio, e prima di incassare un reddito regolare con il Virginia Slims Circuit ho lavorato come contabile, nei momenti in cui non ero in viaggio per i tornei.

Come descriveresti il tuo stile di gioco? Quali sono stati i tuoi punti di forza?
Ho uno stile di gioco aggressivo, mi piace il serve-and-volley. La mia forza è il servizio. Questo è stato determinante per i miei successi nel doppio.

Avevi qualche rito particolare, quando giocavi a tennis?
Preparavo il borsone sempre la sera prima per paura di dimenticare qualcosa.

Quale era il tuo torneo preferito da giocare?
Wimbledon, ovviamente, perché è la casa del tennis e si gioca sull’erba, la mia superficie preferita. C’è sempre un’atmosfera magica ed è un posto davvero speciale.

Descrivi un ostacolo che sei riuscita a superare durante la tua carriera nel tennis.
Come membro delle “Original 9”, ho sfidato lo status quo che sosteneva che le donne non fossero da valutare come tenniste professioniste e ho lavorato per migliorare l’equità tra i sessi. È stata una battaglia politica molto dura, ma quando insieme a Gladys Heldman abbiamo firmato il contratto da un dollaro abbiamo capito che era la strada giusta.

A chi ti ispiri, e perché?
A Suzanne Lenglen. Era una grande giocatrice ed è sempre rimasta fedele a se stessa. È stata una tennista ma anche una celebrità internazionale. Era capace di vincere tornei senza perdere un game. Se non sapete chi era, cercatela!

Che cosa hai fatto da quando ti sei ritirata?
Dopo aver costruito una famiglia con mio marito David – abbiamo avuto due figli, Samantha e David, e due nipoti, Sophie e Abby – ho fatto la coach sia di giocatrici del singolare che del doppio, incluso anche il team di Fed Cup dell’Australia, il che ha significato molto per me avendo fatto parte di due squadre campioni. Sono stata coinvolta nei progetti di sviluppo del tennis giovanile del Presidente dell’Australian Fed Cup Foundation per trent’anni e ho smesso di lavorare a questo solo di recente. Sono stata attiva anche sul fronte dei media, commentando tennis femminile in Australia e nel Regno Unito. Dopo che mio marito David è mancato nel 2009 ho lasciato la nostra azienda agricola nel Victoria e ora vivo a Melbourne.

Che consiglio daresti oggi a te stessa da giovane o a qualcuno che sta muovendo i primi passi da tennista?
Se vuoi fare del tennis il tuo mestiere devi essere pronta a lavorare duro e a fare sacrifici. La strada sarà lunga e sarà colma di momenti impegnativi, ma se non molli e credi in te stessa, riuscirai a ottenere quel che vuoi e ne sarà valsa la pena. Non perdere la tua passione per il gioco e non mollare mai.

Come è stata influenzata la tua vita dal tennis?
Mi ha dato l’opportunità di viaggiare in giro per il mondo e di conoscere persone interessanti. E mi ha anche regalato amicizie di una vita con le colleghe tenniste.


Traduzione a cura di Gianluca Sartori

  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman

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WTA

Original 9: Julie Heldman

Secondo dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Julie Heldman, vincitrice degli Internazionali d’Italia nel 1969. “Un giornale mandò il reporter che si occupava di moda, anziché quello che scriveva di sport”

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Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La seconda protagonista è Julie Heldman, nata l’8 dicembre 1945. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


In questa seconda puntata della nostra serie in onore delle Original 9, Julie Heldman ci riporta al settembre 1970, quando si ribellò contro la vecchia dirigenza tutta maschile dello sport e contribuì a costruire un audace, nuovo futuro per il tennis professionistico femminile.

Figlia del vulcanico magnate del tennis Gladys Heldman, Julie Heldman aveva 25 anni quando firmò un contratto da un dollaro per partecipare al pionieristico torneo organizzato da sua madre, il Virginia Slims Invitational di Houston. Nel corso della sua carriera, la laureata a Stanford aveva conquistato più di venti titoli in singolare, compreso l’Open d’Italia del 1969, e tre medaglie, una per ciascun colore, negli eventi di esibizione alle Olimpiadi di Città del Messico 1968 (il tennis non figurava come disciplina olimpica ufficiale, ndt). Tre volte semifinalista Slam in singolare, aveva raggiunto il numero 5 del mondo e fatto parte di due spedizioni vincenti in Fed Cup, rappresentando gli Stati Uniti.

Julie riflette: “Non penso che qualcuna di noi parlasse davvero di parità di diritti, quell’anno a Houston. Parlavamo solo del diritto di guadagnarci da vivere e del fatto che il primo anno o giù di lì ci dovesse servire per organizzarci e stabilizzarci nel nostro nuovo mondo. Non mi ci è voluto molto, comunque, per capirne gli effetti anche su un contesto più ampio, perché c’erano donne che venivano da tutte le parti per dimostrarci il loro supporto. Visitavamo le case di molte persone, le donne ci avvicinavano e ci dicevano: ‘Il mio matrimonio è a pezzi, voi siete un nuovo tipo di donne… possiamo parlarne?’ Tutto stava cambiando così rapidamente in quel periodo, era la fine degli anni 60, e la gente ci vedeva come pioniere di un mondo nuovo.

“All’inizio, la paura che potessimo essere escluse dai tornei del Grande Slam era reale. C’era tensione evidente, la vita di ciascuna di noi stava per essere profondamente scossa. I giocatori maschi erano tutti contro di noi, la dirigenza del tennis era tutta contro di noi – ricordate, non c’era alcuna dirigente donna a quei tempi. Stavamo facendo un salto nell’ignoto totale. Le giocatrici dovettero fare le loro scelte. Io scelsi in favore della solidarietà.

Questa è la mia memoria ricorrente di quel periodo: il senso di solidarietà e il passo avanti. Io non potevo giocare a Houston a causa di un infortunio al gomito. I miei genitori si erano appena trasferiti da New York e io passai la notte prima dell’inizio del torneo nella nuova casa, parlando al telefono. Le giocatrici chiamavano e dicevano che la USLTA stava minacciando di sospenderle tutte. La mattina in cui il torneo cominciò io non andai al circolo, perché non dovevo giocare, ma quando seppi che le altre giocatrici stavano prendendo posizione, decisi di fare lo stesso, anche se questo avesse significato subire io stessa una sospensione”.

“Nel nuovo circuito accadevano cose folli. Un giornale mandò il reporter che si occupava di moda, anziché quello che scriveva di sport. Dovemmo spiegargli come funzionava il punteggio e cosa fosse un rovescio. Ma io non vedevo le questioni extra campo come una distrazione, significava soltanto dedicare del tempo a qualcosa per cui tutte noi stavamo lavorando. Avevamo bisogno di farlo. Tutte noi dovevamo andare ai cocktail party, fare incontri, presenziare in TV e parlare con i giornalisti, perché quello era il modo per dare il via al nostro tour”.

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

 

Per conoscere meglio le nove protagoniste, il sito della WTA sta pubblicando anche delle brevi video-interviste in cui vengono rivolte a tutte le stesse domande. Di seguito le risposte di Julie Heldman.

Chi era il tuo idolo tennistico?
Mio padre! Era mancino e… molto gentile

I tuoi punti di forza da giocatrice?
 “Avevo un grande dritto ed ero molto combattiva

Torneo preferito?
Il mio torneo preferito era l’Italian Open: era ‘selvaggio’, pazzo e… soleggiato

Cosa serve per essere una campionessa?
La capacità di credere in se stessi e puntare un obiettivo senza lasciare niente di intentato

Momento clou della tua carriera nel tennis?
La vittoria dell’Italian Open!”

La partita che credevi fosse vinta?
Contro Virgina Wade a Los Angeles. Ho servito avanti 5-1 nel terzo set ma mi sono innervosita al punto da non riuscire a colpire la pallina per servire. E ho perso

Se potessi giocare un match di fantasia contro qualsiasi avversaria, quale sceglieresti?
Suzanne Lenglen, perché era straordinaria

La tua tennista preferita da veder giocare oggi?
Era Agnieszka Radwańska, adesso mi piace molto Naomi Osaka


  1. Original 9: Kristy Pigeon 

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WTA

Original 9: Kristy Pigeon

Primo dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Si comincia con la più giovane, la mancina Kristy Pigeon

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Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La prima protagonista è Kristy Pigeon. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Nella prima puntata di una nuova serie sulle giocatrici che hanno fondato la WTA, abbiamo incontrato Kristy Pigeon, il membro più giovane del pionieristico Original 9. Kristy Pigeon aveva solo 20 anni quando prese posizione come Original 9 ai Virginia Slims Invitational nel 1970. Vincitrice dei titoli junior US e Wimbledon, la mancina ha raggiunto gli ottavi all’All England nel 1968 e 1969 ed è stata Top 10 degli Stati Uniti. Pigeon ha lasciato il tour nel 1975 all’età di 25 anni e ha conseguito una laurea in Arte e Biologia presso la UC Berkeley. Dopo essere tornata brevemente a giocare nel World Team Tennis, si è trasferita in Idaho, dove ha gestito la Elkorn Tennis School per 11 anni. Nel 1991 ha fondato il Centro di addestramento equino Sagebrush per portatori di handicap, che è diventata una delle principali sedi di ippoterapia della nazione. Si è ritirata da direttore esecutivo di SETCH nel 2011, ed è un’ambientalista attiva.

Come hai iniziato a giocare a tennis?
All’età di sei anni mi sono unita a una squadra di nuoto competitiva nella mia città natale di Danville, in California. Durante l’estate del 1962 fu offerto un programma di tennis gratuito presso il centro ricreativo della comunità situato a pochi passi dalla piscina. Dopo l’allenamento di nuoto mi mettevo le mie Keds e mi dirigevo al campo con ancora il mio costume da bagno Speedo nero addosso. Alla fine dell’estate ho vinto il torneo cittadino e mi sono appassionata al tennis.

 

In quale momento hai capito che amavi giocare a tennis e volevi sceglierlo come carriera?
Dopo aver vinto il torneo in città, ho accettato un lavoro al Diablo Country Club per pulire il negozio pro in cambio di lezioni. All’età di 13 anni mia madre mi ha fatta entrare nei tornei junior della Northern California Tennis Association e sono rapidamente salita al top della mia fascia d’età. All’inizio del 1968 ho fissato un obiettivo impegnativo e ho deciso che il tennis era l’elemento più importante della mia vita.

Come è stata influenzata la tua vita dal tennis?
Il tennis mi ha offerto l’opportunità di sviluppare la fiducia e le abilità di vita che porto con me ancora oggi. I viaggi e il cameratismo internazionale mi hanno esposto ad un mondo grande in giovane età. La mia capacità di fissare obiettivi e rimanere concentrata si è sviluppata grazie alle mie esperienze di tennis.

Quale è stata la tua esperienza più memorabile mentre giocavi nel Tour WTA?
La mia esperienza più memorabile non è stata quella di giocare nel tour, ma di aver contribuito a creare le basi nel 1970 che hanno portato alla formazione della WTA nel 1973. Come una degli Original 9, ho combattuto per un premio in denaro uguale per donne e uomini.

Come descriveresti il tuo stile di gioco? Quali sono stati i tuoi punti di forza?
Dato che preferivo il serve-and-volley, le mie migliori performance sono state sull’erba. Penso di aver detenuto per un po’ di tempo il record per aver giocato la partita più breve agli Open di Francia! Nella mia prima partita su terra rossa ho perso con Ann Haydon Jones 6-0, 6-0 in 39 minuti. Ho imparato che il gioco serve-and-volley non funziona sulla terra lenta!

Che cosa hai fatto da quando ti sei ritirata?
Dopo essermi ritirata dal tennis e aver conseguito la laurea, mi sono trasferita a Sun Valley, nell’Idaho. Insegnavo a sciare in inverno e gestivo una scuola di tennis in estate. Nel 1991, ho fondato un programma di equitazione terapeutica senza scopo di lucro per essere utile ad adulti e bambini con problemi mentali e fisici nell’Idaho meridionale. Oggi il mio obiettivo è costruire paludi e ripristinare l’habitat per la fauna selvatica.

Descrivi un ostacolo che sei riuscita a superare durante la tua carriera nel tennis.
Mio padre non era favorevole al mio interesse per il tennis. Invece di esercitarmi in campo, pensava che avrei dovuto fare un provino per cheerleader del liceo. La sua idea della donna perfetta era quella che indossava maglioni d’angora stretti e sfoggiava tacchi altissimi! Ho superato questo ostacolo dissociandomi da mio padre, mantenendo il percorso scelto e accettando il sostegno di mia madre.

A chi guardi e perché?
Gladys Heldman (madre di Julie, ndr). Era una innovatrice, una donna d’affari di successo e una pensatrice creativa. Sono rimasto amica di Gladys molto tempo dopo che abbiamo formato il Virginia Slims Circuit. È diventata la mia mentore nell’arte di diventare una raccoglitrice di fondi di successo a beneficio delle organizzazioni no profit.

Descrivi la tua vittoria più memorabile e ciò che hai imparato.
Ho vinto il Welsh Open nel 1968 dopo aver quasi perso con una ragazza locale al primo turno. Stavo giocando orribilmente contro questa sconosciuta e ho perso la mia grinta. Dopo aver ottenuto la vittoria, ho scoperto che ogni punto può determinare il risultato di una partita e che bisogna rimanere equilibrati e concentrati su ogni punto. Un aggiustamento dell’atteggiamento mi ha aiutato a vincere il torneo.

Qual è stato il tuo torneo preferito da giocare?
Senza dubbio Wimbledon! Non c’è niente di più bello al mondo di un campo da tennis ben curato!

Qual è il tuo film preferito sullo sport?
‘La battaglia dei sessi’, ovviamente!

Traduzione a cura di Andrea Ferrero

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