Marissa Irvin Gould, una carriera da scrittrice per bambini

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Marissa Irvin Gould, una carriera da scrittrice per bambini

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TENNIS – L’ex tennista americana, ritiratasi quasi dieci anni fa, sarà a Stanford per presentare il suo esordio da scrittrice per bambini: “A magical racquet ride”.

Marissa Irvin Gould, ex-tennista statunitense, ha pubblicato il suo primo libro per bambini dal titolo “A magical racquet ride” (Un magico giro in racchetta) e la prossima settimana sarà a Stanford per presentarlo. “Mio figlio va matto per Peter Pan. Gli piace la magia e io adoro Harry Potter. Alla gente piace molto il fantasy, guardate quanto successo fa Game of Thrones. Per cui ho cercato un modo di far incontrare il tennis, la magia e il fantasy. Il mio obiettivo è insegnare ai ragazzi che il tennis ti può portare dove vuoi”.

Marissa Irvin è stata una tennista per una breve parte della sua vita: si è infatti ritirata a venticinque anni, nel 2005, per poter conludere la laurea in Scienze Politiche e cominciare una nuova vita. È stata numero 51 del mondo e ha raggiunto il suo miglior risultato negli Slam a Parigi, nel 2003 e nel 2005, quando raggiunse il terzo turno. La sua vittoria più bella è stata proprio a Stanford, nel 2002, quando riuscì a battere Justine Henin. Ora insegna in una scuola elementare, ha tre bambini e ha deciso di coniugare la sua nuova vita con quella vecchia.

 

Qui si può ordinare “A magical racquet ride”.

A magical racquet ride

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Hai sempre sognato di mandare un SMS a Sharapova? Ora puoi

Dopo il successo della video-chiamata con i suoi fan, Maria mette a disposizione un numero cellulare dove mandarle direttamente dei messaggi: “Scrivetemi!”

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Poco più di un mese è passato dal ritiro dal tennis professionistico di Maria Sharapova – evento ormai sommerso da notizie ben più sconvolgenti – ma questo breve lasso di tempo ovviamente non ha intaccato la fama della campionessa Slam che continua ad essere seguita in ogni sua attività da milioni di fan. In segno di gratitudine, Masha non perde mai l’occasione per dimostrare la vicinanza al suo pubblico, nonostante i commenti delle sue colleghe l’abbiano sempre dipinta come una persona fredda e altezzosa, e in questo periodo di isolamento lo strumento più facile da usare per far ciò è ovviamente il computer.

La settimana scorsa Maria aveva organizzato una video-chiamata con i suoi fan e 150 persone avevano risposto all’appello avendo la possibilità di parlarle direttamente per due ore. Adesso invece, sull’onda dell’entusiasmo scaturito da quel pomeriggio passato in compagnia virtuale, la diretta interessata ha escogitato un altro metodo per restare vicina ai suoi tifosi. L’ex numero 1 del mondo ha pubblicato online un numero di telefono sul quale sarà possibile inviarle dei messaggi per “dirmi come state, farmi delle domande, o semplicemente salutarmi. Sono ben accette anche delle fantastiche ricette”. Insomma, Maria avrà sì lasciato il mondo del tennis, ma per fortuna la sua personalità esuberante non se n’è certo andata.

 

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Sinner e Piatti da Montemagno. Jannik ammette: “In campo faccio quello che mi sento”

Vi proponiamo la lunga intervista di Marco Montemagno alla giovane promessa altoatesina e al suo coach: “Jannik deve crescere e migliorare molto”

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La pausa forzata a causa del Coronavirus molti la stanno vivendo come un’occasione per tornare ad allenarsi fisicamente e restare in salute. Se però il tuo lavoro consiste già nel prenderti cura del tuo corpo, questo periodo lo si può utilizzare per ampliare le proprie conoscenze, o meglio ancora far ampliare la conoscenza che gli altri hanno di te. Questa è stata la scelta di Jannik Sinner e il suo coach Riccardo Piatti, che si sono fatti intervistare da una personalità totalmente estranea al mondo del tennis: Marco Montemagno (che in passato aveva intervistato anche Andrea Gaudenzi) Il 47enne residente a Brighton è un imprenditore media, intervistatore e public speaker con oltre 2 milioni di follower sui social, e nei suoi video pubblicati su Youtube si occupa principalmente di business e mondo digitale. La lunga intervista che ne è venuta fuori ha abbracciato tutti i temi principali della vita di un tennista.

Il giovane altoatesino ha preferito passare l’isolamento fuori dall’Italia, spiegando che sia lui che il suo team sono a Monaco, “in quarantena, con le stesse regole che ci sono in Italia. Sono in casa e mi sto concentrando tanto sul lavoro atletico. Facciamo quello che possiamo, ogni tanto come Roger, gioco contro il muro. Tenersi in forma è fondamentale. Noi giocatori giovani possiamo vivere questo come un momento in cui migliorare”.

Piatti ha poi aggiunto: “I giocatori, durante questo stop si dividono in tre fasce: i giovani lo possono vedere come una possibilità di crescita; i giocatori di livello intermedio possono perdere un po’ la motivazione in assenza dei tornei; i grandi come Federer, Nadal e Djokovic hanno l’esperienza per poter tornare al massimo. Per quanto riguarda Jannik, ho cercato di riempirgli la giornata, uno come lui è difficile da tener fermo, ha bisogno di muoversi. Il preparatore atletico sta nell’appartamento vicino al suo e ogni tanto ci vediamo in modo che lui possa continuare la sua preparazione. Deve crescere e migliorare molto: si può vedere che il fisico sta crescendo, i suoi pettorali stanno aumentando”.

 

Sinner comunque riesce a trovare qualcosa di positivo anche nel suo fisico “minuto” e lo vede come una fortuna dato che “in passato questo mi ha costretto ad imparare a giocare bene a tennis per poter vincere. Gli altri potevano contare sul gioco fisico, io dovevo trovare un’altra soluzione ed era quella di rubare il tempo, entrare sulla palla”. Per quanto riguarda la preparazione, Jannik ha poi ammesso: “Sono uno molto pignolo, non è sempre facile lavorare con me. In campo, cerco di ascoltare i suggerimenti, ma faccio sempre quello che mi sento. Mi danno molte informazioni, ma poi devo essere intelligente e non concentrarmi su quei dati perdendo tutto il resto”.

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Accadde Oggi

Accadde Oggi: un eroico Jim Courier trascina gli USA in Coppa Davis

In uno dei weekend di Coppa Davis più emozionanti di sempre, Jim Courier, numero 54 del mondo, resta in campo 8 ore per battere prima Tim Henman e poi Greg Rusedski nel singolare decisivo

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L’edizione del 1999 della Coppa Davis non è come tutte le altre: è l’edizione del centenario e il primo turno mette di fronte Gran Bretagna e Stati Uniti a Birmingham, si gioca in condizioni indoor. I padroni di casa si presentano con la formazione migliore formata da Tim Henman e Greg Rusedski mentre gli americani devono fare a meno di Pete Sampras e Andre Agassi e schierano in singolare Todd Martin e Jim Courier, quest’ultimo sceso al numero 54 delle classifiche mondiali. E proprio Courier firma una delle più straordinarie imprese della carriera vincendo in 5 set entrambi i singolari, incluso l’ultimo decisivo sul 2-2 contro Rusedski. Complessivamente rimane in campo per 7 ore e 58 minuti per portare i due punti agli USA.

Questi i risultati dei due match:

Venerdì 2 aprile 1999 – primo singolare
J. Courier b. T. Henman 7-6(2) 2-6 7-6(3) 6-7(10) 7-5

Domenica 4 aprile 1999 – singolare decisivo
J. Courier b. G. Rusedski 6-4 6-7(3) 6-3 1-6 8-6

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