Wta Montreal: Kerber avanti in scioltezza, Sharapova soffre un set

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Wta Montreal: Kerber avanti in scioltezza, Sharapova soffre un set

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TENNIS-La tedesca non soffre la francese Garcia e chiude il suo match il due set 6-4 6-1. Sharapova costretta a rimontare un set, Jankovic al photo-finish e Serena sul velluto.

Kerber b. Garcia 6-4 6-1 (Danilo Princiotto)

Un match che poteva mostrare qualcosa di interessante; un match che ha visto una sola giocatrice sugli scudi e l’altra sbattere continuamente su un muro invalicabile. E’ questo il riassunto del match tra la Kerber e la Garcia, conclusosi in 1 ora e 18 minuti con il punteggio di 6-4 6-1. Troppo superiore la tedesca quest’oggi, in ogni settore del campo; Caroline non è riuscita ad accorciare gli scambi come avrebbe dovuto, finendo con l’innervosirsi e perdere la calma nel secondo parziale.

 

Probabile scontro con Venus Williams se quest’ultima dovesse riuscire a battere la Putintseva.

Watson b. Cibulkova 6-2 6-7 7-6 (Danilo Princiotto)

Male la Cibulkova. L’uscita della testa di serie numero 10 rappresenta un’altra grande sorpresa dopo l’eliminazione della Bouchard. Dopo un primo set perso malamente contro la Watson, Dominika sembrava aver preso le misure dopo la vittoria al secondo parziale ottenuta al tie-break. Nulla di tutto ciò, considerando il 4-0 lampo nel set decisivo. Da lì la ventiduenne ha iniziato a tremare facendo recuperare la sua avversaria. Il tie-break ha però decretato lei come vincitrice dell’incontro. Troppo hanno pesato i 10 doppi falli della Cibulkova a fronte dei 10 ace della sua avversaria.

(4) M. Sharapova b. G. Muguruza 4-6, 6-3, 6-1 (da Montreal, Vanni Gibertini)

Così come a Parigi tre mesi or sono, Maria Sharapova deve recuperare un set di svantaggio per avere ragione della giovane Garbine Muguruza, che dopo essere andata avanti di un break anche nel secondo set, ha però dovuto subire il ritorno della siberiana che ha chiuso il match di slancio aggiudicandosi 12 degli ultimi 13 game.
Il primo set durato oltre un’ora e sempre condotto, seppur di misura, dalla ispano-venezuelana, ha mostrato una Sharapova ancora a corto di condizione agonistica dopo la pausa estiva ed una tendenza a non sfuggire lo scambio potente da fondo campo con una delle poche giocatrici che oggi giorno può ribattere colpo su colpo alle sue mazzate da fondocampo senza venirne travolta.

Tuttavia i due doppi falli con i quali Maria concedeva il break del 2-1 nel secondo set venivano prontamente imitati da Garbine nel game seguente, permettendo alla più titolata avversaria di impattare senza problemi e permettendole di iniziare la serie positiva che sarebbe poi risultata decisiva nell’economia del match.
Sono contenta di essere riuscita a capovolgere il match oggi – ha dichiarato Maria dopo l’affermazione – ma non ho avuto buone sensazioni. Ho commesso troppi errori nel primo set. Ma quando finisci un match in crescendo è un buon segno per il prosieguo del torneo, perché c’è un altro match e quindi un’altra possibilità di migliorare il tuo gioco”.

La prossima avversaria per la Sharapova sarà Carla Suarez Navarro, contro la quale ha vinto l’unico precedente confronto diretto lo scorso anno a Miami. “Mi aspetto un match diverso da quello di oggi – ha commentato – lei ha una palla più lavorata, rovescio ad una mano, meno potenza ma maggiore varietà nei colpi. Credo sarà un match molto fisico, contro una giocatrice che ha già giocato diversi match su questa superficie”.

(7) J. Jankovic b. S. Stephens 6-7(7), 6-4, 7-6(4)  (da Montreal, Vanni Gibertini)

Durissima battaglia sul campo Banque Nationale di Montreal tra Jankovic e Stephens: ci sono volute ben tre ore e 15 minuti, oltre a due tie-break per determinare la vincitrice di questo incontro, oltretutto influenzato da un altro blackout, che è diventato molto più di Eugenie Bouchard il protagonista incontrastato di questa Rogers Cup 2014. A quanto pare la compagnia elettrica non ha completato durante la scorsa notte i lavori di riparazione della linea elettrica, per cui tutto l’impianto di Parc Jarry nella giornata di mercoledì ha funzionato grazie ai generatori. Tuttavia, due di questi generatori hanno smesso di funzionare poco dopo le 18 locali, lasciando i campi senza luci, tabelloni ed hawk eye, oltre a costringere all’evacuazione l’edificio principale con player’s lounge e spogliatoi.

Problemi elettrici a parte, il match è stato dominato dalla giocatrice alla battuta per i primi due set (soltanto un break in 22 games, nonostante comunque sei palle break per la Jankovic ed otto per la Stephens) anche se ben pochi degli scambi si sono risolti entro i primi scambi dopo il servizio. Dopo un primo parziale aggiudicatosi dalla Stephens al quarto set point dopo ben 1 ora e 23 minuti di gioco, la Jankovic approfittava di un doppio fallo dell’americana sulla sua sesta palla break per issarsi 4-1 nel secondo set e portare il match al terzo e decisivo parziale.
Due volte in vantaggio di un break, Jelena Jankovic non è riuscita a chiudere il match: la Stephens ha risposto colpo su colpo recuperando i break di svantaggi e rifugiandosi nel tie-break, dove però la serba ha fatto valere la sua maggiore attitudine agonistica, prima sfoderando un poderoso passante di rovescio lungolinea in corsa sull’1-1 e poi approfittando di tre errori gratuiti da fondo dell’avversaria per chiudere il “bris d’égalité” (come lo chiamano da queste parti – usare  “jeu decisif” come al Roland Garros era evidentemente troppo poco francese) per 7 punti a 4.

Per lei nel prossimo match la vincente del match tra Ana Ivanovic e Coco Vandeweghe.

Nel primo match della sessione serale nessun problema per Serena Williams, che in 59 minuti (più un’altra mezz’ora dovuta ad una breve interruzione per pioggia) ha disposto dell’australiana Samantha Stosur, sempre più l’ombra di se stessa e sempre meno la giocatrice capace di vincere gli US Open nel 2011. Dieci ace per la giocatrice americana, ed una forma smagliante nonostante il volo transcontinentale dalla California dopo la vittoria a Stanford. Il suo prossimo turno sarà contro Lucie Safarova.

Si è dovuto attendere fino ad oltre mezzanotte per avere la maggiore sorpresa della giornata, che ha visto la sconfitta della testa di serie n.9 Ana Ivanovic, caduta per mano della qualificata americana Coco Vandeweghe con il punteggio di 6-7(7), 7-6(7), 6-4 in 2 ore e 54 minuti. La Ivanovic si è dovuta far assistere dal medico a più riprese durante il match per un risentimento alla gamba destra, lo stesso che le ha dato problemi anche la settimana scorsa al torneo di Stanford.

Tutti i risultati:

[1] S Williams (USA) b S Stosur (AUS) 60 62
[2] P Kvitova (CZE) b C Dellacqua (AUS) 63 62
[4] M Sharapova (RUS) b G Muguruza (ESP) 46 63 61
[6] A Kerber (GER) b C Garcia (FRA) 64 61
[7] J Jankovic (SRB) b S Stephens (USA) 67(7) 64 76(4)
[Q] C Vandeweghe (USA) b [9] A Ivanovic (SRB) 67(7) 76(7) 64
[Q] H Watson (GBR) b [10] b Cibulkova (SVK) 62 67(3) 76(5)
[11] C Wozniacki (DEN) b K Koukalova (CZE) 61 62
[14] C Suárez Navarro (ESP) b [LL] K Pliskova (CZE) 61 36 63
[15] L Safarova (CZE) b M Rybarikova (SVK) 64 62
V Williams (USA) b [Q] Y Putintseva (KAZ) 63 62
S Lisicki (GER) b M Keys (USA) 46 61 64
E Makarova (RUS) b [LL] E Vesnina (RUS) 63 62

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WTA Tallinn: Kontaveit si aggiudica il derby estone. In finale la attende Krejcikova

Krejcikova vince in rimonta la sfida maratona con Belinda Bencic. Kontaveit regola in due set la connazionale Kanepi

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Anett Kontaveit - WTA Tallinn 2022 (foto Facebook WTATallinnOpen)

Saranno la ceca Barbora Krejcikova e l’estone Anett Kontaveit a giocare l’ultimo atto del Tallinn Open, torneo WTA 250 alla prima edizione in corso di svolgimento nella capitale estone. Seconda finale stagionale per l’ex numero 2 del mondo dopo quella persa a gennaio contro Badosa a Sidney. Quarta finale per l’estone che andrà alla caccia del secondo titolo stagionale dopo quello conquistato a San Pietroburgo, il settimo della carriera.
Una vittoria a testa nei precedenti tra Krejcikova e Kontaveit. L’estone ha sconfitto Krejcikova alle WTA Finals di Guadalajara dello scorso anno, mentre Krejcikova ha battuto l’estone ad inizio stagione nelle semifinali del torneo di Sidney.

[7] B. Krejcikova b. [2] B. Bencic 6-7(5) 7-6(2) 6-2
Sfida tra due giocatrici molto diverse, Bencic gioca in maniera più potente e aggressiva, Krejcikova varia di più, andando alla ricerca di angoli e usando spesso lo slice per rallentare il ritmo. Un primo set che vive di alti e bassi, come un viaggio sulle montagne russe. Belinda Bencic è la prima a piazzare il primo break, complice un sanguinoso doppio fallo della ceca. Chiamata a servire per il set la campionessa olimpica si trova a fronteggiare una ceca che gioca a braccio sciolto. La ceca colpisce senza paura tanto da conquistare agilmente due palle break. Bencic non pare intenzionata a mollare e con due ottime prime si spiana la strada per rimettere il game in equilibrio. Alla terza palla break, un altro dritto a rete di Bencic vale il controbreak per la ceca.

Bencic continua ad andare in difficoltà, al punto da dover fronteggiare due set point nel dodicesimo game. Sul primo Bencic fa correre la ceca e annulla con un dropshot. Sul secondo si salva con una prima vincente. La tenacia di Bencic viene ripagata nel tie-break. La svizzera tiene duro per fare poi la differenza nel tie-break (7-5), conquistando un set nel quale ha dovuto salvare 8 break point.

 

Krejcikova dal canto suo perde il set nonostante abbia vinto un maggior numero di punti (51 a 49) e un saldo migliore a quello della svizzera, seppur negativo per entrambe, emblema di un set nervoso che ha vissuto di strappi: 16 vincenti e 17 gratuiti per la ceca, 10 vincenti e 22 gratuiti per Bencic.

Il secondo set viaggia sulla stessa intensità. Nessuna delle due giocatrici cede il servizio, anche se Bencic ha dovuto salvare altri tre break point. Primi quattro game arrivati lottati ai vantaggi, poi prende il servizio diventa maggiormente un fattore. Entrambe si dimostrano molto efficaci con la prima, con oltre l’80% di punti conquistati, latitano sulla seconda con Bencic che raccoglie un disastroso 18%. La ceca, tuttavia, anche nel secondo set, non è in grado di convertire le palle break, con Bencic che alza il livello del gioco ogni volta che si trova ad un passo dal baratro. A decidere il parziale è nuovamente il tie-break che questa vola si rivela a senso unico con Krejcikova che domina 7-2. A fine secondo set l’orologio segna 2h35′ di gioco!

Nel terzo set Bencic accusa il colpo. Con un contropiede di rovescio Krejcikova piazza il break che si rivelerà decisivo. La ceca vola 3-0, poi 4-1 e 5-2. Nell’ultimo game la campionessa olimpica annulla cinque match point, di cui tre di fila sullo 0-40, ma è costretta ad alzare bandiera bianca al sesto tentativo dopo 3 ore e ventidue minuti.

[1] A. Kontaveit b. K. Kanepi 6-4 6-4

A delineare il nome della seconda finalista del Tallinn Open è il derby tra le due atlete di casa: la numero 4 al mondo Anett Kontaveit e la numero 32 Kaia Kanepi. Neanche il tempo di scendere in campo che Kontaveit fa subito capire quali siano le sue intenzioni. Aggressiva in risposta la più giovane delle due estoni si conquista subito una palla break. Kanepi si salva sulla prima, ma cede subito sul break alla seconda occasione dato che la risposta potente e centrale di rovescio di Kontaveit piega la resistenza di Kanepi sul lato del rovescio. Kontaveit sembra in controllo mentre Kanepi sembra tremare sopratutto quando si trova a servire la seconda. Nel settimo game le accelerazioni della  testa di serie numero 1 mettono in difficoltà Kanepi che si trova in un balena sotto 0-40. A riprova delle difficoltà di Kanepi con la seconda, una risposta vincente di Kontaveit vale il secondo break. Chiamata a servire per il set il braccio di Kontaveit trema come spesso le è capitato nella partita importanti in questa stagione. La numero 4 al mondo fallisce 3 set point, addirittura uno con un doppio fallo. Le occasioni fallite da Kontaveit fanno fiducia a Kanepi che recupera uno dei due break di svantaggio. Sul 5-4 Kontaveit si issa facilmente sul 40-0, fallisce il quarto match point, ma alla quinta occasione mette in cascina il primo parziale dopo 43 minuti di gioco con un comodo smash.

Il secondo set segue lo stesso copione del primo con Kontaveit che piazza subito il break in apertura. Il match segue l’andamento dei servizi, con entrambe le tenniste brave a gestire lo scambio sopratutto quando la prima entra in campo. Infatti, è  la seconda a tradire Kanepi che chiuderà la partita con 8 punti su 24. Chiamata a servire per il match Kontaveit ritorna quella del finale di stagione dello scorso anno, quando conquistò 4 titoli e il pass per le Finals. Il match si chiude con un ace che vale il 6-4 6-4 dopo un’ora e ventuno minuti di gioco. 

Il tabellone completo del WTA di Tallinn

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WTA Parma: Sakkari non sbaglia la partenza, ora pronta per il doppio turno in finale contro Sherif

Sesta finale della carriera per la n. 7 WTA, la terza del 2022 dopo San Pietroburgo e Miami. Maria andrà alla ricerca del secondo alloro, il primo arrivò a Rabat 2019. Sfiderà l’egiziana N.74

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Maria Sakkari - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[1] M. Sakkari b. D. Kovinic 7-5 6-2

Il sole è tornato a splendere più forte che mai. E’ questa la grande notizia della mattinata emiliana, per gli organizzatori del Parma Ladies Open, che dopo essere stati costretti a cancellare l’intera giornata di ieri causa maltempo e precipitazioni a dirotto; oggi possono finalmente tirare un sospiro di sollievo perché il clima pare aver compreso la situazione straordinaria del torneo romagnolo, dimostrandosi clemente. Infatti, ulteriori rinvii e posticipazioni non sarebbero state accolte col sorriso, poiché questo avrebbe significato ulteriori salti mortali per completare l’evento. Quindi, per fortuna basta e avanzano i doppi turni.

Sarà forse proprio per questa certezza, qualora avesse fatto sua la semi, di sapere di dover riscendere in campo per giocarsi il titolo nel pomeriggio – attorno alle 18:00 – che la favorita numero uno Maria Sakkari è riuscita per una volta in questa settimana a partire con il piede giusto, salvo poi perdersi e ritrovarsi. Tutto questo nell’arco nel primo parziale, insomma nel perfetto stile della 27enne di Atene. L’aver resistito al momento di difficoltà senza farsi travolgere definitivamente, le ha permesso di acquisire quella fiducia necessaria per dominare il secondo parziale imponendosi sulla montenegrina Danka Kovinic per 7-5 6-2 in 1h32′.

 

Ora l’obbiettivo per l’ex n. 3 del mondo è chiarissimo, mettere in bacheca il secondo titolo della carriera dopo quello, sempre conquistato su terra, a Rabat nel 2019. La greca sembra essersi ritrovata in Italia, sarà stato l’incontro con il proprio idolo Gigi Buffondel quale ha dichiarato, di imitare le gesta in allenamento parando a rete come il grande portiere campione del mondo nel 2006 – a rivitalizzarla; ma sta di fatto che ha ritrovato un quarto di finale dopo oltre tre mesi e ha aggiunto una vittoria al suo non invidiabile record di 6-16 nelle semifinali disputate sul Tour mondiale. Adesso, inoltre, dopo aver centrato la terza finale stagionaleSan Pietroburgo in febbraio, e quella al WTA 1000 di Miami in marzo: entrambe perse, per mano di Kontaveit e Swiatek -, ha voglia di migliorare un altro record personale, non proprio brillante, che la vede 1-4 negli ultimi atti del circuito maggiore.

IL MATCH – In totale contro tendenza, con quanto fatto vedere nell’intera settimana emiliana – nelle sue tre precedenti partite ha sempre perso il primo set, per poi puntualmente mettere a segno la rimonta -, Sakkari ha un avvio di incontro perfetto: parziale di 12 punti a 3 per la tennista greca, e così il 3-0 “pesante” nello score è presto servito. Al contrario inizio peggiore non poteva esserci per Kovinic, un approccio alla sfida a dir poco da incubo. La 27enne montenegrina infatti, si dimentica la prima negli spogliatoi facendo registrare nei suoi primi due turni di servizio, un deludente 25% per quanto riguarda la resa della prima palla (1/4); inoltre non contenta non è riuscita a racimolare neanche un quindici quando ha dovuto servire la seconda (0/5).

In questi primi scampoli di match, si ammira una versione della 27enne ateniese assolutamente centrata, certamente per ora la migliore della sette giorni in quel di Parma. Maria non lascia mai, in nessun caso, l’iniziativa all’avversaria comandando a spada tratta ogni singolo scambio: in particolar modo a far decisamente male è il suo dritto dal centro, con cui decide da quale lato del campo la n. 78 WTA debba incominciare a fare il tergicristallo in difesa. Tuttavia, e non sorprende più di tanto conoscendo la solita tenuta ondivaga della n. 1 del seeding – specialmente in una stagione con più ombre che luci -, all’improvviso l’interruttore della luce dell’ex n. 3 del ranking si spegne fragorosamente. In verità in un periodo di crisi energetica, con le bollette incontrollabili, come quello che stiamo vivendo non sarebbe una cattiva notizia; ma certamente non era né il momento giusto per farlo né ovviamente era questa l’intenzione della semifinalista del Roland Garros 2021. Tant’è comunque: contro filotto di Danka, che vince quattro giochi consecutivi portandosi in vantaggio sul 4-3 e mettendosi finalmente alla testa della contesa.

14 punti a 6 per la nativa di Cettigne, un parziale che ribalta completamente l’inerzia del duello. Sul piano tattico è cambiato poco, ma tanto basta per modificare le dinamiche dello scontro. Prima di tutto è salito il rendimento della battuta montenegrina, tuttavia era abbastanza irrealizzabile pensare che l’ex n. 46 al mondo potesse mantenere i numeri citati in precedenza per la durata complessiva del confronto. Statistiche che ovviamente fanno riflettere maggiormente sull’inizio del match, dove di certo Sakkari ha giocato esprimendo un livello alto ma è pur vero che è stata notevolmente avvantaggiata dal – praticamente – assente fondamentale di avvio gioco dell’avversaria. Ma se si vuole realmente scovare ciò che ha mandato in tilt la giocatrice ellenica, è stata una palla corta eseguita nel quarto game; sulla quale Danka si è superata con un recupero eccezionale.

Dunque perché allora la n. 7 WTA è andata in bambola, quando i meriti dell’altra erano di gran lunga superiori ai suoi demeriti in questo specifico punto? E’ facile, non appena una come Maria esce dalla sua confort zone di picchiatrice da fondo campo, e non ottiene ciò che sperava, non può che piantarsi e smarrire, oltre che la fiducia nel rigiocare nuovamente una variazione di quel tipo, anche le certezze nei suoi punti di forza. Brava però Kovinic, che acuisce le insicurezze altrui mediante l’utilizzo di colpi più arrotati, ma soprattutto alzando decisamente la traiettoria delle proprie esecuzioni: ciò provoca conseguentemente diversi non forzati della semifinalista dello US Open 2021, rispetto ad una prima parte di match in cui era infallibile.

Conosciamo però questo sublime, ma allo stesso tempo maledetto sport, basta un’inezia per rimescolare ancora ed ancora i rapporti di forza di una partita. Quello che bisognare fare è saper resistere, reggere l’urto della mareggiata quando arriva, e aggrapparsi come delle sanguisughe a qualunque appiglio. E’ Sakkari rispetta alla lettera questo diktat, affidandosi al suo servizio. Grazie alla battuta riesce a tenersi in vita, riacquistando a poco a poco la fiducia persa. Seguendo questo percorso, l’ateniese ritrova d’incanto il proprio tennis e potendo nuovamente contare su di un dritto, che frulla meravigliosamente breakka incredibilmente nell’undicesimo game; per poi andare ad appore il sigillo qualche istante dopo per il 7-5 (55 minuiti).

Ora sembra essere stati catapultati, tramite improba macchina del tempo, ai primi game della partita dove Maria faceva il bello ed il cattivo tempo. Allora Kovinic comprende che, continuando su questa scia ci sarebbe ben poco per lei da raccogliere. Così con coraggio e spavalderia inizia a prendere la rete, cancella una palla break in apertura di parziale che aveva sentore di match point, e si salva evitando di dover subito rincorrere. Ma oramai la strada è stata tracciata, nel terzo game grazie ad un moto d’orgoglio evita ancora – per la seconda volta, seppur solo ai vantaggi senza concede break point – di mandare la n. 1 del tabellone in vantaggio. Tuttavia al terzo tentativo l’inevitabile si manifesta. Sakkari allunga, perciò, sul 3-2 confermando poi prontamente per il 4-2. Danka non c’è più in campo e, attraverso una striscia di quattro game consecutivi – dal 2-2 – concede all’ex n. 3 del ranking di potersi giocare la sesta finale della carriera; la terza del 2022: l’ultima persa a Miami contro Swiatek.

M. Sherif b. [6] A. Bogdan 6-4 3-6 6-4

IL MATCH – Nella seconda semifinale, quella della parte bassa, si affrontano per la prima volta la tds n. 6 Ana Bogdan e l’egiziana Mayar Sherif. La 29enne rumena, reduce dal derby vinto nei quarti contro Irina Camelia Begu, si aggiudica la frazione d’apertura per 6-4 dopo 53 minuti di gioco. Un primo set veramente duro sul piano della richiesta fisica, ma anche per quanto riguarda il dispendio delle energie mentali, per le due giocatrici: basti pensare che per completare i primi due game della partita sono stati impiegati 10 minuti esatti, mentre per raggiungere la prima metà del parziale – sul 3-3 – ben 33 giri di lancette. Tuttavia vi è stata un’assoluta dominatrice del parziale inaugurale, almeno in termini di occasioni costruite in ribattuta, e costei è stata la 26enne del Cairo. Mayar ha avuto chance di break già nel primo gioco dell’incontro, partendo a razzo e issandosi immediatamente sullo 0-40. Ma Ana, con grande forza di volontà, è riuscita rialzarsi dalle sabbie mobili di un game che avrebbe potuto segnare in maniera indissolubile il resto della frazione. I problemi per la n. 53 WTA però, come detto, non sono terminati qui: ha sofferto anche sul 1-1, essendo costretta ai vantaggi, per poi capitolare definitivamente nel sempre dirimente e “malefico” settimo turno di servizio della contesa. Lo strappo si è rivelato decisivo, visto che la n. 74 del ranking ha chiuso poco istanti dopo. A delineare realmente la differenza è stata la leggera superiorità, in termini di efficacia, della battuta egiziana rispetto a quella rumena: 71% contro il 67% di trasformazione con la prima, ma soprattutto il 63% di realizzazione con la seconda al cospetto del solo 50% avversario. E questi numeri sulla seconda di servizio, inevitabilmente, si ripercuotono anche sulla efficienza delle ribattute a questo fondamentale: Bogdan raccoglie solo il 38% dei punti rispondendo alla seconda, mentre il 50% (6/12) di Sherif è il dato che veramente ha cambiato le carte in tavola.

La partita è molto piacevole da guardare, sicuramente sta offrendo maggiori spunti tecnici rispetto alla prima semifinale dove le protagoniste se le sono date di santa ragione da fondo senza mostrare qualche tipo di variazione con una certa costanza. Invece in questo secondo incontro di giornata, entrambe le giocatrici in campo non disdegnano di prendere la rete o di eseguire puntuali drop-shot per sorprendere la diretta contendente. Anche il secondo set si rivela una vera battaglia agonistica, a livello di chilometraggio addirittura più dura. Se nella precedente frazione erano stati impiegati poco più di 30 minuti, per giungere sul 3-3; in questo caso mezz’ora serve solo per portare lo score sul 2-2. Due i game maratona, colpevoli di questa durata prolungata: il secondo da 12 punti e due palle break cancellate dall’egiziana; il quarto con ancora Mayar a vedere i sorci verdi, in questa situazione specifica la bellezza di 16 punti giocati. Ma la giocatrice africana, mai doma, frantuma tutte e cinque i break point concessi. Sembra di ripercorrere quanto visto nella frazione inaugurale, ma a parti invertite. La 29enne di Sinaia continua a costruirsi opportunità a pioggia e dopo essersi salvata, per l’ennesima volta, sul 3-3 ad oltranza cade nell’ottavo gioco. La n. 53 mondiale non si fa sfuggire l’occasione tanto sudata, e non perdona: 6-3 in 54 minuti. Si va al terzo. Un secondo appena vinto grazie ad un innalzamento sensibile del rendimento del proprio servizio da parte della tennista rumena – che comunque vada rientrerà in Top 50 – e, a pari merito mediante un contestuale calo di quello dell’ex n. 61 WTA: 70% di prime contro il 68%, soprattutto l’88% di punti vinti con la prima (64% per Sherif). Tuttavia più di tutto a creare il vuoto, tra le due, è stato l’86% di concretizzazione con la seconda contro un misero 31. Infatti la tds n. 6 si è intascata il 69% rispondendo alla seconda, al contrario della nativa della città che sorge sul Nilo che ha raccolto un unico punto ribattendo la seconda altrui (1/7; 14%). Non è che sia andata meglio a Sherif sulla prima, anzi, ha vinto solo il 13% dei quindici (2/16) in risposta.

Nel terzo set, a sigillare la copertina di un romanzo eroico, lotta infinita: dopo uno scambio di break tra terzo e quarto gioco, si arriva alla celeberrima stretta finale con tre game fiume, a seguito del 3-3. Bogdan però, chiamata a servire per restare nel match sul 4-5 cede il servizio a zero, lanciando l’egiziana verso la sua seconda finale nel Tour.

Ha collaborato Luca De Gaspari

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA 2022

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WTA Tallinn: Bencic sul velluto, Kontaveit e Kanepi soffrono ma vincono

Belinda Bencic senza problemi contro l’amica Vekic. Kontaveit fa fatica con la qualificata Bonaventure ma vince al terzo set. Affronterà la connazionale Kanepi

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Anett Kontaveit – WTA Tallin (foto via Twitter @WTA)

È una delle migliori versioni stagionali di Krejcikova (si parla chiaramente di singolare visto che in doppio i risultati non sono assolutamente mancati) quella che ha portato a casa il match con Haddad Maia nei quarti di finale del WTA 250 di Tallinn. La ceca, scesa alla 27esima posizione della classifica mondiale dopo essere stata numero due all’inizio dell’anno, ha giocato un incontro senza sbavature riuscendo spesso a neutralizzare il servizio mancino e potente dell’avversaria. Non è infatti bastato alla brasiliana il 68% di prime in campo per evitare di subire ben quattro break nel corso della partita. Krejcikova ha così chiuso sul 6-3 6-4 (ancora nessun set perso in questo torneo) ed ha ottenuto la terza vittoria consecutiva: quest’anno era andata oltre la soglia dei due match vinti solo a Sydney e a Melbourne a gennaio.

Nella semifinale della parte bassa del Tallinn Open Barbora, numero 7 del seeding, affronterà Belinda Bencic che è la seconda favorita del tabellone. Sebbene senza impressionare e faticando al servizio (7 doppi falli e 10 palle break concesse), la svizzera non ha rischiato più di tanto contro Donna Vekic. Il match si è chiuso sul punteggio di 6-4 6-1 dopo poco più di un’ora e mezza di gioco in cui le battute non hanno rappresentato un fattore. Bencic giocherà domani la quarta semifinale dell’anno e lo farà da favorita, almeno guardando al ranking e ai precedenti. Belinda ha infatti sconfitto Krejcikova in entrambe le occasioni in cui le due si sono incrociate: alle Olimpiadi di Tokyo e durante la fase finale di Billie Jean King Cup dell’anno scorso.

La tennista di casa Anett Kontaveit ha faticato non poco contro la qualificata belga Yasaline Bonaventure ma, alla fine, è riuscita a portare a casa l’incontro, vinto al terzo set dopo un’ora e 53 minuti di gioco, con lo score di 6-3 3-6 6-3. Dirompente al servizio nel primo set – con il 92% di prime palle e il 78% dei punti vinti con la prima – Anett, attuale n. 4 del mondo e n. 1 del seeding – subisce la rimonta dell’avversaria nella seconda frazione. Bonaventure infatti migliora ulteriormente anche le proprie percentuali alla battuta (mette in campo il 94% di prime) riuscendo inoltre a brekkare per due volte l’estone. Nel terzo set, la situazione si ribalta ancora, Kontaveit è nuovamente in grande spolvero alla battuta e annulla quattro palle break. In semifinale affronterà la vincente tra la ceca Muchova e la connazionale Kanepi.

 

E sarà derby estone nella semifinale della parte alta del tabellone. Kaia Kanepi, n. 32 del mondo, dopo 2 ore e 22 minuti viene a capo della wild card ceca Karolina Muchova (224 WTA) e affronterà Anett Kontaveit. Dopo aver intascato rapidamente il primo set per 6-2, in cui è stata ottima al servizio con il 100% di prime messe in campo e il 72% dei punti ottenuti con la prima palla, Kanepi subisce un calo e cede alquanto nettamente (6-3) il secondo parziale all’avversaria. La terza e ultima manche è particolarmente lottata tant’è che si risolve al tie-break, chiuso dalla 37enne estone al terzo matchpoint per 8 punti a 6.

(ha collaborato Laura Guidobaldi)

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI TALLINN

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