ATP, WTA: voliamo a Cincinnati

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ATP, WTA: voliamo a Cincinnati

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TENNIS-Western & Southern Open di Cincinnati: tutti i top players ATP e WTA in campo con due sole assenze: Rafael Nadal e Na Li.

 

Eccoci a Cincinnati, Ohio, città che può vantare una lunga tradizione di tennis che inizia con la nascita nel 1880, del Cincinnati Tennis Club, per proseguire con l’organizzazione della prima edizione, femminile e maschile, del Cincinnati Open nel 1899 giocato sulla terra rossa fino al 1979, quando fu adottata definitivamente la superficie in cemento. Pochissime sono state le sospensioni del torneo nell’arco di un secolo, tra le quali quella di un paio d’anni nelle fasi conclusive della Prima Guerra Mondiale e quella del 1935, quando il paese stava recuperando le forze dopo essere stato travolto dalla Grande Depressione.
Nel 1903 la sede del torneo viene spostata presso il Cincinnati Tennis Club, dove rimarrà per circa settant’anni, fin quando non fu trasferito presso il parco di Coney Island, lungo il fiume Ohio. Da questo momento in poi l’appuntamento tennistico inizia a rifiorire, anche grazie alla direzione e ai fondi che riusciva facilmente a raccogliere Paul Flory, dirigente della nota società Procter & Gamble, colui che aveva preso le redini dell’organizzazione dell’evento.
Il Cincinnati Open si trasferisce definitivamente a Mason, cittadina a circa venti chilometri da Cincinnati ed attuale sede del torneo, alla fine degli anni ’70, dopo la costruzione di un nuovo impianto, più adatto ad ospitare il tennis professionistico e dopo la variazione della superficie di gioco dalla terra verde tipicamente statunitense (Har-Tru), al cemento (Deco-Turf). La vita del torneo maschile a Cincinnati è stata certamente meno travagliata di quella femminile che ha avuto alcune interruzioni a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 e poi anche dal 1989 al 2004, anno in cui l’evento WTA ha ripreso la cadenza annuale, per poi essere promosso in categoria Premier nel 2009. Ma l’annullamento del torneo durante tutti gli anni ‘90 ha un certo peso se andiamo a guardare l’albo d’oro del Western & Southern Open di Cincinnati: mancano i nomi di leggende quali Navratilova, Graf, Seles, Capriati, Davenport che, come Serena Williams ha apposto un solo sigillo sul torneo. Il record per numero di titoli vinti in campo femminile è detenuto da due giocatrici americane della prima metà del XX secolo, Ruth Sanders Cordes (1913, 1914, 1920, 1922, 1923) e Clara Louise Zinke (1926, 1927, 1929, 1930, 1931) che hanno collezionato cinque titoli ciascuna. Cinque sono anche le vittorie di Roger Federer, leader di questa classifica, per i trionfi nel 2005, 2007, 2009, 2010 e 2012, seguito a ruota da Mats Wilander coi quattro successi inanellati nelle edizioni dell’ ’83, ’84, ’86 e ’88, per poi arrivare ad Agassi nel 1995, 1996 e 2004. E’ Novak Djokovic, invece, a detenere il record per il maggior numero di sconfitte in finale senza mai vincere un titolo ad opera di Murray nel 2008 e 2011 e di Federer nel 2009 e 2012.

 

Dopo un tabellone della Rogers Cup poco favorevole per il nostro Seppi, quello di Cincinnati appare ancora più difficile dato che al secondo turno potrebbe già incontrare un ispiratissimo Tsonga, mentre Fognini potrebbe avere alcune chance in più, seppur limitate, dato che deve vedersela prima con Roger-Vassilin e poi col vincente tra Lleyton Hewitt e Jurgen Melzer. Anche a Cincinnati, Djokovic detiene la prima testa di serie, ma questa volta ha alcune partite da sfruttare nella ricerca del proprio ritmo prima di arrivare a match più complicati a livello fisico e mentale, come il probabile quarto di finale contro il francese Tsonga che lo ha battuto con un netto quanto sorprendente 6-2 6-2 a Toronto. Ancora Federer a dominare la parte bassa del tabellone, il quale potrebbe trovarsi subito davanti Radek Stepanek: sarebbe più facile vincere alla roulette russa piuttosto che azzeccare il punteggio conclusivo del match. I giocatori in grado di impensierire lo svizzero finiscono qui fino ad un possibile quarto contro Andy Murray. Ottime possibilità per il pubblico americano di godersi il gioco di Raonic in fase di quarti, forse contro Berdych, anche se le previsioni sul ceco sono spesso poco attendibili, e quello di Dimitrov, il quale potrebbe incontrare Wawrinka nelle fasi finali del torneo.

Se il tabellone maschile non vi pare roseo per quanto riguarda le prospettive azzurre è perché non avete ancora dato un’occhiata a quello femminile. Le speranze italiane si concentrano nella parte alta del tabellone e sono piuttosto esigue poiché Camila Giorgi si imbatte al primo turno nella Kuznetsova per poi vedersela con la Bouchard, Errani troverà al secondo turno la vincente tra Lisicki o Vinci, contro la quale darebbe luogo all’undicesimo scontro tra le “cichis” che vede in vantaggio Sara per sei vittorie a quattro. Flavia Pennetta è certamente piazzata meglio, ma Serena Williams dista soltanto un paio di turni ed infine Karin Knapp che deve ancora superare l’ultimo turno di qualificazione che la vede opposta alla portoricana Puig. Come se non bastasse tutte le italiane, tranne la Giorgi, sono nella zona presidiata dalla più piccola delle Williams, da Jankovic, Radwanka e Kerber. Simona Halep esordisce sul cemento americano a Cincinnati e le partite più intense dovrebbero iniziare per lei solo in fase di quarti in un possibile scontro contro Venus Williams, per poi vedere al di là della rete in semifinale una Sharapova che ha ben poche preoccupazioni davanti a lei nei primi giorni di torneo.

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ATP Anversa: Sinner supera Musetti e continua la corsa alle ATP Finals

Dura solo un set la resistenza di Lorenzo Musetti. Jannik Sinner vince il derby italiano in due set

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Jannik Sinner - Anversa 2021 (foto Twitter @eurppeanopen)

Sinner b. Musetti 7-5 6-2

Va a Jannik Sinner il derby italiano tra lui e Lorenzo Musetti. Il numero 12 del mondo, e testa di serie numero 1 del torneo, legittima il suo status di favorito della vigilia con una prestazione in crescendo, dimostrando come tra lui e Musetti attualmente ci sia una discreta differenza di livello, specialmente sul veloce. Buonissimi segnali comunque per Musetti, che nonostante la sconfitta ha giocato un’ottima partita contro un avversario di grande livello, e ha mostrato notevoli progressi rispetto agli ultimi disastrosi mesi sul cemento.

Non era la prima sfida assoluta tra i due, che si erano già sfidati in occasione della semifinale delle pre-qualificazioni degli Internazionali d’Italia 2019, vinta da Sinner con il punteggio di 6-7(5) 7-6(6) 6-3. Una partita durissima fisicamente e dal tasso tecnico estremamente elevato per un allora 18enne Sinner e 17enne Musetti. Non si sono mai incrociati in partite di livello ATP prima di questa partita, con Musetti che per arrivare qui ha ottenuto contro Mager al primo turno la prima vittoria davvero convincente dal Roland Garros.

 

Chi inizia meglio è sicuramente il tennista toscano, che dimostra da subito una grande concentrazione al servizio, che gli fa passare senza intoppi i primi game. In risposta Musetti è anche il primo ad avere palla break, guadagnata con un rovescio lungolinea spettacolare. Sinner però fa valere il suo peso palla superiore e si toglie l’impaccio con il servizio. Il livello di gioco si mantiene alto per tutto il proseguimento del set, con Musetti che nonostante qualche “cavallo” in meno di potenza rispetto a Sinner riesce a gestire sempre bene lo scambio.

La sfida si gioca per gran parte sulla diagonale di rovescio, la preferita di entrambi, in cui Musetti dimostra di riuscire a tenere testa al suo più quotato avversario. La prima palla break di Sinner arriva sul 5-5, causata da un errore marchiano di dritto del carrarese. E’ quella decisiva, Musetti tenta un coraggioso serve&volley sulla prima ma commette un brutto errore a rete, il primo del match, che lo condanna a cedere il servizio. Pochi problemi invece per Sinner nel chiudere il set sul suo servizio.

Sinner inizia il secondo set sulla spinta del finale del primo, mostrandosi sempre più solido e sempre più presente all’interno dello scambio. La qualità in risposta dell’altoatesino è aumentata col passare dei minuti e si guadagna anche la prima palla break del secondo set, rimontando da 40-15. Musetti dimostra però ancora una volta la sua grande personalità e ritenta il serve and volley, questa volta annullando la prima palla break.

Ritorna il pericolo per Musetti, che si affida ad un servizio oggi molto efficace e riesce a chiudere un game molto complicato. La diagonale che però sta cambiando la partita a favore di Sinner in questo secondo set è quella di dritto, in cui il numero 12 del mondo è molto più potente, preciso e soprattutto meno falloso. Proprio il dritto tradisce Musetti nel terzo game, con due errori non forzati consecutivi che consegnano il primo break del secondo set al suo avversario.

Sinner tiene il servizio senza troppi problemi e si fa di nuovo minaccioso nei turni di battuta di Musetti. Il semifinalista di Acapulco è molto più in difficoltà a gestire il ritmo ora elevatissimo di Sinner, che lo sbatte da un lato all’altro del campo con i suoi colpi. L’altoatesino sfrutta un Musetti ormai sfiduciato e rimedia il secondo break della partita, decisivo per la vittoria finale. Jannik ha la possibilità di chiudere nel settimo game con il terzo break consecutivo, ma sui due match point è bravissimo Musetti a reagire con un ace e uno splendido dritto vincente lungolinea. Il verdetto però è solo rimandato.

Sinner chiude così al primo match point sul suo servizio, sfruttando un rovescio in rete di Musetti e vola nei quarti di finale contro Arthur Rinderknech. Un avversario ostico per una partita che si preannuncia non facile, con l’unico precedente tra i due vinto dal francese negli ottavi di Lione di quest’anno. Musetti tornerà invece a giocare a Vienna, dove usufruirà di una wild card per il tabellone principale.

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ATP Anversa, Murray show. Batte Tiafoe in 3 ore e 45’: “Mai giocato un match così”

Lo scozzese passa al secondo turno dopo una battaglia vera: è stato il match più lungo del 2021 al meglio dei tre set

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Andy Murray - ATP Antwerp 2021 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

Sarà proibitivo (forse) tornare ai livelli di un tempo, ma Andy Murray di partita in partita e di torneo in torneo sta confermando i suoi progressi in quanto a resistenza fisica e capacità di giocare ad alti livelli per tempi lunghi, nonostante i 34 anni suonati e l’anca di metallo. Lo scozzese nel primo turno dello European Open di Anversa ha superato l’americano Frances Tiafoe in una clamorosa battaglia: 7-6(2), 6-7(7), 7-6(8). E quando Murray ha trasformato il secondo match point con una smorzata vincente di rovescio l’orologio segnava 3 ore e 45 minuti, durata che fa di questo match il più lungo giocato nel 2021 al meglio dei tre set. Superata di una manciata di minuti la finale di Barcellona tra Nadal e Tsitsipas, che durò 3 ore e 38 minuti. Bellissimo l’abbraccio finale tra i due contendenti:

“Penso sia la prima volta nella mia carriera che ho giocato un match con tre tie break – ha detto Murray nell’intervista in campo subito dopo la vittoria -. Sono stanco, ma è stata una battaglia incredibile, non ho mai giocato una partita così. Ovviamente il mio corpo è usurato, ho giocato tantissimi match sul circuito; non mi dispiace giocare partite lunghe, ma questa è stata un’altra cosa. Soprattutto è fantastico poter giocare ancora di fronte al pubblico, fantastica atmosfera”.

 

Contro Tiafoe, Murray ha sofferto le pene dell’inferno: basti pensare che l’americano era andato a servire due volte per il primo set, era avanti di un break nel terzo e ha avuto due match point nel tie-break decisivo, annullati da Andy con due servizi vincenti. Proprio la battuta è stata l’arma che ha permesso all’ex numero uno del mondo di rimanere sempre a contatto col suo avversario: ha fatto registrare 21 aces, salvando sette palle break su dieci.

Murray, che ad Anversa vinse il torneo nel 2019 appena dopo la sua più recente operazione all’anca, era stato sconfitto da Tiafoe a Winston-Salem quest’estate. Da allora ha perso solo da avversari nei primi dieci della classifica mondiale, eccezion fatta per il passo falso nel Challenger di Rennes a settembre dove perse dal russo Roman Safiullin. Anversa è inoltre il quinto torneo consecutivo in cui Murray vince almeno una partita (l’ultima sconfitta al primo turno è stata allo US Open contro Tsitsipas). Al secondo turno in Belgio lo attende un’altra battaglia, quella contro la seconda testa di serie Diego Schwartzman. Andy avrà 48 ore di tempo per recuperare, essendo il match in programma giovedì: vedremo se gli effetti di questa maratona si faranno sentire, ma una cosa è certa. Lo scozzese è tornato a livelli competitivi e per il circuito è una bella notizia.  

Per quanto riguarda gli altri risultati, da segnalare – oltre alla vittoria di Musetti su Mager – anche i successi di Brooksby nel derby americano contro Opelka (6-4 6-4) e dell’altro sorprendente NextGen americano Nakashima contro il più quotato De Minaur (6-4 6-0). Dritto al secondo turno anche il sudafricano Harris, che ha superato con un 7-6 6-3 il giocatore locale Bergs.

Il tabellone completo

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ATP Anversa: a Musetti il derby contro Mager, ne arriva un altro con Sinner

Lorenzo vince grazie a un doppio tie-break dando segnali di ripresa e sfiderà negli ottavi Jannik, grande favorito del torneo

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Nel match che lo vede prevalere su Gianluca Mager per 7-6(2) 7-6(3) in due ore e nove minuti, è un Lorenzo Musetti completamente diverso da quello rassegnato visto più di una volta in questa seconda parte di stagione caratterizzata anche da vicissitudini extra-tennistiche che hanno contribuito al periodo negativo. Una vittoria non fa primavera, non tanto perché siamo a ottobre, quanto perché rimane solo la terza negli ultimi tredici incontri, ma di sicuro ha fatto piacere ritrovarlo motivato davanti a un avversario che ha giocato un buonissimo tennis, pur mancando nei momenti decisivi (5-3 nel primo, set point nel secondo), quando invece Lorenzo ha mantenuto il suo livello.

Hanno probabilmente contribuito alla giornata di fiducia le vittorie nelle due sfide precedenti, quest’anno a Parma e due anni fa a Ortisei. E nemmeno ha nociuto che Gianluca, a dispetto dei colpi filanti, preferisca anch’egli avere la terra battuta sotto i piedi – ma questo valeva anche per le brutte sconfitte con Ramos-Viñolas, Kuzmanov e Djere. La vittoria di Musetti significa però sconfitta per l’altro azzurro, che veniva dai quarti a Sofia e dalla bella vittoria su Fucsovic all’esordio in California (poi sempre eliminato poi da Monfils), che ha espresso, lo ripetiamo, un tennis di qualità e a cui forse manca un po’ di consapevolezza delle proprie potenzialità sulle superfici meno amiche.

IL MATCH – Musetti parte tenendo il servizio e appare molto centrato con entrambi i colpi a rimbalzo; anche Mager tiene, sfoderando subito un paio di ace. I due non stanno esattamente vicini alla linea di fondo, con il sanremese spesso sulla scritta Antwerp nei game di risposta. Poche prime in campo, il rovescio del teenager fa i capricci e Gianluca passa in vantaggio al terzo gioco, salvo poi farsi riprendere sul 3 pari. Al netto di qualche errore evitabile, il duello offre scambi godibili, impreziositi da variazioni e chiusure vincenti.

È propositivo, Mager, anche per la poca profondità della palla di Lorenzo, strappa di nuovo al settimo game, ma fallisce l’appuntamento per chiudere sul 5-4 anche per merito del rovescio monomane che sale in cattedra in un momento di appannamento del dritto, movimento del quale Lorenzo si era appena ritrovato a mimare, come spesso gli vediamo fare per quel colpo particolarmente sensibile alle fluttuazioni di fiducia. Il tie-break è un assolo di Musetti che mette in mostra buona parte del repertorio e va a sedersi con un set di vantaggio.

La prima di servizio di entrambi si fa più efficace nel secondo parziale, anche se Mager ne mette di meno e ricava poco dalla seconda rischiando nei primi due turni, e i due avanzano appaiati. Sul 4-5, Musetti annulla con un rovescione in uscita dal servizio un set point che Mager si era conquistato con una bella smorzata e una risposta fulminante. Gianluca rimane perplesso sul successivo “not up” chiamato dalla sedia e anche per il silenzio di hawk-eye live sulla palla molto profonda dell’altro; forse ci pensa troppo, ma riesce a risalire dallo 0-30. È ancora tie-break che, complici gli errori sanremesi (esiziale quello sullo smash), scivola di nuovo dalla parte di Lorenzo. Musetti chiude con un serve&(half)volley da delizia per gli occhi e approda al secondo turno dove lo attende la sfida inedita (almeno a livello ufficiale) con Jannik Sinner.

 

Il tabellone completo

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