Coppa Davis, contro Federer e Wawrinka nessuna speranza?

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Coppa Davis, contro Federer e Wawrinka nessuna speranza?

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TENNIS COPPA DAVIS – Dopo 16 anni assaporiamo la gioia di essere in semifinale di Coppa Davis, ma la trasferta svizzera appare davvero insormontabile visti i valori in campo. Barazzutti potrebbe provare Bolelli come secondo singolarista? E se sì, al posto di Seppi o Fognini?

Nel 1979 giocammo a San Francisco una finale alquanto impari contro gli Usa di Gerulaitis e McEnroe, allora numeri 3 e 4 del ranking, e che in doppio schieravano i fortissimi Lutz e Smith.
Quella finale si chiuse con un rotondo 5-0 e fu la prima nella storia della Davis dove la nazionale sconfitta non raccolse nemmeno un set.
Nel prossimo week-end affronteremo in semifinale la Svizzera al PalaExpo di Ginevra ed i nostri avversari schiereranno come 35 anni fa il numero 3 ed il numero 4 del mondo, Roger Federer e Stan Wawrinka, che probabilmente giocheranno insieme anche in doppio (dove hanno vinto anche l’oro olimpico nel 2008 a Pechino).
Se nel 1979 ci potevamo avvalere del nr. 29 del ranking (Panatta) e del nr. 33 (Barazzutti) e di un doppio di prim’ordine (Panatta-Bertolucci), nella sfida che inizierà il 12 settembre prossimo avremo in campo il nr. 17 (Fognini), il nr. 49 (Seppi), il nr. 72 (Lorenzi) ed il nr. 75 (Bolelli) più un probabile doppio (Bolelli/Fognini) affiatato ed abbastanza (in Davis) rodato.
Il primo pensiero è naturalmente: “Saremo capaci di fare meglio di San Francisco?”.
È inutile sottolineare che la sfida si presenta quanto mai improba e dura, ma non per questo crediamo si debba andare a Ginevra senza almeno provarci.
Appare abbastanza chiaro che una nostra vittoria sarebbe uno dei più clamorosi miracoli dello sport italiano, ma rendere la vita quanto più difficile ai nostri avversari sarebbe già di per sé un gran risultato. Insomma iniziamo a dare in campo tutto quello che abbiamo e poi vedremo come andrà a finire.
Piccola curiosità, entrambe le squadre semifinaliste hanno rimontato dall’1-2 nei quarti di finale, entrambe le squadre non erano teste di serie alla stesura del tabellone (l’ultima volta che due nazioni non teste di serie erano arrivate in semifinale era successo nel 2010 quando Francia e Serbia si giocarono addirittura la finale)
Ma come arrivano i due team alla sfida di Ginevra?

SVIZZERA
E’ la 3°semifinale per la Svizzera nella sua storia, la seconda dopo quella del 1992 che si gioca al PalaExpo di Ginevra (allora fu battuto 5-0 il Brasile che a Maceiò aveva battuto l’Italia nei quarti).
Quello fu l’anno dell’unica finale giocata in Davis dalla Svizzera, che con in campo Hlasek (che detiene il record di maggior numero di successi per i rossocrociati con 49 vittorie in totale, insidiato da Federe che è appena 3 lunghezze dietro) e Rosset fece tremare Agassi, Courier, Sampras e McEnroe prima di cedere 3-1 contro gli Usa a Fort Lauderdale.
L’altra semifinale fu giocata e persa nel 2003 in Australia
Discutere dei risultati di Stan Wawrinka (22 vittorie e 24 sconfitte il bilancio in Davis, di cui 19-13 il ruolino di marcia in singolare) e Roger Federer (per lui invece 46-16 il bilancio nella competizione con 35 vittorie e 7 sconfitte in singolare) in questo 2014 sarebbe pura accademia, figuriamoci se guardassimo all’intera carriera di entrambi.
Quello che fino all’anno scorso era il numero 2 per definizione del tennis svizzero, il vassallo conclamato di Re Roger, il brutto anatroccolo, è sbocciato d’improvviso raccogliendo risultati sbalorditivi e finalmente mostrando a tutti di quali mezzi fosse provvisto.
La vittoria clamorosa e meritata agli Australian Open ha certificato ove mai ve ne fosse bisogno la classe di Stan Wawrinka, che invero già nella scorsa stagione sotto la sapiente mano di Magnus Norman aveva raccolto risultati importanti.
Se alla vittoria nello Slam australiano aggiungiamo anche quella di Montecarlo sulla terra (a dimostrazione di possedere un gioco valido per tutte le superfici) ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad uno dei giocatori maggiormente dotati del circuito.
Su Roger Federer ci sembra superfluo fare considerazioni. Se qualcuno ne avesse avuto bisogno, la finale di Wimbledon e la semifinali ai recenti Us Open dimostrano che anche a 33 anni il tennista elvetico non ha alcuna voglia di alzare bandiera bianca e chiudere con il tennis…anzi, la voglia ci pare sempre la stessa.
In definitiva, i due svizzeri ci sembrano in ottima forma e pronti a portare per la seconda volta nella storia della Davis il proprio paese in finale. Anche perché hanno dichiarato all’unisono che per loro è la mitica insalatiera è uno degli obiettivi della stagione.
Ricordiamo che accanto a Federer e Wawrinka, il capitano non giocatore Severin Luthi ha convocato anche Marco Chiudinelli (nr. 161 del ranking) e Michael Lammer (nr. 457)

 

ITALIA

Nelle fila italiane capitan Barazzutti ha convocato secondo le aspettative Fabio Fognini, Andreas Seppi, Simone Bolelli e Paolo Lorenzi.
Dei tre azzurri che si giocano un posto da titolare in singolare quello più in forma ci pare Simone Bolelli (13-9 il computo totale dei suoi incontri sostenuti in Davis), colui cioè che nelle due ultime prove dello Slam ha raccolto i risultati migliori, uscendo al 3° turno sia a Wimbledon che agli Us Open, sempre battuto però al quinto set e da avversari di tutto rispetto (Nishikori a Londra, Robreado a Flushing Meadows).
Seppi (16-16, bilancio in perfetta parità) dopo qualche problema fisico accusato nella prima parte della stagione si è un po’ ripreso anche se ci sembra non proprio al top.
Fognini è il nostro numero 1 per classifica e probabilmente per mezzi, ma le sue prove alquanto discutibili in alcune occasioni (ultima quella con il francese Mannarino a New York) ci danno da pensare.
Sappiamo che Fabio quando vuole (17 vittorie e 5 sconfitte in totale nella manifestazione) sa dare il massimo ed è capace di qualsiasi impresa, del resto sin qui ci ha trascinati lui. La domanda sorge spontanea, che Fognini ci sarà a Ginevra?
I precedenti tra i possibili singolaristi pendono nettamente dalla parte degli svizzeri, come possiamo provare il miracolo?

PRONOSTICO

E’ chiaro che per mettere un minimo di pressione ai padroni di casa si dovrà fare l’impossibile per chiudere la prima giornata sull’1-1, ma su chi fare la corsa?
Innanzitutto bisognerà vedere se Barazzutti sceglierà come al solito Seppi e Fognini per i singolari o invece deciderà di optare per Bolelli, come detto apparso il più in forma dei nostri ed anche il più convinto dei propri mezzi.
E se fosse così, al posto di chi? Seppi, forse quello fisicamente meno a posto dei 3, oppure Fognini, troppo alterno nelle ultime prove?
D’istinto verrebbe subito da pensare che se qualche speranza l’abbiamo nei singolari è contro Wawrinka, che in Davis ha sempre alternato grandi imprese (vittoria su Almagro in Spagna) a incredibili capitomboli (le due sconfitte con il Kazakhstan due anni fa nei play-off e quella con lo stesso Golubev nella sfida di quarti di finale giocata ad aprile di quest’anno).
Vero anche è che proprio perché gli svizzeri hanno rischiato lo scivolone contro il Kazakhstan nei quarti staranno ben attenti a non sottovalutarci e sistemare subito le cose già nella prima giornata.
Oltretutto il PalaExpò di Ginevra sarà pieno come un uovo e l’atmosfera sarà caldissima.
Ma proprio per questo, una situazione di parità dopo la 1° giornata metterebbe non poca pressione sui padroni di casa, anche perché il doppio è sicuramente il match nel quale i valori tra i due team si avvicinano di più.
É chiaro che ci stiamo sforzando di immaginare le ipotesi più rosee possibili per gli azzurri, la Svizzera è chiaramente favorita, noi proveremo a rendergli la vita difficile lottando sino all’ultimo.

Svizzera 90% – Italia 10%

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI

Svizzera-Italia 2-3

11-14 giugno 1932, Europe Quarterfinal, Montreux
Svizzera-Italia 2-3

Fisher b. Palmieri 68 64 16 61 63
De Stefani b. Aeschliman 64 75 86
Palmieri/Sertorio b. Aeschliman/Fischer 36 64 64 64
Palmieri b. Aeschliman 63 61 75
Fisher-De Stefani 36 06 97 86 86

8-10 giugno 1934, Europe Quarterfinal, Roma, Terra rossa
Italia-Svizzera 5-0

De Stefani b. Ellmer 63 63 63
Rado b. Fisher 61 60 119
Quintavalle/Taroni b. Aischliman/Steiner 06 06 63 63 64
De Stefani b. Fisher 63 62 63
Rado b. Ellmer 64 62 64

13-15 giugno 1980, Europe Semifinal, Torino, Terra rossa
Italia-Svizzera 5-0

Barazzutti b. H. Gunthardt 64 61 64
Panatta b. Stadler 64 108 61
Bertolucci/Panatta b. Gunthardt H./Gunthardt M. 79 108 16 64 62
Barazzutti b. Stadler 63 64
Ocleppo b. Du Pasquier 60 63

2-4 aprile 1999, 1R World Group, Neuchatel, Carpet, indoor
Svizzera-Italia 3-2

Rosset b. Pozzi 76(2) 64 76(0)
Federer b. Sanguinetti 64 67(3) 63 64
Manta/Rosset b. Pescosolido/Tieleman 76(4) 46 75 63
Sanguinetti b. Heuberger 63 36 76(8)
Pozzi b. Federer 64 76(4)

18-20 settembre 2009, Play-off World Group, Genova, Terra rossa
Italia-Svizzera 2-3

Wawrinka b. Seppi 64 61 62
Federer b. Bolelli 63 64 61
Bolelli/Starace b. Chiudinelli/Wawrinka 64 62 76(3)
Federer b. Starace 63 60 64
Fognini b. Lammer 75 76(4)

PRECEDENTI TRA GIOCATORI

Per ciò che sin qui ci possono dire i precedenti, non abbiamo la benché minima speranza.

Percorso netto per Federer (14-0 contro i 3 possibili singolaristi azzurri. Lo svizzero ha ceduto un solo set, a Seppi sul cemento di Doha)

Federer-Seppi 10-0

2007 Montecarlo, clay, R32, 76(4) 76(6)
2008 Amburgo, clay, S, 63 61
2009 Doha, hard, R16, 63 63
2009 Australian Open, hard, R128, 61 76(4) 75
2009 Montecarlo, clay, R32, 64 64
2009 Basilea, hard, R16, 63 63
2010 Shanghai, hard, R16, 63 64
2012 Doha, hard, Q, 63 57 64
2012 Roma, clay, Q, 61 62
2013 Shanghai, hard, R16, 64 63

Federer-Fognini 2-0

2007 Montreal, R16, hard, 61 61
2012 Wimbledon, R64, grass, 61 63 62

Federer-Bolelli 2-0

2008 Basilea, Q, hard, 62 63
2009 Genova, Coppa Davis PO, clay, 63 64 61

Wawrinka-Seppi 8-3 (0-1 nei challenger)

2003 Lugano, clay, R16, Seppi 63 75 (challenger)
2006 Amburgo, clay, R64, Seppi 26 76(4) 61
2006 Nottingham, grass, R32, Seppi 76(7) 46 64
2009 Indian Wells, hard, R64, Wawrinka 61 63
2009 Miami, hard, R64, Wawrinka 75 75
2009 Genova, Coppa Davis, clay, Wawrinka 64 61 62
2010 Stoccolma, hard, R32, Wawrinka 62 62
2010 Valencia, hard, R32, Wawrinka 76(2) 75
2012 Roma, clay, R16, Seppi 67(1) 76(6) 76(6)
2013 Cincinnati, hard, R64, Wawrinka 63 64
2013 Pechino, hard, R32, Wawrinka 46 63 64
2014 Indian Wells, hard, R32, Wawrinka 60 62

Wawrinka-Fognini 3-1 (1-0 nei challenger)

2005 Napoli, clay, R32, Wawrinka 63 36 76(3) (challenger)
2010 Roland Garros, clay, R32, Wawrinka 63 64 61
2011 Acapulco, clay, R16, Wawrinka 57 63 75
2011 Roma, clay, R64, Wawrinka 67(5) 62 64
2013 Acapulco, clay, R32, Fognini 62 76(3)

Wawrinka-Bolelli 2-1

2008 Toronto, R64, hard, Wawrinka 64 76(4)
2009 US Open, R128, hard, Wawrinka 76(5) 63 63
2011, Wimbledon, R64, grass, Bolelli 76(5) 63 76(4)

IL CAMMINO DELLA SVIZZERA NELLA DAVIS 2014

31 gennaio-2 febbraio, Novi Sad, hard, indoor, ottavi di finale
SERBIA-SVIZZERA 2-3

Federer b. Bozoljac 64 75 62
Wawrinka b. Lajovic 64 46 61 76(7)
Chiudinelli/Lammer b. Krajinovic/Zimonjic 76(3) 36 76(2) 62
Lajovic b. Lammer 63 36 64
Krajinovic b. Chiudinelli 64 64

4-6 aprile, Ginevra, hard, indoor, quarti di finale
SVIZZERA-KAZAKHSTAN 3-2

Golubev b. Wawrinka 76(5) 62 36 76(5)
Federer b. Kukushkin 64 64 62
Golubev/Nedovyesov b. Federer/Wawrinka 64 76(5) 46 76(5)
Wawrinka b. Kukushkin 67(4) 64 64 64
Federer-Golubev 76(0) 62 63

In caso di accesso alla finale la Svizzera giocherà comunque fuori casa, o contro la Francia o contro la Repubblica Ceca

IL CAMMINO DELL’ITALIA NELLA DAVIS 2014

31 gennaio-2 febbraio, Mar De la Plata, terra, outdoor, ottavi di finale
ARGENTINA-ITALIA 1-3

Berlocq b. Seppi 46 60 62 61
Fognini b. Monaco 75 62 62
Bolelli/Fognini b. Schwank/Zeballos 67(6) 76(8) 76(3) 64
Fognini b. Berlocq 76(5) 46 61 64

4-6 aprile, Napoli, terra, outdoor, quarti di finale
ITALIA-GRAN BRETAGNA 3-2

Fognini b. Ward 64 26 64 61
Murray b. Seppi 64 75 63
Fleming/Murray b. Bolelli/Fognini 63 62 36 75
Fognini b. Murray 63 63 64
Seppi b. Ward 64 63 64

In caso di vittoria e di conseguente accesso alla finale, l’Italia giocherà comunque in casa l’ottava ipotetica finale della sua storia di Davis.

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Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

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Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

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Coppa Davis

Coppa Davis: i Bryan mandano gli USA a Madrid

I gemelli, all’ultima (teorica) presenza, regalano il terzo punto al loro Paese, eliminando l’Uzbekistan

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Bob Bryan e Mike Bryan - Coppa Davis 2020 (via Twitter, @DavisCup)

Coppa Davis, qualificazioni Finals: USA b. Uzbekistan 4-0
B. Bryan/M. Bryan b. S. Fayziev/D. Istomin 6-3 6-4
T. Paul b. D. Istomin 6-3 6-0

Come da pronostico, la nazionale americana, capitanata da Mardy Fish, batte l’Uzbekistan per 4-0 diventando la diciottesima e ultima squadra a qualificarsi per le finali di Davis in programma a novembre alla Caja Magica. Dopo i successi di Fritz e Opelka di venerdì, sono stati i gemelli Bryan a dare il terzo punto a Team USA, battendo Istomin e Fayziev per 6-3 6-4 in 67 minuti.

Particolarmente significativo questo successo per gli statisti del doppio, che non giocavano insieme in Davis dal 2016 (sconfitta con la Croazia), e che, ricordiamo, hanno deciso di lasciare dopo lo US Open. Questo significa che al momento non dovrebbero giocare le finali a squadre, anche se hanno detto scherzosamente al sito della competizione che potrebbero riciclarsi come massaggiatori, e che questa è stata la loro ultima partita con la nazionale – ma il colpo di teatro è sempre dietro l’angolo, quindi mai dire mai.

Venticinquesima vittoria su 30 doppi disputati in Coppa Davis per loro (Mike è anche primatista all-time per match disputati con gli Stati Uniti), e mai in discussione: fuga iniziale sul 5-0 prima di una mini-rimonta degli uzbeki che hanno sfruttato l’unica palla break avuta, ma troppo tardi per salvare il set. I gemelli hanno poi breakkato subito nel secondo senza più concedere niente, regalando anche un momento vintage.

Pessimo weekend infine per Denis Istomin, che dopo aver perso un singolare e il doppio è dovuto scendere in campo per un’esibizione competitiva contro un talento in ascesa come Tommy Paul, alla prima partita in Davis e vincitore per 6-3 6-0 in 55 minuti.

 

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