Esce "Binario 95, quante storie su un treno" di Daniele Poto

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Esce “Binario 95, quante storie su un treno” di Daniele Poto

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TENNIS LIBRERIA – Si chiama Binario 95, è l’ultima pubblicazione di Daniele Poto, scrittore e giornalista ‘scomodo’ perché scomode erano le sue inchieste. Parla di viaggi, di memoria, di solidarietà, di scelte, di vita di tutti i giorni.

 

“Binario 95” è l’ultima produzione di Daniele Poto, memories a metà tra saggistica e letteratura ma anche e soprattutto un diario di viaggio solidale nell’Italia odierna improntato a un realistico pessimismo. Dunque un viaggio reale come metafora del difficile percorso della vita. Tra prima e seconda classe, trasferimenti impossibili, precarietà assortite. Frammenti letterari, recensioni, sfoghi polemici, idee e fantasia. E il tutto riconduce al titolo. Difatti il binario 95 è la stazione dei diseredati, il punto d’approdo per chi non ha da mangiare e da dormire e viene accolto nelle strutture solidali presso la stazione Termini di Roma. Un messaggio di speranza per un mondo davvero poco solidale.
Dunque il punto d’approdo per i poveri del mondo è anche un messaggio di speranza e di ottimismo.

 

Per ordinare il libro, scrivere all’autore, Daniele Poto. (da.poto@tiscali.it), lo riceverete comodamente a casa a prezzo scontato (8 euro, successivo conto corrente, postepay, iban).

foto binario

 

NOTE sull’autore:

Daniele Poto è nato a Roma nel marzo del 1954 e si è laureato in lettere moderne presso l’Università di Roma nel 1977 discutendo una tesi su “Cinema e letteratura” con il prof. Walter Pedullà riportando la votazione di 110 con lode. Ha vissuto tra la capitale, sua città natale, Milano, Torino e Bari, coltivando la passione per la parola. Scritta, letta, recitata, blandita, inseguita, mai tradita.
Nel mondo dei quotidiani ha svolto collaborazioni con il Messaggero, il Corriere della Sera, Il Tempo, la Repubblica (inserto viaggi), Olimpico. E a suo tempo per Reporter, Paese sera, Liberazione (nella versione del quotidiano radicale), Lotta Continua, Gazzetta del Popolo (fino all’estinzione), Prealpina.
Tra gli ultimi libri pubblicati “101 motivi per non vivere in Italia”; “Azzardopoli”; “Le Mafie Nel Pallone”.

 

 

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La WTA adotterà le stesse categorie dei tornei ATP

Dopo anni di dibattito la svolta: stop a Mandatory, Premier 5, Premier e International. Al via 1000, 500, 250 e 125

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La notizia è stata svelata poche ore fa dal quotidiano “Marca”. Alla fine di un buon lustro colmo di discussioni anche contraddittorie, la WTA il prossimo due dicembre ufficializzerà un radicale cambio nella denominazione dei propri tornei. Dimentichiamoci i Premier, i Mandatory e gli International: gli eventi del circuito femminile si adegueranno alle categorie adottate più di dieci anni fa dai colleghi dell’ATP, che battezzano ogni manifestazione sulla base dei punti assegnati da ognuna di esse.

Anche i tornei WTA si divideranno dunque in “Mille”, “Cinquecento” e “duecinquanta”, aggiungendo la peculiare categoria dei “centoventicinque”, sorta di ibrido tra International e ITF dall’alto montepremi già in vigore nel tour da qualche anno. Gli ex Premier Mandatory e Premier 5 metteranno in palio mille punti, i Premier “semplici” cinquecento e gli International duecentocinquanta. Nella prima categoria finiranno Indian Wells, Miami, Madrid, Pechino, Doha/Dubai, Roma, Rogers Cup, Cincinnati e Wuhan.

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Il Masters 1000 di Madrid sta per rinnovare fino al 2031

Il direttore del torneo, Feliciano Lopez, ha inoltre rivelato che il combined dovrebbe annunciare entro fine anno la costruzione di un quarto tetto

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Feliciano Lopez, direttore del torneo di Madrid oltre che immarcescibile Top 100 dall’alto dei suoi 39 anni, ha parlato con Marca delle prospettive del Masters 1000/Premier Mandatory della Caja Magica, tradizionalmente uno degli eventi più volitivi del circuito.

Nelle scorse settimane era stata paventata la cessione della licenza a Berlino, ma le nubi sembrano essersi ormai diradate. Anzi, lo status dell’evento si è impennato nel giro di pochi giorni, perché prima è arrivato l’annuncio dell’allungamento della durata del torneo femminile, a cui sono seguite, nella giornata di ieri, le dichiarazioni a Marca di Lopez, che si è soffermato su due fronti di particolare importanza per la dirigenza dell’evento: la costruzione del quarto tetto e il prolungamento della licenza.

Per quanto riguarda il primo punto, il progetto è di costruire un secondo stadio, pronto per il 2022 o al più tardi per il 2023, che renderebbe il Mutua Madrilena il primo torneo al mondo con quattro tetti retrattili – l’Australian Open è l’unico altro evento ad oggi ad averne tre: “Il progetto è praticamente pronto, e ci permetterà di avere due sessioni, diurna e notturna. […] Si tratta di un’espansione voluta fortemente sia da noi che dall’amministrazione municipale, speriamo di poterla annunciare entro fine anno”.

 

La licenza, invece, dovrebbe essere concessa fino al 2031 (l’anno prossimo è l’ultimo garantito nell’accordo corrente): “Presto annunceremo la firma con il comune per altri dieci anni”. E nonostante il 2021 sia per ora colmo d’incertezze, il classe ’81 rimane ottimista sulla possibilità di avere il pubblico sugli spalti: “La pandemia non potrà durare in eterno. Al momento sembra esserci una tendenza positiva perché si sta parlando di tanti vaccini efficaci. Se per maggio una parte della popolazione sarà stata vaccinata, allora magari le persone si sentiranno più sicure a uscire”.

Fra le altre cose, Lopez (recentemente “vittima” della vittoria N.1000 di Rafa Nadal a Bercy) ha anche parlato degli argomenti più scottanti nel mondo del tennis come la questione set negli Slam: Credo che i cinque set siano la soluzione migliore perché altrimenti mancherebbe qualcosa a questi grandi tornei”. Qualche riserva rimane però: “Con i cinque set gli Slam durano due settimane, e, se consideriamo che i migliori generalmente non giocano la settimana precedente, è come se tre mesi di stagione andassero via per quattro tornei”. Sulla potenziale sostituzione dei giudici di linea ha invece detto: “La mia esperienza non è stata delle migliori, perché allo US Open il gioco mi è sembrato più lento per via delle chiamate elettroniche, quindi sarei a favore solo se questo cambiamento comportasse un effettivo progresso“.

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Karen Khachanov e famiglia positivi al Covid-19

Il tennista russo è in quarantena a Dubai, dove aveva appena iniziato la preparazione per il 2021

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Karen Khahanov - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Nuovo caso di coronavirus nel tennis: si tratta di Karen Khachanov, N.20 ATP, risultato positivo al tampone assieme alla moglie e al figlio. Il ventiquattrenne, che ha chiuso la stagione con 20 vittorie e 15 sconfitte, si trova a Dubai, negli Emirati Arabi, per iniziare a prepararsi in vista del prossimo anno, ma si è dovuto fermare per isolarsi con i propri cari, come scritto su Twitter:

“Salve a tutti, un rapido aggiornamento. Avevo iniziato la preseason a Dubai, ma sfortunatamente io, mia moglie e mio figlio siamo risultati positivi al tampone. Siamo in auto-isolamento e speriamo di rimetterci presto. Per certi versi questo è il momento migliore per un tennista per le due settimane di stop (se proprio bisogna farle), visto che l’inizio della prossima stagione con ogni probabilità slitterà.

 

Dalla ripresa delle attività ad agosto, la lista dei giocatori ATP colpiti dal Covid include, fra gli altri, Benoit Paire (allo US Open), David Goffin, Fabio Fognini (in Sardegna), Sam Querrey (a San Pietroburgo con annessa fuga nottetempo), Corentin Moutet (a Bercy), Damir Dzumhur (al Roland Garros), Fernando Verdasco (anche lui a Bois de Boulogne, a cui avrebbe deciso di fare causa), Kei Nishikori e Lucas Pouille, che però non è mai sceso in campo durante l’anno.

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