WTA Mosca: Finale Pavlyuchenkova-Begu

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WTA Mosca: Finale Pavlyuchenkova-Begu

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TENNIS – La rumena sorprende in tre set (7-6(5) 1-6 6-3) Lucie Safarova che spreca molto nel parziale decisivo. La russa liquida senza problemi la rivelazione Siniakova

Sarà tra Anastasia Pavlyuchenkova e Irina Camelia Begu la finale del torneo Wta Premier di Mosca, la nota Kremlin Cup.

Nella prima semifinale la rumena ha avuto ragione al termine di un match molto duro della testa di serie nr.4 del tabellone, la ceca Lucie Safarova, sconfitta dopo oltre due ore e mezzo di battaglia con il punteggio di 7-6(5) 1-6 6-3. Una partita non sempre bella, ma sicuramente lottata da entrambe le parti. Alla fine ha avuto la meglio la giocatrice meno quotata ma sicuramente più cinica nei momenti cruciali del terzo set, dove la Safarova ha sprecato troppe opportunità.
E’ il primo precedente tra le due semifinaliste, la Begu tra tornei principali e ITF ha vinto 49 partite quest’anno ed è in gran ripresa, molto dimagrita, si muove molto bene in campo e mostra un solido servizio. La Safarova fa fatica ad entrare nel match, latita alla risposta e rischia un paio di volte alla battuta rimontando da 0-30 ma soprattutto salvando tre palle break consecutive dalla 0-40 sul 2-1 per la sua avversaria.
La Begu sino al 4-3 in suo favore cede solo 3 punti nei suoi turni alla battuta, ma sul 5 pari rischia il break dopo essere stata due volte nel game precedente a due punti dal set. La rumena però si salva con un diritto vincente, la Safarova tiene senza problemi la battuta nel game successivo e si va al tie break, anche se ai punti il parziale lo meriterebbe la rumena.
L’inizio del tie break è orribile, ci sono ben 4 minibreak su 6 punti giocati, la Begu scappa 3-0 e servizio, la Safarova recupera sul 2-3 ma l’avversaria centra un nuovo minibreak per il 4-2 con una gran risposta. La Begu mantiene il piccolo vantaggio e sale 6-3 con 3 set point a disposizione. La Safarova salva i primi due ma con una bruttissima risposta capitola sul terzo.
La tennista ceca capisce che è il caso di svegliarsi e così il secondo set fila via liscio per lei. La Safarova domina gli scambi, muove molto la Begu, va subito sul 4-0 e poi chiude 6-1 senza molti problemi.
La nr. 17 del mondo pare padrona del match ma non riesce a dare la mazzata definitiva all’avversaria che si salva in un paio di occasioni (2 palle break fondamentali annullate nel terzo game e due recuperi da 0-30 nei turni di battuta successivi). L’allungo allora lo effettua la Begu che nell’ottavo game annulla una palla del 4 pari ed alla seconda occasione grazie ad un gratuito di diritto della Safarova centra il break e va a servire per il match sul 5-3. Ancora una volta la Safarova va sullo 0-30 e si fa rimontare, poi si procura una palla del 4-5 che la riporterebbe in partita, ma non la sfrutta e con un gratuito di diritto al secondo match point cede la contesa.
Begu alla 4° finale in carriera, ha vinto un unico titolo nel 2012 a Tashkent.

 

Senza storia invece la seconda semifinale, quella tra Anastasia Pavlyuchenkova e la giovane tennista ceca Katerina Siniakova, proveniente dalle qualificazioni, appena 18 anni, nr. 128 del ranking. La Siniakova, reduce dalla durissima maratona di ieri contro la nostra Giorgi, tiene botta con coraggio nei primi game ma poi cede alla distanza. La ceca è apparsa stanca, mentre la Pavlyuchenkova dopo i primi game incerti ha preso le redini del gioco e si è guadagnata la 10° finale (6-3 sin qui il bilancio) della sua carriera senza problemi.
L’inizio della semifinale è contraddistinto da qualche gratuito di troppo, c’è subito il break della Pavlyuchenkova che poi deve salvare 3 palle dell’1-1 prima di sprecare a sua volta una palla del 3-0 “pesante”. La Siniakova mette in difficoltà con le sue accelerazioni l’avversaria, ma rispetto a ieri a meno pazienza ed è meno lucida. La Pavlyuchenkova centra un altro break nel settimo game e praticamente ipoteca il match. La russa comanda il gioco a suo piacimento, la Siniakova fa quel che può. Così la russa chiude il primo set 6-2 e sale velocemente 5-1 nel secondo set.
Piccolo brivido nel game finale del match per la Pavlyuchenkova, che si vede annullare due match point consecutivi prima di trasformare il terzo sull’ennesima accelerazione lunga della sua avversaria.

C’è un solo precedente tra Begu e Pavlyuchenkova, vinto dalla russa l’anno scorso a Seul.

WTA Mosca, Semifinali

(6) A. Pavlyuchenkova b. (Q) K. Siniakova 6-2 6-2
I. Begu b. (4) L. Safarova 7-6(5) 1-6 6-3

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La WTA adotterà le stesse categorie dei tornei ATP

Dopo anni di dibattito la svolta: stop a Mandatory, Premier 5, Premier e International. Al via 1000, 500, 250 e 125

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La notizia è stata svelata poche ore fa dal quotidiano “Marca”. Alla fine di un buon lustro colmo di discussioni anche contraddittorie, la WTA il prossimo due dicembre ufficializzerà un radicale cambio nella denominazione dei propri tornei. Dimentichiamoci i Premier, i Mandatory e gli International: gli eventi del circuito femminile si adegueranno alle categorie adottate più di dieci anni fa dai colleghi dell’ATP, che battezzano ogni manifestazione sulla base dei punti assegnati da ognuna di esse.

Anche i tornei WTA si divideranno dunque in “Mille”, “Cinquecento” e “duecinquanta”, aggiungendo la peculiare categoria dei “centoventicinque”, sorta di ibrido tra International e ITF dall’alto montepremi già in vigore nel tour da qualche anno. Gli ex Premier Mandatory e Premier 5 metteranno in palio mille punti, i Premier “semplici” cinquecento e gli International duecentocinquanta. Nella prima categoria finiranno Indian Wells, Miami, Madrid, Pechino, Doha/Dubai, Roma, Rogers Cup, Cincinnati e Wuhan.

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Il Masters 1000 di Madrid sta per rinnovare fino al 2031

Il direttore del torneo, Feliciano Lopez, ha inoltre rivelato che il combined dovrebbe annunciare entro fine anno la costruzione di un quarto tetto

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Feliciano Lopez, direttore del torneo di Madrid oltre che immarcescibile Top 100 dall’alto dei suoi 39 anni, ha parlato con Marca delle prospettive del Masters 1000/Premier Mandatory della Caja Magica, tradizionalmente uno degli eventi più volitivi del circuito.

Nelle scorse settimane era stata paventata la cessione della licenza a Berlino, ma le nubi sembrano essersi ormai diradate. Anzi, lo status dell’evento si è impennato nel giro di pochi giorni, perché prima è arrivato l’annuncio dell’allungamento della durata del torneo femminile, a cui sono seguite, nella giornata di ieri, le dichiarazioni a Marca di Lopez, che si è soffermato su due fronti di particolare importanza per la dirigenza dell’evento: la costruzione del quarto tetto e il prolungamento della licenza.

Per quanto riguarda il primo punto, il progetto è di costruire un secondo stadio, pronto per il 2022 o al più tardi per il 2023, che renderebbe il Mutua Madrilena il primo torneo al mondo con quattro tetti retrattili – l’Australian Open è l’unico altro evento ad oggi ad averne tre: “Il progetto è praticamente pronto, e ci permetterà di avere due sessioni, diurna e notturna. […] Si tratta di un’espansione voluta fortemente sia da noi che dall’amministrazione municipale, speriamo di poterla annunciare entro fine anno”.

 

La licenza, invece, dovrebbe essere concessa fino al 2031 (l’anno prossimo è l’ultimo garantito nell’accordo corrente): “Presto annunceremo la firma con il comune per altri dieci anni”. E nonostante il 2021 sia per ora colmo d’incertezze, il classe ’81 rimane ottimista sulla possibilità di avere il pubblico sugli spalti: “La pandemia non potrà durare in eterno. Al momento sembra esserci una tendenza positiva perché si sta parlando di tanti vaccini efficaci. Se per maggio una parte della popolazione sarà stata vaccinata, allora magari le persone si sentiranno più sicure a uscire”.

Fra le altre cose, Lopez (recentemente “vittima” della vittoria N.1000 di Rafa Nadal a Bercy) ha anche parlato degli argomenti più scottanti nel mondo del tennis come la questione set negli Slam: Credo che i cinque set siano la soluzione migliore perché altrimenti mancherebbe qualcosa a questi grandi tornei”. Qualche riserva rimane però: “Con i cinque set gli Slam durano due settimane, e, se consideriamo che i migliori generalmente non giocano la settimana precedente, è come se tre mesi di stagione andassero via per quattro tornei”. Sulla potenziale sostituzione dei giudici di linea ha invece detto: “La mia esperienza non è stata delle migliori, perché allo US Open il gioco mi è sembrato più lento per via delle chiamate elettroniche, quindi sarei a favore solo se questo cambiamento comportasse un effettivo progresso“.

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Karen Khachanov e famiglia positivi al Covid-19

Il tennista russo è in quarantena a Dubai, dove aveva appena iniziato la preparazione per il 2021

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Karen Khahanov - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Nuovo caso di coronavirus nel tennis: si tratta di Karen Khachanov, N.20 ATP, risultato positivo al tampone assieme alla moglie e al figlio. Il ventiquattrenne, che ha chiuso la stagione con 20 vittorie e 15 sconfitte, si trova a Dubai, negli Emirati Arabi, per iniziare a prepararsi in vista del prossimo anno, ma si è dovuto fermare per isolarsi con i propri cari, come scritto su Twitter:

“Salve a tutti, un rapido aggiornamento. Avevo iniziato la preseason a Dubai, ma sfortunatamente io, mia moglie e mio figlio siamo risultati positivi al tampone. Siamo in auto-isolamento e speriamo di rimetterci presto. Per certi versi questo è il momento migliore per un tennista per le due settimane di stop (se proprio bisogna farle), visto che l’inizio della prossima stagione con ogni probabilità slitterà.

 

Dalla ripresa delle attività ad agosto, la lista dei giocatori ATP colpiti dal Covid include, fra gli altri, Benoit Paire (allo US Open), David Goffin, Fabio Fognini (in Sardegna), Sam Querrey (a San Pietroburgo con annessa fuga nottetempo), Corentin Moutet (a Bercy), Damir Dzumhur (al Roland Garros), Fernando Verdasco (anche lui a Bois de Boulogne, a cui avrebbe deciso di fare causa), Kei Nishikori e Lucas Pouille, che però non è mai sceso in campo durante l’anno.

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