WTA Sofia: E' una Pennetta in formato super, in finale sfiderà Andrea Petkovic

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WTA Sofia: E’ una Pennetta in formato super, in finale sfiderà Andrea Petkovic

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WTA SOFIA – Nella prima semifinale del WTA Tournament of Champions Andrea Petkovic batte Garbine Muguruza dopo aver rischiato di riaprire una partita già vinta: finisce 6-1 6-4. In finale andrà in scena la seconda sfida stagionale contro la nuova numero 1 italiana, Flavia Pennetta, che liquida 6-4 6-2 Carla Suarez Navarro. Giulia Vai e Luca De Gaspari

Dopo un avvio esitante, Flavia Pennetta batte nettamente, 6-4 6-2, Carla Suarez Navarro e domani si giocherà il titolo nel torneo di Sofia contro la tedesca Andrea Petkovic. Flavia, in vantaggio 3-1 nei precedenti, inizia a servire. Si alternano grandi colpi di Flavia e di Carla nei primi due giochi in equilibrio. Già dal terzo game Pennetta offre una palla break alla spagnola che ne approfitta. Solo parzialmente però perché con un paio di errori di troppo restituisce all’italiana il break di vantaggio: 2 pari. Nel quinto game piuttosto laborioso, Pennetta salva più di una palla break. In generale l’italiana è più aggressiva e infatti nel sesto game ottiene due palle break da 40-15 per la spagnola senza riuscire però a trasformarle. Siamo 3 pari. Nel gioco successivo nuovamente si va ai vantaggi e tra un colpo vincente e un errore, Flavia deve salvare una palla break, con un gran rovescio in lungo linea. 4-3. Finalmente Pennetta riesce a vincere un game a zero per il 5-4. Qui la spagnola commette due errori non forzati che spingono l’italiana a chiudere il primo set con un break alla prima opportunità del game: è 6-4 in 48 minuti. 

Nel secondo set, rimane l’impressione che sia Pennetta a creare di più senza riuscire a concretizzare. Nel frattempo però Suarez Navarro concede sul diritto qualche errore di troppo. Così già nel primo game l’italiana ottiene un break che la porta in vantaggio sul 2-0. La spagnola recupera 2-1 e poi 2 pari. Ora oltre che di diritto, Navarro sbaglia anche di rovescio, 4 errori di fila regalano a Pennetta il game a zero: 4-2. Ormai Suarez non riesce più a essere precisa nei colpi e al secondo matchpoint Flavia chiude 6-4, 6-2 in un’ora e mezza.

 

Domani la sfida per il titolo contro Andrea Petkovic, che ha voluto aggiungere un po’ di pepe a una semifinale che si era risolta fin troppo rapidamente, poi ha rischiato di mettere in discussione prima di salvarsi appena in tempo. La tedesca supera 6-1 6-4 in 1h12 Garbine Muguruza nella prima semifinale del Masters “B” di Sofia.

La tedesca ha infilato un parziale di 26 punti a 12 nel primo set con 5 giochi consecutivi dall’1-1, un set vinto in 25 minuti.

Nel secondo set la Muguruza ha finalmente reagito riuscendo a limitare il numero degli errori per un breve periodo portandosi 2-0 nel secondo, salvo poi mancare l’opportunità del 3-0 alla battuta restituendo subito il break appena conquistato. Da lì in avanti la partita ha ripreso l’andamento del primo set con la Petkovic che sale in cattedra e si invola rapidamente 5-2 incluso un break a 0 nel settimo gioco. La Petkovic si porta 40-30 al servizio ma non riesce a convertire il primo match point. Da qui la partita diventa una specie di incubo per lei: la Muguruza torna a crederci e le strappa il servizio per il 3-5, poi dal 15-40 salva altri 2 match point nel nono gioco prima di tenere la battuta.

“Quando lei ha iniziato a giocare meglio e a vincere punti e game mi sono innervosita, poi per fortuna è venuto mio padre (il suo coach, ndr) che mi assicurato che stavo giocando bene e che dovevo semplicemente continuare allo stesso modo. Mi sono calmata e ho portato a casa la partita”, ha poi spiegato in conferenza stampa la tedesca.

Nel decimo gioco però Muguruza ha la palla break per un’incredibile 5-5 sul 30-40. La Petkovic la annulla e finalmente riesce a chiudere al quarto match point tirando un sospiro di sollievo.

Per lei é la terza finale dell’anno. La giocherà contro Flavia Pennetta, contro cui è 2-2 nei precedenti scontri diretti. “Devo vendicare la sconfitta che Flavia mi ha inflitto quest’anno a Stoccarda (su terra) nel mio torneo di casa”, ha dichiarato Petkovic. E sull’imminente finale di Fed Cup contro la Repubblica Ceca: “Hanno già annunciato che sarò una delle singolariste. E’ chiaro se mi sentirò bene e salvo infortuni. Se dovessi sentirmi troppo stanca lo dirò, abbiamo comunque altre valide giocatrici in squadra ma l’idea è di giocare almeno la prima partita“.

Risultati (SF)
(4) A. Petkovic b. (7) G. Muguruza 6-1 6-4
(3) F. Pennetta b. (5) C. Suarez Navarro 6-4 6-2

Giulia Vai e Luca De Gaspari

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Internazionali di Roma: Una Pliskova in gran forma si (ri)prende la finale

Partita di altissimo livello nel derby ceco tra Vondrousova e Pliskova, ma la forza della campionessa uscente è abbastanza per volare in finale

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[2] Ka. Pliskova b. [12] M. Vondrousova 6-2 6-4

Il derby ceco per un posto in finale se lo aggiudica Karolina Pliskova, che supera l’ostacolo posto da Marketa Vondrousova dopo una partita in cui l’altissimo ritmo imposto dalla campionessa in carica ha avuto la meglio. Pliskova rafforza quindi il parziale dei testa a testa tra le due, con l’unico precedente dei quarti di Miami dello scorso anno, vinti dalla numero 4 del mondo.

Pliskova parte subito centrata e si crea l’opportunità di due palle break dopo un doppio fallo di Vondrousova, ma la numero 12 del tabellone è brava e fortunata ad annullarle con uno scambio infinito a rete ed un nastro che ricade miracolosamente in campo avversario. L’appuntamento al break è solamente rimandato. L’aggressività in risposta di Pliskova, finora in grande giornata con tutto il suo repertorio di colpi, le procura altre tre palle break e converte la seconda con uno splendido vincente di rovescio in risposta.

 

La reazione di Vondrousova arriva nel settimo game, dove trova un vincente di rovescio identico a quello che le era costato il break, ma non riesce a convertire la palla del controbreak che Pliskova chiude con uno smash facile. La campionessa uscente di Roma non molla la presa e si guadagna il primo set point con un passante di dritto. Spreca il primo tirando un rovescio a rete, ma Pliskova se ne procura altri due e si prende break e set con un dritto a rete dell’avversaria.

Ad inizio secondo set cala l’efficacia di Pliskova, che fino a quel momento aveva sbagliato pochissimo, e Vondrousova si conquista due palle break con una difesa strenua. Pliskova annulla la prima con un ace, ma due righe sul pallonetto che sorprende la ceca e sul vincente con cui Vondrousova trafigge Pliskova portano in vantaggio la numero 20 del mondo per la prima volta nel match. Non si perde d’animo Pliskova, che trova l’ennesima palla break nel game successivo ma la spreca malamente affondando un comodo smash a rete. La numero 2 del tabellone è brava a non farsi condizionare dall’errore e si riprende il break di svantaggio costringendo Vondrousova all’errore. Pliskova si rimette subito nei guai dando l’opportunità del secondo break consecutivo a Vondrousova, ma aiutata dal servizio annulla due palle break e si porta avanti nel set.

Karolina sembra essere risalita di livello e continua a mettere pressione all’avversaria, che deve concedere due palle break dopo uno smash messo a segno da Pliskova. Vondrousova li annulla entrambi con due contropiedi ma regala subito dopo il break all’avversaria con due errori non forzati a rete. La risposta della finalista del Roland Garros, come in tutto il secondo set, non si fa attendere. Trova subito il controbreak sfruttando il calo di tensione di Pliskova, trapassata da uno splendido passante di rovescio dell’avversaria e che poi consegna il servizio con una pessima palla corta.

La paura di Pliskova passa solamente nel decimo game. Dopo aver salvato l’ennesima palla break si conquista il primo match point con una serie di attacchi ben giocati, resterà l’unico. Sulla risposta aggressiva dell’avversaria il dritto di Vondrousova muore a rete, consegnando set e partita all’avversaria. Domani Karolina Pliskova sfiderà Simona Halep per il secondo titolo consecutivo al Foro Italico, che invece ancora manca alla tennista rumena. Halep è in vantaggio nei precedenti per 7-5, ma Pliskova ha vinto gli ultimi due incontri in assoluto e l’ultimo incontro sulla terra, i quarti di Madrid del 2018.

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La strenua difesa di Muguruza non basta: terza finale per Halep agli Internazionali di Roma

Terza finale al Foro Italico per Simona Halep che supera al terzo set, dopo 2 ore e 17 minuti, una mai doma Garbiñe Muguruza. Per la rumena è la 13° vittoria di fila dopo la pausa

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Simona Halep - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Simona Halep e Garbiñe Muguruza hanno dato vita a una lotta degna di due ex n. 1 del mondo, ma alla fine l’ha spuntata la rumena. Dopo aver dominato il primo set e parte del secondo, sul 6-3 4-2, Halep ha subito la rimonta di una Muguruza in condizioni fisiche non ideali e ha rischiato di compromettere un vantaggio di 5-1 nel terzo set. Strenua difesa da parte della spagnola che si è aggrappata al match con le unghie e con i denti ma alla fine ha pagato il grande sforzo fisico e ha terminato il match con due doppi falli. La n. 2 del mondo raggiunge così la terza finale in carriera al Foro Italico: ha perso le altre due con Elina Svitolina, nel 2017 e 2018.

Un tennis granitico quello di Halep, rapida nei movimenti, solida in difesa e travolgente da fondocampo ma, a tratti, condizionato dalla tensione e dal nervosismo. Garbiñe è stata abilissima a trovare variazioni e aggressività, ma non è bastato; Halep, più fresca fisicamente, è uscita alla distanza e ha chiuso il match con lo score di 6-3 4-6 6-4. È la tredicesima vittoria consecutiva per la rumena dal post lockdown, dopo il successo a Praga.

SIMONA RULLO COMPRESSORE – L’inizio di primo set è caratterizzato dal ritmo forsennato imposto da Halep. Muguruza invece appare esitante e commette quattro errori che consentono alla rumena di strapparle subito il servizio. Halep continua a spingere, sempre in avanzamento per mettere pressione a Garbiñe ed è a un soffio dal 3-0; tuttavia, la spagnola si salva, per poi trovare progressivamente il giusto ritmo e la profondità. Sul 2-1 Halep, è Muguruza ad avere tre palle per il 2-2 ma Simona accelera il ritmo, martella sugli angoli e cancella così le tre occasioni di break spagnole. Da questo momento, Halep sale di nuovo in cattedra, diventa sempre più precisa con il rovescio e sale così 5-1. Perfetta la rumena negli spostamenti e nella ricerca degli angoli, sempre in spinta. Muguruza tenta di tenerle testa, entra progressivamente dentro il campo e riesce così ad ottenere un secondo gioco sul 2-5. Qui Halep si concede una distrazione, Muguruza sale ancora 3-5 ma “Simo” disegna benissimo il campo e dopo 39 minuti intasca la prima frazione per 6-3.

 

STRENUA RESISTENZA DI MUGURUZAMedical Time Out per la spagnola alla fine del primo set per un problema fisico: Garbiñe infatti sembra in difficoltà negli spostamenti e nella spinta con le gambe. Nonostante ciò, resiste con grinta e con una continua ricerca della profondità. Halep sale ancora 3-1, continuando a tempestarla con incrociati stretti e colpi profondi; la rumena è ottima anche al servizio, con prime varie e precise. Ma la spagnola non ci sta a soccombere. Partono dalle sue corde colpi rabbiosi e profondi. Ora è anche Simona a correre da un angolo all’altro, pressata da Garbiñe che scende anche a rete. Giunge il break e Muguruza accorcia il gap sul 2-3 per poi tallonare ancora Simona sul 3-4.

I punti vengono scanditi da un intenso bum bum da fondo da parte di entrambe, con la spagnola che a volta riesce a rubare il tempo a Simona verticalizzando il gioco. Muguruza attacca ma Halep rivela ancora una volta una mobilità straordinaria, sorprendendola con un passante di dritto in corsa incrociato stretto. La n.17 del mondo, spesso in difficoltà, cerca di abbreviare gli scambi con maggiore aggressività ma Halep la costringe sempre alla fase difensiva. Garbiñe resiste e d’orgoglio fa 4-4. Variando le rotazioni, Muguruza infila tre giochi consecutivi e sfila il set a un’avversaria improvvisamente insofferente e nervosa. La rumena paga un atteggiamento troppo passivo nella seconda parte del set: è 6-4, si decide tutto al terzo.

ALLA DISTANZA VINCE HALEP– La n. 2 del mondo reagisce e, nonostante Garbiñe abbia ritrovato ritmo ed energie, mette a segno il game d’apertura di terzo set e contrasta al meglio i tentativi di cambi di ritmo dell’avversaria. Ma ecco che un sanguinoso doppio fallo spagnolo consegna alla rumena il vantaggio del 2-0; se Garbiñe conferma ancora difficoltà al servizio, Simona invece ritrova le misure e il controllo degli scambi, imponendo di nuovo all’avversaria la supremazia nello score, e sale 3-0. Allunga ancora sul 4-0 ma non converte due palle break, permettendo così a Muguruza di mettere a segno il primo gioco del terzo set. Ma Halep sembra inesauribile e vola sul 5-1. Qui però qualcosa s’inceppa nel gioco della rumena.

Tenace e mai doma, Muguruza si gioca il tutto per tutto e piazza un altro parziale di tre game (recuperando i due break di svantaggio) per il 4-5. Grinta inesauribile per la spagnola che fa partire dalle corde soluzioni di cui non sembrava più disporre, a match quasi compromesso. Adesso è la rumena ad essere frastornata, ma viene ringalluzzita dai tre gratuiti dell’avversaria intenta a servire per la parità: due match point per Halep. Basta il primo, dopo il secondo doppio fallo di fila della spagnola che le permette di chiudere l’incontro e scacciare la paura.

Brava Halep, anche se il passaggio a vuoto di fine match ha rischiato di compromettere un lavoro quasi perfetto sino a quel momento; onore e merito alla reazione di Garbiñe Muguruza che, a dispetto di una condizione imperfetta, ha allungato un match che sembrava compromesso. Adesso Halep attende in finale una giocatrice ceca: sarà Karolina Pliskova o Marketa Vondrousova.

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Internazionali di Roma: Muguruza ferma la corsa di Azarenka, avanza la campionessa in carica

L’iberica troverà Halep, che ha beneficiato del ritiro di Putintseva. L’altra semifinale sarà il derby ceco Vondrousova-Pliskova

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Garbine Muguruza - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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Giornata di quarti di finale anche nel femminile, con un parco giocatrici di altissimo livello; vediamo com’è andata.

[9] G. Muguruza b. [SE] V. Azarenka 3-6 6-3 6-4

Garbiñe Muguruza si è imposta nel match di cartello della giornata, per la verità non bellissimo, in due ore e 19 minuti, interrompendo la corsa di un’altra bi-campionessa Slam ed ex numero uno WTA, Vika Azarenka, che è rimasta in partita pur perdendo il servizio sei volte di fila. Per Muguruza prosegue la strage di nomi altisonanti, dopo Stephens, Gauff e Konta.

 

2-1 Azarenka nei confronti diretti prima di questa sfida, con l’ultimo match proprio a Roma lo scorso anno, quando si ritirò la spagnola agli ottavi, mentre qualche mese prima era stata Vika ad abbandonare in corso d’opera durante la finale di Monterrey.

Entrambe piuttosto centrate all’inizio, soprattutto con il rovescio. L’iberica si è procurata le prime due chance, non consecutive, nel terzo gioco: ha risposto con colpi centrali ma potenti alle frequenti seconde dell’avversaria, approfittando di qualche iniziale esitazione in uscita dal servizio per salire a palla break, ma un errore di dritto e un rimbalzo infido l’hanno respinta. Nel gioco successivo, di contro, Vika non è stata così generosa, e rispondendo colpo su colpo ad ogni attacco di Muguruza l’ha portata a commettere tre non forzati per il 3-1, dimostrando di soffrire poco la prima potente di Garbine. Replica immediata, però, con la spagnola a disegnare entrambi i lungolinea per lo 0-40 prima di commettere altri errori esiziali, peccando di concretezza.

Azarenka, che questa settimana si è distinta sia per quanto fatto in campo (la bicicletta a Kenin al secondo turno) che per l’empatia mostrata nei confronti di Kasatkina, infortunatasi alla caviglia durante il tie-break del primo set di ieri, si è più volte lamentata dell’eccessiva altezza della sua panchina, e ha risolto il problema meditando come Siddartha sotto al fico:

Da lì ha gestito il punteggio con più punti diretti dal servizio (20/24 con la prima) e con le sue classiche variazioni di spin e direzione, sempre destabilizzanti per il tennis travolgente ma non troppo sfumato di Muguruza. La bielorussa ha chiuso il set con relativa tranquillità in 47 minuti, trovando punti soprattutto da sinistra e chiudendo su una risposta lunga dell’avversaria.

Bruttino il secondo set, con ben quattro break consecutivi: Azarenka è passata subito senza fare sforzi particolari, sfruttando altri tre dritti sbagliati e un doppio fallo, ma stavolta anche lei ha staccato la spina, sbagliando anche lei con servizio e dritto e riaprendo la contesa. Muguruza però non è stata da meno, e ha perso la battuta a zero continuando a soffrire la posizione avanzata dell’avversaria.

L’ultimo break, però, ha segnato un innalzamento del livello dell’iberica, che ha ritrovato il dritto per salire 2-2 grazie a un altro doppio fallo della bielorussa, il quinto. La chiave in questa fase è stata una maggior accortezza di Muguruza, che ha smesso di spingere già dal terzo colpo per aprirsi gli angoli a poco a poco e ha poi strappato la battuta ad Azarenka per la terza volta procurandosi due chance su una volée non chiusa dalla bielorussa e passando alla seconda occasione su un dritto lungo.

L’incanto è durato poco, sfortunatamente per lei, e un rovescio sbagliato dal centro ha regalato lo 0-40 ad Azarenka, tornata in gioco grazie a… un doppio fallo, ça va sans dire. Vika era in un momento di astenia anche peggiore del suo, però, e l’ha mandata a servire per il set prima di risvegliarsi dal torpore e trovare i suoi migliori colpi di giornata (un passante in corsa, un rovescio vincente dal centro e una combo drop/lob) per andare guadagnarsi tre palle dell’ennesimo contro-break, ma Muguruza ha tenuto e ha portato la partita al terzo grazie a due rovesci appena larghi dopo un’ora e 32 minuti. Per Azarenka 5/21 al servizio nel parziale. L’impressione è che i tanti match giocati (17 in 28 giorni) abbiano iniziato a pesare sulla pur imperturbabile Vika.

Il terzo set è iniziato allo stesso modo, con tre break consecutivi e qualità intermittente. Vantaggio immediato per Muguruza grazie a un doppio fallo di Azarenka, quasi una superfetazione scriverlo, e contro-break a zero con un bel passante e un cross di dritto imprendibile. Nel gioco successivo, 0-40 in favore della spagnola, imprecisa inizialmente ma brava a chiudere lo smash per il 2-1 e servizio. Azarenka è riuscita a tenere la battuta dopo sei break subiti di fila per accorciare, e improvvisamente il livello del match è salito: Muguruza ha vinto un punto straordinario con un dritto lungolinea al termine di una strenua difesa:

Ciononostante, ha concesso tre palle break non consecutive, e, pur salvando le prime due con degli ottimi punti giocati in progressione, si è fatta raggiungere con un rovescio lungo. Proprio quando Vika sembrava essere tornata ai livelli dell’ultimo mese, Muguruza è però riuscita a rialzarsi nell’ottavo gioco, salvando una palla break con il rovescio, e ha vinto 11 degli ultimi 13 punti, breakkando a zero nel nono e chiudendo al terzo match point grazie a un rovescio in rete dell’avversaria. Domani affronterà Halep.

[1] S. Halep b. Y. Putintseva 6-2 2-0 rit.

Di breve durata l’incontro che ha aperto la giornata sul Centrale, dove Simona Halep ha approfittato del ritiro di Yulia Putintseva dopo soli 48 minuti. La kazaka è partita bene, procurandosi due palle break nel terzo gioco, ma una volta sprecate quelle ha sofferto il pressing da fondo della prima favorita del torneo, per poi soccombere a un problema alla parte bassa della schiena – i lunghi match precedenti contro Martic e Rybakina hanno probabilmente influito.

La rumena raggiunge così la sua quinta semifinale romana (non ha mai perso ai quarti), e cercherà di conquistare il suo primo titolo. Interrogata sul vuoto a forma di Roma nel suo palmares, Halep ha risposto: “Vincere qui è il mio obiettivo più importante al momento. Voglio davvero questo trofeo. Amo giocare qui, e ho raggiunto cinque semifinali, quindi magari avrò una chance nel futuro immediato“.

[12] M. Vondrousova b. [4] E. Svitolina 6-3 6-0

La finalista del Roland Garros 2019, Marketa Vondrousova, ha battuto la campionessa di Roma del 2018 e 2019 in 80 minuti. Sei palle break non sfruttate nei primi due giochi da Svitolina, stranamente fallosa (16 unforced) e destabilizzata dai cambi di ritmo dell’avversaria, dotata di un dritto mancino molto carico che tiene le avversarie lontane dal campo per poi colpire con soventi palle corte. La ceca si è allora portata avanti nel gioco successivo, e ha addirittura sprecato due palle per il 5-1 prima di concederne un paio all’avversaria, cancellate però da un rovescio largo e da un drop – zero su otto per Svitolina con le palle break nel parziale. Set estremamente combattuto, con sei game ai vantaggi, ma chiuso a zero da Vondrousova su un dritto in corsa complicato tirato in corridoio dall’ucraina.

La ceca ha subito messo la racchetta avanti anche nel secondo, vincendo uno scambio di pittino e aggredendo una palla corta un po’ telefonata. Svitolina ha avuto una chance per rientrare grazie a un doppio fallo, ma Vondrousova si è schernita attaccando bene con il colpo bimane prima di scappare definitivamente nel gioco successivo, soffrendo solo nell’ultimo game del match prima di chiudere con l’ennesima palla corta chiosata da un pallonetto.

Marketa Vondrousova – Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

[2] Ka. Pliskova b. [11] E. Mertens 6-3 6-0

Non c’era solo Azarenka fra le reduci dello US Open, visto che sia Pliskova che Mertens hanno giocato a Flushing Meadows, e pure molto bene nel caso della belga (fermata solo dal ciclone-Azarenka). Il loro match odierno si è chiuso con la vittoria della campionessa uscente degli Internazionali d’Italia in due ore e otto minuti.

La ceca ha salvato due palle break nel game d’apertura, ma si è salvata e ha colpito nel game successivo per il rapido 3-0 iniziale. Pliskova avrebbe potuto allargare ulteriormente il gap, ma non è riuscita a sfruttare due occasioni non consecutive nel quarto game. Nonostante questo, ha chiuso facilmente il parziale per 6-3.

L’inizio del secondo sembrava aver indirizzato l’incontro definitivamente, visto che Pliskova era rapidamente salita 1-0 e servizio, e invece la belga ha iniziato a trovare continuità in risposta, arrivando a palla break in ogni turno di servizio dell’avversaria e vincendo cinque game di fila per mandarla al terzo dopo un’ora e 37 minuti. Pliskova ha commesso alcuni errori esiziali, come il doppio fallo sulla palla del 4-2 e il 15-40 non sfruttato sul 3-3.

All’inizio del terzo, però, la campionessa uscente ha ritrovato i suoi colpi, ed è salita 2-0 grazie a un paio di vincenti, uno in contropiede e uno di puro muscolo, beneficiando anche di un’esitazione di Mertens nello scendere a rete. La partita è finita lì, perché la belga è completamente uscita dall’incontro, subendo anche la beffa di un break a zero favorito dal nastro nel quarto gioco. Mertens ha avuto una chance per accorciare il divario subito dopo, ma una bella combinazione seconda-e-dritto di Pliskova l’ha ricacciata indietro, infornando il bagel poco dopo con tre risposte senza tema di smentita consecutive.

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