ATP Finals: sarà il Masters del ricambio generazionale?

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ATP Finals: sarà il Masters del ricambio generazionale?

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TENNIS ATP FINALS – Nelle conferenze stampa pre torneo l’aspetto più discusso è stato il presunto cambio generazionale. La risposta condivisa sembra essere che il  cambio della guardia sia iniziato, ma non sarà facile scalzare Djokovic, Federer, Nadal e Murray. Da Londra, Paul Sassoon

Questa stagione di tennis maschile è alle ultime battute ed il dibattito principale è sul ricambio generazionale in atto questa stagione. Ci sono stati due nuovi vincitori di titoli del Grande Slam, Wawrinka in Australia e Cilic a New York, e i giovani come Raonic e Nishikori sono entrati nella top ten scalzando altri giocatori con più esperienza. Tuttavia,  il cambio della guardia in vetta alla classifica non è ancora avvenuto e ai primi tre posti della classifica ATP ci sono i soliti Djokovic, Federer e Nadal con Murray che è ritornato al sesto posto con la possibilità di riformare i “Fab four” se riuscirà a qualificarsi per le semifinali.

 

Per il numero uno del mondo questo cambio al vertice è iniziato da qualche stagione: “E’ da qualche stagione che ci sono quattro vincitori di Slam diversi. I nuovi giocatori sono qui per la prima volta e c’è un po’ di cambiamento nel tennis con nuovi tennisti, nuove generazioni che crescono e che adesso competono con i primi quattro, che hanno dominato i titoli dello Slam e i principali tornei nel tour per anni. Questa è una cosa naturale dopo anni di dominio di Federer e Nadal e poi io e Andy ci siamo inseriti. Forse mi aspettavo questo avvicendamento prima.”

Ascolta la conferenza stampa di Novak Djokovic 

Anche per Federer il ricambio è iniziato ma non è ancora completo, “come indica la classifica se i primi stanno bene c’è ancora un divario, ma le differenze sono così piccole che dobbiamo confermarci ad ogni occasione. Le cose nel tennis possono cambiare rapidamente e per questo non mi piace fare pronostici, ma è bello vedere delle facce nuove alle World Tour Finals.”

Ascolta la conferenza stampa di Roger Federer

L’altro membro dei “Fab Four” presente a Londra è Andy Murray. Lo scozzese ha confermato il punto di vista di Nole e Roger, “il cambio c’è stato, ma non è stato così drastico come tanti dicono. I giovani stanno migliorando tanto, non solo chi è qui per la prima volta, ma anche Dimitrov ha avuto un ottima annata. Ci sono state molte prime volte quest’anno.”

Ascolta la conferenza stampa di Andy Murray

Berdych è stato dietro ai primi giocatori al mondo per diversi anni e adesso corre il rischio di essere superato dalla nuova generazione che avanza, “…vediamo. Negli ultimi due o tre anni non ci sono stati grossi cambiamenti. Sempre gli stessi giocatori hanno occupato i primi posti. Quest’anno ci sono facce nuove e non è facile mantenere la propria posizione. Ma io ci sono riuscito per il quinto anno di fila. Se sono seduto qui è perché ho avuto una buona stagione.”

Ascolta la conferenza stampa di Tomas Berdych

Il giocatore che ha dato iniziato al cambiamento vincendo l’Australian Open è stato Stan Wawrinka. Lo svizzero è alle ATP Finals per il secondo anno consecutivo. “Quest’anno è stato diverso dagli ultimi tre anni, questo è sicuro. Ci sono stati diversi vincitori negli Slam, ma vedremo. Penso che Novak, Roger e Rafa quando non è infortunato, siano ancora i migliori. Sarà interessante l’anno prossimo. Ci sono diversi giocatori dietro a loro pronti a prenderne il posto. Ma non è facile, anche perché sono sicuro che gli altri non vorranno lasciare il loro posto.”

Ascolta la conferenza stampa di Stan Wawrinka

Il vincitore dello US Open ha parlato del suo anno senza sbilanciarsi sul ricambio generazionale, “è un onore per me essere qui per la prima volta. Quest’anno è stato l’anno migliore della mia carriera, ho giocato ottimi tornei e soprattutto ho vinto gli US Open. Penso che la mia vittoria abbia aperto la porta agli altri. Le nuove facce rendono il tennis più interessante e sicuramente aumenterà l’intensità del prossimo anno.”

Ascolta la conferenza stampa di Marin Cilic

Kei Nishikori, che ha perso la finale dello US Open contro il croato,  ma si è qualificato anche lui per la prima volta al torneo di fine anno,  è d’accordo con gli altri, “è stato un anno diverso. Stan ha vinto un titolo dello Slam e anche Cilic. Io e Cilic in finale penso sia stata una grossa sorpresa, nessuno si aspettava noi due in finale. Penso sia molto eccitante per il tennis.”

Ascolta la conferenza stampa di Kei Nishikori

Il più giovane dei giocatori presenti qui a Londra ha descritto la situazione meglio di tutti. Per Raonic infatti “noi giovani stiamo bussando alla porta dei primi, ma nessuno è ancora riuscito a sfondare la porta”

Ascolta la conferenza stampa di Milos Raonic

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Australian Open, il padre di Djokovic: “Sotto questi ricatti è probabile che Novak non giochi”

Intervistato da un programma televisivo in Serbia, Srdjan spiega: “Novak vorrebbe giocare, ma è suo diritto dire o non dire se si è vaccinato”

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Novak Djokovic - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

“È improbabile che Novak Djokovic giochi l’Australian Open se le condizioni sono queste”. Ad affermarlo è Srdjan Djokovic, il padre del numero uno del mondo, durante un’intervista in Serbia, a TV Prva. Come noto, il primo Slam dell’anno ha imposto la vaccinazione obbligatoria per i giocatori che vorranno prendere parte al torneo, mentre Novak, nove volte campione del torneo, non ha mai detto ufficialmente se si sia vaccinato o meno (e ciò fa pensare, ovviamente, che abbia rifiutato di sottoporsi all’immunizzazione).

Mentre il figlio Novak è impegnato in Coppa Davis, Srdjan interviene sul tema e lo fa senza mezzi termini: “L’essere vaccinati o meno risponde a un diritto personale di ogni individuo. Nessuno può violare la privacy del singolo perché ognuno ha il diritto di decidere per la propria salute. Se Novak si è vaccinato o meno è un argomento che riguarda esclusivamente lui: non lo so e anche se lo sapessi non lo direi pubblicamente. Non credo che lo rivelerà, e sotto questi ricatti probabilmente non giocherà l’Australian Open. Inoltre non è chiaro il perché vaccini come quello russo e quello cinese non siano ritenuti validi secondo i criteri dell’Australia”.

Djokovic senior rincara la dose, facendo capire quale sia al momento la linea di pensiero del numero uno del mondo: “È imbarazzante il fatto che ci sia qualcuno che possa prendersi il diritto di escludere dal torneo il nove volte campione dell’Australian Open. Novak vorrebbe competere, ma se giocherà o meno dipenderà dalla posizione delle autorità e degli organizzatori”.

 

Djokovic, a proposito della questione, è stato evasivo durante una conferenza stampa alle ATP Finals di Torino, trincerandosi dietro un “aspettiamo e vedremo quello che succede”. Se Djokovic saltasse l’Australian Open, oltre a rinunciare alla possibilità di rincorrere quel Grande Slam saltato nel 2021 solo per la sconfitta in finale allo US Open, perderebbe la chance di arrivare a 21 Slam vinti, superando Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica dei giocatori con più titoli di sempre (Rafa dovrebbe essere regolarmente in campo a Melbourne e potrebbe quindi cercare a sua volta di staccare i rivali). Djokovic ha sempre giocato a Melbourne Park sin dal 2005.

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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