Coppa Davis, verso la finale: Tutti i numeri della Svizzera

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Coppa Davis, verso la finale: Tutti i numeri della Svizzera

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TENNIS COPPA DAVIS – Il sogno degli svizzeri, la conquista della Coppa Davis. Una sola finale giocata, quella del 1992, persa contro gli Usa. Federer ad un passo dal record di Hlasek

Per la Svizzera la finale di Lille del prossimo fine settimana è praticamente l’appuntamento con la storia, c’è la reale possibilità di conquistare (schiena di Roger a parte, ma di questo ne parleremo in altro articolo) la prima Coppa Davis con quella che probabilmente è la squadra elvetica più forte di tutti i tempi.
La Svizzera ha fatto la sua prima apparizione in Davis nel 1923, vanta un bilancio nella manifestazione di 159 incontri giocati con 75 sfide vinte e 84 perse.
Gli elvetici hanno raggiunto una sola volta la finale, nel 1992, quando Jacob Hlasek e Marc Rosset spaventarono gli Usa a Fort Worth, prima di essere sconfitti 3-1. La Svizzera con la finale salirà alla posizione nr.3 del ranking, nel caso in cui dovesse vincere la Coppa diverrebbe invece nr.2. In Davis gli svizzeri non hanno mai recuperato uno svantaggio di 2-0.

 

 

IL CAMMINO VERSO LA FINALE DEL 1992

Nel 1992 al squadra svizzera era nella sostanza formata da Marc Rosset e Jacob Hlasek, che giocavano sia i singolari che il doppio (i due in carriera vinsero insieme anche un Roland Garros).
Nel 1° turno ebbero facile ragione degli olandesi, superati 4-1 sul veloce di The Hague, pratica chiusa già il sabato dopo il doppio.
Si presentava ostica la trasferta francese nei quarti di finale, visto soprattutto che gli svizzeri non avevano mai battuto i transalpini in Davis fino ad allora.
Invece Hlasek e Rosset riuscirono nell’impresa, portando per la prima volta nella sua storia il loro paese in una semifinale di Davis.
I due svizzeri vinsero anche in questa occasione entrambi i singolari della prima giornata, a nulla vale l’impegno degli stoici Forget e Leconte che batterono il doppio rosso-crociato.
Ci pensò Hlasek a chiudere la contesa battendo Thierry Champion nel primo singolare della domenica e garantendosi così l’accesso alla semifinale.
Paradossalmente il match che fu davvero una formalità fu quello con i brasiliani a Ginevra.
I sudamericani avevano eliminato nei turni precedenti contro pronostico prima la Germania di Becker e poi l’Italia di capitan Panatta, avvalendosi non solo del fattore campo ma soprattutto della “torcida” dei propri tifosi (chi non ricorda il trombettiere D’Artagnan sulle tribune di Maceiò).
Ma fin quando giocavano in casa e sulla amata terra, per i brasiliani tutto era possibile.
Quando però si trattò di andare sul veloce in trasferta la musica cambiò ed arrivò una solenne bastonatura in quel di Ginevra per i brasiliani, sconfitti 5-0.
A quel punto gli svizzeri erano in finale, ma giocare fuori casa e per di più contro gli Usa di Courier, Agassi, Sampras e “nonno” McEnroe, dichiaratosi disponibile per il doppio, sembrava un’impresa davvero improba
Più improba di così non si poteva, eppure gli svizzeri furono capaci di far tremare gli americani.
Agassi inflisse la prima sconfitta dell’anno in Davis al malcapitato Hlasek, ma il miracolo lo realizzò Rosset che rimontò da sotto due set a uno un attonito Courier e portò gli ospiti sull’1-1.
A quel punto si pensò che il doppio McEnroe/Sampras potesse fare un sol boccone della coppia collaudata Hlasek/Rosset ed invece gli svizzeri arrivarono vicinissimi ad un incredibile colpaccio.
Infatti, dopo aver vinto i primi due set al tie break, gli americani solo in volata riuscirono a salvarsi nel terzo set, vinto poi 7-5, prima di dilagare su Hlasek e Rosset, probabilmente coscienti che l’occasione era andata.
L’indomani Hlasek, che era arrivato in America da imbattuto per il ’92 in Davis, fu battuto in 4 set da Jim Courieir che regalò così il punto decisivo ai fini della vittoria della Coppa.

31 gennaio-2 febbraio, The Hague, carpet, indoor, Ottavi di finale
Olanda-Svizzera 1-4

Rosset-Siemerink 76(2) 62 76(4)
Hlasek-Haarhuis 46 64 63 76(2)
Hlasek/Rosset- Haarhuis/Koevermans 62 57 63 61
Hlasek-Eltingh 62 64
Haarhuis-Rosset 64 63

 

27-29 marzo 1992, Nimes, clay, indoor, Quarti di finale
Francia-Svizzera 2-3

Hlasek-Boetsch 36 76(3) 64 76(4)
Rosset-Champion 64 64 46 62
Forget/Leconte-Hlasek/Rosset 46 46 62 76 64
Hlasek-Champion 63 46 76(6) 75
Boetsch-Rosset 64 64

 

25-27 settembre 1992, Ginevra, carpet, indoor
Svizzera-Brasile 5-0

Rosset-Oncins 63 75 75
Hlasek-Mattar 62 63 67(5) 63
Hlasek/Rosset- Motta/Roese 63 64 63
Hlasek-Omncins 64 62
Rosset-Mattar 76(2) 63

 

4-6 dicembre 1992, Fort Worh, hard, indoor
Usa-Svizzera 3-1

Agassi-Hlasek 61 62 62
Rosset-Courier 63 67(9) 36 64 64
McEnroe/Sampras- Hlasek/Rosset 67(5) 67(7) 75 61 62
Courier-Hlasek 63 36 63 64

 

IL CAMMINO NEL 2014

Quando si comprese che Djokovic non avrebbe giocato a Novi Sad contro la Svizzera, Wawrinka si rese conto che l’impresa si poteva realizzare, che la Davis finalmente si sarebbe potuta vincere e fece di tutto per convincere Roger Federer a partecipare all’edizione in corso.
Convinto Roger, è stato nella sostanza il Kazakhstan ad andare vicino a scombinare I piani di Luthi & co.
In Serbia infatti non vi fu nessun problema con il team locale orfano non solo di Nole ma anche di Troicki e Tipsarevic, cioé praticamente di tutta la squadra, senza nulla togliere a Bozoljac e Lajovic.
Gli svizzeri si permisero addirittura di chiudere la sfida al sabato facendo giocare il doppio a Chiudinelli e Lammer che diedero agevolmente il 3-0.
I Kazaki invece sono andati vicinissimi al colpaccio che avrebbe avuto una eco non indifferente.
Eroe in negativo del week-end Stan Wawrinka, sconfitto da Golubev nella prima giornata ed incapace di fornire un aiuto degno di questa parola a Federer nel doppio del sabato, vinto dai kazaki in 4 set.
Spalle al muro sul 2-1 per il Kazakhstan, Wawrinka rischiò il tracollo psicologico contro Kukushkin, battuto nella prima giornata da Federer. Ma una volta perso il primo set l’attuale nr.4 del ranking si svegliò dal torpore e riuscì a chiudere il match in 4 set, regalando così il 2-2 alla Svizzera.
La rimonta fu concretizzata manco a dirlo da Roger Federer che superò senza alcun problema Golubev.
Senza particolari patemi invece la semifinale contro l’Italia giocata sempre a Ginevra. Solo il doppio Bolelli/Fognini provò a tenerci in corsa il sabato, ma alla fine il compitino degli svizzeri fu assolto in maniera alquanto esemplare.

Ricordiamo che Roger Federer detiene il record per la Svizzera del maggior numero di vittorie in singolare (37) in Davis, mentre è ad una sola lunghezza da Hlasek per ciò che riguarda il numero delle vittorie in assoluto (doppio + singolare), sono ad oggi 48 per il nr.2 Atp mentre Hlasek arrivò a quota 49.
Ricordiamo solo ai fini statistici che Wawrinka e Chiudinelli detengono il record del l’incontro di doppio più lungo della storia della Davis. Il riferimento è naturalmente a quanto accaduto nel 1° turno del 2013 quando Berdych e Rosol sconfissero la coppia svizzera solo 24-22 al quinto set dopo 7 ore ed un minuto di battaglia incredibile

 

First round, Novi Sad [SRB, indoor hard court]
Switzerland def. Serbia, 3-2

Roger FEDERER (SUI) def. Ilija BOZOLJAC (SRB) 6-4 7-5 6-2
Stan WAWRINKA (SUI) def. Dusan LAJOVIC (SRB) 6-4 4-6 6-1 7-6(7)
 CHIUDINELLI / LAMMER (SUI) def. KRAJINOVIC / ZIMONJIC (SRB) 7-6(3) 3-6 7-6(2) 6-2
Dusan LAJOVIC (SRB) def. Michaël LAMMER (SUI) 6-3 3-6 6-4
Filip KRAJINOVIC (SRB) def. Marco CHIUDINELLI (SUI) 6-4 6-4

Quarter-final, Geneva [SUI, indoor hard court]
Switzerland def. Kazakhstan, 3-2

Andrey GOLUBEV (KAZ) def. Stan WAWRINKA (SUI) 7-6(5) 6-2 3-6 7-6(5)
Roger FEDERER (SUI) def. Mikhail KUKUSHKIN (KAZ) 6-4 6-4 6-2
GOLUBEV / NEDOVYESOV (KAZ) def. FEDERER / WAWRINKA (SUI) 6-4 7-6(5) 4-6 7-6(5)
Stan WAWRINKA (SUI) def. Mikhail KUKUSHKIN (KAZ) 6-7(4) 6-4 6-4 6-4
Roger FEDERER (SUI) def. Andrey GOLUBEV (KAZ) 7-6(0) 6-2 6-3

Semi-final, Geneva [SUI, indoor hard court]
Switzerland def. Italy, 3-2

Roger FEDERER (SUI) def. Simone BOLELLI (ITA) 7-6(5) 6-4 6-4
Stan WAWRINKA (SUI) def. Fabio FOGNINI (ITA) 6-2 6-3 6-2
BOLELLI / FOGNINI (ITA) def. CHIUDINELLI / WAWRINKA (SUI) 7-5 3-6 5-7 6-3 6-2
Roger FEDERER (SUI) def. Fabio FOGNINI (ITA) 6-2 6-3 7-6(4)
Andreas SEPPI (ITA) def. Michaël LAMMER (SUI) 6-4 1-6 6-4

 

 

 

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

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Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

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